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Agnes Grey

Di

Editore: Editori Riuniti (Albatros)

3.5
(1051)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Chi tradizionale , Ceco , Giapponese , Finlandese , Ungherese , Svedese , Coreano

Isbn-10: 8835932920 | Isbn-13: 9788835932925 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marisa Sestito

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    Davvero non capisco il senso di questo libro, scritto molto bene, lo devo dire, trovare una ragazza di soli ventisette anni capace di scrivere in questo modo è oggi impensabile, ma la trama è accennat ...continua

    Davvero non capisco il senso di questo libro, scritto molto bene, lo devo dire, trovare una ragazza di soli ventisette anni capace di scrivere in questo modo è oggi impensabile, ma la trama è accennata, tutt'altro che avvincente, un semplice diario, scorrevole e piacevole, ma non un romanzo; termina poi lasciandoti la netta sensazione che l'autrice si fosse annoiata di scrivere e volesse finire il prima possibile: uno dei finali più rapidi e frettolosi che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 4

    前半段艾格妮絲在布朗菲爾德家任教的情節讓我看了莫明火大啊!

    什麼樣的家長有什麼樣的小孩!那不是小屁孩,跟本魔王等級!

    即使想把魔王們(?!)導向正途也困難重重,布朗菲爾德家的父母、奶奶以及機車舅舅簡直怪獸家長。

    我想教育者看了這本書應該心有戚戚焉。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Proprio carino.
    Non ha la profondità di Dickens, ma questo romanzo di Anne Brontë è decisamente più piacevole di quello della sorella Emily!! In quanto ad atmosfera, si intende.......

    Agnes è un belli ...continua

    Proprio carino.
    Non ha la profondità di Dickens, ma questo romanzo di Anne Brontë è decisamente più piacevole di quello della sorella Emily!! In quanto ad atmosfera, si intende.......

    Agnes è un bellissimo personaggio, decisa e piena di entusiasmo: 'Provavo una piacevole eccitazione al pensiero di entrare in un ambiente a me ignoto e di farmi strada da sola tra i suoi sconosciuti abitanti'...nonostante il primo tremendo 'fallimento' come istitutrice, non perde l'entusiasmo che l'aveva animata nello scegliere il suo futuro e decide di ritentare.

    Anne Brontë apre una finestra sul mondo delle istitutrici: un lavoro per niente facile quando i genitori dei bambini (o ragazzi) sono decisi a viziarli fino all'assurdo, ostacolandole e spesso annullando i risultati faticosamente ottenuti.

    I primi tremendi bambini di cui Agnes diventa istitutrice a soli 18 anni, sono davvero ingestibili, ma a toccarci è il profondo dispiacere che prova Agnes constatando che 'non puoi amarli; e anche se potessi, il tuo affetto sarebbe completamente sprecato: non potrebbero ricambiarlo, né stimarlo né capirlo.' Bambini di 7, 6 e 4 anni troppo 'insensibili e incomprensibili' per lei. Anche con la consapevolezza che la vera causa di ciò siano i genitori!

    Al suo secondo incarico, Agnes ha il compito di educare le due figlie adolescenti della famiglia Murray, la più grande delle quali di pochi anni più giovane di lei e che le porta ben altre 'preoccupazioni'. Ma la giovane Rosalie non è l'unica ad affacciarsi a questo aspetto della vita e come è diverso l'approcio all'amore: così dolce e discreto quello di Agnes, un gioco crudele quello della signorina Murray...che toccherà anche la nostra eroina. Ma a dirla tutta, ogni sentimento romantico è inesistente in entrambe le sorelle Murray.

    Ci sarebbe altro da dire. Altre riflessioni, ma non finirei più...per questo mi limito alla nostra bella eroina sempre consapevole del suo reale valore anche fra gente che si crede, per nascita, migliore di lei e che spesso finge di non notarla, figuriamoci rivolgerle la parola.

