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Al culmine della disperazione

By Emil M. Cioran

(470)

| Paperback | 9788845914140

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Book Description

In questo libro, concepito come una "sfida al mondo", tutto è negazione della misura, violazione del limite, talora sino al paradosso; e tuttavia tra sangue, fuoco, risa demoniache, slanci lirici e interrogativi che sconfinano nell'iperbole, si insin Continue

In questo libro, concepito come una "sfida al mondo", tutto è negazione della misura, violazione del limite, talora sino al paradosso; e tuttavia tra sangue, fuoco, risa demoniache, slanci lirici e interrogativi che sconfinano nell'iperbole, si insinuano osservazioni acutissime, sintesi taglienti che fanno intuire le future folgorazioni: sotto il ribollire di un magma denso di detriti letterari, sotto le esplosioni di un lirismo sfrenato già si colgono un piglio personalissimo, una mano sicura e impietosa.

34 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Da masticare con lentezza, conservando qualche pagina per ogni giorno. Peccato per la misoginia marcata che emerge quasi all'improvviso e in qualche modo distrugge questo piccolo capolavoro di pessimismo.

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    Maia said on Jan 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La sento la cattiveria di Cioran, la sento montare, sento la sua rabbia che sembra ogni volta esplodere e vedo l'odio intrinseco in ogni suo verso, posso quasi toccare il suo disprezzo incollato in ogni sua frase, disprezzo per il mondo, disprezzo pe ...(continue)

    La sento la cattiveria di Cioran, la sento montare, sento la sua rabbia che sembra ogni volta esplodere e vedo l'odio intrinseco in ogni suo verso, posso quasi toccare il suo disprezzo incollato in ogni sua frase, disprezzo per il mondo, disprezzo per l'uomo così com'è... e mi piace. Traspare alienazione da ogni sua pagina, una specie di sconfitta cosmica a cui è condannato l'uomo; accetto il suo non senso di vevere. Tutto è deprecabile e tutto è grottesco nel trionfo dell'assurdo e del paradosso.
    "La coscienza ha fatto dell'animale un uomo, e dell'uomo un demone, ma non ha ancora trasformato nessuno in Dio, a dispetto del mondo che si vanta di averne ucciso uno sulla croce".
    ...magari poi c'è altro, c'è forza, c'è ironia, slancio stilistico, lirica, ispirazione, poesia a volte... Ma non me ne importa nulla, non mi servono ora.

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    Nikos said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Vette di lirica disillusione e stupidità randomiche sulle donne, accompagnate da un ego abbastanza pompato nella sua (comprensibile) esclusività della sofferenza.
    Peccato, perché il disincanto di molti discorsi mi tocca abbastanza nel profondo, benc ...(continue)

    Vette di lirica disillusione e stupidità randomiche sulle donne, accompagnate da un ego abbastanza pompato nella sua (comprensibile) esclusività della sofferenza.
    Peccato, perché il disincanto di molti discorsi mi tocca abbastanza nel profondo, benché come ovvia conseguenza abbia solo un individualismo sfrenato. Certe fesserie sono troppo colossali per sorvolarle.

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    Letz said on Aug 14, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    all'apice della giovinezza

    si può essere più disperati di così a soli 22 anni? forse si, alla nascita.

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    mv said on Jun 11, 2013 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2012/12/19/melanconi… “I rimpianti rendono l’uomo melanconico senza paralizzarlo o vanificarne le aspirazioni, poiché la coscienza dell’irreparabile che comportano è applicabile unicamente al passato, in quanto il ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2012/12/19/melanconi…

    “I rimpianti rendono l’uomo melanconico senza paralizzarlo o vanificarne le aspirazioni, poiché la coscienza dell’irreparabile che comportano è applicabile unicamente al passato, in quanto il futuro resta per certi versi aperto. La melanconia non è uno stato di gravità chiusa in se stessa, dovuta a un’affezione organica, poiché non ha niente della spaventosa sensazione di irreparabile che domina l’intera esistenza, e che si trova in certi casi di tristezza profonda. Anche la melancolia nera è più un umore temporaneo che uno stato costitutivo. Ma anche se così fosse, l’elemento della fantasticheria – che sarebbe impossibile escludere del tutto – non permetterebbe di annoverarla tra le malattie. Formalmente, la melanconia dolce e voluttuosa e la melanconia nera presentano aspetti identici: vuoto interiore, infinito esteriore, indefinitezza delle sensazioni, fantasticheria, sublimazione, ecc.; la distinzione appare evidente solo se si tiene conto della tonalità affettiva della visione. Potrebbe darsi che la multipolarità della melanconia dipenda, piuttosto che dalla sua natura, dalla struttura della soggettività. In tal caso lo stato melancolico, per la sua indefinitezza, prenderebbe forme diverse in ognuno. Privo di intensità drammatica, questo stato è più fluttuante di qualunque altro. Ricco più di virtù poetiche che attive, ha come una grazia trattenuta (ecco perché è più frequente nelle donne), che non sarebbe possibile trovare nella tristezza profonda”.

    (Emile M. Cioran, “Al culmine della disperazione”)

    A parte i dettagli di questo brano, che posso più o meno condividere, devo dire che mentre lo leggevo mi è venuto alla mente il quadro di Munch, e di conseguenza vi metto al corrente di questa associazione mentale che di certo darà una svolta alle vostre esistenze...:)

    P.s.: ultimato il libro, avevo pensato di scrivere le mie impressioni sullo stesso, ma poi ho deciso che è meglio aggiungere un'appendice al brano che ho riportato. Non avrebbe avuto senso ricopiare un altro passaggio e non sarebbe neanche stato facile descrivervi il libro. "Al culmine della disperazione" è una raccolta di riflessioni che l'allora ventiduenne Cioran riversò sulle pagine per sopravvivere a se stesso, alla sua insonnia e alle sue disperate passeggiate solitarie. A parte qualche passaggio che non ho condiviso (non è il caso qui di spiegare le ragioni, ma ad esempio in diversi punti mi è parso misogino), si tratta, in ogni caso, di un libro di rara profondità e che vi consiglio. Non aggiungo altro (anzi, sì, tra parentesi vi consiglio di evitarlo se non vi sentite in grande forma psico-fisica. Oppure sì, visto che l'autore ci dice che se non l'avesse scritto avrebbe posto fine alle due notti).

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on Dec 21, 2012 | Add your feedback

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