Agostino

Di

Editore: Bompiani (Tascabili; 146)

3.5
(1847)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000048329 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

Ti piace Agostino?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    null

    Ricordo che ce lo diede da leggere per le vacanze estive la mia ex insegnante di lettere delle superiori, era il 2007 e io non lo trovai. A 10 anni di distanza ho letto questo racconto lungo, racconto ...continua

    Ricordo che ce lo diede da leggere per le vacanze estive la mia ex insegnante di lettere delle superiori, era il 2007 e io non lo trovai. A 10 anni di distanza ho letto questo racconto lungo, racconto di formazione ed iniziazione al mondo degli adulti di un tredicenne proveniente da una famiglia agiata. La scrittura cristallina e ritmata di Moravia lo rende un classico moderno nel puro senso del termine.

    ha scritto il 

  • 2

    Agostino tredicenne di buona famiglia è in vacanza al mare con una madre ingombrante; ingombrante in tutti i sensi, ovvero grande, opulenta come ci descrive con insistenza l'autore, e onnipresente nei ...continua

    Agostino tredicenne di buona famiglia è in vacanza al mare con una madre ingombrante; ingombrante in tutti i sensi, ovvero grande, opulenta come ci descrive con insistenza l'autore, e onnipresente nei pensieri e nelle prime fantasie sessuali del figlio roso dalla gelosia. Come compensazione alla disattenzione della madre, presa da tutt'altro, Agostino cercherà di farsi accettare da un gruppo di ragazzi del luogo di bassa estrazione sociale, e attraverso loro incontrerà la omosessualità e la prostituzione sfiorandole appena, ma non arriverà a conoscere davvero il sesso perché è ancora troppo giovane e "molto tempo infelice deve passare " prima che diventi uomo

    Quando leggo che un libro viene definito datato mi sembra spesso un commento sbrigativo e superficiale che non entra nel merito, eppure in questo caso non ho potuto fare a meno di pensarlo. Sa di polvere e naftalina questa madre vedova stordita dalla riscoperta del sesso con un giovane villeggiante, le ascelle con peli neri che saettano ( brrr) e la sua sensualità quasi macchiettistica, tutta fuoco e fremiti.

    Sa di accanimento lombrosiano questa descrizione dei poveri come brutti, neri, tozzi, sgraziati e fra di loro "con grande meraviglia di Agostino " c'è perfino un negro... E con coerenza altrettanto lombrosiana Agostino immagina che l'unico biondo con gli occhi cerulei sia di origine più signorile degli altri, ma purtroppo sbaglia e il costume tutto strappato lo rivela come l'eccezione che conferma la regola .

    È goffa e volgare la descrizione degli omosessuali con notazioni che sottolineano come siano diversi dentro e fuori: uno, ça va sans dire, è il negro. E l'altro, il bagnino che adesca e esercita il suo potere sulla piccola banda, ha sei dita per mano...! Manca solo l'omosessuale con la pelle verde e le antenne, per ricordarci che "loro" sono diversi da "noi".

    E ha infine un sapore di angusto moralismo questa percezione del sesso da un lato pruriginosa, come visto dal buco della serratura, dall'altro minaccioso e deflagrante come una bomba a orologeria.

    Se questo era l'Edipo di quegli anni, la Summer of love ne ha salvate di vite...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un romanzo breve ma intenso!! Un percorso di formazione (o meglio, di deformazione) che fa riflettere: Agostino é tutti noi che ci troviamo ad affrontare un percorso, una sfida, un cambiamento, senza ...continua

    Un romanzo breve ma intenso!! Un percorso di formazione (o meglio, di deformazione) che fa riflettere: Agostino é tutti noi che ci troviamo ad affrontare un percorso, una sfida, un cambiamento, senza avere una guida, senza possedere gli strumenti necessari; e per questo ci troviamo avvolti dall'oscuritá, che peró in qualche modo ci sforziamo di combattere. Alla fine non é detto peró che ce la facciamo: per Agostino ad esempio il momento della riuscita, della felicitá e dello scioglimento di ogni tensione e sofferenza interiore é rimandato ad un altro tempo, ad un'altra storia che dovrá essere scritta quando lui sará capace di uscire dall'oscuritá.

    ha scritto il 

  • 4

    Edipo Te.

    Emblematico romanzo di formazione edipico, magistralmente reso senza didascalismi.
    In Versilia, un ragazzino - qual è: tredici anni coi calzoni corti - s'accorge che anche la madre è una donna. La g ...continua

    Emblematico romanzo di formazione edipico, magistralmente reso senza didascalismi.
    In Versilia, un ragazzino - qual è: tredici anni coi calzoni corti - s'accorge che anche la madre è una donna. La giovane vedova, gran - Moravia insiste sulle dimensioni sovrastanti il regazzino - donna bella e benestante è in vacanza col figlio che, oltre agli sturbi della madre interessata, com'è giusto, ad un moretto, nelle conseguenti more della sorveglianza materna, conoscerà le usuali teppe da spiaggia, bagnini sviscidosi ed in genere una commistione di pulsioni paurosamente magnetiche, le tipiche fratture del bozzolo della crisalide - come spererebbe almeno lui, bruco o verme come lo vedono gli altri.
    Sensuale, polveroso, salso, insinuante e pieno di caldi afrori estivi e no.