    Non do il voto pieno solo perché il romanzo è pieno di citazioni religiose, molto in voga e apprezzate all'epoca, ma che possono risultare 'noiose' al lettore moderno...

    ha scritto il 

  • 4

    L'avevo letto anni fa in lingua. L'ho riletto oggi per curiosità, ché non mi ricordavo granché. E niente, per quanto didascalico, pieno di morale, citazioni bibliche (e come potrebbe essere altrimenti ...continua

    L'avevo letto anni fa in lingua. L'ho riletto oggi per curiosità, ché non mi ricordavo granché. E niente, per quanto didascalico, pieno di morale, citazioni bibliche (e come potrebbe essere altrimenti, da Anne?) e di sicuro una narrazione meno forte di quella delle altre due sorelle, è un libro che mi è piaciuto, mi ha smosso dentro e per questo vale. La storia potrà sembrare banale, ma è un bello spaccato d'epoca e chi mi segue lo sa, quanto io ami tutto questo.

    ha scritto il 

  • 3

    Parte lenta e noiosetta, questa opera della sorella piccola Bronte, per poi riprendersi un po' nella seconda parte. Di certo è molto ingenuo lo svolgimento della trama e privo di grandi guizzi; la pro ...continua

    Parte lenta e noiosetta, questa opera della sorella piccola Bronte, per poi riprendersi un po' nella seconda parte. Di certo è molto ingenuo lo svolgimento della trama e privo di grandi guizzi; la protagonista piuttosto scialba. Unica nota originale, il fervore delle citazioni religiose, con cui l'autrice nobilita il protagonista maschile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'anima modesta

    Se dicessi che di questo libro ho apprezzato maggiormente l'introduzione e la postfazione di Charlotte Bronte, forse ne darei un'immagine negativa che non rispecchia lo stato d'animo con cui l'ho lett ...continua

    Se dicessi che di questo libro ho apprezzato maggiormente l'introduzione e la postfazione di Charlotte Bronte, forse ne darei un'immagine negativa che non rispecchia lo stato d'animo con cui l'ho letto. Di fatto, ciò che rende interessante il romanzo sono l'introduzione e la postfazione (ovvero il fatto che la storia l'abbia scritta una delle tre sorelle Bronte), perché di suo la vicenda ha poche frecce al suo arco: è dolce e senza scossoni, veleggia tranquilla verso un pacifico lieto fine, senza turbare gli animi e senza suscitare passioni. E' scritta bene come può esserlo un compito ben fatto, lascia sereni e sostanzialmente immutati dalla prima pagina all'ultima. Che è un po' come non averla letta. Mi è piaciuta, allo stesso modo in cui piacciono le cose dimesse e modeste, senza troppa personalità - e immagino che questo sia lo specchio fedele dell'anima di Anne, che ha sfiorato lievemente la terra così come la sua eroina, Agnes, sfiora timidamente le pagine del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Osservando il baratro da lontano

    Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto qualche settimana fa, durante le mie vacanze al mare. Il romanzo è ‘Agnes Grey’ di Anne Bronte. Ho cercato questo libro subito dopo aver letto ‘Jane Eyr ...continua

    Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto qualche settimana fa, durante le mie vacanze al mare. Il romanzo è ‘Agnes Grey’ di Anne Bronte. Ho cercato questo libro subito dopo aver letto ‘Jane Eyre’della sorella dell’autrice Charlotte Bronte. Leggendo il frontespizio di ‘Jane Eyre’ ero rimasta incuriosita dai romanzi scritti dalle tre sorelle Bronte. Si tratta infatti di un caso unico nella storia della letteratura mondiale (almeno così era scritto), le tre sorelle Bronte infatti pubblicarono nel lontano 1948 tre romanzi, sotto tre pseudonimi maschili.

