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Al crepuscolo

By Stephen King, Tullio Dobner (Translator)

(803)

| Hardcover | 9788820046019

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Book Description

In questi tredici racconti, King mette in scena l'imprevedibile umanità di personaggi che si trovano a vivere storie semplici o ai limiti del reale. L'11 settembre Scott si è dato malato e inizia a trovare in casa degli oggetti appartenuti ai suoi colleghi. Dopo che Monette si è sfogato, raccontandoContinue

In questi tredici racconti, King mette in scena l'imprevedibile umanità di personaggi che si trovano a vivere storie semplici o ai limiti del reale. L'11 settembre Scott si è dato malato e inizia a trovare in casa degli oggetti appartenuti ai suoi colleghi. Dopo che Monette si è sfogato, raccontando a un autostoppista sordomuto di essere stato tradito, sua moglie viene trovata morta in una stanza d'albergo. Janet è sposata ad Harvey da trent'anni e comincia a non poterne più, soprattutto dopo che lui è andato in pensione e ciondola tutto il giorno per casa... E un gatto arriverà direttamente dall'Inferno.

Indice:
p. 1 - Willa
p. 35 - Torno a prenderti
p. 118 - Il sogno di Harvey
p. 133 - Area di sosta
p. 158 - Cyclette
p. 208 - Le cose che hanno lasciato indietro
p. 252 - Pomeriggio del diploma
p. 261 - N.
p. 343 - Il gatto del diavolo
p. 361 - Il «New York Times» in offerta speciale
p. 374 - Muto
p. 409 - Ayana
p. 435 - Alle strette

Critics

  • Al crepuscolo

    La trama e le recensioni di Al crepuscolo, racconti di Stephen King editi da Sperling & Kupfer. In questi tredici racconti, King mette in scena l'imprevedibile umanità di personaggi che si trovano a vivere storie semplici o ai limiti del reale. L'11 ... (read full critics)

    Qlibri published on Thu, 25 Nov 2010

5 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    Aurea mediocrità

    Una raccolta di racconti senza infamia e senza lode, il primo racconto, "Area di sosta" è veramente troppo scontato e banale, altri hanno davvero poca forza.Nel complesso un gradini sotto, o anche più, ad altre raccolte come ad esempio, "Tutto è fatidico".

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    H. P. Lovecraft said on Jan 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Buona raccolta

    Alcuni racconti colpiscono molto , altri invece li si dimentica subito dopo averli letti, forse anche per la loro brevità.
    WILLA - E’ uno dei migliori, tratta il tema dell’aldilà o di quel periodo più o meno lungo che potrebbe esserci tra la morte e l’aldilà. Se ci si riesce a immedesimare complet ... (continue)

