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Affinità elettive

By Goethe

(152)

| Others | 9788881298648

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Book Description

504 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La chimica dei sentimenti.

    Già dalle prime pagine si capisce l'antifona.
    Sarà pure un classico, ma sinceramente lo trovo oltre che pesante decisamente superato, soprattutto per quanto riguarda il rapporto dei ruoli uomo-donna ormai non più pensabile né proponibile.
    E guardate ...(continue)

    Già dalle prime pagine si capisce l'antifona.
    Sarà pure un classico, ma sinceramente lo trovo oltre che pesante decisamente superato, soprattutto per quanto riguarda il rapporto dei ruoli uomo-donna ormai non più pensabile né proponibile.
    E guardate che a me Goethe piace, ho trovato superbo "Il viaggio in Italia". Ma sinceramente le "Affinità elettive" no.
    De gustibus.

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    Fenikso said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Solamente un grandissimo come Goethe poteva scrutare con tanta chiarezza e intelligenza nel fenomeno così intricato e complesso delle relazioni umane e delle imprevedibili alchimie affettive che scaturiscono tra le persone, per poi trarne un'opera ch ...(continue)

    Solamente un grandissimo come Goethe poteva scrutare con tanta chiarezza e intelligenza nel fenomeno così intricato e complesso delle relazioni umane e delle imprevedibili alchimie affettive che scaturiscono tra le persone, per poi trarne un'opera che è un miracolo di grazia stilistica e di saggezza, unita a una profonda comprensione della natura umana.

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    IlRosso said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Opera decisamente romantica, tragicamente romantica. Non solo perché la vera e vittoriosa protagonista è la Natura con le sue leggi d'attrazione e distruzione, ma anche per quel tumulto umano che essa provoca, per quella volontà dell'uomo di innalzar ...(continue)

    Opera decisamente romantica, tragicamente romantica. Non solo perché la vera e vittoriosa protagonista è la Natura con le sue leggi d'attrazione e distruzione, ma anche per quel tumulto umano che essa provoca, per quella volontà dell'uomo di innalzarsi sopra essa e di opporvi la Ragione.
    E pare sia questo il nocciolo del romanzo: unioni che la razionalità non vuole riconoscere e legittimare, amori naturali che per il motivo stesso di non essere vissuti provocheranno conseguenze nefaste. Pare che la Natura minacciosa ci consegni in quest'opera un monito: "Puoi assencondarmi o morire". La presenza della Natura non si rileva solo come forza, ma anche come presenza fisica; pensiamo a quanto spazio ha, nel romanzo e nelle vite dei protagonisti, il giardino del castello. Paradossalmente i protagonisti onorano la natura, se ne prendono cura, ma al contempo si illudono di poterne contrastare la forza.
    Interessante e assolutamente non casuale (e forse sarà oggetto di miei approfondimenti) la scelta di narrare con due velocità opposte: sarà facile notare che tutta la prima parte procede lenta, minuziosa e prepara il terreno alla seconda che incalzante e concitata ci conduce quasi rotolando, affannati verso il tragico finale.

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    Maiade said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vabbè, è scritto a inizio Ottocento. Da Goethe. In pieno Romanticismo. In tedesco.
    E già qui ce ne sarebbe per anni. Se poi, su 280 pagine, ben 200 sono solamente inutili balletti di inutile gente che entra, fa un discorsetto ben preparato, esce e s ...(continue)

    Vabbè, è scritto a inizio Ottocento. Da Goethe. In pieno Romanticismo. In tedesco.
    E già qui ce ne sarebbe per anni. Se poi, su 280 pagine, ben 200 sono solamente inutili balletti di inutile gente che entra, fa un discorsetto ben preparato, esce e scompare, e le rimanenti 80 compongono una trama al limite della più banale storia coniugale (ma ci mettiamo dentro un po' di morti, che non si sa mai...), si capisce quanto abbia dovuto stringere i denti per arrivare in fondo e poter dire: "Johann, ma va' dà vià 'l ciòp".

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    Leeeo said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le grandi passioni sono malattie senza speranza

    La prima parte è bellissima e coinvolgente, decisamente meno la seconda che però ci prepara a un epilogo molto potente. Un grande classico che merita tutta la sua fama e che porta bene i suoi duecento anni, del resto è il grande romanzo sull'ossessio ...(continue)

    La prima parte è bellissima e coinvolgente, decisamente meno la seconda che però ci prepara a un epilogo molto potente. Un grande classico che merita tutta la sua fama e che porta bene i suoi duecento anni, del resto è il grande romanzo sull'ossessione amorosa vs. l'intesa di coppia, una battaglia senza età.

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    Bakshi said on May 8, 2014 | Add your feedback

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