Afirma Pereira

Per

Editor: Labutxaca

4.2
(10409)

Language: Català | Number of Pàgines: 192 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Italian , Spanish , German , Portuguese , Czech , Japanese , Basque , Dutch

Isbn-10: 8499301436 | Isbn-13: 9788499301433 | Data publicació:  | Edition 1

També disponible com: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Descripció del llibre
Novel·la de la soledat, l’amistat i el compromís, Afirma Pereira ha tingut un gran ressò mundial, i la seva versió cinematogràfica ens ha regalat un paper memorable de Marcelo Mastroiani.

Pereira viu ancorat en el passat. El seu caràcter tímid, sentimental, fonamentalment nostàlgic i, sobretot, el record de la seva dona morta l’han anat apartant de la realitat. No serà fins que, a l’agost de 1983, l’amistat amb dos joves de gran vitalitat farà que recobri el sentit del temps i, adonant-se dels canvis que s’estan operant a Europa, prengui consciència del seu lloc en la història.

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  • 5

    Libro scorrevole e ben scritto... era tanto che volevo leggerlo e finalmente l'ho fatto! :)

    Offre spunti di riflessione su sé stessi e il proprio modo di vivere la vita...
    ... Vita che spesso ci mette ...continua

    Libro scorrevole e ben scritto... era tanto che volevo leggerlo e finalmente l'ho fatto! :)

    Offre spunti di riflessione su sé stessi e il proprio modo di vivere la vita...
    ... Vita che spesso ci mette in conflitto con il nostro io quotidiano.. e tutto gioca su come affrontiamo questi conflitti.

    Pereira è un uomo "normale", semplice, tutto casa e lavoro e in più, da un paio di anni, si porta addosso un lutto - quello della perdita della moglie - ancora in fase di elaborazione. E' come se per lui la vita si fosse fermata a quella morte. Ma sarà proprio questo elaborare il lutto che lo porterà, casualmente, sulla strada di un giovane laureato in filosofia - Monteiro Rossi - che gli cambierà la vita.

    Dopo esser stato un grande giornalista di cronaca nera, Pereira scrive ora per un giornale - il Lisboa - la pagina culturale... tutto il resto che accade nel mondo lo ignora. Ma la realtà è che il Portogallo vive in quel periodo la dittatura di Salazar, in Spagna si prepara la guerra civile e in Italia si respira aria di fascismo. Siamo nel 1930.
    Ma Pereira tutto questo è come se lo ignorasse. Sfogliando casualmente un giornale, si sofferma su una pubblicazione, riguardante l'anima e la morte, scritta da Monteiro Rossi e, con l'idea che il giovane potesse delucidarlo sull'argomento, decide di contattarlo con la scusa di offrirgli un lavoro al giornale. Gli offre infatti di scrivere la pagina dei necrologi di personaggi della letteratura illustri. Immediatamente il giovane si dimostra particola, bizzarro in certo senso e sicuramente antifascista. Ciò nonostante, Pereira non riesce ad allontanarsi da lui e continua a pagargli articoli che non verranno mai pubblicati in quanto contro il sistema.
    Preso sempre dalla sua vita standard, Pereira decide di prendersi una vacanza e di curare qualche disturbo di peso e di saluta che si porta addosso. Va dunque in una clinica talassoterapica. In questa clinica incontra un'altro personaggio che lo aiuta a cambiare e a capire e seguire il nuovo se' stesso: il dottor Cardoso. Tra i due e subito amicizia e Pereira si confida con il dottore anche riguardo a Monteriro Rossi. E il dottore gli spiega che a volte dentro di noi cambia qualcosa e che quello che possiamo fare per stare meglio è accogliere il cambiamento e farci trasportare perché al contrario, combatterlo, ci farà stare solo male e in conflitto con se stessi.

