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Al di là dei sogni

By Richard Matheson

(237)

| Others | 9788804460282

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Book Description

Il romanzo, da cui è stato tratto il film con Robin Williams, narra lastoria di Chris Nielsen, un uomo che non si rassegna, neanche davanti allamorte, a perdere l'amata moglie Ann.

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Riflessivo... non ho nient'altro da aggiungere. La storia di per se l'ho trovata pesante, non un racconto entusiasmante, ma forse il tema che voleva affrontare l'autore non era tanto l'amore che supera i confini della morte, ma cosa c'è dopo la morte ...(continue)

    Riflessivo... non ho nient'altro da aggiungere. La storia di per se l'ho trovata pesante, non un racconto entusiasmante, ma forse il tema che voleva affrontare l'autore non era tanto l'amore che supera i confini della morte, ma cosa c'è dopo la morte secondo la sua visione. Non posso negare che sicuramente di questo libro mi rimarrà qualcosa durante la mia vita. Forse si è avvicinato più di quanto penso alla mia idea di al di là e per questo mi ha colpito, sopratutto la parte finale che di per se dovrebbe risultare la più noiosa in quanto risulta un surplus all'interno del romanzo per me è stata la più riflessiva. Fatto sta che è una lettura che non nego di aver avuto il piacere di leggere nella mia vita. Per chiunque abbia intenzione di leggere questo libro ormai purtroppo fuori commercio non mi rimane altro da dire che "BUONA LETTURA"...

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    Antonio said on May 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Al di là dei sogni

    davvero poche parole per descrivere questo romanzo: stupendo!!! altra prova che matheson era un genio della letteratura! sicuramente non è un manuale sulla "vita" dopo la morte, ma sicuramente fa riflettere su cosa può esserci quando si muore e come ...(continue)

    davvero poche parole per descrivere questo romanzo: stupendo!!! altra prova che matheson era un genio della letteratura! sicuramente non è un manuale sulla "vita" dopo la morte, ma sicuramente fa riflettere su cosa può esserci quando si muore e come è giusto che sia vissuta una vita, affinchè la nostra anima sia lasciata pura! consiglio a tutti di leggere questo romanzo, peccato solo adesso sia difficile da trovare, ma credetemi se dico che leggere questo libro vale davvero tanto! ;)

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    Jason91 said on Jul 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo spaventoso viaggio di un uomo che vede morire se stesso e attraversando prima il paradiso e poi l'inferno cercherà di convincere la moglie, sua anima gemella, che la vita non finisce con la morte...
    Matheson ha fatto pronunciare a Chris la più gra ...(continue)

    Lo spaventoso viaggio di un uomo che vede morire se stesso e attraversando prima il paradiso e poi l'inferno cercherà di convincere la moglie, sua anima gemella, che la vita non finisce con la morte...
    Matheson ha fatto pronunciare a Chris la più grande dichiarazione di amore che un marito possa fare alla propria moglie.

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    ila said on Jun 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vivere Il Proprio Paradiso Oppure Il Proprio Inferno...

    L’inizio della storia ha spunti interessanti con i suoi imprevisti e la sua continua incertezza. la storia seppur fantastica, risulta credibile e alimenta una sorta di attesa che fa salire il livello di attenzione pagina dopo pagina.

    ...Purtroppo ...(continue)

    L’inizio della storia ha spunti interessanti con i suoi imprevisti e la sua continua incertezza. la storia seppur fantastica, risulta credibile e alimenta una sorta di attesa che fa salire il livello di attenzione pagina dopo pagina.

    ...Purtroppo però ben presto il livello di tensione secondo me scende ed il racconto continua più e più volte nello stesso tipo di situazione. Ogni volta gli stessi dubbi e ogni volta le stesse soluzioni....
    Il finale riprende quota, grazie anche a considerazioni ed aspetti che possono essere oggetto di dibattito "al di là" della storia narrata nel libro: la vita dopo la morte, la re-incarnazione...

    Così e così.

