Agostino

Di

Editore: Bompiani (Tascabili; 146)

3.4
(1774)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000048329 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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    Rilettura

    Agostino è un ragazzino d’altri tempi.
    E’ innamorato della sua mamma in modo puro , la dimensione del corpo e del desiderio fino a quell’estate non lo aveva mai sfiorato, il suo sguardo è limpido, ciò ...continua

    Agostino è un ragazzino d’altri tempi.
    E’ innamorato della sua mamma in modo puro , la dimensione del corpo e del desiderio fino a quell’estate non lo aveva mai sfiorato, il suo sguardo è limpido, ciò che prova è orgoglio e gelosia filiale , sempre intrisi di buoni sentimenti, senza malizia sempre.
    Proprio la malizia imparerà in un solo momento, attraverso l’altrui sguardo, quello di altri ragazzini cresciuti fuori dalla campana di vetro della ricchezza e dell’ipocrisia.
    Proprio quel suo sguardo cambierà: la sua mamma è una donna ora, può amare un altro uomo, considera lui un bambino, il suo dolce bambino e lo sguardo incestuoso è soltanto, dolorosamente, il suo.
    Il caro Moravia descrive benissimo l’angoscia di Agostino, senza volgarità gli fa sentire l’odore di donna su una guancia sfiorata dal fianco materno, gli fa fare sogni impudichi, lo guida verso una soluzione che non si compie, sulla soglia di una ‘casa chiusa’, e lo lascia spaurito e indifeso di fronte alla visione degli anni a venire in cui, bambino ancora, non potrà sostituire il corpo sognato con un corpo reale di altra donna. Bravo Agostino a pensarci e povero Agostino d’altri tempi! Poveri i suoi buoni sentimenti!
    Crudele Moravia: avrebbe potuto scrivere di un tredicenne più alto, più muscoloso, più furbo, con uno sguardo meno impaurito e lo avrebbero fatto entrare in quel villino.
    E stride moltissimo la differenza tra un passato felice e spensierato fatto di giochi ingenui e un veloce divenire tormentato dal desiderio, da desideri inconfessabili a chiunque, anche se Moravia-Agostino è poi fin troppo sincero.
    La storia potrebbe continuare con uno qualsiasi di quei film in bianco e nero nell’Italia del dopoguerra, dove le protagoniste sono le servette di ogni dove, che giungono nelle città e nelle famiglie più ricche per camparsi e sfuggire alla povertà di allora.
    Mi sovviene l’esistenza di una nuova funzione sociale di queste donne, quella di educatrici sentimentali dei giovani rampolli di buona famiglia, oltre alla collaborazione domestica: amaramente azzardo.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggerezza e abilità nel trattare un argomento delicato adesso e - immagino - addirittura scabroso quando il romanzo fu scritto. Se la maggior parte degli scrittori contemporanei avesse la metà di que ...continua

    Leggerezza e abilità nel trattare un argomento delicato adesso e - immagino - addirittura scabroso quando il romanzo fu scritto. Se la maggior parte degli scrittori contemporanei avesse la metà di questa grazia... Sono sempre stato convinto che non è il dire esplicito che aiuta: tra l'esplicito e la volgarità il confine è sottilissimo. Qui si capisce benissimo il travaglio interiore dell'adolescente che affronta il sesso e una sorta di rapporto edipico (comunissimo nei maschi) senza mai sfociare nella volgarità. Un grande

    ha scritto il 

  • 4

    Forse non siamo più abituati a questo tipo di narrazioni, mi viene da dire “classiche” quanto dilatate, analitiche e mai prolisse sui moti dell animo, qui di un ragazzino alle soglie sell’adolescenza ...continua

    Forse non siamo più abituati a questo tipo di narrazioni, mi viene da dire “classiche” quanto dilatate, analitiche e mai prolisse sui moti dell animo, qui di un ragazzino alle soglie sell’adolescenza e delle scaturigini di una prima presa di coscienza del mondo, dei suoi orrori, dei suoi scempi e beffe , oltre che della sua bellezza. E’ un po’ un educazione sentimentale di un bambino borghese (quanto mai autobiografico) e del suo doloroso passaggio dall infanzia e dal suo rapporto da caso psicanalitico con la madre vedova durante una vacanza al mare. Sembrerebbero bastare meno pagine per descrivere fatti ed accadimenti più o meno scontati e poco significativi, la relazione fra la madre ed un giovane, le beffe e le canzonature dei compagni di Agostino, il tentativo fallito di prima esperienza sessuale al bordello, ma lo stile indagatorio-analitico, pronto a cogliere le mille sfumature ed i tormenti di un cuore e di anima acerba giustifica la lettura e lascia qualcosa in Agostino che è quello che è appartenuto un po’ ad ognuno di noi. Forse solo la consapevolezza del difficile limbo che è l’età del protagonista di questo breve romanzo da assaporare come un pezzo di Madeleine: Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? in qualche senso Proustiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Giudicato dai più “romanzo di formazione”, Agostino è un espediente psicanalitico per affrontare lo spauracchio dell’impotenza sessuale. Moravia è abilissimo nel trasferire questa dubbiosità all’ital ...continua

