Al Dio sconosciuto

Di

Editore: Mondadori

4.0
(610)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Portoghese , Turco

Isbn-10: 8804472359 | Isbn-13: 9788804472353 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: Eugenio Montale

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"Io no ho né fortuna né sfortuna. Non ho cognizione di bene o di male. Mi è negato anche il vero senso della differenza che c'è tra piacere e dolore. Tutte le cose sono una, e tutte sono parte di me ". Così pensa Joseph Wayne, il gigantesco contadino che a un nume ignoto ha dedicato tutto se stesso e la sua fatica, ribellandosi alla realtà indeclinabile delle cose, alla catastrofe che colpisce la sua terra. L'esistenza di questo singolare personaggio è costellata di episodi misteriosi, che a poco a poco lo indurranno a identificarsi con i campi e col cielo, in uno slancio panteistico destinato a sfociare nella tragedia. Questo romanzo di Steinbeck, dedicato alle migrazioni dei pionieri, ci fa conoscere una dimensione della storia americana: i sacrifici di una generazione di uomini decisi a riscattare una terra smisurata, spesso crudele.
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  • 3

    Lessi questo libro la prima volta circa 60 anni fa, intorno ai 16/17 anni. Il passaggio da letture tipo Salgari o Verne a questo genere mi impressionò, anche se penso di non averne, allora, colto appi ...continua

    Lessi questo libro la prima volta circa 60 anni fa, intorno ai 16/17 anni. Il passaggio da letture tipo Salgari o Verne a questo genere mi impressionò, anche se penso di non averne, allora, colto appieno il senso. Tuttavia mi aprì un mondo che fino allora avevo ignorato e mi indirizzò, più in generale, verso il romanzo americano moderno: Hemingway, Dos Passos, Faulkner, ecc., e questo libro rimase nel mio immaginario una pietra miliare. Riletto 60 anni dopo ha perso tutto il suo mitico fascino, anche se la mano del traduttore Eugenio Montale resta importante. Avrei fatto meglio a non rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi aspettavo molto da questo libro e non sono rimasta delusa: Steinbeck ha un dono, quello di arrivare dritto al cuore di chi legge attraverso personaggi che hanno in sé qualcosa di epico. Ce lo aspet ...continua

    Mi aspettavo molto da questo libro e non sono rimasta delusa: Steinbeck ha un dono, quello di arrivare dritto al cuore di chi legge attraverso personaggi che hanno in sé qualcosa di epico. Ce lo aspetteremmo in un’opera poderosa come Furore, un po’ meno forse in romanzi brevi come questo, ed è proprio tale capacità di tratteggiare figure comunque eroiche a rendere secondo me questo autore così grande.
    Al Dio sconosciuto è un romanzo complesso, molto più di quanto non possa sembrare. É vero che al centro vi è il recupero di un rapporto fisico fra l’uomo e la terra, ma la tanto decantata “visione panteistica” non esaurisce affatto gli spunti, gli interrogativi, le problematiche del libro. E la ragione è che Joseph Wayne non è un personaggio qualunque, non è solo un colono che riscopre la sua appartenenza alla terra (sebbene vi sia anche questa dimensione), ma fin dalle prime pagine rivela la sua natura di “uomo benedetto”, se non addirittura di “semi-dio”.
    Se devo essere sincera, nella prima parte del romanzo, leggendo della benedizione che riceve Joseph da suo padre e poi della sua naturale vocazione per la fecondità – più che personale direi proprio tribale, ovvero rivolta a tutto ciò che appartiene al suo clan, bestiame compreso – non ho potuto non pensare ai grandi patriarchi dell’Antico Testamento, in special modo Giacobbe, la cui ricchezza accumulata era insieme segno della benevolenza divina e della sua “obbedienza”. Il monito “andate e moltiplicatevi” è giusto perché rispecchia la natura; in questo senso credo che la fede dei patriarchi fosse molto legata a riti ancestrali che solo successivamente sono andati definendosi come “pagani”.
    Forte di questa impressione, ho poi letto il discorso carico di premonizioni di Rama, la quale, in pagine che mettono i brividi, è la prima a rivelare chiaramente la vera natura di Joseph: egli non appartiene a questo mondo, ma è un profeta, un tramite fra l’umanità e il “Dio sconosciuto” a cui sente di dover rendere conto per il bene di questa stessa umanità. Insomma... una sorta di secondo Cristo che porta su di sè le colpe di tutti e le riscatta con la propria vita. Il cammino di consapevolezza di Joseph è tutt’altro che semplice: egli “sente” più che comprendere con la ragione, e infatti la presa di coscienza del proprio destino procede per rivelazioni successive e spesso dolorose.
    Ho paura che continuando a scrivere finirei per confondermi, quando invece la bellezza di questo romanzo è proprio nell’apparente semplicità con cui ci avvicina a misteri profondi e insondabili. Mi è piaciuto molto il rapporto fra questa religione insieme nuova e arcana con quella cristiana, che ci viene presentata sotto aspetti diversi: il bigottismo di Burton, la “freddezza” dei riti cattolici, la tolleranza di Padre Angelo. Ad ogni modo, visto anche il richiamo frequente alla figura di Cristo, non credo che alla fine l’intento dell’autore fosse quello di denigrare la fede cristiana in favore di un ritrovato panteismo, quanto piuttosto quello di riaprire uno squarcio di consapevolezza verso verità imperscrutabili e dimenticate.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo scritto nel 1933 che diventa attuale oggi perché parla della spiritualità dell'uomo "nuovo", quello che esce dalle certezze ed entra nell'epoca buia degli dei morti e delle guerre devastanti, ...continua