    Certo è l'italiano del '42, (!) ma è economico e filante, non s'avvita mai ed evoca benissimo, scritto in una pseudo terza persona, pseudo perché l'occhio dello scrittore è sempre con Agostino. Certo sono pinete e spiagge senza amplificatori da un kw per ballare, anzi addirittura senza Juke Box, senza apericene e privée, senza biicvollei, scamponirealiallozenzero bikini birikini missmagliettabagnata e mistersirenetto senzariacondizionataallinterno selezioneallingresso e PR, i costumi sono curiosi e le ascelle (e a maggior ragione la Puba) sono sommariamente depilate, ed il sesso sempre un po' sporchetto ma almeno non ginnico-fatturabile, sono spiagge che chi le ha viste è già morto.
    No. Jukebox a parte, sono proseguite fino a ben entro gli anni '80.

    Le traversie di Agostino con Berto Sandro Homs il libico e Tortima e il lubrico Saro oggi le chiamerebbero bullismo o altro nome da tabloid, Moravia non spreca tempo a dar nome alla normalità che tale è. Il nome glielo daranno quelli che si sono scordati di come funziona in terzamedia o li hanno allevati fino ai trentatrè anni in una bolla di comodizzima ignoranza come Agostino, finché il mondo e gli ormoni sia tuoi che di tua madre ormai sola, entrano come un carrarmato senza bussare e la teppa - ridicolmente tu ed il tuo catalogo d'ignoranza borghese inutilizzabile - ti passa a filo di rasoio. A tredici anni hai ottime chances, meno a trentatrè.

    L'avevo letto due o tre anni fa su sollecitazione e m'ero dimenticato d'inserirlo. Leggo adesso che tolti pochi, qui ed altrove non ha una grande stampa, strano. Non c'è né un atomo di falsità e nemmeno una parola di troppo, dovessi sceglierne uno di edipici maschili, proporrei questo.
    Forse oggi lo sbrodolo di inutili e l'affastellamento di falsi sono pregi?

    Naturalmente c'è la possibilità che l'Edipo sia scomparso insieme ai Juke Box o alle gazose, i ragazzini e prima ancora le loro madri non vengono in genere educati più così: per un Edipo ben fatto bisogna collaborare in due, meglio ancora in tre.
    Al Twiga non ce n'è?

    ha scritto il 

  • 4

    L'educazione sentimentale al bagno Vespucci

    Romanzo breve (o racconto lungo) efficace e icastico nelle sue poche pagine, questo di Moravia. La vicenda di Agostino, piuttosto che per lo "scandalo" del tema (forse negli anni '60, ma ora non propr ...continua

    Romanzo breve (o racconto lungo) efficace e icastico nelle sue poche pagine, questo di Moravia. La vicenda di Agostino, piuttosto che per lo "scandalo" del tema (forse negli anni '60, ma ora non proprio), è emblematica per la questione sociale che la permea totalmente. Il giovane borghese cerca tra i proletari la strada per sfuggire le prime pulsioni sessuali suscitate dalla presenza ingombrante della madre. Ed in effetti, è sana la fuga dal decadente e claustrofobico spazio della famiglia ricca verso una vita pulsante, istintiva e naturale di un gruppo di ragazzi poveri. Peccato che lì Agostino non troverà calma per la propria irrequietezza, ma un rifiuto che prima che individuale è di classe - e nonostante questo, l'episodio breve ma simbolico in cui il ragazzo si finge garzone di bagnino davanti ad un padre di famiglia supponente e ridicolo indica, forse, che solo lì si possono trovare le energie per crescere. Molti echi pasoliniani in queste pagine, per quanto incentrate sul "vorrei, ma non posso" di una borghesia miope e asfittica...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Innocenza infranta

    Un romanzo breve estremamente crudo, questo, in cui il lettore assiste impotente alla brusca perdita dell'innocenza da parte di un tredicenne. Questo "fanciuĺlo" borghese di ottima famiglia è prima me ...continua

    Un romanzo breve estremamente crudo, questo, in cui il lettore assiste impotente alla brusca perdita dell'innocenza da parte di un tredicenne. Questo "fanciuĺlo" borghese di ottima famiglia è prima messo di fronte al complesso di Edipo e proprio per sfuggirgli, metaforicamente e concretamente, inizia un'oscura e sgradevole frequentazione con un gruppo di coetanei di estrazione sociale notevolmente inferiore. Questi fanno a gara per mostrargli le brutture della vita, con una violenza, verbale e fisica, a dir poco animalesca, che culmina in un episodio di mancato approccio pedofilo e un conseguente tentativo di riscatto in una casa chiusa, anch'esso miseramente fallito. Come a chiudere il cerchio, si ritorna alla situazione iniziale: il complesso di Edipo di cui ora il ragazzo ha piena consapevolezza.

