Adventures of Huckleberry Finn

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Publisher: Harcourt Brace College Publishers

4.1
(2711)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan , German , Italian , French , Czech , Greek , Danish , Portuguese , Chi traditional , Swedish , Polish

Isbn-10: 0030515041 | Isbn-13: 9780030515040 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Others , School & Library Binding , Softcover and Stapled , Audio CD , Unbound , eBook

Category: Children , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
'Cordially hated and dreaded by all the mothers of the town because he was idle, and lawless, vulgar, and bad - and because all their children admired him so', Huckleberry Finn, the fourteen-year-old son of the town drunkard, joins runaway slave Jim on an exciting journey down the mighty Mississippi River on a raft.
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  • 5

    Versione Culicchia

    Le avventure di Huckleberry Finn è un indubbio capolavoro della narrativa americana ed è anche il primo romanzo che prende le distanze dal modello anglosassone (a cui appartengono James e Warthon), pe ...continue

    Le avventure di Huckleberry Finn è un indubbio capolavoro della narrativa americana ed è anche il primo romanzo che prende le distanze dal modello anglosassone (a cui appartengono James e Warthon), perché Twain mette in scena i rappresentanti del profondo sud statunitense di metà Ottocento: i poveri, gli schiavi, i vagabondi, gli imbroglioni, nonché gli abitanti di paesi sperduti intorno alle rive del Mississippi, altro grande protagonista di questo libro. E i principali interpreti sono gli esseri marginali, individualisti, ribelli ma profondamente morali, come Huck, e gli schiavi dignitosi, animisti e profondamente morali come Jim.
    La combinazione dei due, che si avventurano in cerca di liberazione (dall'obbligo della civilizzazione) e di libertà (dalla sottomissione al modello di civiltà colonialista) produce una miscela esplosiva sul piano del racconto, ma soprattutto su quello del linguaggio, l'invenzione più straordinaria di Mark Twain, che all'epoca non doveva subire la censura del politically correct, com'è accaduto in tempi recenti.
    In questo senso è encomiabile lo sforzo di traduzione di Culicchia che, diversamente da Giachino nell'edizione Einaudi, differenzia decisamente il dialetto di Huck da quello di Jim. Ne deriva un poutpourri linguistico coinvolgente ed esilarante.
    A differenza del precedente libro dedicato a Tom Sawyer, qui abbiamo un racconto in prima persona: la voce e il punto di vista sono quelli di Huck, la visione del mondo è lo sguardo di Huck. Un personaggio meraviglioso, indimenticabile, eroe solitario accanto ai grandi eroi della letteratura mondiale, che ci mostra la realtà così com'è, lasciando a noi lettori il compito di giudicarla.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Libro divertente, scritto con un linguaggio simpatico, l'unica parte che ho trovato un pò noiosa è quando devono liberare Jim alla fine del libro e quel dannato Tom Sawyer ce la mette proprio tutta pe ...continue

    Libro divertente, scritto con un linguaggio simpatico, l'unica parte che ho trovato un pò noiosa è quando devono liberare Jim alla fine del libro e quel dannato Tom Sawyer ce la mette proprio tutta per complicare la vita ad Huck e Jim, dopo un pò l'ho trovato davvero irritante.

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  • 3

    Mentre lo leggevo mi è sembrato davvero di esser lì con Huck e Jim sulla zattera, alla deriva sul Mississippi, mentre tutto il mondo intorno scorreva lento con i suoi colori e i suoi segreti, immagini ...continue

    Mentre lo leggevo mi è sembrato davvero di esser lì con Huck e Jim sulla zattera, alla deriva sul Mississippi, mentre tutto il mondo intorno scorreva lento con i suoi colori e i suoi segreti, immagini di fiumi e foreste e villaggi. Grazie a questo libro ho scoperto un po’ di quell’America quasi selvaggia e primitiva, descritta con vivacità e un pizzico di comicità. Il linguaggio fresco, ingenuo e anche un po’ sgrammaticato (per ritrarre la parlata dei personaggi) ha reso la lettura ancora più divertente e, se devo dire la verità, in alcuni punti ha suscitato in me una certa tenerezza, quasi compassione. Ciò che mi è piaciuto di più del libro è ovviamente l’amicizia autentica e sincera fra Huck e Jim, come anche gli imprevedibili nobil gesti del protagonista, che a volte non mi sarei davvero aspettata e che mi hanno intimamente commossa. Gran romanzo, anche se probabilmente avrebbe reso di più se letto qualche anno fa.

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  • 4

    “Tutta la letteratura moderna americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn. La scrittura americana arriva da lì. Non c’era mai stato niente del genere prima. E non c’è più st ...continue

