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Al Dio sconosciuto

Di

Editore: Mondadori

4.0
(576)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Portoghese , Turco

Isbn-10: 8804472359 | Isbn-13: 9788804472353 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: Eugenio Montale

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Io no ho né fortuna né sfortuna. Non ho cognizione di bene o di male. Mi è negato anche il vero senso della differenza che c'è tra piacere e dolore. Tutte le cose sono una, e tutte sono parte di me ". Così pensa Joseph Wayne, il gigantesco contadino che a un nume ignoto ha dedicato tutto se stesso e la sua fatica, ribellandosi alla realtà indeclinabile delle cose, alla catastrofe che colpisce la sua terra. L'esistenza di questo singolare personaggio è costellata di episodi misteriosi, che a poco a poco lo indurranno a identificarsi con i campi e col cielo, in uno slancio panteistico destinato a sfociare nella tragedia. Questo romanzo di Steinbeck, dedicato alle migrazioni dei pionieri, ci fa conoscere una dimensione della storia americana: i sacrifici di una generazione di uomini decisi a riscattare una terra smisurata, spesso crudele.
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  • 5

    Non il solito Steinbeck. Una storia che si apre ariosa e piena di aspettativa verso l’orizzonte infinito e il futuro e poi involve in sé stessa come il suo protagonista. Tutto ciò che all’inizio appare magico si trasforma in maligno e stregato. E Joseph, il protagonista è uno sciamano incompreso ...continua

    Non il solito Steinbeck. Una storia che si apre ariosa e piena di aspettativa verso l’orizzonte infinito e il futuro e poi involve in sé stessa come il suo protagonista. Tutto ciò che all’inizio appare magico si trasforma in maligno e stregato. E Joseph, il protagonista è uno sciamano incompreso e illuminato, un uomo totalmente in comunione con la terra e la natura o è semplicemente un folle? Un’ inizio pieno di promesse che scivola nel buio, all’ombra di una roccia che forse è il simbolo di tutto, nel bene e nel male. Una storia che non mi aspettavo e un finale disturbante. Un libro che lascia strascichi di emozioni e pensieri che durano a lungo. Un incanto… all’ombra di una roccia ricoperta di verde muschio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sentiva che il momento voleva un segno,
    un gesto che gli desse un significato.
    Un atto qualsiasi doveva congiungerlo
    con l’attimo fuggente,
    se non voleva ch’esso svanisse,
    senza portar via nulla di lui.
    "

    Chi è Joseph Wayne? Colono, pioniere, sacerdote ...continua

    "Sentiva che il momento voleva un segno,
    un gesto che gli desse un significato.
    Un atto qualsiasi doveva congiungerlo
    con l’attimo fuggente,
    se non voleva ch’esso svanisse,
    senza portar via nulla di lui.
    "

    Chi è Joseph Wayne? Colono, pioniere, sacerdote oppure un uomo semplice alla ricerca di un po' di terra per stanziare una nuova vita ricca di discendenti.
    Joseph ama la natura, ne osserva la fertilità, l'armonia e l'equilibrio e desidera fortemente esserne parte.

    Per tutto il libro si avverte la tensione di questo piccolo uomo che è sempre costretto a pagare a caro prezzo un desiderio legittimo.

    Ad impreziosire questo romanzo particolare, che mi ha provocato forte inquietudine, la traduzione di Eugenio Montale.

    ha scritto il 

  • 5

    Steinbeck si conferma

    Dopo Uomini e Topi un altro libro molto bello di Steinbeck,consigliatissimo. Un racconto spirituale, in cui il protagonista e la natura sembrano fondersi in una cosa sola.
    A questo punto dovrò recuperare anche tutto il resto delle sue opere!

    ha scritto il 

  • 5

    Uno Steinbeck sconosciuto

    Uno Steinbeck sconosciuto, o meglio: uno Steinbeck che non conoscevo. Se avete letto Uomini e topi, qui la scena cambia completamente. Ancora fattorie, è vero, ma l’autore questa volta indaga ancora più a fondo dell’animo umano per toccarne le corde della spiritualità.