    Romanzo scritto nel 1933 che diventa attuale oggi perché parla della spiritualità dell'uomo "nuovo", quello che esce dalle certezze ed entra nell'epoca buia degli dei morti e delle guerre devastanti, della distruzione dell'ambiente e della fine delle risorse. Cosa resta all'uomo se non la terra, ma non il suo possesso bensì il rispetto e l'amore per essa, sentirsi tutt'uno con con la natura ed arrivare ad immolarsi per essa come Cristo fece per gli uomini. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    ...dust to dust

    Una nazione giovanissima ed in piena espansione verso ovest: immensi territori appena strappati ad altri popoli, che aspettano soltanto di essere coltivati e adibiti a pascolo.
    Il secondo romanzo di S ...continua

    Una nazione giovanissima ed in piena espansione verso ovest: immensi territori appena strappati ad altri popoli, che aspettano soltanto di essere coltivati e adibiti a pascolo.
    Il secondo romanzo di Steinbek ha per protagonista la terra. La natura, vera e propria padrona delle vite degli uomini dell'epoca. L'autore, con il personaggio di Joseph Wayne, rende omaggio alla tradizione sciamanica dei nativi. Anche lui, proveniente dall'est, instaura infatti un rapporto religioso con la natura, fatto di riti e sacrifici che lo porteranno a poco, a poco, ad estraniarsi dal mondo reale ed a fondersi sempre di più con tutti gli elementi della terra.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ho visto che le recensioni sono molto positive, Ahime' io non posso dire altrettanto , non e' un brutto libro certo ma non e' per niente coinvolgente passa intere paginate a descrivere il territorio e ...continua

    Ho visto che le recensioni sono molto positive, Ahime' io non posso dire altrettanto , non e' un brutto libro certo ma non e' per niente coinvolgente passa intere paginate a descrivere il territorio e fondamentalmente non succede quasi niente , mi sembra molto piatto privo di colpi di scena . Non lo so .. forse credo di non averlo capito ...ma non riesco a cogliere il senso , forse potrebbe essere che quell albero teneva in vita la buone sorte e che la serie di eventi tragici che ci furono dopo come la morte della moglie , la siccita' fossero legati all uccisione dell albero , ma non so forse e' una mia interpretazione , in ogni caso e' stata una lettura in cui non mi sentivo centrata nel leggerlo , tiravo la corda per arrivare alla fine e alla fine ho verificato tramite wiki di averne colto bene la trama , questo sa dire quanto poco era nelle mie corde . Letto e archiviato !!!

