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Afrodite

Romanzo di costumi antichi

Di

Editore: Sonzogno

3.6
(68)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Inglese

Isbn-10: A000057855 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Cento colpi di sole alle ascelle prima di andare a letto tutti sfumati.

    Le donne per Louÿs (alla anagrafe Louis; quando non esistevano ancora le tastiere QWERTY le dieresi sulle vocali, sulla y addirittura, facevano status symbol; oggi sui tastierini digitali è complicato ...continua

    Le donne per Louÿs (alla anagrafe Louis; quando non esistevano ancora le tastiere QWERTY le dieresi sulle vocali, sulla y addirittura, facevano status symbol; oggi sui tastierini digitali è complicato trovare una ‘e’ accentata, una y con la dieresi è fantascienza) sono sacre cioè ierodule, e ‘ierodula’ sembra una parola inventata da una leghista della prima ora; le ierodule sono le puttane: però sacre, eh, mi raccomando: sacre, come le vacche, e più sono emancipate più sono lesbiche, lesbiche come piace immaginarsele a un celodurista però. Il femminismo di Louÿs fa rimpiangere la misoginia vecchia maniera, di cui il femminismo di Louÿs non è un superamento, ma una decorazione.

    L’ellenismo erotico di Louÿs è da sospirante immaginario borghese, da set porno cioè: è cafone come piace a chi crede di avere gusti raffinati perché a lui ci piacciono l’Antica Roma, l’Antica Grecia, l’Antica Egitta. Meglio i pruriti sfumati della James, tanto vale, che almeno si resta sul contemporaneo e sdoganano le mommy porn.

    La trama: lei la dà a tutti ma a lui no, lui allora, al quale la vogliono dare tutte regina d’Egitto compresa, la vuole da lei e per lei fa quello che nessuno farebbe per nessuno - ma solo se c’è rischio galera, altrimenti rubare, ammazzare e profanare, specie se come bonus extra ci scappa una scopata, vogliono farlo un po’ tutti; lei allora ci sta a farlo con lui, lui, Demetrio, però si fa un sogno – che non ho capito se è un modo simbolico per dire una sega da marmista – e non la vuole più da lei, ma lei ora si sogna solo il suo, lo vuole fortissimanente da lui, solo che lei non è marmista quindi seghe niente, e alla fine lui fa una bella statua e lei muore come una Socrate. Fine della trama. Bellina, per chi dopo la seconda volta che descrivono un corpo di donna come fosse un gingillo o una olgettina non è in pensiero per loro e per l’attrazione sessuale in generale degli uomini che per imbambolarsi delle donne devono prima trasformarle in bamboline.

    Eppure una cruenza che mi aveva fatto sperare in una prosa meno leccata Louÿs l’ha dimostrata, raccontando in maniera obliqua la sverginazione di Criside che ‘faceva penzolare orgogliosamente i polpacci nudi per mostrare alle donne della città che aveva del sangue lungo le gambe’. Purtroppo poi diventata tutta scenografia, Louÿs ha inventato i B-Movie prima che si sapesse come impressionare una pellicola: ‘quegli occhi guardavano come cantano le sirene’; ‘Voglio uno specchio d’argento per specchiare i miei occhi nei miei occhi’. L’acme del suo estetismo da macellaio che però vende solo carne di struzzo è questo: ‘Un odore di donna nuda avvolse gli uomini, coprendo il profumo dei fiori e l’aroma della carne avanzata.’ Manca poco alle braciole di genitale sacerdotale.

    Qualche spunto: ‘Spesso basta un cedimento virtuoso per ridurre una tragedia alla banalità di una vita normale’; qualcuno fin troppo sottile, come quando si tratta di giudicare il talento di una persona amica: ‘Lo conosco troppo bene, quindi lo conosco male.’

    La mia immagine preferita? è stata: ‘e il sole accese nell’ascella una rugiada di sudore minuta e brillante’, ho debole per le belle ascelle delle donne, innescatami tra l’altro della lattura de “Confessioni di un clown” di Heinrich Böll, non mi posso vantare di essere un feticista, non basta una ascella a scatenarmi un turbamento sessuale, però ne so apprezzare la freschezza, quando appunto sono fresche e profumate e non pezzate e scottate dopo una giornata di lavori, comunque meglio non approfondire altrimenti a Louÿs si spettina la libido.

    ha scritto il 

  • 4

    "Di lui non si poteva dire con precisione se fosse filosofo, grammatico, storico o mitologo, dato che affrontava gli studi più impegnativi con un ardore timido e una curiosità volubile. Non osava scri ...continua