    Il cambiamemto e. per così dire, il succo vero e proprio del libro, lo troviamo proprio alla fine del libro, quando Monteriro Rossi si reca a casa del giornalista e gli chiede copertura e protezione. Pereira accetta ma si troverà in una situazione difficile: uomini che si dicono poliziotti entrano nell'appartamento di Pereira e con la scusa che devono interrogare Monteiro Rossi, trattengono Pereira in una stanza e Rossi in un 'altra. Monteiro Rossi perderà la vita in seguito alle botte che prenderà quella sera. Ma contemporaneamente, esce fuori il "nuovo" Pereira... .. che, con l'aiuto del dottor Cardoso riesce a "fregare" la censura e a pubblicare sul Lisboa quello che è accaduto nel suo appartamento la sera prima.

    Dopodiché, dovrà partire e iniziare una nuova vita...

    A volte ci troviamo in mezzo a situazioni in cui sappiamo che stare fermi e in silenzio non è la cosa giusta... una parte di noi parlerebbe, un'altra ha timore di ciò che possa accadere... Ma forse se fossimo tutti un po' più coraggiosi, il mondo sarebbe un posto migliore... ... chissa'...

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  • 3

    Non avevo mai letto questo libro di Tabucchi perchè come spesso mi accade le trasposizioni cinematografiche mi frenano. 20 anni mi sembra un tempo congruo per leggerlo ormai fuori dalla fama di quel p ...continua

    Non avevo mai letto questo libro di Tabucchi perchè come spesso mi accade le trasposizioni cinematografiche mi frenano. 20 anni mi sembra un tempo congruo per leggerlo ormai fuori dalla fama di quel periodo. Il risultato è buono ma non pienamente soddisfacente: la storia mi è piaciuta molto e anche il personaggio, mentre ho apprezzato meno il modo di raccontarla, con quelle ripetizioni un po' noiose di gesti, situazioni e abitudini. Mi rendo conto però che proprio quel modo di raccontare è funzionale a rendere l'idea del personaggio

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Una lettura riflessiva

    Il romanzo è ambientato nel Portogallo della fine degli anni '30, in piena dittatura di Salazar, mentre nella vicina Spagna vige il regime di Franco, in Italia c'è il fascismo e in Germania il Nazismo ...continua

    Il romanzo è ambientato nel Portogallo della fine degli anni '30, in piena dittatura di Salazar, mentre nella vicina Spagna vige il regime di Franco, in Italia c'è il fascismo e in Germania il Nazismo. Pereira è il direttore della pagina culturale del Lisboa, un quotidiano di Lisbona. E' apolitico e immerso com'è nel suo mondo letterario sembra quasi non rendersi conto di ciò che avviene intorno a lui. Un giorno però conosce un giovanotto dalle origini italiane: Monteiro Rossi, un oppositore del regime. Da quel momento l'esistenza di Pereira inizia a cambiare. Tabucchi mi è sembrato uno scrittore piuttosto abile. Ci sono momenti durante la narrazione che sembra di essere lì, con i personaggi, a bere porto e a mangiare un omelette alle erbe. Il romanzo è un tributo a un giornalista realmente esistito, che sotto la dittatura di salazar riuscì a beffare la censura pubblicando un articolo fortemente critico nei confronti del regime. Il testo è piuttosto breve e molto scorrevole; è stato in grado di catturarmi fin dalle prime pagine.

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  • 4

    DUSTY: How about Pereira? DORIS: What about Pereira? I don't care. DUSTY: You don't care! T.S. Eliot*

    INCIPIT...

    Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva ...continua

    INCIPIT...

    Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a Pereira è impossibile dirlo. Sarà perché suo padre, quando lui era piccolo, aveva un'agenzia di pompe funebri che si chiamava Pereira La Dolorosa, sarà perché sua moglie era morta di tisi qualche anno prima, sarà perché lui era grasso, soffriva di cuore e aveva la pressione alta e il medico gli aveva detto che se andava avanti così non gli restava più tanto tempo, ma il fatto è che Pereira si mise a pensare alla morte, sostiene.

