Agnes Grey

Di

Editore: Editori Riuniti (Albatros)

3.5
(1106)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Chi tradizionale , Ceco , Giapponese , Finlandese , Ungherese , Svedese , Coreano

Isbn-10: 8835932920 | Isbn-13: 9788835932925 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marisa Sestito

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 3

    AGNES GREY

    “Agnes Grey” è un romanzo scritto dalla più piccola delle sorelle Brontë, Anne, pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Action Bell, prima che l’autrice si ammalasse di tubercolosi e morisse nel 1 ...continua

    “Agnes Grey” è un romanzo scritto dalla più piccola delle sorelle Brontë, Anne, pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Action Bell, prima che l’autrice si ammalasse di tubercolosi e morisse nel 1849. Tutti noi conosciamo le tristi vicende di queste sorelle accomunate dalla scrittura e il tipo di vita infelice che condussero. C’è molto di Anne in questo libro perché anche lei, come la protagonista Agnes, lavorò come istitutrice e fu una donna resistente alle grandi sofferenze e alle perdite subite dalla sua famiglia come la morte delle sorelle ( Maria, Elizabeth ed Emily) e quella dell’adorato fratello Branwell, vittima dell’oppio e dell’alcool. Anche Charlotte, l’unica superstite, morì giovane, poco dopo il suo matrimonio con il coadiutore della parrocchia paterna, forse per complicazioni legate a una gravidanza difficile. Anne ci racconta la storia di Agnes ma è come se ci consegnasse la sua autobiografia romanzata, un’autobiografia alla quale attribuisce una nota di speranza, quella speranza che è mancata totalmente nella sua vita.
    Agnes, per aiutare la famiglia che si trova in ristrettezze economiche, decide di andare a fare l’istitutrice presso delle nobili e ricche famiglie, l’unico mestiere “decoroso” che allora fosse permesso ad una donna. La prima famiglia presso la quale lavora, la famiglia Bloomfield, non le favorisce certo il compito: i bambini sono terribili, viziati all’inverosimile, cattivi e incapaci di provare amore o tenerezza per qualcuno, sono persino torturatori di animali (terribile l’episodio degli uccellini che vede come protagonista il maschietto di casa). I genitori sono assenti, pronti a riversare le colpe della mancata educazione dei figli sull’istitutrice, sono falsi e ipocriti e vorrebbero che i loro figli assorbissero cultura senza nessuno sforzo da parte loro. Per fortuna questa esperienza durerà poco. La seconda famiglia presso la quale Agnes sarà accolta, la famiglia Murray, sarà meno difficile anche se le due ragazze di casa sono dei soggetti particolari : una è un maschiaccio che dice le parolacce e si comporta come un uomo di bassa lega, l’altra è talmente vanitosa che si diverte a giocare con i sentimenti altrui salvo poi avere un futuro segnato a causa della sua avidità di possesso di beni e titoli nobiliari.
    Agnes, solitaria, piena di una cultura che non osa mai sfoggiare, caritatevole e sempre pronta a dare il giusto insegnamento dettato dalle sue rigide regole religiose, troverà nel parroco Edward Weston l’anima gemella che, senza grandi passioni né forti attrazioni, potrebbe percorrere insieme a lei la strada della vita.
    Lo stile è semplice e lineare, ma si nota che l’autrice ha ragionato e soppesato ogni parola scritta. Il racconto è un po’ scialbo e ancora immaturo, appesantito da un grande numero di citazioni bibliche. I dialoghi sono scarni ed essenziali ma è interessante lo spaccato di vita che ci offre: quello del mondo superficiale e futile dei ricchi, pieno di ipocrisie e di falsità di facciata. Dall’altra parte c’è questa giovane donna che subisce le umiliazioni senza avere la forza di opporsi perché inconsapevole delle sue alte doti e con un’indole pacata e tranquilla, votata ad una afflizione interiore che non viene mai esternata e che, per naturale propensione, è impensabile che possa sfogarsi sul prossimo. Nessun scossone nella trama, nessun colpo di scena, eppure vi è una grande profondità che traspare da questo scritto forse troppo sottovalutato perché messo ingiustamente a confronto con quelli delle sorelle più famose, i cui libri sono ormai dei capisaldi della letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    BELLISSIMO!!!

