Agnes Grey.

By

Verleger: Manesse-Verlag

3.5
(1156)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 395 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , French , Dutch , Catalan , Chi traditional , Czech , Japanese , Finnish , Hungarian , Swedish , Korean

Isbn-10: 3717517406 | Isbn-13: 9783717517405 | Publish date:  | Edition 5

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like Agnes Grey. ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 3

    Agnes Grey si inserisce in quel filone narrativo che io tanto adoro e che tratta della condizione femminile dalla fine del 700 agli inizi del 900. In questo filone rientrano sia romanzi scritti da don ...weiter

    Agnes Grey si inserisce in quel filone narrativo che io tanto adoro e che tratta della condizione femminile dalla fine del 700 agli inizi del 900. In questo filone rientrano sia romanzi scritti da donne come quelli della carissima Jane (ovviamente Austen, io la chiamo per nome perché siamo grandi amiche), delle sorelle Bronte (tra le tre la mia preferita è Emily di Cime Tempestose), la Woolf, sia romanzi scritti da uomini (se posso permetterti, loro sì che ci sanno descrivere perfettamente!) come la Karenina, Storia di una capinera, L’esclusa, per citarne alcuni, ma ce ne sono tanti altri che andrebbero citati. Questo è uno dei temi che più amo leggere. Ecco perché adoro tanto i romanzi dell’800: c’è da scoprire un mondo che appare molto lontano, ma che cronologicamente non lo è poi così tanto.

    Il tema principale di “Agnes Grey” ricorda un po’ quello di “Jane Eyre”: il posto delle donne nella società dell’800 e l’educazione che veniva loro impartita. Leggere il punto di vista della governante è sicuramente un punto in favore del romanzo. Infatti, il ruolo di governante, già trattato da Charlotte Bronte in “Jane Eyre” (quest’ultima ben più fortunata della povera Agnes che nella sua carriera di educatrice ha avuto sempre a che fare con delle vere e proprie pesti!!!!), viene qui descritto fin nei minimi particolari.

    Nutro nei confronti di questo personaggio una profonda ammirazione e tenerezza e ne invidio la forza d’animo e la maturità nell’affrontare non solo i momenti difficili (come quello che l’ha spinta a diventare una governante) ma anche tutti i soprusi e le ingiustizie subiti dai bambini e dalle ragazzine che educava.

    La narrazione viene narrata dalla protagonista stessa, dopo che i fatti sono accaduti, in uno stile abbastanza semplice. Alcuni passi risultano alquanto noiosi, perché troppo descrittivi, ma nel complesso si legge molto velocemente. Del resto il romanzo di Anne non ha la stessa complessità di quelli delle altre due sorelle: la storia è molto semplice e alcune cose non vengono trattate adeguatamente, pensate che la descrizione della protagonista si trova in uno degli ultimi capitoli del libro. Nonostante ciò, mi sento di consigliarvelo pienamente!! Io l’ho letto in spiaggia ed è stata una lettura piacevolissima!

    gesagt am 

  • 3

    Agnes Grey es mi segunda entrada a la maravillosa literatura de las hermanas Brontë. La primer fue "Cumbres Borrascosas" y, obviamente, he notado muchísimo el cambio. No obstante, esta pequeña obra de ...weiter

    Agnes Grey es mi segunda entrada a la maravillosa literatura de las hermanas Brontë. La primer fue "Cumbres Borrascosas" y, obviamente, he notado muchísimo el cambio. No obstante, esta pequeña obra de la menor de las hermanas, es toda una delicia, siempre y cuando sepas armarte de paciencia.

    La manera de escribir de Anne Brontë es muy suave y delicada. Su novela está llena de un vocabulario educado, culto y un poco enrevesado, en especial si lo leéis en versión original. En el libro también abundan descripciones minuciosas, algunas de ellas innecesarias y un poco pesadas, así como abundantes reflexiones y lecciones sobre la moral, la vida y la sociedad inglesa del siglo XIX, que hacen de ella un valioso documento sobre la forma de vivir de aquellos años. Y sin embargo hay cosas que consiguen irritar profundamente al lector. Para empezar la estructura tipo diario, limita mucho la comprensión de la historia, ya que solo sabemos lo que la protagonista, Agnes Grey, nos va contando así como sus ideas, sentimientos e impresiones. Pero, incluso obviando esto último, la forma en la que transcurre el tiempo en el relato resulta asimétrica y muy desconcertante. A veces la autora lo alarga hasta el infinito, mientras que en otras pasan grandes periodos en unos pocos párrafos. Este ritmo tan extraño de la narración tiene como objeto no aburrir al lector, según cuenta la propia narradora.