    __________________________________

    Chi è Pereira? Le protagoniste del testo di Eliot* non lo sapranno mai, ma noi nel corso di poco più di 150 pagine invece lo sapremo e così chiaramente da non avere più dubbi.

    Pereira è un personaggio così bene inserito nella storia da perdere i connotati del **"personaggio in cerca d'autore" per assumere quelli del "personaggio storico". Pereira, letteralmente in portoghese "albero da pero" è la "sua" storia ma è anche la storia del Portogallo, è il Portogallo: un omaggio alla sua cultura - ma soprattutto il ricordo di ciò che avenne (lì come nel resto d'Europa) sul finire dei drammatici anni '30 del '900.

    Pereira è un uomo ripetutamente inserito nelle trame nostalgiche del suo passato, di una moglie da sempre malata in vita e poi morta, di un figlio mai avuto, di una lontana gita fatta a Madrid, Pereira è un uomo che non potrà non scontrarsi con l'inesorabile corso della storia. Lui sempre schivo rispetto al presente, si ritrova ad aiutare due giovani sovversivi, lui si riscopre futuro.

    Pereira è però anche la voce della letteratura, del suo ruolo, decisivo, vibrante - esigenza di verità, ed è così che (in principio, suo malgrado) incontriamo i pilastri della nuova letteratura del '900 dal recentemente scomparso Lorca, giustiziato nel '36 - al rivoluzionario Majakovskji.

    Un testo, come tutti i testi di Tabucchi che ho letto finora, carico, profondo attento ma mai pesante, noioso o fisso su se stesso. Certamente una gran bella voce del nostro secolo.

    ___________________________________

    * Come afferma lo stesso Tabucchi nel testo in appendice: si tratta di "un piccolo intermezzo di Eliot intitolato What about Pereira? in cui due amiche evocano, nel loro dialogo, un misterioso portoghese chiamato Pereira, del quale non si saprà mai niente."

    **Come lo definisce Tabucchi nel testo in appendice.

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  • 3

    Sostiene che diventa ripetitivo. Sostiene.

    Sostiene Pereira che ad un certo punto diventa una cantilena. Sostiene che tutto sommato si lascia leggere, sostiene anche che però lo stile è sorpassato, sostiene che così scrivevano tutti gli scritt ...continua

    Sostiene Pereira che ad un certo punto diventa una cantilena. Sostiene che tutto sommato si lascia leggere, sostiene anche che però lo stile è sorpassato, sostiene che così scrivevano tutti gli scrittori italiani di inizi anni '90 e che, sostiene, ci voleva poco per avere successo. Sostiene che tutto sommato il finale ci sta, ma sostiene anche che il libro non vale poi un granché. Sostiene Pereira eh!

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  • 5

    Un libro con un fortissimo messaggio e sempre attuale. Parla di censura, di libertà e di coscienza.
    Pereira è un personaggio che non si dimentica.

    dit a 

  • 5

    Una delle cose più affascinanti della scrittura di Tabucchi risiede nei propri esiti discontinui. Sostiene Pereira fa parte della schiera dei Capolavori dell'autore pisano, di quei libriccini che non ...continua

    Una delle cose più affascinanti della scrittura di Tabucchi risiede nei propri esiti discontinui. Sostiene Pereira fa parte della schiera dei Capolavori dell'autore pisano, di quei libriccini che non superano mai le 150 pagine effettive e che sono un miracolo di equilibrio circense fra sogno, realtà, umanità e trasfigurazione. Questo romanzo breve presenta in più l'ambientazione storica, spesso assente negli scritti di Tabucchi, che ne rende più evidente e più forte l'intento allo stesso tempo di denuncia e di memoria.
    Che dire poi dell'utilizzo attentissimo e mai casuale dei gesti dei personaggi, della loro posizione nello spazio, dell'abbigliamento, capaci in tre parole di raccontarci moltissimo su coloro che ne sono protagonisti!?

