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Agguato all'incrocio

Di

Editore: Marcos y Marcos

4.1
(163)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8871684621 | Isbn-13: 9788871684628 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Erika Bianchi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'alba si è appena aperta un varco fra nebbie velate e un intenso profumo di pini. All'incrocio fra quattro strade, un vecchio commerciante di carbone e un samurai incappano nel cadavere di un forestiero, trafitto alle spalle da una freccia di nobile fattura. Il signore del luogo - Manase, raffinato cultore di lettere e arti, incapace di governare il distretto - e il magistrato, Nagato,gretto e frustrato, accumula denaro per comprarsi una concubina - non sembrano molto interessati a individuare l'assassino. La colpa viene appioppata alpovero carbonaio Jiro: per salvarlo dalla crocifissione, il samurai MatsuyamaKaze - in giapponese "ventata di aria fresca" - decide di far luce suldelitto. Leale, fortissimo, pronto a "prevedere l'imprevedibile", Kaze è piùdi un semplice samurai: vaga da tempo per il Giappone alla ricerca di una bambina di nove anni, figlia dei suoi signori e padroni, trucidati dagli emissari del nuovo shogun. Entra nelle grazie dell'infido Manase, si conquista le confidenze di Aoi, la prostituta, e affascina la cameriera della casa da tè. Gli insegnamenti del suo sensei, uniti a fantasiose trovate,gli permettono di stanare menzogne, sventare tranelli, sgominare una banda di malviventi e scoprire il vero colpevole.
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  • 3

    Preso appositamente per Tank, viste le recensioni, al momento non se lo fila.. Niente di originale, sembra un libro studiato appositamente per il lettore occidentale affascinato dall'esotismo dell'epoca dei samurai(che rimane comunque molto affascinante per noi).. ma forse c'è anche un sentimento ...continua

    Preso appositamente per Tank, viste le recensioni, al momento non se lo fila.. Niente di originale, sembra un libro studiato appositamente per il lettore occidentale affascinato dall'esotismo dell'epoca dei samurai(che rimane comunque molto affascinante per noi).. ma forse c'è anche un sentimento più nobile, come un riavvicinamento nostalgico dello scrittore strappato alle sue radici. Anche se un po' troppo didattica per chi legga manga e conosce praticamente tutte le situazioni descritte, lettura tuttavia carina e di piacevole svago, che migliora andando avanti, per cui avrò piacere di leggere anche il seguito. Il protagonista, diventato ronin dopo gli eventi drammatici che seguono la battaglia di Sekigahara, ha una storia personale e un onore molto forti, che si scoprono pian piano durante la lettura e che impone seguendo in modo talvolta tutto suo la via del Bushido ..e si fa decisamente ben volere.
    Diciamo che, grazie alle descrizioni molto chiare, sembra di vedere un film tipo "La foresta dei pugnali volanti", con una caratterizzazione del protagonista però molto più riuscita, ecco... (ma a me piace e diverte molto 'sta roba, quindi...)

    ha scritto il 

  • 4

    Agguato all'incrocio

    Primo capitolo della trilogia dedicata al ronin Kaze. Nella sua continua ricerca della figlia rapita della sua padrona (morta nell'attacco al castello) il ronin si ferma alcuni giorni in un villaggio perché un cadavere viene trovato abbandonato ad un incrocio. Kaze vuole scoprire chi è il vero om ...continua

    Primo capitolo della trilogia dedicata al ronin Kaze. Nella sua continua ricerca della figlia rapita della sua padrona (morta nell'attacco al castello) il ronin si ferma alcuni giorni in un villaggio perché un cadavere viene trovato abbandonato ad un incrocio. Kaze vuole scoprire chi è il vero omicida perché il carbonaio accusato non può essere l'assassino in quanto la freccia usata per uccidere è di fattura nobile.

