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Agostino

Di

Editore: Bompiani (Tascabili; 146)

3.4
(1660)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000048329 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 3

    Datato ma bello

    Letta oggi,nel tempo presente in cui volgarità e violenza la fanno da padrone e il "risveglio" sessuale degli adolescenti odora di stantio (sì,oggi loro nascono già svegli...con gli occhi sbarrari direi :s), la vicenda di Agostino e la sua turbata e turbolenta scoperta del mondo "adulto" fanno qu ...continua

    Letta oggi,nel tempo presente in cui volgarità e violenza la fanno da padrone e il "risveglio" sessuale degli adolescenti odora di stantio (sì,oggi loro nascono già svegli...con gli occhi sbarrari direi :s), la vicenda di Agostino e la sua turbata e turbolenta scoperta del mondo "adulto" fanno quasi sorridere.
    Da leggersi sicuramente (anche) in chiave freudiana.

    ha scritto il 

  • 3

    Come sempre fatico a esprimere un giudizio compiuto su un romanzo di Moravia perché a un'eleganza formale impeccabile corrisponde sempre una certa superficialità di base nel trattamento dei temi trainanti che mi lascia sistematicamente insoddisfatto.


    Non fa eccezione "Agostino", la storia ...continua

    Come sempre fatico a esprimere un giudizio compiuto su un romanzo di Moravia perché a un'eleganza formale impeccabile corrisponde sempre una certa superficialità di base nel trattamento dei temi trainanti che mi lascia sistematicamente insoddisfatto.

    Non fa eccezione "Agostino", la storia della perdita dell'innocenza di un tredicenne di buona famiglia, in parte ad opera di un gruppo di delinquentelli dei bassifondi della cittadina marittima dove il ragazzo trascorre le vacanze; e in parte dall'avventura di sua madre, vedova giovane e bella con un ragazzo del posto.

    Il romanzo si legge eccome, ma alla scorrevolezza dello scritto, alla ricreazione perfetta degli ambienti, ai personaggi forti e interessanti ancorché un po' abbozzati, trovo che si accompagni male la maniera sbrigativa con cui Moravia liquida i temi del romanzo: un po' di complesso di Edipo, un sospetto di pedofilia, una patina di erotismo da film americano, un accenno di critica sociale, tutto tirato un po' via alla veloce. Alla fine insomma la sensazione è che manchi qualcosa. Cosa? Forse qualche pagina in più per dare uno snodo alle varie tensioni che restano in sospeso. Forse il coraggio di affondare il coltello in profondità. Forse un approdo finale più solido. Forse tutto assieme. Fatto sta che quel gap che esiste tra "piacevole lettura" e "romanzo che sollecita la riflessione del lettore" espressa dal numero di stelline, tre o quattro, qui non è stato superato. Peccato!

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto molti scritti di Moravia. Dopo quasi due anni ho deciso di riprendere in mano qualcosa di questo autore che tanto apprezzo, ma codesto romanzo mi ha lasciata insoddisfatta. La storia mi è sembrata appena abbozzata, semplificata e forzata. La vicenda non mi ha coinvolta per niente. Una ca ...continua

    Ho letto molti scritti di Moravia. Dopo quasi due anni ho deciso di riprendere in mano qualcosa di questo autore che tanto apprezzo, ma codesto romanzo mi ha lasciata insoddisfatta. La storia mi è sembrata appena abbozzata, semplificata e forzata. La vicenda non mi ha coinvolta per niente. Una cattiva lettura, con mio grande dispiacere.

    ha scritto il 

  • 4

    No non riesco a pensare a niente mi dispiace sono distratto, così non troverò mai la soluzione, ho detto io. Non è distrazione la tua, ma servilismo, ha detto Elvira. Adesso mi spieghi cosa cazzo c'entra il servilismo, ho detto io. Bene, ha detto Elvira, qualcuno se l'è presa, credo sia un'occasi ...continua

