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After the Banquet

By Yukio Mishima

(5)

| Paperback | 9780375705151

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Book Description

30 Reviews

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    Splendido ritratto di una donna al colmo della maturità, la cui forza e la cui debolezza è la natura passionale e irriducibile, che la conduce verso un destino di solitudine al quale cerca, inutilmente, di sfuggire sforzandosi di adattarsi ...(continue)

    Splendido ritratto di una donna al colmo della maturità, la cui forza e la cui debolezza è la natura passionale e irriducibile, che la conduce verso un destino di solitudine al quale cerca, inutilmente, di sfuggire sforzandosi di adattarsi ad un incontro, che tale non è.

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    Francescarb210 said on Dec 26, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Celato alla luce sotto la pelle scorre un brivido privato, che è l'indagine mai svolta, l'atto di fede alla societá, il veleno senza antidoto, l'ansia di espiazione senza remissione.
    Tutti ma proprio tutti si meritano una storia di Mishima ad un cer ...(continue)

    Celato alla luce sotto la pelle scorre un brivido privato, che è l'indagine mai svolta, l'atto di fede alla societá, il veleno senza antidoto, l'ansia di espiazione senza remissione.
    Tutti ma proprio tutti si meritano una storia di Mishima ad un certo punto nella vita.

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    a tutte l'ore alligatore! said on Jul 16, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Kazu è un personaggio interessante: donna forte, intelligente ed indipendente ma talmente spaventata dalla visione della sua morte, "solitaria e dimenticata", da farsi affascinare dall'idea di avere un posto in una dignitosa tomba di famiglia, per me ...(continue)

    Kazu è un personaggio interessante: donna forte, intelligente ed indipendente ma talmente spaventata dalla visione della sua morte, "solitaria e dimenticata", da farsi affascinare dall'idea di avere un posto in una dignitosa tomba di famiglia, per mezzo del matrimonio con l'anziano Noguchi, ambasciatore in pensione.
    Dopo aver constatato l'inconciliabilità del ruolo di moglie con quello di imprenditrice indipendente, reagisce al ricatto del coniuge che la vorrebbe relegata al ruolo di donna di casa, e torna a dirigere il suo amato ristorante, precedentemente ipotecato per sostenere il marito in una fallimentare campagna elettorale.
    Giochi di potere, sentimenti e tematiche esistenziali in un Mishima sempre e comunque all'altezza delle aspettative.
    Unica nota negativa è la traduzione che, derivando da quella inglese, lascia piuttosto a desiderare.

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    Rob Luc said on May 22, 2013 | Add your feedback

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    Lento come una depressione

    Eccessivamente lento e ripetitivo. Forse per la difficoltà dell'autore a integrarsi con la visione femminile pre-borghese della comunità giapponese..non emerge nessuno, salvo la tristezza e la pochezza dei personaggi peggiori (il che è comunque un gr ...(continue)

    Eccessivamente lento e ripetitivo. Forse per la difficoltà dell'autore a integrarsi con la visione femminile pre-borghese della comunità giapponese..non emerge nessuno, salvo la tristezza e la pochezza dei personaggi peggiori (il che è comunque un gran merito di Mishima). Da saltare senza problemi nella bibliografia di questo grande protagonista della letteratura mondiale.

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    TheCopywriter said on May 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un capolavoro: elegante, raffinato e poetico. Traspare in esso la dolcezza del crisantemo e la forza degli ideali agognati.

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    Giancarlo Petrella said on Apr 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un romanzo che inizia dove altri avrebbero cominciato, non il migliore di Mishima (l'ho preferito altrove) ma certamente notevole.
    Nel riassunto si fa un paragone con "Madame Bovary", ma a parere mio il solo elemento che hanno in comune è che tratta ...(continue)