    Un romanzo lieve, raffinato, che ci immerge in un periodo e in una realtà a noi sconosciuta. L'umorismo dell'autore lo rende piacevolissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    La katana e la poesia.

    Giappone, sedicesimo anno dell’Imperatore GO-Yozei (1630)


    La mia curiosità di scoprire nuovi gialli e nuovi autori mi ha portato a conoscere Dale Furutani, e questa scoperta è stata davvero piacevole, non solo per l’ ammirevole capacità dell’autore di costruire un buon giallo senza pretes ...continua

    Giappone, sedicesimo anno dell’Imperatore GO-Yozei (1630)

    La mia curiosità di scoprire nuovi gialli e nuovi autori mi ha portato a conoscere Dale Furutani, e questa scoperta è stata davvero piacevole, non solo per l’ ammirevole capacità dell’autore di costruire un buon giallo senza pretese, ma di contemplare un Giappone dell’epoca ricco di contenuti legati all’ambiente e alle tradizioni che sicuramente affascinano e non lasciano indifferenti il lettore, specialmente se si ama la cultura e le tradizioni del Sol Levante.
    “Agguato all’incrocio” è il primo di una fortunata trilogia.

    Partiamo dal giallo…

    Il protagonista è Matsuyama Kaze, un Samurai ronin (samurai senza padrone) che va errando per le strade del Giappone alla ricerca della figlia dei suoi signori uccisi dai mandanti del nuovo Shogun, casualmente si imbatte in un cadavere proprio all’incrocio tra quattro strade, gli è bastato osservare le vesti e la manifattura della freccia che ha ucciso il malcapitato per capire che il mistero era legato alle vicende di quella località tristemente nota per la povertà riconducibile ai soprusi di una banda di malviventi, a un magistrato prepotente, a un signore del luogo raffinato cultore ma incapace di governare e alla presenza di fantasmi e demoni menzogneri.
    Kaze mi ha ricordato tanto Itto Ogami,il Samurai del noto telefilm “Samurai”, affascinante, intelligente, saggio, elegante, capace di utilizzare come pochi la spada katana. Per temperamento ed educazione, Kaze era dotato di una pazienza superiore alla media e grazie al suo fiuto e all’attenzione a tutto quello che lo circonda, senza test di laboratorio, impronte digitali e intercettazioni telefoniche. La bellezza e la bravura è proprio nelle indagini scrupolose e non scontate.

    Arriviamo al Giappone del 600…

    “Kaze pensava che l’onore fosse come il vento. E’ invisibile, eppure lo senti dare uno strappo alla tua coscienza e costringi a prendere una direzione diversa da quella che avresti scelto. L’onore non smette di sferzarti finché non ti pieghi al suo volere”

    Il giallo di Furutani si tinge di altre tonalità che gli danno più spessore, a partire dagli haiku profetici all’inizio di ogni capitolo, alle descrizioni accurate dei modi di fare dei contadini, dei nobili, riservando uno sguardo alla storia legata alle guerre civili del 600, alla condizione delle donne e dei bambini, fino ad arrivare al linguaggio poetico che cattura i paesaggi ricchi di colori e profumi, tra kimoni, danze noh e i rituali di una spiritualità affascinante.

    “La vista del Fuji-san all’alba è lo spettacolo più bello che si possa immaginare. Guarda! Vedi la neve come diventa rossa al sorgere del sole? La cime del monte è tutta avvolta di cremisi!”

    ha scritto il 

  • 5

    Essendo amante del Giappone feudale e della storia dei samurai sono stata subito attirata da questo libro; capita spesso che scegliendo questo genere letterario ci si trovi davanti scene troppo descrittive, pagine e pagine incentrate sulla descrizione di un singolo fiore di ciliegio o sul rumore ...continua