    No non riesco a pensare a niente mi dispiace sono distratto, così non troverò mai la soluzione, ho detto io. Non è distrazione la tua, ma servilismo, ha detto Elvira. Adesso mi spieghi cosa cazzo c'entra il servilismo, ho detto io. Bene, ha detto Elvira, qualcuno se l'è presa, credo sia un'occasione opportuna per dire, bingo, giusto?, o anche tombola. Stronza, ho detto io, oggi sei più stronza del solito. No, ha detto Elvira, sei tu che mi vedi più stronza del solito, perché ti sto mettendo in difficoltà sul tuo punto debole, e pensa invece dovresti essermi grato. Brava ti rigiri la frittata neanche fossi un avvocato, ho detto io, e poi ho pensato che il suo ragionamento non faceva una piega ma questo non gliel'ho detto. È inoltre interessante notare il tuo continuo indietreggiare, ha detto lei, completamente noncurante della mia incazzatura. Che vuoi dire?, ho detto io. Ecco, già va meglio, ha detto lei. Spiegati, ho detto io. Ok, ha detto lei, ma a una condizione. Spara, ho detto io. Che non dirai mai più che rigiro frittate perché mi destabilizza, io non so neanche come farla una frittata. Pensavo che stesse parlando in metafora senza rendersi conto. Non pensare che non me ne renda conto, mi ha detto lei, non sto giocando con la tua metafora parlo il meno metaforico possibile, mi hai mai visto fare una frittata?, neanche mi piacciono le uova e lo sai. Va bene va bene niente più frittata, ho detto io. Ma visto che tu capisci solo paragoni, ha detto lei, ricordi il film che guarderai domani? Sì, ho detto io, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Bene, ha detto Elvira, tu sei come Panunzio,
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91744307770
    o come gli altri poliziotti che non vedono la verità, ma anzi fanno di tutto per negarla, per non infrangere le regole che loro stessi hanno imposto. Mi stai dicendo che dovrei ragionare come l'anarchico?, ho chiesto io. No, l'anarchico è esterno, tu invece ci sei dentro, e stava aggiungendo fino al collo, ma si è fermata imbarazzata, non abbastanza presto per impedirmi di colpire. Ti rendi conto, ho detto io, che stai parlando in metafore complesse?, direi inaccettabile. Non fare lo stronzo adesso, ha detto lei. Altra metafora, ho detto io. Vaffanculo, ha detto lei, ops altra metafora, ho detto io, qui qualcuno si sta innervosendo. Bene, ha detto lei, che riacquista contegno con la stessa velocità con cui io lo perdo, vediamo, perché pensi che questo sia un quadrato, chi te lo dice che è un quadrato? Ah, vero, ho detto io, e sono andato a fare i pop corn, ma li ho bruciati. Allora lei ha guardato i pop corn e poi ha guardato me e poi ha scosso le mani proprio come l'ispettore.

    ha scritto il 

  • 5

    Riconosco gli antichi meccanismi delle relazioni preadolescenziali, la crudeltà dell'infanzia.
    Ritrovo nel racconto un ragazzino chiamato, anzichè Pisa come capita ad Agostino nel bel libro di Moravia, Marghera, anche lui estraneo al gruppo e dal gruppo tenuto a distanza. Ricordo le sfide e ...continua

    Riconosco gli antichi meccanismi delle relazioni preadolescenziali, la crudeltà dell'infanzia.
    Ritrovo nel racconto un ragazzino chiamato, anzichè Pisa come capita ad Agostino nel bel libro di Moravia, Marghera, anche lui estraneo al gruppo e dal gruppo tenuto a distanza. Ricordo le sfide e le zuffe che finivano con nasi sanguinanti e ginocchia sbucciate, senza che nessuno denunciasse qualcuno come averrebbe oggi. Ricordo un ragazzetto vessato a cui fu fatto bere un sorso di pipì raccontandogli che era birra. Ricordo la violenza con cui si poteva venire emarginati, come capita al protagonista del breve libro, emarginato perchè diverso persino più diverso del ragazzino nero e gay che del gruppo è, sebbene un po' maltrattato, parete integrante. La differenza di Agostino sta nell'alienità culturale, lui figlio di famiglia agiata e colta, legato alla giovane e bella madre si scopre inadatto ad un confronto con la banda selvaggia e libera dei ragazzeti di paese che badano a se stessi e conoscono già qualcosa della vita.
    Sia il racconto delle emozioni che le descrizioni dei luoghi sono molto evocativi, un quadro accurato con bellissime luci ed ombre.
    Mi pareva di correre su quella battigia con gli altri ragazzi più vicina ai selvaggi di paese che al delicato Agostino.

    ha scritto il 

  • 5

    https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7998310964066828696#editor/target=post;postID=4470380515220062709;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=2;src=postname

    ha scritto il 

  • 3

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-99b66109-9356-4c31-98ee-0622ef7f0fbc.html
    E' facile identificarsi nel senso di stupore e inadeguatezza, nel turbamento e nelle sofferenze di un adolescente che scopre il mondo della sessualità. Tuttavia Moravia, a parer mio, è tro ...continua

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-99b66109-9356-4c31-98ee-0622ef7f0fbc.html
    E' facile identificarsi nel senso di stupore e inadeguatezza, nel turbamento e nelle sofferenze di un adolescente che scopre il mondo della sessualità. Tuttavia Moravia, a parer mio, è troppo ossessivo sull'argomento. E' vero che ai tredici anni di Agostino le tempeste ormonali sono uragani. Personalmente però ho trovato più delicato e commovente il giovane Arturo dell'Isola della Morante.
    Alba Rohrwacher si limita a leggere senza interpretare. Forse una scelta stilistica dato che come attrice è invece molto espressiva.

    ha scritto il 

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