    La historia es un producto típico de la época. En ella, seguimos un periodo de la vida de Agnes Grey, hija de un pobre clérigo, que decide ganarse la vida ejerciendo de institutriz. Sobre esa base, la autora desarrolla una aguda crítica social de la burguesía y la nobleza inglesas, haciendo especial énfasis en la nefasta educación que recibían sus vástagos, carente de valores y principios. Pero no solo la sociedad es puesta en el punto de mira, la iglesia no se libra de la incisiva pluma de Anne Brontë y varios sectores de la misma no salen muy bien paradas. Con todo también hay temas más ligeros y atractivos, como el amor platónico, tan característico de las novelas de aquella época.
    Mi principal pega es la protagonista, Agnes. Una joven con grandes principios religiosos, que llega a resultar un tanto vanidosa, bastante intolerante y demasiado pasiva. Este personaje siempre "sufre en silencio" y, junto con sus exhaustivos pensamientos sobre la moral, el bien y Dios, logra aburrir cada vez un poco más al lector, que no termina nunca de empatizar con ella.

    En resumen, Agnes Grey, es una estupenda novela costumbrista, y por tanto, un retrato fiel y esmerado de la sociedad en la que su autora vivía y que sufrió, ya que la novela tiene tintes autobiográficos.
    Es una gran obra, aunque carezca de la emoción suficiente como para enganchar permanentemente al lector, y la historia flojee a veces. No obstante es una buena recomendación para todos aquellos que les guste la literatura de época y quieran iniciarse en el mundo de las Brontë.

    gesagt am 

  • 3

    Gruppo perfettamente spaccato in due ieri sul libro di Anne Brontë: metà dei presenti l'ha definito monotono, lento, non avvincente, pesante. Non è piaciuta la protagonista, troppo incline all'autocom ...weiter

    Gruppo perfettamente spaccato in due ieri sul libro di Anne Brontë: metà dei presenti l'ha definito monotono, lento, non avvincente, pesante. Non è piaciuta la protagonista, troppo incline all'autocommiserazione e con uno spirito di sacrificio disarmante. Agnes è risultata troppo moralista, intenta a redarguire tutti e ad indicare la retta via, in un mondo abitato dalla povera gente, fin troppo buona e priva di difetti, e dai ricchi che sono invece superficiali, frivoli e spietati. Inoltre la sua passività, l'accettazione delle cattiverie dei bambini e delle ragazze nei suoi confronti, il fatto di non agevolare l'incontro con Watson ma di attendere gli eventi sono risultati piuttosto fastidiosi.
    Di parere opposto l'altra metà del Gruppo che ha apprezzato il romanzo per l'attualità di alcune tematiche, prima fra tutte l'educazione familiare e la cecità dei genitori davanti alle mancanze dei propri figli.
    Agnes è sicuramente figlia del suo tempo ed è necessario capire il contesto storico e sociale in cui si muove per apprezzare il romanzo. In esso troviamo una critica all'Inghilterra vittoriana che si stava trasformando in una nazione di commercianti e imprenditori, ma anche una critica alla Chiesa formata da pastori non sempre caritatevoli e altruisti. Abbiamo sottolineato che nella prima metà dell'800 le classi sociali erano rigidamente separate e conducevano vite parallele dove ciascuno occupava una posizione e un ruolo ben definiti. Era impossibile per Agnes ribellarsi alle vessazioni dei suoi allievi, avere scatti d'ira o manifestare le sue idee davanti ai "padroni". Abbiamo poi sottolineato la condizione della donna, le scarse possibilità di avere una vita indipendente, per cui i matrimoni spesso erano combinati per il desiderio di raggiungere una posizione economica e sociale di prestigio.
    Ci siamo soffermati sulla profondità di pensiero in una giovanissima autrice che conosceva così poco del mondo e della vita, ma era così intelligente e acuta da riuscire ad esprimere riflessioni molto significative.
    La lentezza del romanzo, indiscutibile, corrisponde alla lentezza della vita del secolo scorso, ai ritmi e ai tempi che Agnes non tenta di forzare perché l'attesa fa parte della vita dell'epoca.
    Romanzo in gran parte autobiografico, l'abbiamo poi confrontato con il più noto "Jane Eyre" di Charlotte Brontë, pubblicato contemporaneamente, in cui emergono differenze di stile e di contenuto significative. La scrittura di Anne ci è sembrata più acerba e la sua eroina molto meno indipendente e sicura di sé di Jane Eyre. Anne però si esprimerà meglio nel suo secondo e ultimo romanzo, "La signora di Wildfell Hall".