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    John Dispitto said on Feb 28, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Espero que el cielo sea asi

    De verdad que si, un cielo donde hay una biblioteca donde están todos los libros escritos y por escribir es sin duda la versión del cielo que mas me gusta.

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    Cain said on Sep 12, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “Poiché quali sogni possano giungerci in quel sonno di morte, una volta che ci siamo spogliati del nostro mortale affanno, è argomento che merita considerazione”. (Amleto scena I atto III).

    Oltre la morte c’è ancora la vita. Cosa c’è dopo la morte? Esiste un aldilà, un’altra dimensione in cui l’anima, staccatasi dal corpo, trova riposo? Esiste un’altra vita? Sono interrogativi che da sempre attanagliano l’uomo.
    Per chi è credente la ris ...(continue)

    Oltre la morte c’è ancora la vita. Cosa c’è dopo la morte? Esiste un aldilà, un’altra dimensione in cui l’anima, staccatasi dal corpo, trova riposo? Esiste un’altra vita? Sono interrogativi che da sempre attanagliano l’uomo.
    Per chi è credente la risposta è affermativa, dopo la morte esiste un’altra vita, un’altra dimensione in cui è possibile ricongiungersi con le persone che abbiamo perso in vita, per chi non è credente la risposta è ovviamente negativa, tutto finisce con la morte, dopo c’è solo il nulla, l’eterno nulla.
    Un tema complesso, difficile da analizzare, su cui si è discusso parecchio, su cui sono state sviscerate diverse teorie, un tema che Matheson cerca di analizzare secondo i due opposti punti di vista, quello dei credenti e quello dei non credenti, con risultati, a mio modesto parere, solo in parte soddisfacenti.
    E’ doveroso da parte mia fare una premessa, questo libro è stato fonte d’ispirazione per Vincent Ward per il suo omonimo film del 1998 con protagonista Robin Williams, film che a me non è particolarmente piaciuto, una splendida suggestione di immagini e parole poetiche, un bellissimo sogno a occhi aperti che, in sostanza, non ha niente da offrire se non una splendida scenografia e una buona interpretazione da parte del sempiterno Robin Williams(anche se ha fatto di meglio in carriera).
    Beh, sappiate che il film è vagamente ispirato al romanzo di Matheson, non c’è quasi nulla che li accomuna, se non il titolo e i nomi dei protagonisti.
    Christopher è un uomo fortunato…ha avuto tutto dalla vita, una moglie, Ann, dolce, amorevole e perfetta donna di casa, quattro figli sani e intelligenti, un lavoro di successo come sceneggiatore televisivo, una casa accogliente…una vita perfetta la sua, che viene spezzata all’improvviso da un terribile incidente stradale.
    Chris si ritrova all’improvviso nel Limbo, la sua anima rimane imprigionata tra il nostro mondo e l’Aldilà(credenza questa che accompagna da sempre coloro che muoiono di morte violenta o all’improvviso), assiste al dolore incontenibile della moglie, alla disperazione dei figli, senza che lui possa far nulla per alleviare il loro dolore.
    Cercherà in ogni modo di comunicare con loro(le prime pagine del libro più che al film di Ward mi ha ricordato “Ghost” di Zucker), ma invano, fino a quando un medium lo libererà e gli permetterà di raggiungere il Paradiso.
    Qui si riunirà con il suo amato cane, morto anni prima a causa di un attacco epilettico e con alcuni suoi parenti(suo padre, sua madre, i suoi zii), farà la conoscenza di Albert, il suo angelo custode, ma la preoccupazione e il dolore per la moglie non lo abbandoneranno nemmeno per un istante.
    Strani incubi cominceranno a devastare la sua mente e la sua tranquillità, incubi riguardanti sua moglie e che si riveleranno premonitori…la donna infatti, sopraffatta dal dolore, si toglierà la vita finendo così all’Inferno.