    I romanzi erano rispettivamente ‘Jane Eyre’ di Charlotte, ‘Cime tempestose’ di Emily ed appunto ‘Agnes Grey’ di Anne. Ma mentre ‘Jane Eyre’ ed ‘Agnes Grey’ furono un immediato successo, ‘Cime Tempestose’ venne osteggiato sia dai lettori dell’epoca che dalla critica. Avendo letto tempo fa ‘Cime Tempestose’ ed avendo recentemente amato ‘Jane Eyre’ ho deciso quasi immediatamente di mettermi alla ricerca di ‘Agnes Grey’.
    Proabilmente ‘Agnes Grey’ è ora il meno conosciuto dei tre romanzi, anche se fu molto apprezzato al momento della sua uscita. ‘Agnes Grey’ è chiaramente un romanzo Ottocentesco, diversamente da ‘Cime Tempestose’ che davvero precorreva i tempi, questo romanzo si cala perfettamente nell’epoca vittoriana e ne descrive con sguardo indagatore i pregi ma soprattutto i difetti.

    Agnes è la più piccola di due sorelle, figlie di un vicario e di una donna che ha rinunciato alla ricchezza ed alla mondanità per sposare l’uomo che amava. Agnes cresce così in un ambiente famigliare molto ristretto e felice del suo isolamento, guarda da lontano il mondo esterno dove la vita degli altri le sembra frivola ed incentrata sull’apparenza.
    Proprio a causa del fallimento di un investimento fatto dal padre di Agnes, l’unico della famiglia a fidarsi del mondo esterno, la giovane Agnes decide di inserire un annuncio per cercare lavoro come istitutrice, in modo da poter aiutare economicamente i propri cari. Passano pochi giorni ed ecco una famiglia che decide di mettersi in contatto con Agnes. Si tratta della famiglia Bloomfield, purtroppo la casa è molto lontana da dove vive Agnes e quindi la ragazza è costretta a partire. E’ la prima volta che Agnes lascia i suoi cari ed tutto il piccolo mondo cui è abituata per l’ignoto che c’è fuori dalle mura di casa.

    Nei capitoli iniziali incentrati sulla vita in famiglia, non abbiamo quasi nessun riferimento al ‘mondo esterno’. Quello che la ragazza ci racconta fin dalle prime pagine del libro è quanto la sua famiglia sia unita nonostante le difficoltà economiche da affrontare. La famiglia chiude in un grande abbraccio entrambe le figlie che crescono legatissime ai genitori, ma immaginando un mondo esterno imperfetto e frivolo.
    La prima esperienza lavorativa della giovane governante non sarà affatto entusiasmante, ma ci darà modo di scoprire alcuni aspetti del carattere della giovane istitutrice. Agnes, infatti usa la scrittura come valvola di sfogo dei propri turbamenti e paure. La ragazza è sola ed abbandonata a se stessa, impossibilitata nella propria attività dal carattere estremamente permissivo della madre dei piccoli.

    La ragazza dovrebbe esprimere autorità e buon senso, ma non riesce in questa sua missione perché non può permettersi di parlare con chiarezza ai bambini.
    Il suo scrivere è uno sfogo, una lotta invisibile contro una famiglia che Agnes non può capire in quanto troppo lontana da quello cui è abituata. Diverso è il suo scrivere nel momento in cui raggiunge la seconda famiglia, la famiglia Murray.

    Agnes si rivolge ancora una volta ad un lettore immaginario per parlare della sua situazione. Il contesto in cui si trova ora è molto differente dal precedente infatti mentre nella prima famiglia Agnes si occupava di bambini molto piccoli, nella seconda casa deve avere a che fare con due fanciulle di poco più giovani di lei.
    Nonostante questa piccola differenza di età le ragazze sono molto differenti e molto lontane dal modo di vedere di Agnes. Ed è proprio in base a queste differenze caratteriali che abbiamo modo di scoprire la vera Agnes. Il contrasto è vivo soprattutto con la maggiore delle due sorelle.

    Rosalie Murray è una ragazza molto bella che conosce molto bene il suo potere sugli uomini, e decide di sfruttarlo soprattutto per sentirsi corteggiata ed amata. Agnes è molto diversa in questo, in primo luogo non è molto appariscente e poi non è per nulla interessata al mondo in cui vive Rosalie.
    Le parole della signorina Murray assumono un significato molto diverso se semplicemente ripetute da Agnes, di fatto non ci sono giudizi da parte dell’istitutrice ma questi vengono facilmente compresi dal lettore, dalla sottile vena ironica con cui Agnes riporta le frasi della ragazza. Agnes, non parla apertamente male dei comportamenti di Rosalie. Si limita a riportarli, senza alcun giudizio ma questo rimane comunque implicito nelle parole che usa per descrivere le scelte della ragazza.

