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Afghanistan, un giorno per caso. Diario da Herat

Di

Editore: CIESSE Edizioni

3.4
(5)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866600040 | Isbn-13: 9788866600046 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Non-fiction

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Descrizione del libro
Io, che almeno due volte a settimana ho dormito sotto i bunker per proteggermi dai razzi lanciati in base dai criminali afghani, non posso parlare di missione di pace soprattutto perchè, a questi razzi, c'era una risposta con l'invio di mangusta, gli aerei da guerra!
Io, che sono stata nelle trincee da dove si spara e si viene sparati, non posso parlare di solo missione umanitaria!
Io, che ho visto quei soldati morire, non posso pensare che un colpo di fucile sia pacifico.
Il vero dramma è che nessun soldato che parte sa dove va e cosa va a fare...
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  • 4

    I libri che nascono da fatti realmente accaduti si fanno leggere ad occhi spalancati per lo stupore. Se all’autenticità delle vicende narrate si aggiunge la cruda realtà di una guerra vissuta sulla propria pelle e le emozioni di una giovane donna descritte in modo così sincero, al cuore si affacc ...continua

    I libri che nascono da fatti realmente accaduti si fanno leggere ad occhi spalancati per lo stupore. Se all’autenticità delle vicende narrate si aggiunge la cruda realtà di una guerra vissuta sulla propria pelle e le emozioni di una giovane donna descritte in modo così sincero, al cuore si affaccia un brivido che fa venir voglia di abbracciare questa persona. Ancora più forte è il desiderio di abbracciarla quando si conosce personalmente l’autrice di quelle parole, e nel mio caso è proprio così.
    Luigina, amica mia dai tempi dell’università, è una persona davvero speciale. Con i suoi diari si è messa a nudo condividendo una sua intensa e personale esperienza. Il suo racconto così semplice nella forma e nello stile dimostra la purezza d’animo di chi scrive e la sua capacità di entrare in sintonia con i lettori. Cosa che rende prezioso il suo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    In una narrazione non perfettamente fluida e, a volte, piena di troppi tecnicismi emerge l'esperienza di una nostra soldatessa in una delle tante e infinite missioni di pace in Afghanistan.
    Possiamo leggere di bambini feriti, di donne sottomesse, non istruite e coperte dal burqa.
    Poss ...continua

    In una narrazione non perfettamente fluida e, a volte, piena di troppi tecnicismi emerge l'esperienza di una nostra soldatessa in una delle tante e infinite missioni di pace in Afghanistan.
    Possiamo leggere di bambini feriti, di donne sottomesse, non istruite e coperte dal burqa.
    Possiamo leggere della vita quotidiana dei soldati, delle differenze con quelli provenienti da altre nazioni, delle paure, degli occhi gonfi di lacrime per un collega caduto e dell'orgoglio di indossare la divisa e di contribuire in qualche modo al miglioramento delle condizioni di vita di un popolo sottomesso alla follia e alla crudeltà del regime talebano.
    Avrei attribuito 3 stelle, ma l'ultimo capitolo è coraggioso. L'autrice ha il coraggio di criticare le missioni di pace, gli equipaggiamenti, la giovane età dei soldati inviati in luoghi così "caldi" e di parlarne, secondo la mia modesta opinione, in modo molto obiettivo.

    ha scritto il