    Non sono assolutamente d'accordo con chi reputa Anne Bronte meno talentuosa delle sorelle. Il romanzo manca delle atmosfere oscure, a tratti quasi cupe, e dei sentimenti strazianti e tumultuosi che ca ...continua

    Non sono assolutamente d'accordo con chi reputa Anne Bronte meno talentuosa delle sorelle. Il romanzo manca delle atmosfere oscure, a tratti quasi cupe, e dei sentimenti strazianti e tumultuosi che caratterizzano le opere delle più celebri sorelle Bronte,ma questo non lo rende meno pregevole e profondo. In "Agnes Grey" le atmosfere sono più quiete e pacate, la natura una benevola amica, la stessa protagonista riesce ad affrontare le difficoltà che incontra costruendo con caparbietà e tenacia la sua serenità. Ho amato Agnes!Catherine di Cime tempestose si abbandona al suo sentimento al punto tale da annullare la sua vita. Agnes, nella sua apparente docilità e remissività, è invece l'immagine di una donna più forte e combattiva.Una lettura superficiale potrebbe rimandare l'immagine di una donna passiva.Ma Agnes è l'esatto opposto, è continuo movimento, continua crescita. E' una donna che si rimbocca le maniche e che, pur amando e soffrendo e sperando, costruisce, con costanza e fermezza, la sua vita, pezzo dopo pezzo. Se il graditissimo e auspicato lieto fine non arrivasse,la vita di Agnes non finirebbe, non perché lei ami meno intensamente di Catherine, ma perché ha saputo costruirsi un equilibrio interiore e divenire una donna completa di suo. In uno dei loro primi incontri Weston le dice che lei saprebbe vivere anche senza il conforto della casa e della famiglia. Ci accorgiamo che è vero. E questa è la grande forza e la grande modernità di questa silenziosa eroina. Agnes, nel corso del libro, diventa una donna completa in se stessa e al contempo capace di amare non solo un uomo pieno di doti come Weston, ma il suo animo si apre a sentimenti di comprensione e tenerezza anche per le sorelle Murray. Le frivolezze, le meschinità, le malvagità dettate da animi superficiali, sono mirabilmente descritte dall'autrice ed interpretate perfettamente dai componenti delle due famiglie presso le quali Agnes lavorerà.Eppure Anne Bronte ha il pregio di sostituire il sentimento di rabbia che nel lettore susciterebbero quelle umane meschinità con un sentimento di pietà e tenerezza, che si sublima nell'ultimo incontro che il lettore ha con la bella e frivola Rosalie e con l'infelicità che lei stessa si è costruita e alla quale si è inconsapevolmente condannata.
    Agnes è il riscatto delle antieroine, delle donne normali, di quelle che tutti i giorni si svegliano e affrontano la vita . Non vive una vita avventurosa come Jane Eyre, non la straziante disperazione di Catherine di Cime Tempestose, e lei non è più bella o più esuberante o più audace delle altre figure femminili del romanzo. Lei è noi! Agnes vive una vita di quotidianità...apparentemente senza grandi eventi, in realtà ricca di cambiamenti, come quella di tutti noi.
    Agnes ci migliora, ci concilia con sentimenti di amore e comprensione per il prossimo. "Se non riesci a provare del vero affetto per chi non si cura di te,puoi almeno tentare di esser con loro come vorresti che fossero con te"...e il finale, impreziosito anche dal ritrovamento dell'amato cane Snap, ci illumina di speranza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Cara Anne Bronte

    Ho finito oggi questo libricino che racconta la vita di Agnes Grey, ragazza che vive in una famiglia che cade in disgrazia per investimenti sbagliati e che la iperprotegge dal mondo esterno e che si b ...continua

    Ho finito oggi questo libricino che racconta la vita di Agnes Grey, ragazza che vive in una famiglia che cade in disgrazia per investimenti sbagliati e che la iperprotegge dal mondo esterno e che si butta a capofitto, all'improvviso, nel mondo delle governanti.
    Il romanzo, stilisticamente parlando è gradevole, soprattutto quando ci sono accenni descrittivi poetici.
    Un po' banalotta però la storia, cioè niente di originale.
    La cosa che però apprezzo di Agnes è la sua voglia di indipendenza e libertà. Non è la classica ragazza che aspetta il principe azzurro altolocato che la salvi e la mantenga. No, decide con tutta tenacia e perseveranza di essere indipendente, di andare oltre alle sue amate brughiere.
    Una cosa che invece mi è piaciuta meno, è l'eccessiva bontà di Agnes. Un po' troppo perfetta ( come anche qui sopra qualcuno ha giustamente detto). Addirittura talmente perfetta che riesce anche a "giudicare" imperfette, certe cose del curato Weston ( ad esempio quando lui si prende il diritto di prenderla sottobraccio, ma lei comunque non si offende mica eh, però doveva per forza stare lì a trovare il pelo nell'uovo nella situazione). Sembra che in ogni personaggio del libro ci sia una marea o un cavillo di difetti, mentre lei sa sempre tutto, sa come affrontare tutto ed elargisce sempre ottimi consigli: mah.
    Altra cosa che non ho apprezzato molto è stato il finale. L'ho trovato un po' sbrigativo
    " Tu mi ami?"
    "sì".
    Mi sembra troppo riduttivo che tutto il finale si concentri così, visto che lei era da anni segretamente innamorata di lui e lui pure ( dai era ovvio su!"). Lei che fino all'ultimo si ostina a comportarsi in modo così composto...è poco credibile a mio parere.
    Tre stelline comunque mi sento di dare, perché le sorelle Bronte sono sempre e comunque una garanzia ed è bello immergersi in quel mondo di brughiere, fiori selvatici e passioni.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un po' troppo perfettamente buona, questa povera Agnes.
    Ha degli alunni-canaglia e mai una parola di traverso, ma uno sguardo cattivo, ma un desiderio omicida? AB vendica (come autrice) AG facendo spo ...continua

