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Afghanistan

CameraOscura

Di

Editore: Kash GT

5.0
(1)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8890617306 | Isbn-13: 9788890617300 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Art, Architecture & Photography , Crime , Travel

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Descrizione del libro
5 Anni di lavoro e di indagini per concludere e pubblicare Afghanistan CameraOscura, il libro fotogiornalistico di Kash Gabriele Torsello. 320 Pagine tra fotografie, interviste e testimonianze inedite che ripercorrono l'Afghanistan dal Kyber Pass a Kabul, Khost, Badakshan, Kandahar, Lashkar-Gah e Musa Qala. Il racconto inizia nel 2001, con il giovane giornalista che frequenta per circa un mese l'Ambasciata dei Taliban e prosegue sino al 2006, quando l'autore viene sequestrato e infine trasportato per otto ore nel portabagagli di un'autovettura, incappucciato e incatenato, per poi essere consegnato a un uomo di Emergency.
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  • 5

    Afghanistan CameraOscura, cosa pensano i lettori?

    Il libro è davvero bello. Un miracoloso punto di equilibrio tra sensibilità europea, cultura profondamente assimilata, e capacità di penetrazione rivolta a una società complessa e remota, per ...continua

    Il libro è davvero bello. Un miracoloso punto di equilibrio tra sensibilità europea, cultura profondamente assimilata, e capacità di penetrazione rivolta a una società complessa e remota, per larghi aspetti arcaica e feroce, per altri straordinariamente affascinante, con l'occhio a una storia densa di contraddizioni, a uno spaccato di umanità in cui il contesto drammatico piega e determina le scelte personali senza pietà. E' evidente che il tema del "tradimento" è declinato senza moralismi, solo cercando di scavare nelle dinamiche di contesto. Silvia Godelli

    ...Lontano dalla cronaca che ha caratterizzato anche il periodo del suo sequestro nel 2006, Torsello attraverso la fotografia ha documentato volti, paesaggi urbani e scene di vita "vera" che, insieme alle testimonianze scritte raccolte nel volume, raccontano la storia recente dell' Afghanistan. Lorenzo Madaro (La Repubblica)

    Il libro è bellissimo, l'ho letto tutto d'un fiato. Mi hai fatto conoscere un Afghanistan che non conoscevo, nonostante i tanti amici e i tanti mesi passati lì. Da cronista naturalmente è stato importante anche intrufolarmi fra i dettagli della tua disavventura, ma quel mi ha colpito è stato soprattutto lo strano rapporto con i talebani. E' proprio vero che per capire gli altri, bisogna parlarci. Pino Scaccia

    …mi è piaciuto come l'episodio più morbosamente interessante, quello del rapimento, non sia stato messo al centro del racconto ma è solo la fine di un lungo viaggio in Afghanistan che inizia nel 2001 e si conclude con l'evento che ti ha impedito di tornarci. Insomma, uno comincia il libro pensando "ma quando arriva al sangue" e scopre che invece la parte più interessante è l'Afghanistan in sé. Ludovico Fontana

    ... sono rimasta colpita dall'equidistanza di Kash Gabriele sui personaggi incontrati da Emergency (italiani e afghani), mentre qui da noi in Italia c'è una specie di delirio fra fan sfegatati e detrattori di quella Organizzazione, il che non pone a mio parere la questione in termini sensati. Non entrerò, evidentemente, nel merito del rapimento. Mi pare siano abbastanza eloquenti le cronache del libro perché ciascun lettore possa almeno in parte percepire le incongruenze, le omertà, i tradimenti d'amicizia, i sotterfugi e gli atteggiamenti gravemente colpevoli che hanno reso possibile il compiersi di questa drammatica vicenda. LEGGI TUTTO... Daniela Binello

    ...è un libro bellissimo che consiglierei a tutti di leggere. Il libro racconta bene le realtà della società afghana senza interpretazioni "aggiuntive e personali", si racconta ciò che si è visto e si è vissuto. Per un'attimo uno immagina di essere lì e vivere ciò che legge sul libro "Afghanistan Camera Oscura". Qorbanali Esmaeli Presidente Associazione Afgani Italia

    ...una sorta di esperienza mistica, come se il tempo reale si fosse messo da parte per lasciare spazio ad una dimensione indefinita in cui mi sono sentita catapultata, immersa, accompagnata dal tuo racconto... sentire la polvere delle strade, gli sguardi carichi di vita della gente, lasciarsi invadere dalla sconfinatezza dei paesaggi, il dolore di Shabana e il calore nel cuore dei suoi genitori... sei riuscito a rendere tangibile (quasi palpabile) luoghi e persone che io non ho mai visitato o incontrato e per questo ti ringrazio. Antonella Valerio

    ...ho finito il fotoracconto "Afghanistan CameraOscura", bella lettura e scorrevole, grazie per avere narrato così bene quei luoghi con foto e racconto coinvolgenti, ho apprezzato ogni dettaglio, spero che qualcuno ne faccia un film perchè è descritta con minuzia ogni situazione e sensazione vissuta. Marilena Oristanio

    ...grazie a tè per l'occasione che dai di poter far conoscere altri aspetti di una realtà spesso così manipolata una voce fuori dal coro che vale la pena ascoltare... Grazie, per il tuo coraggio. Mi sono commossa. Marilena Imbrescia

    ...ottimo lavoro sei riuscito a farmi vivere la tua dura esperienza, in maniera molto chiara, lasciando dei dubbi e certezze che scandiscono la nosta società malata. Bel libro!!! Silvano Bello

    ...è un viaggio che facciamo insieme a te...credo non sia stato facile astenerti dal fare commenti o far trasparire le tue vere emozioni... abbiamo conosciuto il tuo grande cuore con Shabana, il tuo coraggio e la grande passione per il tuo lavoro, ci hai messo davanti a una dura e triste verità...che meritava di essere svelata e raccontata dando al lettore la possibilità di pensare...e di farsi una propria idea! Laura Garofalo

    ...un libro avvincente che racconta con linguaggio immediato e coinvolgente un mondo così diverso dal nostro corredato di tante belle fotografie, raccontato da "...un italiano vestito, non travestito da afghano" Dario Luceri

    ...Il mixer tra testo e immagini crea una miscela di notevole potenza, che ti costringe a riflettere, ad aprire gli occhi, ad entrare nella carne viva di un mondo che tendiamo istintivamente a respingere, perché lontano, diverso, estraneo. E' singolare che tu, malgrado i frequenti riferimenti alle armi (con immagini e testo), sia riuscito a farci incontrare con l'umanità di questo mondo, i cui ingredienti sono quelli che appartengono a tutti noi: il dolore, le lacrime, il sorriso, la rabbia, la paura, la fame... L'uso stesso del tempo presente nella narrazione ci costringe ad essere a nostra volta presenti tra quella gente, insomma lì tra loro, accanto a te. Io ho sempre sostenuto che la vera cultura non è semplice accumulazione di sapere, ma è sapere che produce sapere, sapere che induce pensiero, che apre vertenze, che costringe a interrogarsi. Il tuo libro, in questo senso, ha fatto centro. Paolo Torsello

    ...assorbi riga per riga e senza accorgerti arrivi alla fine. Il fatto che e' realmente accaduto rende la storia ancora piu forte! Credo si possa dire che è un grande libro. Well done! Silvia Heinrich

    ha scritto il