Africa

Di

Editore: Taschen

4.7
(39)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 3822856223 | Isbn-13: 9783822856222 | Data di pubblicazione: 

Curatore: M. Couto , L. Salgado

Disponibile anche come: Altri

Genere: Arte, Architettura & Fotografia

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Descrizione del libro
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    Sono foto di Sebastiao Salgado, dedicate all'Africa, ma sono anche parole, parole che raccontano di un popolo, parole in bianco e nero, che sfumano in un color seppia e catturano volti, sorrisi,occhi ...continua

    Sono foto di Sebastiao Salgado, dedicate all'Africa, ma sono anche parole, parole che raccontano di un popolo, parole in bianco e nero, che sfumano in un color seppia e catturano volti, sorrisi,occhi immensi, popoli mentre fanno ritorno alla loro terra. La fine dell'apartheid, la speranza di un nuovo inizio. Sono gli occhi di queste immagini che non si dimenticano più,che ti scavano dentro, fino a farti male. Per ogni foto si potrebbe scrivere un racconto, una storia. Alcune sono immagini tremende, di morte, di fame,di una vita di stenti, di magrezza da mancanza costante di cibo, di occhi di bambino non riempiti dalla luce dell'infanzia, ma da un terrore che non ha ancora parole, da deturpazioni fisiche,dalla mancanza di arti, da pelle arsa e disidratata, dove la pelle si accartoccia su se stessa come carta straccia. Ci sono madri che proteggono i figli, attaccati ai loro seni acerbi e già vecchi. Ci sono sguardi che chiedono, sguardi grandissimi, immensi, occhi che si dilatano fino a riempire tutto il volto. Non si può non sfogliare queste foto senza tentare di rispondere, di capire, di trovare la forza per opporsi. Ne ho scelta una di foto, una tra tantissime, forse la meno rappresentativa della storia raccontata da Salgado,ma quella che mi fa credere nel potere della parola e nella sua forza. Ed è quella che ritrae ragazzini in un'aula di una presunta scuola, perchè di scuola ha ben poco.Sono a sedere per terra, alcuni su scatole, intenti ad apprendere,a dare voce alla loro esistenza, affinchè la loro vita non scorra in silenzio, affinchè la loro parola scavi al di là di loro stessi, ed ognuno abbia il regalo di se stesso, del proprio nome, della propria storia da raccontare. Perchè tacere è come non esistere, è essere dimenticati, è non essere mai vissuti.

    ha scritto il