    Un po' troppo perfettamente buona, questa povera Agnes.
    Ha degli alunni-canaglia e mai una parola di traverso, ma uno sguardo cattivo, ma un desiderio omicida? AB vendica (come autrice) AG facendo sposare la povera signorina Murray con Lord Ashby e ammogliando se stessa col perfettissimo Wston. Una noia totale come vita, ma evidentemente era il meglio che AB potesse immaginare, perlomeno per AG e forse anche per se stessa.
    Libro godibile, a tratti avvincente, pervaso da un sottile filo di ironia che riscatta l'eccessivo indugiare sulle citazioni bibliche.

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzino

    Io non vorrei infierire sulla povera Anne, tuttavia questo romanzino è addirittura imparagonabile con quelli delle sorelle; la ridotta capacità di introspezione, la morale che trionfa, il bigottismo, ...continua

    Io non vorrei infierire sulla povera Anne, tuttavia questo romanzino è addirittura imparagonabile con quelli delle sorelle; la ridotta capacità di introspezione, la morale che trionfa, il bigottismo, mi hanno infastidito oltre ogni dire.
    Anche Charlotte in Villette ci presenta una figura femminile dimessa, religiosa, saputella, e un po’ figa-di-legno, se mi perdonate il francesismo, ma quanta immensa differenza! Lucy Snowe sembra proprio vivere sulla pagina, ci identifichiamo con lei, vorremmo alternativamente scuoterla oppure abbracciarla, col suo carattere appuntito eppure così ben nascosto sotto strati di griogiore…
    E invece prendiamo Agnes: solo lei è quella giusta, solo lei va bene, solo lei è dotata di una immensa forza morale e religiosa, e gli altri non la capiscono e non le parlano, e fingono di non vederla… Ma santo cielo, l’avrei fatto anche io! Ogni volta che apre bocca sembra un’ottantenne beghina con un corvo impagliato in testa.
    E quindi Agnes se ne va a spasso spargendo la sua arroganza e contemporanea tristezza emo per il dannato mondo che non la capisce, senza mai lasciarsi cambiare, senza provocare un briciolo di simpatia. Pure Weston, l’innamorato perfetto, sembra di cartone; e quanta passione tra i due, attenzione che scotta!
    Prima o poi darò ad Anne un’altra occasione con La signora di Wildfell hall, ma dopo questa peretta religiosa e morale devo riprendermi e tornare un po’ alla modernità..

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo!

    il libro è stupendo, in alcune parti l'ho trovato un pò noioso,ma nel complesso risulta scorrevole piacevole e interessante i temi principali sono: religione,morale amore matrimonio e condizione femmi ...continua

    il libro è stupendo, in alcune parti l'ho trovato un pò noioso,ma nel complesso risulta scorrevole piacevole e interessante i temi principali sono: religione,morale amore matrimonio e condizione femminile, anche il finale non mi è dispiaciuto.

    ha scritto il 

  • 3

    Oggi come allora ragazze della buona società emerite stronze. Bambini viziati, crudeli e senza cuore. Genitori ciechi ed ignoranti. Non mi è piaciuto un granché... Seconda parte del libro un po' più b ...continua

    Oggi come allora ragazze della buona società emerite stronze. Bambini viziati, crudeli e senza cuore. Genitori ciechi ed ignoranti. Non mi è piaciuto un granché... Seconda parte del libro un po' più brioso, ma il finale scontato.

    ha scritto il 

  • 2

    Noiosetto...

