Agnes Browne mamma

Di

Editore: Neri Pozza (I narratori delle tavole)

3.9
(2205)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 170 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Ungherese , Olandese

Isbn-10: 8854502502 | Isbn-13: 9788854502505 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaja Cenciarelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile: cerca lettori. Ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un'autentica venerazione per Cliff Richard. Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni. Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l'amica Marion e iniziare insieme la giornata, in allegria, e il venerdì sera gioca a bingo, per poi finire al pub davanti a una pinta di birra e un bicchiere di sidro. Ma, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero la vita.
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  • 5

    La storia di una grande mamma irlandese

    Un libro scoperto grazie al fratellino Marco, che è stato una gioia leggere, la prova che si possono ancora fare commedie romantiche senza banalità e smancerie, ma anzi raccontando il quotidiano e str ...continua

    Un libro scoperto grazie al fratellino Marco, che è stato una gioia leggere, la prova che si possono ancora fare commedie romantiche senza banalità e smancerie, ma anzi raccontando il quotidiano e strappando, più e più volte, una sana risata liberatoria e permettendo ai lettori e alle lettrici di sognare ad occhi aperti.

    Sferzante, irriverente, a volte anche crudo, il romanzo di Brendan O’ Carroll ci racconta tutto della meravigliosa tribù Browne e dei suoi amici, in particolare della fantastica Marion, amica del cuore di Agnes.

    Marion è la vera spalla comica, donna tenace, lottatrice, credente a suo modo (epici i suoi quotidiani saluti a Dio, spalancando la porta della Chiesa, davanti a tutte le persone a messa), con cui si incontra tutti i giorni al lavoro, al mercato rionale, dove entrambe hanno una bancarella e poi al pub, a giocare a biliardo e a tracannare birre.

    Agnes conquista da subito.

    Non si può non amare questa tosta irlandese, capace di superare tutte una serie di difficoltà, senza sembrare mai una Mary Sue.

    Agnes infatti è una donna molto vera.

    Piange, si arrabbia, sogna di vivere una strepitosa storia d’amore con il suo cantante preferito (non vi dico chi è, dovete leggere il libro!), arriva a sbronzarsi nei momenti giù, è tenera e possessiva con i figli.

    Da morire, ad esempio, quando, dopo mille pensieri, evita di spiegare al figlio maggiore Mark qualche cosa sul sesso e si inventa una bugia terrificante!

    E non parliamo di quando si vendica della terribile suora che ha punito troppo severamente la sua Cathy. Una cosa veramente epica che non vi svelo.

    Le sue difficoltà quotidiane sono le nostre, i suoi sogni di donna (e madre) sono i nostri.

    E’ preoccupata per ogni suo piccolo, ne segue passo passo i momenti, cerca di non trascurare nessuno di loro, facendo regali adatti ai loro gusti e si dispera se mancano i soldi, perché non sono mai abbastanza.

    Ho amato moltissimo Agnes e i suoi.

    Che dire di Mark?

    Un figlio coscienzioso, tenero e geloso. Fa il possibile per essere un bravo fratello maggiore. Si alza sempre al mattino prestissimo per fare le consegne dei giornali, poi torna a casa, sveglia i fratelli e preparare la colazione per tutti. Ed è felice come ogni adolescente per il primo campeggio da solo, al mare. Soli tre giorni, ma per lui è una festa. Pensateci a questo ragazzino, con pochi soldi che può finalmente avere un momento di svago e divertimento, con i suoi amici. Come ha saputo godersi il poco che ha avuto. Mi ha commosso fino alle lacrime anche perché Mark, come la madre, non è esente da difetti e ha avuto dei pensieri non sempre perfetti come fratello maggiore. Ma ci sta. Siamo esseri umani.

    E la piccola adorabile Cathy?

    Favolosa anche lei. Unica femmina nella tribù dei figli di Agnes, frizzante, divertente, in apparenza una principessa delle favole a vedersi, solo a vedersi perché Cathy è un vulcano e ne combina di ogni, pur rimanendo una figlia coscienziosa come Mark.

    Da sottolineare l’episodio delle mutande che, darà il via, ad una serie di incredibili eventi, che coinvolgeranno anche la madre.

    Tra i momenti da morire dal ridere il riferimento all’errore commesso al camposanto dai becchini che scambiarono il corpo di una suora e quello di una prostituta.

    Gli irlandesi hanno il nostro stesso senso dell’umorismo e la nostra stessa vibrante passione per la vita.

    Poco da dire.

    Non dico altro.

    Questo libro va letto dall’inizio alla fine perché scalda l’anima e il cuore.

    Fa ridere, riflettere e sognare.

    Leggerò sicuramente i seguiti!

    Non sono mai stata così contenta di sapere che sia una saga!

    Dal libro fu tratto il film “La storia di Agnes Browne”, con protagonista Angelica Huston e presentato al 52° Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs.