    gesagt am 

  • 2

    Da leggersi sorseggiando tè

    Sicuramente è difficile parlare di una Brontë senza fare il paragone con le altre due, specie quando questa è la meno celebre Anne e, leggendo il suo Agnes Grey, ci si accorge di quanto sia lontano da ...weiter

    Sicuramente è difficile parlare di una Brontë senza fare il paragone con le altre due, specie quando questa è la meno celebre Anne e, leggendo il suo Agnes Grey, ci si accorge di quanto sia lontano dai romanzi delle sorelle. E' un po' la stessa cosa che accadde all'epoca della pubblicazione, quando le tre scrittrici inglesi erano conosciute col cognome Bell, tanto più che Agnes Grey fu pubblicato insieme a Cime tempestose quando ancora si era nel pieno della "febbre Jane Eyre".
    Tuttavia credo che a nessuno di noi piacerebbe essere giudicato in relazione ai propri parenti e dunque non farò questo torto - né gliel'ho fatto durante la lettura - ad Acton Bell alias Anne Brontë.

    La trama e l'atmosfera di Agnes Grey sono squisitamente british e chiunque abbia un minimo di dimestichezza con casa Brontë vi ravviserà presto più di qualche nota biografica.
    Agnes ha diciotto anni ed ha condotto sinora una vita appartata, essendo cresciuta in un piccolo villaggio isolato dove l'unica compagnia - oltre quella della famiglia - è quella di una manciata di parrocchiani residenti nei dintorni. La madre aveva da giovane rinunciato agli agi di una vita aristocratica per sposare l'uomo che amava, un pastore povero in canna ma buono e gentile e sinceramente innamorato di lei; con lui aveva messo al mondo due figlie, Agnes e la sorella maggiore Mary. La famiglia Grey conduce una vita modesta, ma governata da sani principi e sentimenti sinceri e nessuno sembra soffrire di particolari mancanze. L'unico che sembra non darsi pace è il padre, il quale dopo tutti questi anni ancora non si perdona di aver sottratto la moglie ad una vita comoda e senza preoccupazioni per offrirgliene in cambio una in cui non può mai concedersi il lusso di stare con le mani in mano. Poco importa che la serenità della signora Grey sia evidente, il marito si tormenta sapendo di non poter dare di più alla propria famiglia, e ancora di più si tormenta all'idea di lasciare moglie e figlie senza niente nel caso in cui gli succeda qualcosa. E così, con la supervisione della moglie che pone un freno alla sua sventatezza, continua ad inventarsi un investimento dietro l'altro; quando l'ennesimo di questi, il più importante e più carico di speranze, si rivela irrimediabilmente fallito, Agnes si fa coraggio e dà voce ad un'idea che ormai da tempo aveva in testa: trovarsi un posto come istitutrice. Il desiderio scaturisce non soltanto dalla voglia di provare ad aiutare economicamente la sua famiglia, ma anche dalla necessità di iniziare finalmente a vedere qualcosa di quel mondo così vasto e sconosciuto di cui finora ha solo sentito raccontare delle storie.
    Riuscendo a vincere le iniziali obiezioni della famiglia, Agnes parte per il suo personale percorso di conoscenza, esperienza, crescita.