    Un libro un pò tappabuchi, che non mi è dispiaciuto del tutto ma nemmeno mi ha colpita, a mio parere non è niente di che. Nella prima metà l'ho trovato piuttosto noioso, la lettura arranca e la storia ...continua

    Un libro un pò tappabuchi, che non mi è dispiaciuto del tutto ma nemmeno mi ha colpita, a mio parere non è niente di che. Nella prima metà l'ho trovato piuttosto noioso, la lettura arranca e la storia è davvero poco interessante. La lettura diventa più scorrevole nella seconda metà del libro, anche se il finale è piuttosto scontato.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa mattina, appena mi sono svegliata, ho finito di leggere Agnes Grey di Anne Bronte. Devo dire che la meno conosciuta delle tre sorelle mi ha piacevolmente sorpreso con un romanzo ben scritto e p ...continua

    Questa mattina, appena mi sono svegliata, ho finito di leggere Agnes Grey di Anne Bronte. Devo dire che la meno conosciuta delle tre sorelle mi ha piacevolmente sorpreso con un romanzo ben scritto e piuttosto coinvolgente. Lo stile è semplice e scorrevole, probabilmente a causa della giovane età della scrittrice. L'unica pecca? A tratti risulta appesantito dalle numerosissime citazioni bibliche (ne ho contate più di 50!). La protagonista è molto simile a Jane Eyre, dolce, comprensiva e anche piuttosto (fastidiosamente) remissiva.. Di certo non ha il temperamento impetuoso di Cathy! I personaggi di contorno li ho trovati piuttosto fastidiosi, a cominciare dalle signorine Murray, della cui educazione si occupa Agnes, e da tutti i loro vicini.
    Nel complesso la mia opinione sulla piccola Bronte è più che positiva, anche se non al livello delle sue sorelle, in particolar modo di Charlotte (si, io preferisco di gran lunga Jane Eyre a Cime tempestose).

    Ho da poco aperto una pagina su Facebook in cui riporto queste recensioni e pubblico le mie citazioni preferite.. Invito chiunque a passare per scambiare opinioni e consigli :)
    www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 2

    2,5 stelline
    La famiglia della giovane Agne Grey a seguito di un “investimento” sbagliato, cade improvvisamente in rovina. La fanciulla decide di contribuire al risanamento del bilancio familiare face ...continua

    2,5 stelline
    La famiglia della giovane Agne Grey a seguito di un “investimento” sbagliato, cade improvvisamente in rovina. La fanciulla decide di contribuire al risanamento del bilancio familiare facendo da governante presso famiglie borghesi. Avrà così modo di conoscere un mondo completamente diverso dal proprio. Un mondo fatto di frivolezze, cattiverie e passatempi alquanto originali.

    “Che bello essere una governante! Uscire nel mondo; iniziare una nuova vita; agire per mio conto; esercitare facoltà mai impiegate prima; mettere alla prova capacità sconosciute; guadagnarmi da vivere e anche di più, per dare conforto e aiuto a padre, madre, sorella, oltre a esonerarli dall’onere di sfamarmi e vestirmi; mostrare a papà di cos’era capace la sua piccola Agnes; convincere mamma e Mary che non ero l’inerme sconsiderata creatura che supponevano.”

    L’opera pur essendo stata scritta nel lontano 1847, ha una sua attualità, non solo nella rappresentazione dei dislivelli sociali, ma soprattutto nella presentazione di vizi e virtù del ceto abbiente.

    La narrazione procede in prima persona attraverso la voce della protagonista, la quale in una sorta di diario annota quanto accade intorno a lei. Si ha pertanto la possibilità di conoscere l’architettura delle dimore, i rapporti familiari, il modo di vivere in un’epoca che da sempre affascina i lettori.

    Agnes è una giovane donna dotata di una maturità decisamente superiore alla sua età anagrafica. Conscia delle difficoltà, non esita ad abbandonare i panni della bambina e a indossare quelli della donna matura consapevole delle sue responsabilità. Dotata di coraggio, testardaggine e determinazione, Agnes prende in mano le redini della sua vita. Pagina dopo pagina si assiste a un profondo cambiamento della giovane. Agnes cresce, imparando a conoscere tutte le sfaccettature del mondo a lei contemporaneo, amore incluso.

    L’autrice si serve di uno stile semplice (considerata l’epoca di stesura) e abbastanza scorrevole.

    Il coinvolgimento emotivo del lettore è, tuttavia, altalenante: ci sono momenti, infatti, nei quali la narrazione si appesantisce, probabilmente a causa delle numerose descrizioni che rallentano il ritmo narrativo.

    Nel complesso l’opera si rivela una piacevole lettura e un ottimo mezzo per approfondire usi e costumi del mondo vittoriano.

    ha scritto il 

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