    ha scritto il 

  • 0

    Rilettura

    Agostino è un ragazzino d’altri tempi.
    E’ innamorato della sua mamma in modo puro , la dimensione del corpo e del desiderio fino a quell’estate non lo aveva mai sfiorato, il suo sguardo è limpido, ciò ...continua

    Agostino è un ragazzino d’altri tempi.
    E’ innamorato della sua mamma in modo puro , la dimensione del corpo e del desiderio fino a quell’estate non lo aveva mai sfiorato, il suo sguardo è limpido, ciò che prova è orgoglio e gelosia filiale , sempre intrisi di buoni sentimenti, senza malizia sempre.
    Proprio la malizia imparerà in un solo momento, attraverso l’altrui sguardo, quello di altri ragazzini cresciuti fuori dalla campana di vetro della ricchezza e dell’ipocrisia.
    Proprio quel suo sguardo cambierà: la sua mamma è una donna ora, può amare un altro uomo, considera lui un bambino, il suo dolce bambino e lo sguardo incestuoso è soltanto, dolorosamente, il suo.
    Il caro Moravia descrive benissimo l’angoscia di Agostino, senza volgarità gli fa sentire l’odore di donna su una guancia sfiorata dal fianco materno, gli fa fare sogni impudichi, lo guida verso una soluzione che non si compie, sulla soglia di una ‘casa chiusa’, e lo lascia spaurito e indifeso di fronte alla visione degli anni a venire in cui, bambino ancora, non potrà sostituire il corpo sognato con un corpo reale di altra donna. Bravo Agostino a pensarci e povero Agostino d’altri tempi! Poveri i suoi buoni sentimenti!
    Crudele Moravia: avrebbe potuto scrivere di un tredicenne più alto, più muscoloso, più furbo, con uno sguardo meno impaurito e lo avrebbero fatto entrare in quel villino.
    E stride moltissimo la differenza tra un passato felice e spensierato fatto di giochi ingenui e un veloce divenire tormentato dal desiderio, da desideri inconfessabili a chiunque, anche se Moravia-Agostino è poi fin troppo sincero.
    La storia potrebbe continuare con uno qualsiasi di quei film in bianco e nero nell’Italia del dopoguerra, dove le protagoniste sono le servette di ogni dove, che giungono nelle città e nelle famiglie più ricche per camparsi e sfuggire alla povertà di allora.
    Mi sovviene l’esistenza di una nuova funzione sociale di queste donne, quella di educatrici sentimentali dei giovani rampolli di buona famiglia, oltre alla collaborazione domestica: amaramente azzardo.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggerezza e abilità nel trattare un argomento delicato adesso e - immagino - addirittura scabroso quando il romanzo fu scritto. Se la maggior parte degli scrittori contemporanei avesse la metà di que ...continua

    Leggerezza e abilità nel trattare un argomento delicato adesso e - immagino - addirittura scabroso quando il romanzo fu scritto. Se la maggior parte degli scrittori contemporanei avesse la metà di questa grazia... Sono sempre stato convinto che non è il dire esplicito che aiuta: tra l'esplicito e la volgarità il confine è sottilissimo. Qui si capisce benissimo il travaglio interiore dell'adolescente che affronta il sesso e una sorta di rapporto edipico (comunissimo nei maschi) senza mai sfociare nella volgarità. Un grande

    ha scritto il 

  • 4

    Forse non siamo più abituati a questo tipo di narrazioni, mi viene da dire “classiche” quanto dilatate, analitiche e mai prolisse sui moti dell animo, qui di un ragazzino alle soglie sell’adolescenza ...continua

    Forse non siamo più abituati a questo tipo di narrazioni, mi viene da dire “classiche” quanto dilatate, analitiche e mai prolisse sui moti dell animo, qui di un ragazzino alle soglie sell’adolescenza e delle scaturigini di una prima presa di coscienza del mondo, dei suoi orrori, dei suoi scempi e beffe , oltre che della sua bellezza. E’ un po’ un educazione sentimentale di un bambino borghese (quanto mai autobiografico) e del suo doloroso passaggio dall infanzia e dal suo rapporto da caso psicanalitico con la madre vedova durante una vacanza al mare. Sembrerebbero bastare meno pagine per descrivere fatti ed accadimenti più o meno scontati e poco significativi, la relazione fra la madre ed un giovane, le beffe e le canzonature dei compagni di Agostino, il tentativo fallito di prima esperienza sessuale al bordello, ma lo stile indagatorio-analitico, pronto a cogliere le mille sfumature ed i tormenti di un cuore e di anima acerba giustifica la lettura e lascia qualcosa in Agostino che è quello che è appartenuto un po’ ad ognuno di noi. Forse solo la consapevolezza del difficile limbo che è l’età del protagonista di questo breve romanzo da assaporare come un pezzo di Madeleine: Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? in qualche senso Proustiano.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per