    Alcuni racconti colpiscono molto , altri invece li si dimentica subito dopo averli letti, forse anche per la loro brevità.
    WILLA - E’ uno dei migliori, tratta il tema dell’aldilà o di quel periodo più o meno lungo che potrebbe esserci tra la morte e l’aldilà. Se ci si riesce a immedesimare completamente può risultare per alcuni versi angosciante ma vale la pena sicuramente leggerlo.
    TORNO A PRENDERTI - King è molto apprezzato come scrittore horror e piace a molti per il fatto che le sue trame spesso sono irreali. In questo caso però non riesce bene né nell’una, è un horror con troppi cliché, né nell’altra cosa, la trama non è abbastanza irreale da renderla affascinante.
    IL SOGNO DI HARVEY – Un sogno premonitore calato in una coppia di mezz’età in crisi. Non so se è in questo caso è la brevità a giocare a sfavore del racconto ma personalmente dopo mezz’ora dall’averlo letto mi sono completamente dimenticato di averlo fatto.
    AREA DI SOSTA – Mi ricorda molto, troppo “Tutto ciò che ami ti sarà portato via” ma questo racconto morde meno, cattura meno. E’ abbastanza godibile da leggere ma sicuramente King può fare di meglio.
    CYCLETTE – Reputo questo tra i migliori. Non ho i mezzi per dire se la storia è più o meno originale ma sicuramente è ben congeniata e ben scritta. La storia di un uomo che decide di dimagrire e di farlo usando una cyclette porta a degli sviluppi inimmaginabili. Da leggere.
    LE COSE CHE HANNO LASCIATO INDIETRO – Sebbene l’argomento sia ancora molto attuale King vi ha messo dentro una storia abbastanza scontata. Nonostante ciò vale la pena di leggerlo ma senza riporvi troppe aspettative
    POMERIGGIO DEL DIPLOMA – Una scintilla , un battito di ciglia. Si comincia a leggerlo, dopo nove pagine si è già creata la giusta atmosfera, si pensa di potersi pregustare un gran racconto, si passa quindi alla decima pagina e quelle è..l’inizio del racconto successivo! Troppo troppo breve per essere giudicato bella ma aveva davvero le premesse giuste. In racconti come questo si capisce la bravura del Re nel caratterizzare perfettamente dei personaggi dopo sole poche pagine.
    N. – Da annoverare tra i racconti che rendono non vano l’acquisto del libro. Storia resa più affascinante dalla struttura della quale è composta: due lettere, un manoscritto, un articolo di giornale. Forse solo ogni tanto un po’ troppo lungo sulle descrizione dei luoghi ma chi ama King ama questa sua caratteristica.
    IL GATTO DEL DIAVOLO – Non un grandissimo racconto. Scontato, prevedibile dall’inizio alla fine. In un thriller di questo tipo dovrebbe essere presente un colpo di scena che lasci stupito il lettore e un po’ sconvolto dopo la lettura e invece questa caratteristica manca del tutto.
    IL NEW YORK TIMES IN OFFERTA SPECIALE – L’averlo letto in aeroporto ha dato a questo racconto un fascino in più che non ha fatto altro che incrementare quello che già aveva di suo. Peccato sia troppo corto, troppo poco sviluppato. Uno dei migliori della raccolta. Il tema è lo stesso di “le cose che hanno lasciato indietro” ma questo, sia come trama che atmosfere, è una spanna superiore.
    MUTO – Bello lo stile e bella la trama. La vicenda è narrata in parte attraverso la confessione a un prete del protagonista e in parte in prima persona dallo stesso protagonista. Inaspettato il finale e molto chiaro il messaggio che vuole mandare l’autore. Anche in questo caso racconto che vale l’acquisto della raccolta,
    AYANA – Di per se potrebbe essere un buon racconto e sarebbe bello se ne fosse tratto un film. Il tema del miracolo però rimanda inevitabilmente a “il miglio verde” rendendo questo come un tentativo mal riuscito di King di far riprovare al lettore quelle sensazioni. Vale la pena leggerlo ma senza aspettarsi troppo.
    ALLE STRETTE
    Anche questo da annoverare tra i migliori della serie. La lunghezza , la caratterizzazione dei personaggi sono perfetti per il genere “racconto”. Claustrofobico al punto giusto parte in sordina per poi terminare con un ritmo sempre più incalzante. Consigliatissimo.

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    Pennywise said on Jan 5, 2012 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    Willa non è quello che pensa, e neanche David, per la verità. Poi c'è Harvey che ha degli strani incubi, e sua moglie non lo sopporta più. Ma ci sono anche degli oggetti che ritornano da dove nessuno è mai tornato, o che aprono porte di comunicazione con mondi di cui non sospettiamo l'esistenza, alm ... (continue)

    Willa non è quello che pensa, e neanche David, per la verità. Poi c'è Harvey che ha degli strani incubi, e sua moglie non lo sopporta più. Ma ci sono anche degli oggetti che ritornano da dove nessuno è mai tornato, o che aprono porte di comunicazione con mondi di cui non sospettiamo l'esistenza, almeno fino a che un dottore non ci fa vedere nel dettaglio come potremmo immaginare il funzionamento del nostro corpo. Poi c'è uno psicanalista che si uccide, contagiato dalla follia di un suo paziente. Un ossessivo-compulsivo con un'enorme peso sulle spalle. O forse non è lui ad essere pazzo, chissà. Un uomo la cui moglie, alla bella età di cinquantaquattro anni, gli confessa un tradimento, e non solo quello. Uno scrittore in un bagno pubblico sulla strada che lo porta a casa, che farà un'incontro fuori programma. Un gatto infernale, una telefonata da dove nessuno mai telefona e un pomeriggio di festa per un diploma che non dimenticheremo. Un donna legata alla sedia di cucina del suo vicino, per il solo fatto di aver dato una sbirciata al bagagliaio della sua auto...e altro ancora.