    Le due giovani donne rappresentano due mondi completamente differenti ed a mio parere esageratamente semplificati. In teoria Rosalie dovrebbe rappresentare la frivolezza e vacuità di un mondo senza valori ed Agnes la correttezza ed il raziocinio.
    Ovvio che la differenza fra i due modi di vivere sia palese agli occhi del lettore ed altrettanto ovvia la preferenza che si dovrebbe attestare alla protagonista che di fatto non esprime giudizi. E’ proprio questo continuo sottintendere, invece, che non mi ha reso particolarmente simpatica la protagonista. Sinceramente mi sarebbe piaciuto molto se Agnes come protagonista, avesse scelto di scrivere quello che effettivamente pensava piuttosto che palesarsi dietro frasi non dette.

    Ovviamente la scelta stilistica dell’autrice è riportata anche all’inizio della lettura, chiaramente Agnes scrive che non ha altro interesse che riportare senza giudizi la sua storia, con un ordine temporale ineccepibile. Con chiarezza Agnes, parla della sua partenza, delle famiglie in cui lavora e della sua vita, ma non da alcun tipo di giudizio, si limita a far intuire al lettore quali siano i suoi reali pensieri.
    All’inizio di questa opinione avevo detto che questa lettura arriva immediatamente dopo la lettura di ‘Jane Eyre’, anche questo romanzo era scritto in prima persona, ma la bellezza di questo romanzo stava proprio nella schiettezza dei pensieri della sua protagonista.

    Il bello di un personaggio come Jane Eyre era proprio che finalmente si parlava di una donna che aveva il coraggio di scrivere quello che effettivamente pensava, nonostante spesso i suoi pensieri fossero lontani rispetto quella che era la visione generale del periodo. In ‘Agnes Grey’ tutto questo coraggio non si ritrova, Agnes è più vicina allo stereotipo di donna silenziosa che fa soltanto intuire i suoi pensieri e non li rivela mai a voce troppo alta. E mentre Jane Eyre avrebbe guardato in modo mite qualsiasi abisso, probabilmente Agnes Grey non si sarebbe nemmeno avvicinata facendo in modo di essere ben lontana dal pericolo.
    A questo punto l’indecisione se consigliarvi il libro o meno è forte, anche perché ritengo che la lettura sia d’obbligo se si hanno amato sia ‘Jane Eyre’ che ‘Cime Tempestose’ ma non necessaria se non si sono letti. Ho trovato che il libro sia ben scritto ed interessante, per il modo in cui Agnes ci racconta la sua storia. Continuo però a pensare che probabilmente tutto il racconto, sia davvero lontano dal nostro modo di pensare, e questo rende Agnes una protagonista che viene compresa difficilmente dal lettore. E’sicuramente una splendida e cara ragazza ma davvero a volte esageratamente ‘timorata’ e soprattutto lontanissima dal moderno modo di pensare. Probabilmente se si vuole uscire per un po’ di tempo dalla realtà, ‘Agnes Grey’ può essere un utile svago, anche perchè ben scritto.

    Il romanzo rappresenta bene la sua protagonista, è perfetto stilisticamente ma manca di 'cuore'. Non ci porta ad affezionarci eccessivamente ad Agnes, che rimane troppo fredda nascosta da parole contenute.

    ha scritto il 

  • 4

    Agnes Grey è uno dei due romanzi della meno conosciuta delle sorelle Bronte, Anne.
    Lo stile mi è piaciuto molto, è chiaro, scorrevole, asciutto e tagliente, anche se non ho apprezzato il fatto che la ...continua

