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Afirma Pereira

Per

Editor: Labutxaca

4.2
(10021)

Language:Català | Number of Pàgines: 192 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Italian , Spanish , German , Portuguese , Czech , Japanese , Basque , Dutch

Isbn-10: 8499301436 | Isbn-13: 9788499301433 | Data publicació:  | Edition 1

També disponible com: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Descripció del llibre
Novel·la de la soledat, l’amistat i el compromís, Afirma Pereira ha tingut un gran ressò mundial, i la seva versió cinematogràfica ens ha regalat un paper memorable de Marcelo Mastroiani.

Pereira viu ancorat en el passat. El seu caràcter tímid, sentimental, fonamentalment nostàlgic i, sobretot, el record de la seva dona morta l’han anat apartant de la realitat. No serà fins que, a l’agost de 1983, l’amistat amb dos joves de gran vitalitat farà que recobri el sentit del temps i, adonant-se dels canvis que s’estan operant a Europa, prengui consciència del seu lloc en la història.

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  • 3

    è un romanzo molto molto lento e pesante, Pereira è un uomo ordinario, abitudinario e semplice e il romanzo rispecchia la sua personalità.
    Come testo ha un significato profondo e anche il tema trattat ...continua

    è un romanzo molto molto lento e pesante, Pereira è un uomo ordinario, abitudinario e semplice e il romanzo rispecchia la sua personalità.
    Come testo ha un significato profondo e anche il tema trattato, a livello storico è interessante.

    dit a 

  • 4

    Pereira è un uomo tranquillo...

    ...vedovo, grasso, un po' avanti con l'età, senza figli, giornalista per anni di cronaca nera si occupa ora (siamo a Lisbona nel 1938) della pagina culturale di un quotidiano della sera. Poco interess ...continua

    ...vedovo, grasso, un po' avanti con l'età, senza figli, giornalista per anni di cronaca nera si occupa ora (siamo a Lisbona nel 1938) della pagina culturale di un quotidiano della sera. Poco interessato alla politica, più o meno consapevole di quello che gli avviene intorno, anche se conscio del regime dittatoriale salazarista in cui si trova non è certo un uomo d'azione e neanche un attivista. E' però un uomo giusto e nell'incontro con un giovane che gli potrebbe essere figlio, trova modo e occasione di ribellarsi e di denunciare l'ingiustizia. Non sappiamo dove e con chi Pereira sostiene quello che è successo e che ha fatto, ma è bello pensarlo più o meno al sicuro mentre porta in giro per il mondo la sua denuncia e la sua testimonianza.

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  • 3

    Una tragedia: una lettura estenuante, un romanzo dal significato fortissimo, ma lentissimo nelle descrizioni e nello stile.

    Consigliato, ma ci vuole veramente tanta tanta pazienza.

    dit a 

  • 5

    Riletto. Periodicamente mi prende la tabucchite...
    Mi rendo conto che la lettura di vent'anni fa era monca di Saramago e carente di Pessoa. L'atmosfera dei primi capitoli, la quiete prima della tempe ...continua

    Riletto. Periodicamente mi prende la tabucchite...
    Mi rendo conto che la lettura di vent'anni fa era monca di Saramago e carente di Pessoa. L'atmosfera dei primi capitoli, la quiete prima della tempesta della Lisbona anteguerra mi ha ricordato L'anno della morte di Ricardo Reis, letto da poco.
    All'epoca, fresca di studi pirandelliani, ero stata colpita dalla maschera di Pereira e dal suo rovesciamento finale. Ora mi rendo conto che Pereira è un eteronimo pesso-tabucchiano col quale Tabucchi affronta un tema che negli anni a venire gli sarebbe divenuto sempre più caro: il ruolo dell'intellettuale nei confronti del potere e della contemporaneità, nel caso specifico all'insorgere della dittatura. Un po' lo stesso meccanismo di Saramago che schiera Pessoa post-mortem più di quanto non sia accaduto apertamente in vita.
    In realtà i continui ritrovamenti di carte mostrano sempre più una distanza di Pessoa, se non troppo sbandierata verso Salazar, di sicuro in più occasioni espressa verso Mussolini e il nazismo. In rete ho trovato questo: http://www.sulromanzo.it/blog/fernando-pessoa-un-sognatore-nostalgico-fra-salazar-e-mussolini-intervista-a-jose-barreto
    L'ufficialità nei rapporti col fascismo, la firma del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, e i rapporti diretti con il duce, seppur finalizzati utilitaristicamente al sostegno della sua compagnia teatrale ( e di Marta Abba) il consenso o al meglio l'ignavia nei confronti del fascismo e della dittatura sono la macchia indelebile che affligge Pirandello. Ed ecco che torno a lui, si sa che il tradimento del primo amore è quello che brucia di più.
    http://www.classicitaliani.it/pirandel/saggi/pirandello_fascismo.htm
    http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm

    Per l'occasione ho riguardato qualche scena del film di Faenza. Brutto e didascalico. Nicoletta Braschi nel ruolo di Marta, indefinibile. Si salva solo la maschera di Mastroianni.