    Il dolore di Chris è grande, non potrà più riunirsi a lei, dovrà per sempre rassegnarsi a vederla marcire in un’eternità fatta di dolore e di sofferenza…tutto questo è troppo per lui e decide così di tentare l’impossibile: come un novello Orfeo discende nell’Inferno per riprendersi la sua Euridice.
    Sarà un viaggio lungo e doloroso, ma con la consapevolezza che il profondo legame che li unisce sarà l’unico mezzo con cui poter sperare di portarla in salvo.
    Come scritto sopra tema non facile da affrontare e Matheson ci riesce solo in parte, l’inizio è più che interessante, (la disperata lotta di Chris, le sue emozioni, le sue sensazioni, il suo smarrimento sono coinvolgenti ), purtroppo i dolori cominciano ad arrivare all’inizio della seconda parte, quando Matheson, da nuovo profeta, comincia a buttarsi in un campo, quello religioso-filosofico, che non gli compete affatto.
    Per lo scrittore americano non esistono né Paradiso né Inferno, ma due regni opposti, quello dell’Estate(equivalente al nostro Paradiso) e quello dell’Inverno(equivalente al nostro inferno).
    Il primo mi ha ricordato molto il mondo utopico descritto da Tommaso Moro, un luogo ameno, circondato da foreste, laghi, fiumi, dove non esistono né dolore, né sofferenze, né malattie, dove gli uomini vivono in case che si costruiscono da loro, dove conducono una vita simile a quella che avevano quando erano in vita(mangiano, dormono, lavorano, fanno l’amore, frequentano locali vari), dove regna l’armonia e la pace assoluta.
    Il regno dell’Inverno è ovviamente l’opposto, un immenso e vuoto spazio circondato da colline e percorso perennemente da un gelido vento.
    In questo regno vige ovviamente anche una specie di regola dantesca del contrappasso, quello che si è stato in vita viene completamente stravolto(per esempio Ann nella sua esistenza terrena è stata una perfetta donna di casa ed è quindi costretta nell’Aldilà a vivere in una casa immersa dalla sporcizia, sommersa da cibi che si putrefanno senza un motivo, condannata a pulire una casa che si “auto-sporca” nel giro di pochi secondi) e le paure vengono materializzate(per esempio Ann ha il terrore dei ragni e la sua casa ne viene ovviamente invasa e non ragnetti qualsiasi, ma delle belle e grandi tarantole).
    Una visione dell’aldilà a mio modo di vedere un po’ semplicistica ma, al di là di questo, ciò che più colpisce in negativo è la debolezza della trama, una struggente storia d’amore usata da Matheson come pretesto per dimostrare la sua conoscenza in materia di Aldilà e di vita dopo la morte…l’autore infatti si perde in pagine e pagine di descrizioni di quello che per lui è il Regno dei Cieli, tra improbabili descrizioni di vita, discernimenti filosofici ed etici vari, rimandi alla Bibbia e al Vangelo che, in un contesto come quello iniziale, non c’entrano assolutamente nulla(senza contare che Matheson, in alcuni punti, ha anche la presunzione di essere una sorta di profeta moderno…).
    Confesso che mi sono annoiata parecchio(dopo l’ennesima descrizione del Paradiso Terrestre penso che anche San Pietro in persona si sarebbe rotto un po’ le scatole), più delle volte sono stata tentata di abbandonarlo al suo destino, ma ho deciso di proseguire per curiosità, per vedere come Matheson ne sarebbe uscito fuori e devo dire che ne è uscito piuttosto male, con un finale che, oltre all’irritarmi(di tutto il discorso sulla reincarnazione non ci ho capito un’acca) mi ha lasciato un bel po’ di amaro in bocca.
    Ho voluto conferirgli un voto in più per il commovente discorso sul ringraziamento, ma la mia votazione finale rimane insufficiente.
    Si poteva fare meglio, decisamente…a questo punto preferisco la versione cinematografica, perlomeno vi ho visto più poesia e più eleganza.

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    Banshee said on May 19, 2012 | 1 feedback

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