    “Tutta la letteratura moderna americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn. La scrittura americana arriva da lì. Non c’era mai stato niente del genere prima. E non c’è più stato più nulla di altrettanto valido da lì in poi”. (Ernest Hemingway). Ora, io non so se posso prendermi o no la libertà di dire al Signor Hemingway che non sono completamente d’accordo con lui (nel senso che nemmeno lui potrà mai farmi dire che il capolavoro assoluto della letteratura d’Oltreoceano non sia la doppietta Furore/Valle dell’Eden di Steinbeck), però su una cosa non ci sono dubbi: la letteratura americana deriva tutta da Twain, perchè non c’era mai stato niente di simile ai suoi libri prima di allora. Partiamo subito col dire che Huckleberry Finn NON è un libro per bambini. Anche se parla di un bambino. Anche se ci hanno fatto sopra dei cartoni animati. Huckleberry Finn è un libro sulla libertà. Altro che Kerouac, appunto. E’ un libro sul viaggio come vita. Sullo scegliere di andare contro tutto quello che secondo la società dovremmo fare, dovremmo pensare, dovremmo essere. Huck è un ragazzino senza mamma, con un padre vagabondo, violento e alcolizzato. Huck non ha paura di (quasi) niente, fuma, dice le parolacce, è un fannullone che fa solo quello che gli va. Huck è anche un ragazzino ricchissimo, perchè insieme al suo migliore amico Tom Sawyer ha scoperto un tesoro. Questo tesoro però, proprio se hai un padre vagabondo, violento e alcolizzato, può diventare un grosso guaio. Allora conviene sbarazzarsene, scappare dalla casa della vedova Douglas, che ti ha preso sotto la sua ala protettrice e vuole “civilizzarti” mandandoti a scuola e insegnandoti la Bibbia, fingerti morto ammazzato e sparire dal mondo degli adulti. Navigare lungo il Mississippi con Jim, uno schiavo in fuga dalla padrona che vuole venderlo, e vivere insieme mille avventure. Tom Sawyer è un monello, Huckleberry Finn un eroe picaresco: rifiuta la società, se ne allontana volontariamente, sceglie fino all’ultima riga di essere al comando della sua vita e della sua coscienza, lontano dalle convinzioni ottuse degli adulti della città. I “grandi” in Huckleberry Finn sono sempre personaggi negativi: bigotti o debosciati, avidi o fannulloni, pedanti o irresponsabili, noiosi o inaffidabili. L’unica eccezione, ed è qui la grandezza del libro, è Jim. Lo schiavo, il negro, quello che la società cristiana bianca e benpensante non considera un essere umano, è l’unico vero Uomo del romanzo. Il solo di cui Huck si possa fidare, che possa chiamare amico.
    Huck e Jim, un orfano vagabondo e uno schiavo in fuga, due scarti della società che ancora oggi ci insegnano cosa voglia dire essere uomini liberi.

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  • 4

    Sulla penna di Twain penso ci sia poco da aggiungere... personaggi indimenticabili e mille avventure ci accompagnano nell'America del nostro immaginario...sedia a dondolo in veranda, cappello di pagl ...continue

    Sulla penna di Twain penso ci sia poco da aggiungere... personaggi indimenticabili e mille avventure ci accompagnano nell'America del nostro immaginario...sedia a dondolo in veranda, cappello di paglia, pipa e carabina in spalla...I tronchi che viaggiano lungo il Mississipi, protagonista silenzioso. Mi rammarico solo di non aver divorato queste pagine da bambina, quando si andava davvero in cerca di avventure al fiume o nel bosco, cacciando grilli ed altri mostri immaginari, con le ginocchia sbucciate e punti dalle ortiche... Mi sento di consigliarlo a tutti, grandi e piccini, per riscoprire il lusso di una mente libera, aperta all'avventura, alla fantasia!

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  • 4

    M'ha agradat molt més ara que quan el vaig llegir d'adolescent. Sobretot la part central, que es podria considerar una riu-movie, un viatge al llarg del Mississipi, amb una crònica de la hipocresia i ...continue

    M'ha agradat molt més ara que quan el vaig llegir d'adolescent. Sobretot la part central, que es podria considerar una riu-movie, un viatge al llarg del Mississipi, amb una crònica de la hipocresia i les desigualtats de l'època.
    Ernest Hemingway va dir que tota la literatura americana moderna prové d'aquest llibre, si bé adverteix que la lectura hauria d'aturar-se quan s'emporten el negre Jim del rai. Aquest seria un final més veritable que el final feliç (i divertit) amb la intervenció de Tom Sawyer.

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  • 5

    Ahora caigo!

    Ti senti strambo e diverso. Incapace di guardare le cose con gli occhi della normalità. Poi leggi e d'improvviso non è più isolamento. Forse addirittura fortuna.

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  • 3

    A spasso sul fiume

    Questo libro, che potrebbe definirsi uno spin-off di Tom Sawyer, è molto meglio di quest'ultimo: la narrazione è più matura, a tratti più spassosa e anche la trama è più simile ad una raccolta di avve ...continue

    Questo libro, che potrebbe definirsi uno spin-off di Tom Sawyer, è molto meglio di quest'ultimo: la narrazione è più matura, a tratti più spassosa e anche la trama è più simile ad una raccolta di avventure, per via del ricco numero di avvenimenti che si susseguono (in questo, ricorda IL CIRCOLO PICKWICK).
    Sembra di essere lì sulla zattera, insieme ad Huck e Jim e si respira la libertà a pieni polmoni.
    Ancora una volta un libro additato per ragazzi, che parla agli adulti. Ancora una volta, un piccolo capolavoro.

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  • 2

    No

    Ho trovato questo libro molto deludente.
    La cosa che più mi spaventa è il vederlo quasi sempre citato fra i migliori 50, 20 e (sì è capitato,credetemi) perfino 10 libri di sempre.
    So che queste liste ...continue

    Ho trovato questo libro molto deludente.
    La cosa che più mi spaventa è il vederlo quasi sempre citato fra i migliori 50, 20 e (sì è capitato,credetemi) perfino 10 libri di sempre.
    So che queste liste sono in genere incentrate su libri americani e inglesi, ma il vedere un titolo del genere così ben considerato mi fa rabbrividire. Veramente pensano che non ci sia di meglio?

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