    "Di lui non si poteva dire con precisione se fosse filosofo, grammatico, storico o mitologo, dato che affrontava gli studi più impegnativi con un ardore timido e una curiosità volubile. Non osava scrivere un trattato. Non sapeva costruire un dramma. Il suo stile aveva un che di ipocrita, di zelante e di vano.
    ...
    Forse ognuno di noi ha una sola cosa da dire nella vita, e quelli che hanno tentato di parlare di più sono stati dei gran presuntuosi." [pp. 126 e 127]

    Non so quanto intenzionalmente, l'autore con queste parole sembra star facendo il proprio autoritratto. Apparentemente la sua rivendicazione del piacere e della voluttà ostenta propositi liberatori, rifiutando secoli di morale cristiana per riallacciarsi a un ellenismo alessandrino documentato (benché unilaterale ed esagerato). Solo che, lasciatosi alle spalle il lirismo delle <Chansons de Bilitis> (fatte passare per traduzione di un'originale greco), la costruzione romanzesca mette in fila, oltre ai lussi e ai piaceri delle cortigiane di Alessandria, più di un episodio di sadismo (uccisione della moglie del gran sacerdote, crocefissione di una schiava, momenti del baccanale da Bacchide) e si conclude con la morte "socratica" della protagonista (anzi no, con un oltraggio al suo cadavere risarcito dalla pietosa sepoltura organizzata dalle due suonatrici di flauto). L'amore e la morte (titolo di un capitolo del secondo libro): coppia di temi ineludibile, a quanto pare. A tratti viene la voglia, se non di ridere, di sorridere un po'. Ma l'abilità dello scrittore (che poteva contare su precedenti nella sua letteratura del calibro della "Salammbô" flaubertiana, di vari testi di Gautier e dei parnassiani) è indiscutibile, e tutto sommato il lavoro di elaborazione formale merita rispetto e a tratti ammirazione. Senza contare il successo internazionale che gliene venne (da noi, ovviamente da parte di D'Annunzio).

    ha scritto il 

  • 4

    Morbosetto e decadente, di piacevolissima lettura. Rievocazione del mondo alessandrino con lo sguardo eccitato e la volontà di scandalizzare che rivelano l'educazione cattolica.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ho comprato questo libro non avevo la minima idea che fosse questo genere di libro. In effetti la copertina avrebbe dovuto farmi scattare un campanello di allarme, ma non ci ho fatto molto caso ...continua

    Quando ho comprato questo libro non avevo la minima idea che fosse questo genere di libro. In effetti la copertina avrebbe dovuto farmi scattare un campanello di allarme, ma non ci ho fatto molto caso.
    Comunque, non me ne sono pentita, gli ho dato 4 stelle!
    Solo 4 perchè non si fa altro che parlare di sesso. Gente che lo fa dovunque. I greci di Alessandria volevano solo fare sesso xD
    probabilmente io, come essere vivente del 21esimo secolo non riesco a capire questa mentalità, e lo accetto. Accetto i miei limiti. Effettivamente sarebbe stato bello avere oggi la stessa considerazione del corpo umano che ne avevano gli antichi greci, e secondo me in questo libro c'è anche un insegnamento a proposito di ciò, che tutt'oggi è più forte, rispetto a quando il libro è stato scritto.
    Allora per quanto riguarda i personaggi credo che quello più emblematico sia Demetrio.
    Il bello e impossibile che ogni donna vorrebbe, l'artista che ha creato la meravigliosa statua dell'Aphrodite esposta nel tempio non è soddisfatto da nessuna delle donne che gli si è gettata ai piedi. Neanche dalla regina.
    Però quando vede Criside che lo ignora, lo respinge, allora perde la testa. Si fa convincere a rubare, uccidere e profanare per lei. Ma dopo averlo fatto, dopo aver fatto innamorare definitivamente la cortigiana di lui, che cosa fa? Non prende il dono che avrebbe ricevuto in cambio. Perchè? Ho un'ipotesi u_u
    Secondo me perchè era rimasto affascinato in maniera irreversibile dalla perfezione dell'Aphrodite, in tutti gli aspetti.
    Dopo averla contemplata nel tempio è rimasto catturato tanto da non riuscire più a tollerare l'imperfezione della carne.
    Per questo da viva non tocca Criside, ma quando muore usa il suo corpo per fare l'abozzo di una statua.
    Storia d'amore particolare in effetti. E' univoca. Prima nei confronti dell'uno e poi dell'altro.
    Diciamo che le stelline sono quasi tutte dovute anche all'incredibile abilità dell'autore, che parla di sesso in maniera così delicata!

    ha scritto il