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After the Banquet

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Publisher: Vintage

3.7
(328)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Dutch , French

Isbn-10: 0375705155 | Isbn-13: 9780375705151 | Publish date:  | Edition 1st Vintage International Ed., 1999

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Political

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Book Description
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  • 4

    Splendido ritratto di una donna al colmo della maturità, la cui forza e la cui debolezza è la natura passionale e irriducibile, che la conduce verso un destino di solitudine al quale cerca, inutilmente, di sfuggire sforzandosi di adattarsi ad un incontro, che tale non è.

    ...continue

    Splendido ritratto di una donna al colmo della maturità, la cui forza e la cui debolezza è la natura passionale e irriducibile, che la conduce verso un destino di solitudine al quale cerca, inutilmente, di sfuggire sforzandosi di adattarsi ad un incontro, che tale non è.

    .



    said on 

  • 5

    Celato alla luce sotto la pelle scorre un brivido privato, che è l'indagine mai svolta, l'atto di fede alla societá, il veleno senza antidoto, l'ansia di espiazione senza remissione.
    Tutti ma proprio tutti si meritano una storia di Mishima ad un certo punto nella vita.

    said on 

  • 4

    Kazu è un personaggio interessante: donna forte, intelligente ed indipendente ma talmente spaventata dalla visione della sua morte, "solitaria e dimenticata", da farsi affascinare dall'idea di avere un posto in una dignitosa tomba di famiglia, per mezzo del matrimonio con l'anziano Noguchi, ambas ...continue

    Kazu è un personaggio interessante: donna forte, intelligente ed indipendente ma talmente spaventata dalla visione della sua morte, "solitaria e dimenticata", da farsi affascinare dall'idea di avere un posto in una dignitosa tomba di famiglia, per mezzo del matrimonio con l'anziano Noguchi, ambasciatore in pensione.
    Dopo aver constatato l'inconciliabilità del ruolo di moglie con quello di imprenditrice indipendente, reagisce al ricatto del coniuge che la vorrebbe relegata al ruolo di donna di casa, e torna a dirigere il suo amato ristorante, precedentemente ipotecato per sostenere il marito in una fallimentare campagna elettorale.
    Giochi di potere, sentimenti e tematiche esistenziali in un Mishima sempre e comunque all'altezza delle aspettative.
    Unica nota negativa è la traduzione che, derivando da quella inglese, lascia piuttosto a desiderare.

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  • 2

    Lento come una depressione

    Eccessivamente lento e ripetitivo. Forse per la difficoltà dell'autore a integrarsi con la visione femminile pre-borghese della comunità giapponese..non emerge nessuno, salvo la tristezza e la pochezza dei personaggi peggiori (il che è comunque un gran merito di Mishima). Da saltare senza problem ...continue

    Eccessivamente lento e ripetitivo. Forse per la difficoltà dell'autore a integrarsi con la visione femminile pre-borghese della comunità giapponese..non emerge nessuno, salvo la tristezza e la pochezza dei personaggi peggiori (il che è comunque un gran merito di Mishima). Da saltare senza problemi nella bibliografia di questo grande protagonista della letteratura mondiale.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un romanzo che inizia dove altri avrebbero cominciato, non il migliore di Mishima (l'ho preferito altrove) ma certamente notevole.
    Nel riassunto si fa un paragone con "Madame Bovary", ma a parere mio il solo elemento che hanno in comune è che trattano della sconfitta di una donna, della mor ...continue