    Il percorso di Agnes si svolgerà naturalmente in più fasi. Quelle lavorative sono soltanto due, entrambe tali da mettere a dura prova qualunque giovane ragazza, anche quando piena di buonsenso e buoni propositi come la nostra protagonista.
    La prima casa presso la quale trova impiego, tramite una conoscenza, è Wellwood House abitata dalla famiglia Bloomfield, dove deve occuparsi dell'istruzione di tre bambini ancora piccoli ma già irrefrenabili, maleducati oltre ogni livello di sopportazione ed inclini a gesti crudeli (basti pensare che uno dei loro passatempi preferiti è maltrattare animaletti indifesi). La povera Agnes può ben poco davanti ai loro capricci ed alle loro scenate (arrivano persino a picchiarla!) ed i genitori di questi mostriciattoli non solo sono tanto ciechi da non rendersi conto di che mascalzoni siano i loro "angioletti", ma addirittura incoraggiano le loro cattive inclinazioni, azzerando con una parola gli sforzi titanici di Agnes necessari ad ottenere un misero miglioramento. Alla fine, concludono addirittura che sotto l'influenza dell'istitutrice i figli siano peggiorati, e così dopo poco meno di un anno di permanenza decidono di congedare Agnes.
    Dopo un periodo di riposo in famiglia, la nostra beniamina torna alla carica e, stavolta tramite un annuncio, trova un nuovo posto: la famiglia Murray di Horton Lodge. Qui le sue allieve sono più grandi, ma non per questo meno scatenate o più propense ad ascoltarla: Matilda, quattordici anni, è un maschiaccio, interessata soltanto ai cavalli, alla caccia e sempre fiera di sfoggiare il vasto assortimento di imprecazioni imparato dal padre e dai suoi amici; Rosalie, sedici anni, è al contrario una civetta e tutto ciò che le importa imparare è quanto le serve per far superficialmente colpo in società. La madre delle ragazze è più sciocca di loro, dal momento che chiede ad Agnes di insegnar loro quanto serve per trovare un buon marito e di cercare di non essere mai troppo severa. Tuttavia la signorina Grey non soffre tanto per la pazienza necessaria a competere con persone simili, né per la quantità di compiti che deve portare a termine al posto delle sue pigre allieve; l'unica cosa che le pesa è la solitudine: nessuno in quella grande casa la prende in considerazione, nessuno - neanche i domestici - le parla e quando c'è un ospite viene bellamente ignorata. L'unico posto in cui può andare, la domenica, è la chiesa e col tempo inizierà a fare di tanto in tanto visita ai parrocchiani più indigenti a cui le sue allieve avevano fatto qualche promessa che poi non avevano voglia di mantenere, lasciando ad Agnes l'onere di rispettare l'impegno. Qualcosa cambia, almeno nei pensieri di Agnes, quando nella parrocchia arriva un nuovo coadiutore, il signor Weston: questi sembra tanto diverso dalle persone che Agnes si è ormai abituata ad avere attorno, e tanto più vicino a lei ed al suo modo di pensare e di sentire; tra Agnes e Weston non si sviluppa però subito una prevedibile storia d'amore: i passi sono molto più lenti, fatti per lo più di speranze, ingenui segnali, e poi separazioni spaziali e temporali, insufficienti a far sbiadire una simpatia così immediata e al tempo stesso così profonda.
    Tempo dopo i due si ritroveranno in riva al mare ed è davanti ad un tramonto, in cima ad un dirupo dal quale si gode un panorama mozzafiato, che il lettore li lascia per sempre.

