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Adulti con riserva

Come era allegra l'Italia prima del '68

Di

Editore: Mondadori

3.5
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804572620 | Isbn-13: 9788804572626 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Non-fiction

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Descrizione del libro
Questo libro ripercorre gli anni fatati del decennio più breve del Novecento, gli anni Sessanta, un piccolo sortilegio della storia, perché in realtà durano pochissimo, dall'apparizione di Bob Dylan, dei Beatles e dei Rolling Stones, fino al Sessantotto, quando la politica prenderà il sopravvento sulla fantasia. Eppure, quella fulminea stagione fissa per sempre i suoi simboli nell'attuale immaginazione: John F. Kennedy, il beat, il partito democratico, le chitarre Eko. I Sessanta sono un laboratorio o, meglio, un lungo istante stregato in cui prende forma l'attuale modernità. Sono il momento in cui il mondo si è colorato all'improvviso, dopo il grigiore dei Cinquanta. La cultura di oggi è il prodotto di quella accelerazione, di quello stato d'animo in cui sembrava, per la prima volta, che ci fosse spazio per una speranza, un'attesa, una liberazione. È questo il panorama di un racconto che si sviluppa sul filo della memoria, nel caratteristico stile con cui Edmondo Berselli affianca all'accento ironico l'emozione del ricordo.
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  • 2

    Deludente è l'aggettivo indicato per questo libro. L'Autore vorrebbe forse scrivere l'equivalente di Amarcord o di Radio Days e finisce con l'annaspare in una di quelle storielle alla Pupi Avati. Molto discutibile la tesi, secondo la quale il «decennio breve» degli anni Sessanta sar ...continua

    Deludente è l'aggettivo indicato per questo libro. L'Autore vorrebbe forse scrivere l'equivalente di Amarcord o di Radio Days e finisce con l'annaspare in una di quelle storielle alla Pupi Avati. Molto discutibile la tesi, secondo la quale il «decennio breve» degli anni Sessanta sarebbe stato un periodo di spensierata felicità, conclusosi con il grigiore e la cupezza del Sessantotto. La narrazione procede in modo disordinato, a volte scombinato, senza un vero filo conduttore, se non quello del narratore che registra i cambiamenti dall'angolo rassicurante della provincia italiana. Non mancano pagine godibili (come quelle dedicate alla canzone Volare, emblema e sintesi del clima psicologico che accompagnò gli anni del boom). Ma niente di veramente originale e tutto, spesso, molto noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Precisa la descrizione degli "inglesi".Stupenda la definizione di Celentano, che "assomigliava molto agli allegri bocciati delle scuole professionali e quindi risultava invidiabile: un cattivo soggetto della periferia...". Bella "l'acqua minerale poveristica" = acqua + Idrolitina.
    Invidio la cap ...continua

    Precisa la descrizione degli "inglesi".Stupenda la definizione di Celentano, che "assomigliava molto agli allegri bocciati delle scuole professionali e quindi risultava invidiabile: un cattivo soggetto della periferia...". Bella "l'acqua minerale poveristica" = acqua + Idrolitina. Invidio la capacità di Berselli di definire con pochi tratti intelligenti e pieni di humour situazioni, persone e personaggi. Certo, c'è troppo calcio e quindi in alcuni punti il libro è un po' noioso, per me. Mi manchi, Berselli!

    ha scritto il 

  • 5

    un libro davvero simpatico, che si legge d'un fiato.
    sembra di ritrovarsi alle cene di classe del liceo, o a quella dei cinquantenni, dove si muore dal ridere nel rivivere fatti ed eventi che sono nella memoria di tutti.
    Tutto nasceva da una socialità diffusa, che passava dai giochi, ai balli, ...continua

    un libro davvero simpatico, che si legge d'un fiato. sembra di ritrovarsi alle cene di classe del liceo, o a quella dei cinquantenni, dove si muore dal ridere nel rivivere fatti ed eventi che sono nella memoria di tutti. Tutto nasceva da una socialità diffusa, che passava dai giochi, ai balli, alle riunioni, alle serate davanti all'(unica) televisione che trasmetteva pochi (buoni) programmi su pochi canali. non è un "si stava meglio quando si stava peggio", ma un garbato invito a riflettere.

    ha scritto il 

  • 3

    Berselli mi piace di più come giornalista, anche se devo dire che questo è il suo primo libro che leggo. In alcuni punti è spassoso, in altro un pò noioso, comunque è un libro che non mi dispiace aver letto, se non altro per aver ripercorso quel decennio brevissimo che porta al sessantotto. Nel 5 ...continua

    Berselli mi piace di più come giornalista, anche se devo dire che questo è il suo primo libro che leggo. In alcuni punti è spassoso, in altro un pò noioso, comunque è un libro che non mi dispiace aver letto, se non altro per aver ripercorso quel decennio brevissimo che porta al sessantotto. Nel 58 avevo tre anni, quindi... ma poi mi ricordo com'eravamo alla metà degli anni sessanta.

    ha scritto il 

  • 3

    Berselli ha vissuto un periodo ricco di creatività e cambiamenti in ogni settore sociale, ancora prima del '68, per questo rimpiange gli anni prima e in un intervista, disse che la rivoluzione è durata troppo in Italia, si è perso del tempo inutilmente a contestare, sono passati 4 decenni ma si c ...continua

    Berselli ha vissuto un periodo ricco di creatività e cambiamenti in ogni settore sociale, ancora prima del '68, per questo rimpiange gli anni prima e in un intervista, disse che la rivoluzione è durata troppo in Italia, si è perso del tempo inutilmente a contestare, sono passati 4 decenni ma si continua a parlarne, le rivoluzioni portano argomenti infiniti di discussione. Credo abbia ragione lui e cioè quanto fosse più semplice e rilassante, prima della rivoluzione e prima di "mettere tutto in discussione"

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinante per chi ha vissuto quegli anni, interessante per chi ancora non c'era, forse un po' troppo maschile, le ragazze avevano altri miti, altri sogni, altri bisogni...

    ha scritto il 

  • 3

    Bastava meno.

    Il genere è rischioso: vi racconto il passato che vidi per ricavarne acute considerazioni sul presente. Il sottotitolo è la tesi.


    Se c'eravate lo sapevate già, se non c'eravate ma avete letto Berselli sul quotidiano o altri libri qui LI RITROVATE SPESSO!!!


    Edmondo, da vecchio letto ...continua

    Il genere è rischioso: vi racconto il passato che vidi per ricavarne acute considerazioni sul presente. Il sottotitolo è la tesi.

    Se c'eravate lo sapevate già, se non c'eravate ma avete letto Berselli sul quotidiano o altri libri qui LI RITROVATE SPESSO!!!

    Edmondo, da vecchio lettore e fan mi hai riciclato un sacco e una sporta di frasi e aneddoti, ricolme di prudenze talvolta spiccatamente paracule per timore di ritorsioni dei tuoi (tuoi... non necessariamente nostri) sodali e affini.

    Non farlo più.

    ha scritto il