    Essendo amante del Giappone feudale e della storia dei samurai sono stata subito attirata da questo libro; capita spesso che scegliendo questo genere letterario ci si trovi davanti scene troppo descrittive, pagine e pagine incentrate sulla descrizione di un singolo fiore di ciliegio o sul rumore dell'acqua, invece si tratta di una storia avvincente e appassionante che svela molti particolari interessanti sulla vita dei samurai. Sicuramente leggerò anche i seguiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Una piacevole lettura

    Questo libro fa parte di una trilogia incentrata sul personaggio del ronin Matsuyama Kaze, samurai tanto abile nell'arte della spada, quanto fine nel pensiero e giusto nei comportamenti. Ha una missione di elevata nobilità da portare a termine, e nel frattempo provvede a riportare la giustizia do ...continua

    Questo libro fa parte di una trilogia incentrata sul personaggio del ronin Matsuyama Kaze, samurai tanto abile nell'arte della spada, quanto fine nel pensiero e giusto nei comportamenti. Ha una missione di elevata nobilità da portare a termine, e nel frattempo provvede a riportare la giustizia dove non c'è. Il solito cavaliere senza macchia, insomma.
    Questo è probabilmente il difetto maggiore di questo libro: ruoli in genere troppo netti e semplicistici. Ma la lettura è piacevole, la trama fila piacevole (la ricerca dell'assassino di un uomo ritrovato a un crocevia) e l'ambientazione è ben tratteggiata. Talvolta l'autore si lascia prendere da eccessivo didascalismo, per facilitare la comprensione di cose del seicento giapponese, che probabilmente sono sconosciute ai più.
    Ma, come detto, la lettura è scorrevole, e pare davvero di vedersi scorrere davanti un bel film di samurai.

    ha scritto il 

  • 4

    Agguato all'incrocio è un giallo ambientato all'epoca dei samurai. E' un romanzo fresco, ricco di azione (mai banale) e dal sapore esotico ed esoterico. Il protagonista, Kaze, risulta essere un personaggio sullo stile classico, eroe "quasi" senza macchia e capace di prendere sempre la giusta deci ...continua

    Agguato all'incrocio è un giallo ambientato all'epoca dei samurai. E' un romanzo fresco, ricco di azione (mai banale) e dal sapore esotico ed esoterico. Il protagonista, Kaze, risulta essere un personaggio sullo stile classico, eroe "quasi" senza macchia e capace di prendere sempre la giusta decisione. La cornice è quella di un piccolo paese di montagna, descritto abbastanza bene con una penna leggera, ricca di particolari. E' proprio questo il punto di forza del romanzo: non annoia mai. L'unica pecca l'ho riscontrata in alcuni infodump, più che altro relativi agli usi e costumi giapponesi. Il filone della trama gira attorno ad una questione che si esaurirà negli altri libri; questa "sottotrama" del primo, comunque, risulta abbastanza godibile e improntata su dinamiche già viste nei film sui samurai, Kurosawa docet.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che la storia in sé la cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è la capacità dell'autore di proiettarti nel Giappone del 1600: tradizioni e credenze giapponesi popolano le pagine di questo romanzo, rendendolo ben più di un semplice giallo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un raffinato giallo nel quale si intrecciano il mistero, il teatro noh, la filosofia giapponese, la bellezza della natura e la varietà dell'ainimo umano. Il ronin Matsuyama Kaze è sulle tracce della figlia dei suoi signori trucidati, ma non può fare a meno di occuparsi di un omicidio. Non si trat ...continua

    Un raffinato giallo nel quale si intrecciano il mistero, il teatro noh, la filosofia giapponese, la bellezza della natura e la varietà dell'ainimo umano. Il ronin Matsuyama Kaze è sulle tracce della figlia dei suoi signori trucidati, ma non può fare a meno di occuparsi di un omicidio. Non si tratta solo di salvare un'innocente dalla morte, ma di mettere in gioco tutta la propria esperienza umana, spirituale e guerresca. Pagine di ottimo stile che fioriscono nella trama gialla. Ho già acquistato gli altri due volumi della serie.

    ha scritto il