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Aforismi sulla saggezza della vita

Di

Editore: Ferraro

4.0
(276)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Altri

Isbn-10: 8872713234 | Isbn-13: 9788872713235 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: History , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 3

    In Aforismi sulla saggezza del vivere, Arthur Schopenhauer dà vita alla Teoria del pessimismo: questo è il peggiore dei mondi, motivo fondamentale dell’umanità è il dolore perché ogni desiderio suscitato dal volere eterno causa sofferenze, e l’appagamento dei desideri ne suscita altri e ingenera ...continua

    In Aforismi sulla saggezza del vivere, Arthur Schopenhauer dà vita alla Teoria del pessimismo: questo è il peggiore dei mondi, motivo fondamentale dell’umanità è il dolore perché ogni desiderio suscitato dal volere eterno causa sofferenze, e l’appagamento dei desideri ne suscita altri e ingenera perciò novello dolore.

    Ideale etico dell’individuo deve essere la rinuncia che sfocia nella ricerca dell’equilibrio interiore, nella programmatica lontananza del saggio da tutto ciò che, come l’ambizione o il desiderio del lusso, può offuscare la sua serenità. Condanna tuttavia, quei uomini che portano alle estreme conseguenze il principio di serenità. Esso, infatti, viene temperato nella morale antica della mediocritas, la ricerca del giusto mezzo.

    Sono spunti tratti dalla filosofia greca, in particolar modo ellenistica, e dal buddismo.

    Nel rapporto con gli uomini, il filosofo consiglia da una parte di evitarli, esaltando così la solitudine, dall’altra di imporsi una condotta discreta e riservata, avendo cura di non urtare la suscettibilità della gente.

    Libro intenso e di facile lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Bella lettura, interessante e approfondita. L'autore sostiene che la felicità è influenzata da ciò che si è (i valori, il carattere, le conoscenze, la cultura, il proprio io insomma), ciò che si ha (i beni materiali) e ciò che si rappresenta (ciò che gli altri pensano di noi). Ebbene, per essere ...continua

    Bella lettura, interessante e approfondita. L'autore sostiene che la felicità è influenzata da ciò che si è (i valori, il carattere, le conoscenze, la cultura, il proprio io insomma), ciò che si ha (i beni materiali) e ciò che si rappresenta (ciò che gli altri pensano di noi). Ebbene, per essere felici i beni materiali non contano nulla, né contano i pensieri e le opinioni degli altri, delle quali non ci dovremmo curare assolutamente. Ciò che conta è coltivare ciò che si è, i valori, le conoscenze, la cultura: un io forte da questo punto di vista risulta superiore agli altri, e gode di un punto di vista che lo rende felice, perchè basta a se stesso ed è indipendente da ciò che si ha e ciò che pensano gli altri. Lettura della felicità in chiave moderna, insomma, ma con una pecca: Schopenhauer è veramente convinto del fatto che chi vale molto per ciò che è è superiore in tutti i sensi agli altri, che sono un'emerita pletora di imbecilli indegni di vivere. Un po' eccessivo ... no?

    ha scritto il 

  • 4

    "Ciò che uno può essere per un altro ha i suoi limiti, e sono assai stretti; alla fine, ognuno si ritrova solo, e a quel punto ciò che conta è questo: chi sia, allora, a essere solo."

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Eccetto qualche discutibile considerazione figlia della mentalità di quel tempo, questo saggio è un prezioso diamante, illuminante e sopraffino.
    Considerazioni lucide, dirette, che fanno riflettere e che muovono pensieri raramente sollecitati.
    Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Il solito pessimista inconcludente

    Schopenhauer è il solito pessimista inconcludente; nei suoi aforismi per una vita saggia non scopre quasi nulla di nuovo che già il taoismo di per sé non includa.
    Il problema è che espone le sue teorie con il medesimo tono nel testo, per fare un esempio alla mia portata, dell'arte della dia ...continua

    Schopenhauer è il solito pessimista inconcludente; nei suoi aforismi per una vita saggia non scopre quasi nulla di nuovo che già il taoismo di per sé non includa.
    Il problema è che espone le sue teorie con il medesimo tono nel testo, per fare un esempio alla mia portata, dell'arte della dialettica ossia: "allora, siccome sono sicuro di sapere tutto sull'argomento, ti spiego come si fa, ma siccome è tutto una merda, non mettere niente in pratica".
    In questo caso invece Schopenhauer descrive la realtà, spesso includendo frasi in greco e in latino, metodo tanto caro ai filosofi. Utilizza verità oggettive per il suo fine ultimo: tutto è in sostanza una merda che non varrebbe la pena d'essere sperimentata, quindi sarebbe meglio non fare niente di quello che sto per elencare.
    Quando in realtà perde di vista il fatto che forse c'è un motivo più grande per il quale la realtà è fatta in tale maniera. E assai più non comprendo il motivo per il quale secondo Schopenhauer dovrebbe essere un bilancio finale. La vita semplicemente è, non ci sono metri di paragone per il prima e il dopo della vita, sono le regole del gioco.

    ha scritto il 

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