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  • 5

    Nella sua semplicità è un libro davvero coinvolgente.
    Bellissima l'evoluzione del protagonista che sembra mettere in pratica la teoria della confederazione di anime.
    Il libro ha rievocato anche i rico ...continua

    Nella sua semplicità è un libro davvero coinvolgente.
    Bellissima l'evoluzione del protagonista che sembra mettere in pratica la teoria della confederazione di anime.
    Il libro ha rievocato anche i ricordi di una trasferta a Lisbona, bellissimo leggere di posti che hai visto e che raramente vengono descritti in un libro.

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  • 5

    5 stelle, senza indugio.
    Il ritmo è cadenzato da una scrittura volutamente ripetitiva, quasi laconica ad indicare l’apatia dell’anima in cui è facile cadere, ma dalla quale è altrettanto facile, o for ...continua

    5 stelle, senza indugio.
    Il ritmo è cadenzato da una scrittura volutamente ripetitiva, quasi laconica ad indicare l’apatia dell’anima in cui è facile cadere, ma dalla quale è altrettanto facile, o forse necessario, riemergere.
    Un romanzo immediato, veloce e significativo. Sicuramente da leggere per come è scritto, per quello che c’è scritto e anche per quello che non c’è scritto.

    dit a 

  • 3

    Le foto di scena e retroscena, in bianco e nero, sono di Ottavio Ferrario: splendida quella di Tabucchi, con sigaretta, che chiacchiera con Mastroianni truccato da Pereira.

    Girato in francese, il film ...continua

    Le foto di scena e retroscena, in bianco e nero, sono di Ottavio Ferrario: splendida quella di Tabucchi, con sigaretta, che chiacchiera con Mastroianni truccato da Pereira.

    Girato in francese, il film sviluppa una sceneggiatura – qui riprodotta in 91 scene - di Roberto Faenza e Sergio Vecchio; Tabucchi ha collaborato ai dialoghi. “Penso che la sceneggiatura sia una specie di radice quadrata del romanzo, una sua quintessenza”, scrive Tabucchi.

    Intervistato da Antonio Gnoli, il settantenne Mastroianni confessa di non aver letto nulla di Pessoa e di averne solo un’immagine superficiale: baffetti, cappello, occhialini. “Per ignoranza, per pigrizia e per metodo non sono un attore che fa ricerca. I personaggi che interpreto li devo sentire dentro”; Lisbona gli ricorda Genova e certe località del nostro sud.

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  • 4

    Adattato da Marino Magliani, disegnato e colorato da Marco D’Aponte (sua anche la copertina), il romanzo di Tabucchi usci 21 anni fa, il tempo dell’azione è il 1938, il regime di Salazar si era ormai ...continua

    Adattato da Marino Magliani, disegnato e colorato da Marco D’Aponte (sua anche la copertina), il romanzo di Tabucchi usci 21 anni fa, il tempo dell’azione è il 1938, il regime di Salazar si era ormai consolidato e dalla vicina Spagna giungevano notizie funeree, “tutta l’Europa puzza di morte”, pensa Pereira.

    Vedovo senza figli, sovrappeso e cardiopatico, una predilezione per le omelettes alle erbe e le limonate molto zuccherate, fervente cattolico pur non credendo nella resurrezione della carne, Pereira è un amanate del quieto vivere, un giornalista a cui hanno affidato l’inutilissima pagina culturale di un quotidiano asservito. Da qualche tempo parla con il ritratto della moglie, e avverte una crescente paura della morte.
    Gli autori del fumetto compiono una scelta grafica necessaria all’originalità della rilettura, perché al romanzo di Tabucchi molti di noi hanno sovrapposto il Mastroianni del film di Roberto Faenza (1995). Da quell’immagine decidono di staccarsi, propongono un Pereira meno affascinante, che ricorda Philippe Noiret imbolsito. La caratterizzazione di Marta, la ragazza di cui è innamorato Monteiro Rossi, mi è parsa più incisiva di quella cinematografica, coi suoi abiti traslucidi, i lunghi capelli rossi abbandonati per un taglio corto e biondo.
    È davvero notevole la qualità grafica e coloristica di questo adattamento a fumetti; chi ama Lisbona e le vedute di Lisbona si troverà davanti a un autentico gioiello.

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