    dit a 

  • 5

    Molti anni fa incrociai questo libro di sfuggita, gli detti un’occhiata, iniziai la lettura per abbandonarla subito dopo. La giovane età non mi consentì di andare oltre. Forse la storia la reputai noi ...continua

    Molti anni fa incrociai questo libro di sfuggita, gli detti un’occhiata, iniziai la lettura per abbandonarla subito dopo. La giovane età non mi consentì di andare oltre. Forse la storia la reputai noiosa, chissà. Ma ricordo che mi colpì molto il titolo e addirittura pensai, ingenuamente e stupidamente: ma SOSTIENE…sarà il nome e Pereira il cognome? (n.b.: non per niente…conosco un tale che risponde al nome di Sòstene!!).
    2016: torno a Lisbona per la seconda volta. E torno a casa con tutto il bagaglio di nostalgia ed emozioni che solo questa città può regalare. Mi torna in mente il libro. Lo ripesco in rete, lo leggo in due giorni (cosa per me assolutamente impensabile, tanto sono lenta!). Un capolavoro in tutto e per tutto! Uno dei “Campielli” più belli!
    Ecco cosa voglio dire quando affermo che spesso capita CHE SONO I LIBRI A VENIRTI A CERCARE.
    La storia recente del Portogallo la si conosce pochissimo; non sono molti a sapere che i portoghesi hanno vissuto quasi cinquant’anni sotto dittatura, quasi nessuno conosce la PIDE nè quello che fece. E in questo neanche i media ci hanno aiutato. Sulla rete poco materiale, sui canali televisivi di storia poco o niente. Testimonianze di come si viveva sotto il regime di Salazar fino al 1974, rarissime. Evidentemente gli armadi della vergogna portoghese sono ancora sigillati, giornalisti e scrittori italiani forse poco curiosi.
    “Sostiene Pererira”, libro e film, hanno tirato fuori una storia nella Storia raccontando di come un uomo qualunque possa diventare speciale ridando dignità e onore a sè stesso e a tutti gli uomini giusti, in nome della libertà.
    Subito dopo il libro ho sentito l’esigenza fisica di vedere il film perchè, come sempre, laddove è possibile, devo VEDERE le immagini accumulate nella mia testa durante la lettura. Faenza e Tabucchi hanno saputo rendere magistralmente ogni passo della storia, dalle omelettes alle erbe aromatiche fino alla marcia esplosiva di riscatto, vittoria e libertà di Pereira/Mastroianni lungo la Rua Augusta, giacca in spalla, sullo sfondo l’arco di Trionfo. Questa per me la scena forte, liberatoria e carica di significato di tutto il film, quella che mi ha fatto chiudere le stomaco e piangere in silenzio complice, sicuramente, “a brisa do coracao” di Dulce Pontes su musica di quel mostro sacro del nostro Ennio Morricone.
    Assolutamente sì: sia libro che film sono pezzi di storia europea da far conoscere ai ragazzi.

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  • 5

    la pagina di cultura

    In poche pagine assistiamo alla trasformazione di un uomo, che da stanco nostalgico e disinteressato passa a proteggere ed aiutare un ragazzo sovversivo in un momento difficile della situazione politi ...continua

    In poche pagine assistiamo alla trasformazione di un uomo, che da stanco nostalgico e disinteressato passa a proteggere ed aiutare un ragazzo sovversivo in un momento difficile della situazione politica in Portogallo. Quello che sembra un giovane avventato e poco propenso al lavoro per il giornale, riesce ad avere un effetto positivo sull'anima lasciata a se stessa di Pereira, che alla fine del libro si trova trasformata fino a prendere il sopravvento sulla continua nostalgia dell'uomo. Una storia triste e personale che vale la pena leggere.

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