    La scrittura di Anne Brontë è lineare, semplice, oserei dire elementare ma non in un'accezione negativa; la penna di Anne non si perde in voli pindarici o alla ricerca di una prosa più ricca e sofisticata: niente di tutto questo sarebbe stato adatto ad un personaggio come quello di Agnes, la quale racconta - si racconta, anzi - al lettore in prima persona, costruendo il romanzo sulla base dei diari scritti all'epoca dei fatti narrati. La forza del romanzo in effetti è riposta tutta in lei, la sua protagonista, una protagonista che devo dire di aver apprezzato molto. Agnes è una ragazza seria, che nel temperamento ha molto in comune con la collega Jane Eyre, soprattutto il carattere riservato ma non timido e quella forza salda ed onesta che le porta a compiere il loro dovere ed a comportarsi come meglio possono. Il lettore non può non entrare in sintonia con Agnes, fosse anche soltanto perché lei gli parla in maniera tanto diretta. In particolare, ho provato empatia nei suoi confronti nelle tante scene in cui racconta di come, ogni volta che le sue allieve avevano una compagnia più interessante della sua, lei venisse completamente ignorata; in quei momenti, le tante e frivole chiacchiere del mondo esterno si contrappongono alle parole del mondo interiore di Agnes, che lei si tiene dentro non avendo nessuno a cui esternarle.

    Molto meno invece ho apprezzato la caratterizzazione degli altri personaggi. Gli allievi di Agnes, tanto i primi quanto le seconde, mi sono sembrati enfatizzati in maniera eccessiva. Capisco le intenzioni dell'autrice, tuttavia bambini tanto cattivi e dispettosi mi sono sembrati quasi delle caricature, delle macchiette; allo stesso modo le ragazze Murray avrebbero acquisito un po' più di credibilità ai miei occhi se la Brontë avesse approfondito meglio questi due personaggi, senza limitarsi all'essere un maschiaccio dell'una e al comportamento civettuolo dell'altra.
    Altro aspetto che ho gradito poco è il sentimento religioso di cui è farcito il libro: infiniti sono i rimandi e le citazioni dei testi biblici, così come molti discorsi tra Agnes e persone a lei care ruotano attorno alla fede, ai doveri di un buon cristiano eccetera, eccetera; il livore religioso non è eccessivo - sono ben altri i romanzi in cui abbonda in maniera insopportabile! - ma sufficiente talvolta ad annoiarmi.

    Il signor Weston, invece, è apprezzabile quanto il personaggio di Agnes. E' chiaro sin dall'inizio che i due son fatti per capirsi e per prendersi e mi è piaciuto tanto che la loro storia quasi ancora non fosse iniziata quando ormai ero vicina a concludere il romanzo: si confà perfettamente ai loro caratteri sobri e dignitosi che non ci sia alcun corteggiamento sfavillante, ma che piuttosto nasca una tenera amicizia per un gesto gentile scambiato anche a distanza di settimane.

    Agnes Grey non è un romanzo che soddisferà chi, fiducioso nel cognome Brontë, cerca storie tormentate come quelle tra Heathcliff e Catherine o Jane Eyre e Mr Rochester; i toni in Agnes Grey son molto più pacati, ordinari se volete, ma non per questo noiosi.
    Non posso elogiare il romanzo oltre quelli che sono i suoi obiettivi meriti - e infatti gli ho dato solo due stelle, la sufficienza -: Agnes Grey non è un romanzo eccellente o brillante, è una storia semplice raccontata in maniera semplice.
    Personalmente, proprio per questo credo mi sia piaciuto, perché ogni tanto è bello anche rilassarsi con un romanzo del quale, nascendo in un'epoca passata, avremmo potuto essere noi le protagoniste.

    gesagt am 

  • 4

    Adesso si può dire che ho letto un libro per ogni sorella Bronte. Mi spiace non averlo letto prima e anche che questo libro sia stato messo in ombra da mostri classici come "Cime tempestose" e "Jane E ...weiter

    Adesso si può dire che ho letto un libro per ogni sorella Bronte. Mi spiace non averlo letto prima e anche che questo libro sia stato messo in ombra da mostri classici come "Cime tempestose" e "Jane Eyre".
    Mi spiace perché secondo me merita di essere letto e conosciuto, tanto quanto i libri delle sorelle. Ho trovato Anne Bronte brillante e capace.
    Apprezzabile poi, il fatto, che cercasse di far vedere al mondo che dietro alla ricchezza non c'era sempre gioia e cortesia, ma un lato molto sconveniente, sopra le righe e triste.