    Un romanzo che inizia dove altri avrebbero cominciato, non il migliore di Mishima (l'ho preferito altrove) ma certamente notevole.
    Nel riassunto si fa un paragone con "Madame Bovary", ma a parere mio il solo elemento che hanno in comune è che trattano della sconfitta di una donna, della morte dei suoi sogni e delle sue aspirazioni. La Kazu di Mishima è profondamente diversa dalle Emma di Flaubert, e i risultati cui giungono sono pressoché opposti.
    Kazu è una cinquantenne di umili origini, che ha un passato che viene tenuto accuratamente segreto. Dai suoi comportamenti e dagli indizi seminati qua e là, si arguisce tuttavia che sia stata una prostituta d'alto bordo. E' una donna che, negli anni del dopoguerra giapponese, è riuscita ad affermarsi grazie al ristorante che gestisce, il Setsugoan. Ancora piacente, incredibilmente vitale, Kazu sembra non temere nulla. Ciò che la scuote, tuttavia, è il senso di vuoto. Conosce dunque il signor Noguchi, politico ormai prossimo al ritiro, che le offre la prospettiva di entrare a far parte di una famiglia rispettata e rispettabile anche dopo la morte. Lei vuole una tomba, qualcosa che assicuri al mondo che anche lei è esistita, e una tomba che sia quella di una buona famiglia: per rivalsa sul suo passato di miseria, sulla società, per quello che ha dovuto subire. E' una "self-made woman", un personaggio di grandissima forza e testardaggine, che cerca in qualche modo di adattarsi ai ritmi di vita di suo marito senza riuscirci mai del tutto. Il loro è un matrimonio partito col piede sbagliato, fra due personalità testarde in modo antitetico. Inizialmente, si profila come una tranquilla finzione di felicità. Con le elezioni, l'immischiarsi della politica e tutto quel che ne consegue, le certezze di Kazu vengono pian piano smantellate. Scopre le lordure del mondo, lei che è sempre stata quasi fanciullesca nelle sue manifestazioni di sentimento, e cerca come può di farvi fronte. Fino ad adeguarvisi, sporcando la sua purezza e macchiandosi di tradimento agli occhi del marito. Un marito che, pur non tollerandola più, è come vivificato da lei. Ed è notevolissima la frase in cui Kazu è felice di essere odiata: finalmente, Noguchi prova per lei un vero sentimento. Il finale s'avvia ad essere il più amaro possibile, si susseguono pagine di nostalgica malinconia da stringere il cuore: appunto, l'amarezza dell'esistenza riverbera fra le pagine e muta l'animo di Kazu in modo definitivo. E tuttavia, Mishima sorprende aggiungendo un epilogo che è tutto tranne che pieno di tristezza: prendendo atto del cambiamento avvenuto in lei, Kazu prende una decisione piena di dignità e inizia a ricostruire le ceneri della sua vita. Sa bene che ciò che passa nel suo ristorante, i clienti, le risate, sono soltanto surrogati della vita, emozioni forse fittizie: e tuttavia comprende che quella è la SUA esistenza, e che vale ben di più di una tomba. Non si può riavere ciò che è stato rotto così com'era un tempo, ma la differenza di percezione può essere lo stimolo per imparare a viverlo di nuovo, come la prima volta. Questo è ciò che prova Kazu nei confronti del giardino del Setsugoan. Nonostante la consapevolezza della falsità dell'esistenza, è comunque un principio di ricostruzione quello che pervade il finale del romanzo.
    Il tratteggio psicologico dei personaggi è, come sempre nel caso di Mishima, eccezionale. Del personaggio di Kazu, in particolare, al di là delle sue peculiarità fisiche e della sua strabordante emotività, colpisce la grandiosa maturazione finale. Un romanzo equilibratissimo, in cui Mishima mostra un'altra delle sue sfaccettature: quella politica. Sceglie però di fare dei suoi personaggi degli esponenti del partito radicale, e denuncia della politica gli aspetti più "bui" di corruzione e ipocrisia. Dice a chiare parole che le elezioni si vincono coi soldi, non col cuore. Eppure, per bocca di Yamazaki, dice che è proprio questo aspetto "impuro" della politica ad affascinarlo, e che è per questo che la ama.
    Come ho detto all'inizio, tuttavia, reputo questo romanzo non il migliore di Mishima: ho trovato la sua scrittura, infatti, più analitica e fredda del solito, al punto da risultare asettica. Tende a mancare il coinvolgimento psicologico ed emotivo, e tuttavia rimangono ineguagliabili l'equilibrio compositivo del romanzo e l'asciutta eleganza della frase.

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    Vitani Days said on Jan 26, 2013 | Add your feedback

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