    ha scritto il 

  • 5

    Non aspettavo di trovarmi di fronte a un’opera così importante."Al Dio sconosciuto" si riferisce a un versetto degli Atti degli apostoli, quello in cui S. Paolo tenta di portare il messaggio cristiano al popolo ateniese. La scelta non è casuale e Steinbeck costruisce la sua storia intrecciando du ...continua

    Non aspettavo di trovarmi di fronte a un’opera così importante."Al Dio sconosciuto" si riferisce a un versetto degli Atti degli apostoli, quello in cui S. Paolo tenta di portare il messaggio cristiano al popolo ateniese. La scelta non è casuale e Steinbeck costruisce la sua storia intrecciando due tematiche fondamentali: quella della terra – della sua conquista e appartenenza – e quella dello spirito. Un racconto potente che si declina per immagini e che difficilmente può lasciare indifferenti. Non mi sentivo così profondamente toccata da una lettura da parecchio tempo. I luoghi del racconto somigliano più a luoghi dell’inconscio, a frontiere inesplorate della nostra coscienza che ci rendono partecipi di un segreto che ci attrae e terrorizza al tempo stesso.

    Joseph Wayne è, come tanti personaggi di Steinbeck, un figlio della terra. Ma a differenza di altri personaggi è anche un simbolo, un legame tra quella terra e i suoi culti ancestrali impressi nella celebrazione di un rito. E in questo scontro tra culture che è il West, Steinbeck mette in scena la rappresentazione di quel rituale millenario attraverso cui l’uomo tenta da sempre un approccio con un Dio ignoto, fino all’estrema identificazione con esso.

    Molte sono le chiavi di lettura di questo romanzo, ognuna delle quale offre a ciascun approccio la sua ultima consolazione o la scintilla di una verità che va rivelandosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Steinbeck oscuro

    02.2010
    Steinbeck di solito racconta storie ruvide e concrete. Qui non sono riuscito nemmeno a sentirne la voce, quasi la traduzione di Montale ne avesse alterato lo stile.
    Forse lo riprenderò, ma non per il momento.

    04.2014
    Montale, da poeta quale era, oltr ...continua

    02.2010
    Steinbeck di solito racconta storie ruvide e concrete. Qui non sono riuscito nemmeno a sentirne la voce, quasi la traduzione di Montale ne avesse alterato lo stile.
    Forse lo riprenderò, ma non per il momento.

    04.2014
    Montale, da poeta quale era, oltre che sulla traduzione credo abbia agito anche sullo stile di Steinbeck, incidendo solchi più oscuri di quelli a cui l'autore americano mi aveva abituato fino ad oggi.
    In verità, questa sensazione di imminente cataclisma che il protagonista si porta dietro, a mo' di Cristo della Terra senza pretese di insegnamento, dona alla lettura un sapore tragico, atavico, la cui vetta si compie attraverso un atto di rinuncia solitaria in virtù di un bene che trascende l'esistenza stessa.

    ha scritto il 

  • 3

    “Al Dio sconosciuto” è un romanzo del 1933, ma la prosa aulica di Steinbeck, esaltata - nel bene e nel male - dalla traduzione di Eugenio Montale, lo fa sembrare anche più antico; i temi trattati sono potenti: il pionierismo ardito della frontiera americana, la forza bipolare della natura, buona ...continua

    “Al Dio sconosciuto” è un romanzo del 1933, ma la prosa aulica di Steinbeck, esaltata - nel bene e nel male - dalla traduzione di Eugenio Montale, lo fa sembrare anche più antico; i temi trattati sono potenti: il pionierismo ardito della frontiera americana, la forza bipolare della natura, buona madre o cattiva matrigna, la spiritualità assai variegata degli uomini, da intima a prorompente, da placida a fanatica... Un romanzo molto “pesante”, dunque, e “antico”: oggi, per me, un po’ troppo.

    ha scritto il 

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