    Giudicato dai più “romanzo di formazione”, Agostino è un espediente psicanalitico per affrontare lo spauracchio dell’impotenza sessuale. Moravia è abilissimo nel trasferire questa dubbiosità all’italiana sull’insicurezza di un adolescente al suo debutto in società (la banda dei ragazzi poveri): il sospetto che l’incivilimento borghese sottragga all’Uomo qualcosa di vitale è elaborato per mezzo della spietata competizione che vede il protagonista (di famiglia agiata) soccombere. La sua raffinatezza è un handicap su tutti i fronti, diventa la metafora di una superiorità “debole”, svirilizzata rispetto alla brutalità e alla malizia degli altri ragazzi. Percosso, dileggiato, sconfitto a braccio di ferro, Agostino è preso di mira dal bagnino pederasta e, in un’angosciosa gita in barca, lo respinge. La banda però non gli crede, e lui si conferma l’ultimo dei maschi.
    Lo sfondo di questo fallimento è incestuoso: la madre da cui Agostino si allontana, ingelosito e perdente anche rispetto al suo nuovo fidanzato. Tuttavia, rispetto al motivo dell’impotenza, quello dell’incesto è più fiacco, pruriginoso. Al di là dei rimandi edipici, la Madre è troppo avvenente per assurgere al simbolico: una Giocasta di un metro e quaranta e centoventi chili metterebbe in crisi il Mito, e gli stessi specialisti. Moravia però non si lascia prendere la mano, e dà al suo acerbo Edipo l’antidoto: un bordello in cui sostituire alla mamma una puttana.

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre un autore che fa piacere incrociare...

    Agostino è una storia piena di pulsioni contrastanti, in cui è evidente che in ognuno di noi, in quella specifica fase della vita che sta tra la fanciullezza e l'adolescenza, soprattutto se si è di s ...continua

    Agostino è una storia piena di pulsioni contrastanti, in cui è evidente che in ognuno di noi, in quella specifica fase della vita che sta tra la fanciullezza e l'adolescenza, soprattutto se si è di sesso maschile ci si può rispecchiare pienamente. Nella stesura di questo romanzo breve, viene poi applicato un gradiente emozionale, che ti fa respirare la storia come se la stessi vivendo in prima persona.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve romanzo del 1942 di Alberto Moravia che narra le vicende di un giovane adolescente e della sua iniziazione sessuale. Nonostante la scabrostà dell'argomento, la prosa è scorrevole per nulla turba ...continua

    Breve romanzo del 1942 di Alberto Moravia che narra le vicende di un giovane adolescente e della sua iniziazione sessuale. Nonostante la scabrostà dell'argomento, la prosa è scorrevole per nulla turbata dal contenuto. Si ha l'impressione che Moravia possa esplorare ogni abisso dell'animo umano descrivendolo con parole calme e gentili. Sullo sfondo la descrizione delle frequentazioni di Agostino con bande di ragazzi più grandi che rifiuta quasi subito perchè è a proprio agio con la madre.

    ha scritto il 

  • 2

    ...

    la storia di un ragazzino alle porte dell'adolescenza, i primi turbamenti, il legame con la madre. il dolore inevitabile che ogni crescita comporta...
    gli elementi in cui Moravia è maestro c'erano tut ...continua

    la storia di un ragazzino alle porte dell'adolescenza, i primi turbamenti, il legame con la madre. il dolore inevitabile che ogni crescita comporta...
    gli elementi in cui Moravia è maestro c'erano tutti, ma il risultato non mi ha convinto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro di una sensibilità stupefacente.
    Attraverso questo personaggio Moravia fa davvero rivivere l'eta in cui tutto era una sorpresa sia piacevole sia spiacevole.
    Chissà se oggi le emozioni dei gio ...continua

    Un libro di una sensibilità stupefacente.
    Attraverso questo personaggio Moravia fa davvero rivivere l'eta in cui tutto era una sorpresa sia piacevole sia spiacevole.
    Chissà se oggi le emozioni dei giovani sono le stesse.
    Sicuramente però si riescono a cogliere le sensazioni ben espresse dallo scrittore attraverso il personaggio di Agostino.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gioiellino

    "Agostino" è uno di quei classici che vanno letti, foss'anche solo perché rappresenta uno dei capisaldi della nostra letteratura. Per me è un gioiellino, una lettura breve ma necessaria perché tutti s ...continua

    "Agostino" è uno di quei classici che vanno letti, foss'anche solo perché rappresenta uno dei capisaldi della nostra letteratura. Per me è un gioiellino, una lettura breve ma necessaria perché tutti siamo stati adolescenti e abbiamo provato, almeno una volta, il turbamento di un disagio sociale e sessuale. Moravia ha il merito di aver saputo esprimere quel sentimento con le parole.

    ha scritto il 

  • 3

    Datato ma bello

    Letta oggi,nel tempo presente in cui volgarità e violenza la fanno da padrone e il "risveglio" sessuale degli adolescenti odora di stantio (sì,oggi loro nascono già svegli...con gli occhi sbarrari dir ...continua

    Letta oggi,nel tempo presente in cui volgarità e violenza la fanno da padrone e il "risveglio" sessuale degli adolescenti odora di stantio (sì,oggi loro nascono già svegli...con gli occhi sbarrari direi :s), la vicenda di Agostino e la sua turbata e turbolenta scoperta del mondo "adulto" fanno quasi sorridere.
    Da leggersi sicuramente (anche) in chiave freudiana.

    ha scritto il 

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