    Per il sito http://www.overthere.it/agnes-browne-mamma-di-brendan-ocarroll/

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura veloce e carinissima, alterna momenti commoventi ad altri di forte ilarità, in alcuni punti mi sono ritrovata a ridere da sola leggendo. Riesce a strappare un sorriso anche descrivendo le situ ...continua

    Lettura veloce e carinissima, alterna momenti commoventi ad altri di forte ilarità, in alcuni punti mi sono ritrovata a ridere da sola leggendo. Riesce a strappare un sorriso anche descrivendo le situazioni più drammatiche, con quello humour tipicamente irlandese che alleggerisce un po' tutto. Molto piacevole!

    ha scritto il 

  • 1

    Deludente

    Libro piccolissimo, che si legge tutto d'un fiato. Storia potenzialemente interessante: anni '70, una vedova irlandese alle prese con problemi economici e prole numerosa. Il tutto innaffiato da un ecc ...continua

    Libro piccolissimo, che si legge tutto d'un fiato. Storia potenzialemente interessante: anni '70, una vedova irlandese alle prese con problemi economici e prole numerosa. Il tutto innaffiato da un eccessivo buonismo (cattolico): i miracoli e i sogni si avverano la notte di Natale.... La protagonista, l’Agnes Browne che dà il nome al titolo, è caratterizzata da una ruvidezza, di modi e parole, tipicamente irlandese, che spesso sfocia in volgarità. Dopo la quarta pagina, i giochi di parole e i non-sense, che inizialmente strappano un sorriso, diventano prevedibili...in una parola: noioso. Primo, e per me, ultimo libro della serie.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino, ma pensavo meglio.

    Avevo tanto sentito parlare di questa serie che quando finalmente mi sono messa a leggere questo libro, forse mi aspettavo un po' troppo.
    È simpatico, si legge bene, ma pensavo a qualcosa di un po' pi ...continua

    Avevo tanto sentito parlare di questa serie che quando finalmente mi sono messa a leggere questo libro, forse mi aspettavo un po' troppo.
    È simpatico, si legge bene, ma pensavo a qualcosa di un po' più profondo.
    Comunque, mi sono divertita a leggere di Agnes e della sua sconclusionata vita. Questa gran lavoratrice, che conosce il suo quartiere come le sue tasche ma, non parlatele di baci alla francese, perché la mandate veramente in crisi. È bella, questa donna, nella sua semplicità. Porta avanti una grande famiglia tutta da sola (sia prima che dopo la morte del marito), accontentandosi delle piccole cose: fumarsi una sigaretta a metà con la sua migliore amica, con cui si fa delle grasse risate (e anche noi!), giocare al bingo, bersi una pinta!
    È bello il modo in cui il suo primogenito, Mark, vuole trasformarsi in un capo famiglia, sperando che "essere l'uomo di casa non significasse anche dover andare a letto con la madre...".
    Si respira un'aria buona, in questo romanzo, perché parla di persone vere, con le loro ingenuità e le loro piccole gioie. Il finale, poi, è singolare e molto tenero: per una serie di sfortunati eventi, Agnes finisce per vedere realizzato il proprio sogno: ballare con Cliff Richard. Un regalo di Natale inatteso quanto improbabile, ma che ci riempie il cuore di speranza: non sia mai che, a volte, le cose belle capitano, quando meno te le aspetti!
    PS. Questo è uno di quei romanzi dall'effetto postumo. Mi spiego: mentre lo leggevo, pensavo: sì, vabbè, niente di che... e, invece, ora che ci ripenso, Agnes mi manca un po'!
    4 stelle su 5

    ha scritto il 

  • 4

    I sogni son desideri.....

    Talvolta questo mondo turbolento, tragico, triste e caotico si mette a testa in giù e si ferma di colpo per realizzare i sogni di qualcuno ...

    E sono i sogni di Agnes ad essere realizzati. Agnes è u ...continua

    Talvolta questo mondo turbolento, tragico, triste e caotico si mette a testa in giù e si ferma di colpo per realizzare i sogni di qualcuno ...

    E sono i sogni di Agnes ad essere realizzati. Agnes è una giovane vedova con sette figli a carico e un sogno nel cassetto, un sogno semplice non irrealizzabile, niente che magari possa cambiare la vita ma qualcosa che la possa rendere migliore, se non per sempre, almeno per un momento indimenticabile. Ma non ve lo dico mica eh!?!?
    Una storia che rende il cuore leggero, tra sorrisi e pianto, una bella storia che fa venire il buonumore e la voglia di sognare ancora

    Continua a sognare, Agnes Browne! Per il bene di tutti, continua a sognare1

    ha scritto il 

  • 3

    Infilata di raccontini che si fanno romanzo. Senza pretese, simpatico, scorrevole, poteva trasformarsi in un filo di perle. C'erano tutte le possibilità: la commedia, il dolore, la malinconia, il sogn ...continua

    Infilata di raccontini che si fanno romanzo. Senza pretese, simpatico, scorrevole, poteva trasformarsi in un filo di perle. C'erano tutte le possibilità: la commedia, il dolore, la malinconia, il sogno; la storia stessa. Invece il lettore si ritrova in mano una collanina di vetro. Eppure, qualche risata a crepapelle me la sono fatta. Pollice su.

    ha scritto il 

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