    Un romanzo che inizia dove altri avrebbero cominciato, non il migliore di Mishima (l'ho preferito altrove) ma certamente notevole.
    Nel riassunto si fa un paragone con "Madame Bovary", ma a parere mio il solo elemento che hanno in comune è che trattano della sconfitta di una donna, della morte dei suoi sogni e delle sue aspirazioni. La Kazu di Mishima è profondamente diversa dalle Emma di Flaubert, e i risultati cui giungono sono pressoché opposti.
    Kazu è una cinquantenne di umili origini, che ha un passato che viene tenuto accuratamente segreto. Dai suoi comportamenti e dagli indizi seminati qua e là, si arguisce tuttavia che sia stata una prostituta d'alto bordo. E' una donna che, negli anni del dopoguerra giapponese, è riuscita ad affermarsi grazie al ristorante che gestisce, il Setsugoan. Ancora piacente, incredibilmente vitale, Kazu sembra non temere nulla. Ciò che la scuote, tuttavia, è il senso di vuoto. Conosce dunque il signor Noguchi, politico ormai prossimo al ritiro, che le offre la prospettiva di entrare a far parte di una famiglia rispettata e rispettabile anche dopo la morte. Lei vuole una tomba, qualcosa che assicuri al mondo che anche lei è esistita, e una tomba che sia quella di una buona famiglia: per rivalsa sul suo passato di miseria, sulla società, per quello che ha dovuto subire. E' una "self-made woman", un personaggio di grandissima forza e testardaggine, che cerca in qualche modo di adattarsi ai ritmi di vita di suo marito senza riuscirci mai del tutto. Il loro è un matrimonio partito col piede sbagliato, fra due personalità testarde in modo antitetico. Inizialmente, si profila come una tranquilla finzione di felicità. Con le elezioni, l'immischiarsi della politica e tutto quel che ne consegue, le certezze di Kazu vengono pian piano smantellate. Scopre le lordure del mondo, lei che è sempre stata quasi fanciullesca nelle sue manifestazioni di sentimento, e cerca come può di farvi fronte. Fino ad adeguarvisi, sporcando la sua purezza e macchiandosi di tradimento agli occhi del marito. Un marito che, pur non tollerandola più, è come vivificato da lei. Ed è notevolissima la frase in cui Kazu è felice di essere odiata: finalmente, Noguchi prova per lei un vero sentimento. Il finale s'avvia ad essere il più amaro possibile, si susseguono pagine di nostalgica malinconia da stringere il cuore: appunto, l'amarezza dell'esistenza riverbera fra le pagine e muta l'animo di Kazu in modo definitivo. E tuttavia, Mishima sorprende aggiungendo un epilogo che è tutto tranne che pieno di tristezza: prendendo atto del cambiamento avvenuto in lei, Kazu prende una decisione piena di dignità e inizia a ricostruire le ceneri della sua vita. Sa bene che ciò che passa nel suo ristorante, i clienti, le risate, sono soltanto surrogati della vita, emozioni forse fittizie: e tuttavia comprende che quella è la SUA esistenza, e che vale ben di più di una tomba. Non si può riavere ciò che è stato rotto così com'era un tempo, ma la differenza di percezione può essere lo stimolo per imparare a viverlo di nuovo, come la prima volta. Questo è ciò che prova Kazu nei confronti del giardino del Setsugoan. Nonostante la consapevolezza della falsità dell'esistenza, è comunque un principio di ricostruzione quello che pervade il finale del romanzo.
    Il tratteggio psicologico dei personaggi è, come sempre nel caso di Mishima, eccezionale. Del personaggio di Kazu, in particolare, al di là delle sue peculiarità fisiche e della sua strabordante emotività, colpisce la grandiosa maturazione finale. Un romanzo equilibratissimo, in cui Mishima mostra un'altra delle sue sfaccettature: quella politica. Sceglie però di fare dei suoi personaggi degli esponenti del partito radicale, e denuncia della politica gli aspetti più "bui" di corruzione e ipocrisia. Dice a chiare parole che le elezioni si vincono coi soldi, non col cuore. Eppure, per bocca di Yamazaki, dice che è proprio questo aspetto "impuro" della politica ad affascinarlo, e che è per questo che la ama.
    Come ho detto all'inizio, tuttavia, reputo questo romanzo non il migliore di Mishima: ho trovato la sua scrittura, infatti, più analitica e fredda del solito, al punto da risultare asettica. Tende a mancare il coinvolgimento psicologico ed emotivo, e tuttavia rimangono ineguagliabili l'equilibrio compositivo del romanzo e l'asciutta eleganza della frase.

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  • 5

    Superbo Mishima

    Questo libro è un alto esemplare di letteratura giapponese. Proprio per questo è lento, non particolarmente avvincente o interessante. Ma è introspettivo, minimalista e frigido.
    Mi ha ricordato intensamente Neve di primavera, benchè nulla li accomuni.
    Non per tutti i palati, sicuramen ...continue

    Questo libro è un alto esemplare di letteratura giapponese. Proprio per questo è lento, non particolarmente avvincente o interessante. Ma è introspettivo, minimalista e frigido.
    Mi ha ricordato intensamente Neve di primavera, benchè nulla li accomuni.
    Non per tutti i palati, sicuramente.

