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Akira collection 1

Di

Editore: Planet Manga

4.4
(114)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 360 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883435087 | Isbn-13: 9788883435089 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Baglini

Genere: Comics & Graphic Novels , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una bianca figura si staglia all'improvviso sulla strada, in un punto dove prima non c'era nulla. Tetsuo, in testa al gruppo, deve mettere mano ai freni della moto. La figura, avvolta in una luce, si avvicina sempre di più. Ha il numero 26 inciso sul palmo della mano e un volto da vecchio in un corpo da bambino. Un istante, e Tetsuo viene catapultato sull'asfalto. La su moto esplode, Mentre la misteriosa figura scompare sotto gli occhi attoniti di Kaneda, il leader della banda.
Con questo "incidente", avvenuto sull'autostrada che collega Neo-Tokyo alla zona nella quale venne lanciato un nuovo tipo di bomba che diede il via alla Terza Guerra Mondiale, ha iniziato Akira, il capolavoro di Katsuhiro Otomo. Ma chi è quell'inquietante ragazzino? Cosa accadrà a Tetsuo, prelevato dal luogo dell'incidente dall'esercito? E quale destino attende Kaneda, coinvolto suo malgrado in un turbinio di eventi, e la giovane Kay, che lo affiancherà nell'azione?
Un grande mistero sta per rivelarsi in questa avventura mozzafiato ambientata nel 2019, l'anno che precede i giochi olimpici, con il mondo che tenta di risollevarsi dal dramma della guerra.
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  • 0

    È la prima volta che leggo un manga. A parte i suoi temi, adesso mi sono soffermata sul fatto che racconta i giovani d’oggi.
    I protagonisti rappresentano una gioventù ribelle e trasgressiva che esprime insofferenza verso l’ordine precostituito. Sono ragazzi che non si buttano nella scuola c ...continua

    È la prima volta che leggo un manga. A parte i suoi temi, adesso mi sono soffermata sul fatto che racconta i giovani d’oggi.
    I protagonisti rappresentano una gioventù ribelle e trasgressiva che esprime insofferenza verso l’ordine precostituito. Sono ragazzi che non si buttano nella scuola come ancora di salvezza ma nelle amicizie, nell’uscire in grandi gruppi per andare a “scaciarà”, giovanotti normali che se hanno un disappunto si esprimono con tutt’altro che un letterato “Oh cribbio”.
    Le parole letterate ci rappresentano ancora? Agli occhi di molti, ad esempio dei giovani, no. La letteratura è vista come qualcosa di faticoso e inutile, di cui non si vede magari un senso.
    Sembra un paradosso. Come, la “buona” letteratura è tale perché racconta l’Uomo, scava i sentimenti più profondi al di là di qualsiasi altra definizione, cerca le ragioni alla base delle azioni. Non dovrebbe toccare tutti allora?
    E invece, quanti ragazzi sentono ad esempio di volersi identificare con Jacopo Ortis?
    È come se la letteratura e i giovani fossero diventati due mondi estranei, almeno nella maggior parte dei casi. Nei manga forse riescono a riavvicinarsi un po’.
    Credo che se sono fatti bene possano raccontare dei temi, delle idee, dei sentimenti per i giovani e dei giovani. Se è così, allora sono anche loro “buona letteratura”.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Siamo nel 2019, trentotto anni dopo la terza guerra mondiale in cui venne completamente distrutta la città di Tokyo. Ora su quelle rovine sorge Neo-Tokyo, che si prepara ad ospitare i giochi olimpici del 2020. In questo scenario post-apocalittico si sviluppano le vicende di una pletora di persona ...continua

    Siamo nel 2019, trentotto anni dopo la terza guerra mondiale in cui venne completamente distrutta la città di Tokyo. Ora su quelle rovine sorge Neo-Tokyo, che si prepara ad ospitare i giochi olimpici del 2020. In questo scenario post-apocalittico si sviluppano le vicende di una pletora di personaggi: bande di giovani teppisti, guerriglieri antigovernativi, bambini dai poteri straordinari, leader politici, militari, un’enigmatica sacerdotessa…

    “Akira” è uno dei capolavori indiscussi del fumetto. Scritto e disegnato da Katsuhiro Otomo in una decina d’anni, a partire dal 1982, le sue duemila e passa pagine sono state tradotte in tutto il mondo e hanno contribuito a sdoganare completamente i manga in occidente.