    Agnes Grey è uno dei due romanzi della meno conosciuta delle sorelle Bronte, Anne.
    Lo stile mi è piaciuto molto, è chiaro, scorrevole, asciutto e tagliente, anche se non ho apprezzato il fatto che la narratrice - la stessa protagonista - si rivolga tanto spesso ai lettori.
    La storia dapprincipio è cupa: narra della caduta in miseria di una famiglia altrimenti molto felice, quella dei Grey, per aiutare la quale la piccola di casa, la diciannovenne Agnes, fino ad allora amatissima e coccolata, decide di diventare governante.
    Questo affacciarsi al mondo, però, sarà per Agnes motivo di profondo turbamento: per lei non ci saranno altro che maltrattamenti ed umiliazioni, ed avrà modo di apprendere, attraverso la propria esperienza, che non tutte le famiglie sono come quella in cui è cresciuta.
    Uno dei temi del romanzo, infatti, e quasi "scandaloso" per l'epoca, è la critica nei confronti della meschinità dei ricchi. Entrambe le case in cui la ragazza si ritrova a lavorare, infatti, pur sembrando all'apparenza diverse, condividono la stessa ristrettezza mentale, la mancanza di rispetto nei confronti del prossimo, e una buona dose di volgarità che nemmeno i più costosi abiti o le più belle carrozze riescono a nascondere.
    In entrambe le famiglie, inoltre, ritroviamo dei pessimi genitori, che crescono dei figli malvagi, violenti, superficiali, che, in futuro, saranno quasi sicuramente infelici (emblematica, in questo senso, la storia della giovane Rosalie Murray).
    La protagonista è secondo me troppo moralista e critica, anche nei confronti di se stessa, e c'è forse qualche richiamo alla religione di troppo, ma tutti i personaggi sono a tutto tondo e descritti benissimo. Si finisce per essere interessati anche a quelli più odiosi!
    Ho apprezzato infatti sia la buona Nancy Brown che le viziate sorelle Murray o la solerte signora Grey.
    C'è, naturalmente, nella storia, anche spazio per l'amore, raccontato senza fronzoli od enfasi, eppure la scrittrice riesce a farci sentire tutto il fuoco che cova sotto la cenere.
    Ho notato inoltre un'interessante differenza tra i personaggi maschili e quelli femminili. Questi ultimi, infatti, sono attivi, nel bene o nel male (pensiamo all'intraprendenza della signora Grey, o alle trappole amorose di Rosalie), mentre gli uomini, fatta eccezione per Edward Weston, hanno un ruolo che definirei passivo: sono dediti all'alcol, o fanno piccole apparizioni fugaci per mostrarsi violenti con i propri figli o con animali indifesi, o si perdono in ansie e preoccupazioni fino a morirne.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 3

    Pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di "Acton Bell", Agnes Grey è l'unico romanzo famoso della più piccola e meno conosciuta delle sorelle Brontë.
    A causa di una narrazione troppo lineare, asciutt ...continua

    Pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di "Acton Bell", Agnes Grey è l'unico romanzo famoso della più piccola e meno conosciuta delle sorelle Brontë.
    A causa di una narrazione troppo lineare, asciutta e a tratti statica e tediosa, le vicende della seria e religiosa Agnes, non riescono a innalzare questo romanzo tra le grandi opere narrative.
    La giovane protagonista non ha nulla della passionale Jane Eyre né dell'impetuosa e irruente Catherine di Cime Tempestose (opere delle sue ben più celebri sorelle).
    Eppure quell'amore semplice, intimo e pacifico tra Agnes e Edwar Weston mi ha completamente deliziata. Soli, su quella collina a strapiombo, con solo il suono dell'ondeggiare del mare, nella promessa di un futuro insieme.
    La stessa passeggiata marina che Anne Brontë compirà con la sorella Charlotte prima di spegnersi prematuramente. Il viso delle due donne, Anne e Agnes, si è sovrapposto per un attimo, per poi dividersi inevitabilmente nello struggente finale.
    L'Autrice ha dato quel lieto fine alla sua Eroina, che lei stessa, purtroppo, non avrà.

    ha scritto il 

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