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  • 4

    Fiori di pietra - ovvero: Yukio Mishima più che scriverli, i suoi romanzi li scolpisce.

    I romanzi di Mishima hanno una completezza che paralizza.


    Leggo "Dopo il banchetto" e mi chiedo, con impotenza, in cosa mai si potrebbe accusarlo di mancare.


    C'è la donna e l'uomo e il loro essere precipitati in quel che la società nella quale vivono pretende non tanto che facciano ...continue

    I romanzi di Mishima hanno una completezza che paralizza.

    Leggo "Dopo il banchetto" e mi chiedo, con impotenza, in cosa mai si potrebbe accusarlo di mancare.

    C'è la donna e l'uomo e il loro essere precipitati in quel che la società nella quale vivono pretende non tanto che facciano, quanto che NON facciano: come non bastassero già tutte le asfissiati leggi non scritte e per questo ancora più intransigenti previste per il rapporto tra l'uomo e la donna.

    Mishima ha una consapevolezza maggiore perché lui non conosce semplicemente le leggi: conosce le consuetudini. La tradizione. La cultura contro cui scontrarsi, ovvero: quella che già c'è e che non vuole passare com'è giusto che passi.
    Il racconto del potere. Nei rapporti di amore e di affari e politici, che forse sono sempre gli stessi rapporti, solo visti da punti di vista e in circostanze diverse.

    La scrittura di Mishima conosce la misura, e la misura è una capacità impietosa.

    Se non riesco a farne uno dei miei scrittori di riferimento è soltanto perché la sua visione è troppo disincantata, seria, inflessibile.

    Mishima aveva 35 anni quando ha pubblicato questo romanzo. Ma fin da dieci anni prima, da "I colori probiti" del 1951, il ventiseienne Mishima aveva una dimensione atemporale che lascia impietriti.

    Non riesco a fare di Mishima uno dei miei scrittori di riferimento perché non sono pronto, a tanta maturità.

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  • 2

    Un bel brioschi, grazie!

    forse non ne ho capito la poesia.. ma è stato un libro che ho finito con molta difficoltà.. Il personaggio principale non mi è piaciuto per nulla.. e anzi, alla fine l'ho preso in antipatia, con la sua facilità di piangersi e commuoversi per tutto. Poi.. è una storia incentrata su un matrimonio c ...continue

    forse non ne ho capito la poesia.. ma è stato un libro che ho finito con molta difficoltà.. Il personaggio principale non mi è piaciuto per nulla.. e anzi, alla fine l'ho preso in antipatia, con la sua facilità di piangersi e commuoversi per tutto. Poi.. è una storia incentrata su un matrimonio che è nato già sbagliato; possibile che a quell'età ragioni come una ragazzina e faccia il tutto solo per avere una tomba di famiglia una volta morta? bah... ripeto, non avrò capito la poesia che vi aleggiava ma non lo consiglierei.

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  • 4

    Eccellente romanzo imperniato sulla figura di una donna chiamata Kozu, non più giovane ma ancora affascinante che gestisce un ristorante frequentato da personaggi importanti (soprattutto politici). Decide di sposare un politico importante e lo aiuta nelle imminenti elezioni. Per lei è fondamental ...continue

    Eccellente romanzo imperniato sulla figura di una donna chiamata Kozu, non più giovane ma ancora affascinante che gestisce un ristorante frequentato da personaggi importanti (soprattutto politici). Decide di sposare un politico importante e lo aiuta nelle imminenti elezioni. Per lei è fondamentale trovare un nuovo scopo per la sua vita. Non entro, ovviamente, nei particolari. Ottima la descrizione del personaggio centrale e ben elaborata la storia, che si svolge a Tokyo negli anni cinquanta-sessanta dello scorso secolo. Pur essendo la cultura giapponese dissimile dalla nostra il romanzo risulta coinvolgente e ben comprensibile. Consigliato.

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