    gesagt am 

  • 3

    Lettura molto piacevole, Anne non ha lo smalto di Emily e la grinta di Charlotte, ma le vicende di Agnes Grey indubbiamente toccano le corde del cuore del lettore, anche se un po' meno de La signora d ...weiter

    Lettura molto piacevole, Anne non ha lo smalto di Emily e la grinta di Charlotte, ma le vicende di Agnes Grey indubbiamente toccano le corde del cuore del lettore, anche se un po' meno de La signora di Wildfell hall a mio avviso.

    gesagt am 

  • 4

    Mi è piaciuto molto il romanzo della meno nota fra le sorelle Brontë. Credo sia meglio non cadere nell'errore di fare paragoni con quel capolavoro che è Jane Eyre (ne uscirebbe battuto) e giudicarlo i ...weiter

    Mi è piaciuto molto il romanzo della meno nota fra le sorelle Brontë. Credo sia meglio non cadere nell'errore di fare paragoni con quel capolavoro che è Jane Eyre (ne uscirebbe battuto) e giudicarlo indipendentemente da esso anche perché l'unico punto in comune è nel fatto che le due protagoniste sono entrambe delle istitutrici ma per il resto il loro percorso di vita è diversissimo. Risalta qui la grande bontà e pazienza di Agnes, la sua curiosità verso il mondo che la porta ad uscire dall'isolamento della canonica di famiglia per fare esperienza e lavorare mettendo in azione le proprie capacità e non si può non tifare per lei visti i datori di lavoro e gli allievi tremendi che le capitano. Un romanzo intriso anche di pietas e di quella semplice bontà campagnola che tanto affonda le sue radici nelle sacre scritture, son tante infatti le citazioni bibliche con le quali la Brontë supporta i ragionamenti della buona Agnes. La scrittura è molto sobria e la storia ha una linearità molto omogenea , senza grandi picchi o digressioni, che a me non è dispiaciuta affatto.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    4

    Stile pacato, argomento frivolo, un libro piacevole. Si può riassumere così questo romanzo di Anne Bronte. Campagna inglese di metà ottocento: i suoi tipici paesaggi, i suoi tipici personaggi, lo stil ...weiter

    Stile pacato, argomento frivolo, un libro piacevole. Si può riassumere così questo romanzo di Anne Bronte. Campagna inglese di metà ottocento: i suoi tipici paesaggi, i suoi tipici personaggi, lo stile di vita tipico di tanti altri romanzi d’epoca. Il contrasto tra la nobiltà gretta, invidiosa, senza valori e una ragazza dai saldi principi religiosi, timorata ddi Dio, intraprendente per scelta di vita ma costretta a rinunciare a ciò cui tiene di più per le convenzioni dell’epoca. Ma quando tutto sembra perduto… L’influenza dei romanzi della Austen è ben visibile. E’ sorprendete come una buona vena letteraria renda piacevole una trama già letta. La storia è semplice, tenera e romantica, Agnes, giovane e onesta, decide di andare a lavorare come governante per aiutare la famiglia in serie difficoltà economiche. Agnes ha un carattere solido ed è guidata da forti valori morali oltre ad essere una persona di grande dignità in contrapposizione con la “buona” società, frivola e superficiale, corrotta e cinica. Sarà un’impresa per lei gestire i rampolli (due bambine e un bambino), maleducati, viziati e pigri ai quali riuscirà ad insegnare ben poco e ancor meno impartire loro elementari regole di buona educazione. Saranno mesi di sofferenze e umiliazioni, ma anche l’occasione di incontrare un giovane molto simile a lei e di stringere legami di amicizia fra le persone umili. Lo stile di Anne Bronte a differenza delle sorelle è più pacato e meno tormentato, ma non per questo dimostra avere meno talento. E’ ironica e arguta osservatrice della società e mette in evidenza le ipocrisie e la mancanza di valori veri, e la totale assenza di un codice morale. Spesso Agnes si trova in situazioni in cui nobili o notabili tutto dimostrano di essere meno che dei veri gentiluomini, e in tal caso la penna di Anne è impietosa nel ridicolizzarli.

    gesagt am 

Sorting by