    King è tornato al racconto. La dimensione che meglio si accorda al suo straordinario talento. Le brevi storie che compongono quest'antologia sono tutte un fugace assaggio di infiniti mondi su cui vorremo sapere di più. Piccoli romanzi in nuce, che nascondono universi ricchi di fantasia e personaggi vivissimi. Il Re sa perfettamente come avvincere il suo Fedele Lettore, e anche questa volta ci riesce in pieno. Ciascuna delle storie contenute in questa antologia ha un piccolo colpo di genio nascosto. Alcuni saranno immediatamente visibili al lettore, ma altri verranno fuori dopo che il libro sarà stato riposto, e noi avremo spento la luce.
    Il racconto in sè è solo l'inizio altro, e alla fine quello che conta davvero, è il modo in cui è scritto. King racconta cose da molti anni, ma il segreto del suo successo è nel magico modo con cui lo fa. Una maniera che induce il lettore a visualizzare i personaggi, a vedere da vicino le situazioni in cui si trova e, alla fine a capire. Incredibilmente, da un certo momento in poi, non importerà più se quello che succede possa o no essere ascritto al mondo della fantasia, perchè noi lo vedremo accadere sotto i nostri stessi occhi, occhi che da quel momento avranno qualche piccolo problema a chiudersi, la sera, quando tutto è già accaduto e noi sappiamo anche come è finito.
    E se molti sono i suoi imitatori, il solo e unico Re riesce sempre a creare una strana alchimia, sconosciuta anche ai più bravi tra i suoi omaggiatori, che indurrà il lettore a desiderare di saperne di più. E il regalo più grosso che King fa al suo lettore è appunto questo: i suoi personaggi sono talmente vivi che sarà più facile continuare a pensare a loro, piuttosto che riporli insieme al libro e dimenticarli così.
    Nell'introduzione King, come ormai ci ha abituati da tempo, ci racconta qualcosa di se. E le cose che dice ce lo rendono più vicino, e terribilmente umano. Mentre le note a fine libro ci dicono qualcosa di più sui racconti. Ma attenzione: si tratta di Note dal Crepuscolo, e quello è un luogo difficile da lasciare. Anche per chi ci si è trasferito volontariamente.

    Anna Maria Pelella

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    Mircalla64 said on Dec 2, 2010 | Add your feedback

  • Di tutte le sue raccolte di racconti questa è quella che mi ha entusiasmato meno. Troppo prevedibilmente nel suo stile.

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    Giulina said on Jan 14, 2012 | Add your feedback

  • a volte si cammina, a volte si zoppica, a volte si corre, a volte si cade.

    Premessa necessaria ma non sufficiente: amo King. E lo amo perchè? Perchè l'ho scoperto quando ero un ragazzino pieno di "wow!", e a quei tempi King di "wow!" ne offriva tanti.
    Oggi...oggi un pò meno, anche se non so dire se per colpa sua o per colpa mia. Lui, in fin dei conti, continua a raccontar ... (continue)

    Premessa necessaria ma non sufficiente: amo King. E lo amo perchè? Perchè l'ho scoperto quando ero un ragazzino pieno di "wow!", e a quei tempi King di "wow!" ne offriva tanti.
    Oggi...oggi un pò meno, anche se non so dire se per colpa sua o per colpa mia. Lui, in fin dei conti, continua a raccontare quello che vuole raccontare, per cui da parte sua l'assoluzione è già compresa nel peccato. Io invece chissà.
    Tutto questo, però, sospetto sia un modo per poter dire che i libri di King non sono più belli come una volta, ma senza dargli la colpa. Sarebbe come ammettere che un giorno hai aperto la porta del bagno, e ci hai trovato dentro Dio in persona con la cacarella. Ma come, Dio, non dovresti essere perfetto? Eh, di solito lo sono, ma sai: la cucina messicana... E allora tu chiudi la porta, e te ne torni in salotto facendo finta di niente, mentre inizi ad accusare te stesso.
    In questo caso, Dio ha partorito una raccolta di racconti, e devo dire di averli accolti con un sospiro di sollievo: non si può parlare certo di miracolo come fu per esempio ai tempi di Scheletri, o di A Volte Ritornano, ma comunque di materiale buono ce n'è, eccome.
    L'impressione che rimane, alla fine della lettura, è un pò discordante. Ci sono episodi molto riusciti, altri che lasciano il tempo che trovano, altri ancora ti danno l'impressione di trovarti davanti ad un vecchio amico che ha cambiato interessi, e ti parla di cose che piacciono più a lui che ha te. La conversazione quindi è un pò a senso unico, con lui che ti parla - per dire - dei pregi della pesca con la mosca, e tu che ti limiti ad annuire e a prendere atto.
    Chi conosce King da tanti anni come me credo mi capirà. Agli altri consiglio di iniziarne la lettura partendo dai libri precedenti, più vecchi sono meglio è. Fermo restando che questo è più che buono, con parecchie punte acuminate.
    Non mi metterò a recensire i racconti uno per uno, ma tra quelli che ho apprezzato di più mi va di citare il Lovecraftiano "N.", o i particolari Il Sogno di Harvey e Pomeriggio del Diploma. Qualcuno li ha tacciati di inconcludenza, a me hanno fatto l'effetto opposto. Non avranno una trama articolata, ma riescono a portare avanti perfettamente le atmosfere che sono state evocate. Esercizio di stile forse, o storie frutto di una lucida visione. Meglio la seconda ipotesi.

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    EVOCUOCO said on Jan 11, 2012 | Add your feedback

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