    Prima di questa ristampa (sei enormi volumi brossurati identici a quelli originali per formato e linea grafica ma non per senso di lettura), in Italia ne erano state pubblicate due edizioni. La prima, targata Glénat (1990-1994), riprendeva quella americana ed era composta da 38 albi a colori. Il fallimento della casa editrice causò la sospensione della collana al numero 36 e ci vollero quasi tre anni prima che la serie fosse portata a conclusione dalla Planet Manga (1997), che stampò gli ultimi due volumi conservando la medesima veste editoriale della Glènat.

    La stessa Planet Manga l’anno successivo propose una nuova edizione in 13 volumi in bianco e nero, caratterizzata da una migliore traduzione e dalla presenza di immagini inedite in appendice.

    “Akira” è una saga fantascientifica che ripropone alcuni degli stilemi e delle tematiche affrontate dall’autore giapponese nella sua opera precedente, “Domu”. Anche lì infatti ritroviamo bambini (o adulti con una mente di bambino) dai poteri devastanti e innovative soluzioni grafiche che faranno scuola. Le duecento tavole di “Domu” però sono un raccontino se paragonate all’ambiziosità e alla complessità di “Akira”.

    Il talento dimostrato da Otomo in questa opera monumentale risiede soprattutto nella sua abilità di story-teller. Sa raccontare, sa intrecciare una miriade di sottotrame mantenendo il ritmo sempre su altissimi livelli, sa giocare con i registri narrativi (commedia, avventura, dramma), sa gestire i rapporti tra i personaggi e la loro evoluzione.
    E poi ci sono i disegni. Espressivi, iper-dettagliati, spettacolari.

    Raramente in un fumetto si è vista una cura così maniacale per i particolari tecnologici e architetturali. Moto, navi, aerei, armi, edifici, sono rappresentati con straordinario realismo, così come le scene d’azione, tripudio di dinamismo e linee cinetiche.

    Menzione a parte meritano le scene di distruzione (su tutte il risveglio di Akira), vero e proprio orgasmo per gli occhi. Il formato gigante di questa edizione poi rende ancora più stupefacenti i disegni di un’opera che non può assolutamente mancare nella libreria di qualsiasi appassionato.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto, riletto e letto un'altra volta ancora (serie completa in 6 volumi)

    Sono stupida io o è Otomo ad essere troppo complicato?
    Adoro Akira, ho letto questo manga un sacco di volte, ma ancora non riesco a capirne il finale...

    ha scritto il 

  • 5

    Versione finalmente fedele all’originale (salvo che per la lettura occidentale…): 6 volumoni di 350/400 pagine raccolgono il mitico capolavoro di Katsuhiro Otomo, il fluviale manga che ha dato inizio a una nuova era dei fumetti e rivoluzionato anche l’animazione cinematografica con la costosissim ...continua

    Versione finalmente fedele all’originale (salvo che per la lettura occidentale…): 6 volumoni di 350/400 pagine raccolgono il mitico capolavoro di Katsuhiro Otomo, il fluviale manga che ha dato inizio a una nuova era dei fumetti e rivoluzionato anche l’animazione cinematografica con la costosissima trasposizione del 1988 (dello stesso Otomo, col manga non ancora completato: sintetizzata e inferiore al testo, con Tetsuo protagonista e Akira, purtroppo, quasi inesistente!). Akira nasce come riscrittura, riveduta e notevolmente ampliata, dell’incompiuto Fireball (1979), che Otomo aveva abbandonato e non riusciva più a completare, ed è pure un omaggio allo storico manga Super Robot 28; la sua pubblicazione è iniziata nel 1982 e terminata soltanto nel 1990. Vincitore di moltissimi premi, è un cult in tutto il mondo. Ha inoltre l’enorme merito di aver sdoganato i manga in Occidente, ché se ora ci sembra così comune acquistarli, prima di Akira in Europa e America erano praticamente sconosciuti; stesso discorso per i film d’animazione giapponesi, ora molto acclamati ovunque, la cui distribuzione all’estero prima del film su Akira era nulla.

    ha scritto il 

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