    ha scritto il 

  • 5

    Preghiera di vita

    Un uomo forte, vigoroso, con in mente un disegno ben stabilito. La vita, la fecondità, l'amore per la terra e per le sue creature forse più che per i propri simili. In questo capolavoro di Steinbeck s ...continua

    Un uomo forte, vigoroso, con in mente un disegno ben stabilito. La vita, la fecondità, l'amore per la terra e per le sue creature forse più che per i propri simili. In questo capolavoro di Steinbeck si respira un senso di freddezza, di calcolo della vita da parte del protagonista ma si assapora anche una delle argomentazioni più controverse che ci possano essere: Paganesimo o Cristianesimo? Steinbeck riesce magistralemnte, come sempre ovviamente, a tessere una tela fina eppure resistentissima che ci fa solo percepire ciò che c'è al di là ma per gli anni 40 è una mossa quanto mai innovativa. In se stesso lui ha soltatno guardato oltre l'apparenza e raccontato qualcosa che dalla notte dei tempi avviene in qualsiasi cultura. La casa, le coltivazioni e il bestiame in un modo o nell'altro vanno tutelate qualsiasi sia il modo in cui lo si deve fare lo si farà.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Il raccolto era stato posto al sicuro, la legna fatta a pezzi a terra, quando un tardo pomeriggio, nella fattoria dei Wayne vicino a Pittaford.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/al- ...continua

    Il raccolto era stato posto al sicuro, la legna fatta a pezzi a terra, quando un tardo pomeriggio, nella fattoria dei Wayne vicino a Pittaford.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/al-dio-sconosciuto-john-steinbeck/

    ha scritto il 

  • 4

    Chi è colui al quale offriremo il nostro sacrificio? Un'identificazione che muove dai concetti e dagli oggetti più immediati ed evocativi. Al depauperamento di questo apparente e ricco fardello seguir ...continua

    Chi è colui al quale offriremo il nostro sacrificio? Un'identificazione che muove dai concetti e dagli oggetti più immediati ed evocativi. Al depauperamento di questo apparente e ricco fardello seguirà un isterilimento che lascerà spazio ad una delle verità più significative della condizione umana.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io non ho né fortuna né sfortuna. Non ho cognizione di bene o di male. Mi è negato anche il vero senso della differenza che c'è tra piacere e dolore. Tutte le cose sono una, e tutte sono parte di me. ...continua

    "Io non ho né fortuna né sfortuna. Non ho cognizione di bene o di male. Mi è negato anche il vero senso della differenza che c'è tra piacere e dolore. Tutte le cose sono una, e tutte sono parte di me.".. così pensa il protagonista di questo intenso, profondo, misterioso, malinconico, tragico romanzo.. Non avevo ancora letto nulla di Steinbeck, bella scoperta!

    scritto il 25 mag 2009

    ha scritto il 

  • 5

    Non il solito Steinbeck. Una storia che si apre ariosa e piena di aspettativa verso l’orizzonte infinito e il futuro e poi involve in sé stessa come il suo protagonista. Tutto ciò che all’inizio appar ...continua

    Non il solito Steinbeck. Una storia che si apre ariosa e piena di aspettativa verso l’orizzonte infinito e il futuro e poi involve in sé stessa come il suo protagonista. Tutto ciò che all’inizio appare magico si trasforma in maligno e stregato. E Joseph, il protagonista è uno sciamano incompreso e illuminato, un uomo totalmente in comunione con la terra e la natura o è semplicemente un folle? Un’ inizio pieno di promesse che scivola nel buio, all’ombra di una roccia che forse è il simbolo di tutto, nel bene e nel male. Una storia che non mi aspettavo e un finale disturbante. Un libro che lascia strascichi di emozioni e pensieri che durano a lungo. Un incanto… all’ombra di una roccia ricoperta di verde muschio.

    ha scritto il 

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