Al di là del bene e del male

Preludio a una filosofia dell'avvenire

Di

Editore: Giunti Demetra (Acquarelli)

4.1
(1422)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8844031469 | Isbn-13: 9788844031466 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Al di là del bene e del male dichiara già nel titolo e nel sottotitolo i suoi intenti. Tutte le dottrine filosofiche elaborate nel tempo sono, infatti, per diverse che possano sembrare, più o meno consapevolmente prigioniere della morale. Il pensiero di Nietzsche, spesso frainteso, tocca qui il suo vertice provocatorio e per questo il filosofo - e prima ancora l'uomo - è, come egli stesso si definisce, assolutamente solo.
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  • 5

    “Ora ride il mondo, l’orrendo sipario si squarcia, è giunto il giorno delle nozze per la luce e le tenebre…”

    Nice che dice boh?
    Nice che dice boh boh?
    Non poteva finire altrimenti, da quando questa canzone entrò nelle mie orecchie attraverso Zucchero “Sugar” Fornaciari, con un signor Nice che all’epoca non c ...continua

    Nice che dice boh?
    Nice che dice boh boh?
    Non poteva finire altrimenti, da quando questa canzone entrò nelle mie orecchie attraverso Zucchero “Sugar” Fornaciari, con un signor Nice che all’epoca non conoscevo assolutamente…
    Scherzo naturalmente, in verità qualcosa credo di avere capito del pensiero nicciano.
    Non voglio e, soprattutto, non posso passare per un esperto di filosofia, mancano i fondamenti, ma Nice scrive in maniera chiara e diretta e con un po’ di buona volontà qualcosa si riesce a recepire di quello che espone in questo libro che qualcuno dice rappresenti una cesura con un certo modo precedente di pensare.
    Il suo pensiero si snoda attraverso una severa e drastica condanna delle religioni, e del cristianesimo in particolare che ritiene responsabile dell’annichilimento delle masse con le sue costrizioni, argomento questo a cui dedica ampi e severi passaggi, per continuare con ficcanti osservazioni, per non dire spernacchiamenti, su altri filosofi colpevoli di gabellare verità troppo assolutistiche in un quadro generale che, secondo lui, offriva ben poche certezze.
    Non per questo si propone lui stesso, con il suo pensiero, come faro illuminante di una filosofia all’epoca troppo decentrata dai problemi attuali; al contrario, il suo obiettivo è quello di mettere in discussione il futuro del pensiero umano creando i presupposti o il preludio, come dice nel sottotitolo del suo libro, “per una filosofia dell’avvenire”.

    Avrò effettivamente capito qualcosa del pensiero nicciano?
    Lo spero, anche perché la lettura è stata bella difficilotta, e devo candidamente confessare che qualche volta mi sono allegramente perso in qualcuna delle escursioni filosofiche, pur nella estrema chiarezza dei concetti espressi.
    Resta inteso comunque che ci riproverò senz’altro…

    Link della canzone di Zucchero

    https://www.youtube.com/watch?v=M4apUpLQRl0

    Un libro come questo è chiaramente e letteralmente zeppo di frasi celebri, aforismi e passaggi significativi, ne riporterò solo uno esplicativo per il pensiero nicciano sulla religione:

    “La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, autoumiliazione. C'è della crudeltà e un atteggiamento religioso fenicio in questa fede che è richiesta da una coscienza infrollita, multiforme e dai molti vizi: il suo presupposto è che la sottomissione provoca un dolore indescrivibile, che l'intero passato e tutte quante le consuetudini di un tale spirito recalcitrano a questo absurdissimum, sotto la forma del quale la "fede" gli si approssima.”

    ha scritto il 

  • 4

    "Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andar d’accordo con molti." (p. 48)

    "Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un ab ...continua

    "Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andar d’accordo con molti." (p. 48)

    "Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te." (p. 79)

    "Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi." (p. 81)

    ha scritto il 

  • 0

    Ho un problema con Nietzsche: quando lo leggo, la voce nella mia testa diventa quella di Giampiero Mughini. Non importa se ciò che dice è giusto, sbagliato o interessante. Ogni punto interrogativo pre ...continua

    Ho un problema con Nietzsche: quando lo leggo, la voce nella mia testa diventa quella di Giampiero Mughini. Non importa se ciò che dice è giusto, sbagliato o interessante. Ogni punto interrogativo prende il tono di "IL MILAN SECONDOOO???", i punti esclamativi alternano i "MA DAAAIII!!!" ai " SUVVIAAA!!!". Com'è possibile la lettura, così?

    ha scritto il 

  • 0

    Apollinaire diceva che i tedeschi sono buoni solo quando sono poveri e miserabili, perché in circostanze simili la loro pesantezza di spirito ha la migliore incidenza. Forse è per questo che alcuni di ...continua

    Apollinaire diceva che i tedeschi sono buoni solo quando sono poveri e miserabili, perché in circostanze simili la loro pesantezza di spirito ha la migliore incidenza. Forse è per questo che alcuni di loro sono stati eccelsi in alcune arti, come la musica o come la letteratura. Ma povertà e miseria sono parole cassetto, sono concetti generici, fuorvianti, uno dice miseria e l'altro pensa a uno stipendio molto basso, alla perdita di un impiego, o al barbone vicino casa, io magari penso a un musicista costretto a sentire solamente la merda che propinano nel posto di lavoro, ma i significati di miseria sono molti altri. Per un musicista, cosa c'è di più misero della perdita dell'udito? eppure è un fatto che più Beethoven diventava sordo più la sua musica si elevava. La sordità ha elevato la composizione di Beethoven tanto che alcune sue composizioni sono al di là del brutto e del bello, del buono e del cattivo, sono e basta, come le orecchie, per esempio, uno non si ferma mai a dire, le orecchie, che cosa buona, no, si danno per scontate, uguale con certa musica di Beethoven, una bella mente tedesca, non c'e che dire. Io apprezzo l'odio di Apollinaire per i tedeschi, e non perché odio i tedeschi, chi li conosce i tedeschi? però ecco apprezzo l'odio di Apollinaire perché conosco l'odio per la gente, il disprezzo per la moltitudine, il senso di nausea che si attiva quando vedo la massa sopraggiungere. Ammetto però che Apollinaire possa essere stato troppo influenzato dalla trincea e dalla guerra e dal fatto che a mitragliarlo erano i tedeschi, ma chi sono io per giudicare? voglio vedere a rimanere impassibili in circostanze del genere, mi sembra il minimo essere incazzati. Alla fine ho comunque il sospetto che la miseria e la povertà siano circostanze necessarie non solo per i tedeschi ma per tutti (miseria e povertà stanno all'umanità come l'idrogeno sta all'ossigeno per fare l'acqua). Di povertà e di miseria ce ne vorrebbero di più sono due filtri più che validi per alleggerire l'umanità da molti imbecilli, per come la vedo io, che sono lontano parente di Apollinaire e che ho visto la trincea dall'infanzia. Perché siamo tutti in trincea e tutti sotto mitraglia da molto presto, ma la metafora non si vede, a meno che non si sia poveri e miserabili, anche solo un po', non serve essere il più povero e il più miserabile, non serve essere nella tempesta basta un soffio, rauco come un rutto, e la memoria di quel rutto.

    ha scritto il 

  • 0

    Non e' scientificamente provato, questo e' vero, ma storicamente si', che se nel concepimento di un'idea e' coinvolta la Sinfonia No. 9 di Beethoven, allora l'idea concepita sembrerà senza dubbio un'i ...continua

    Non e' scientificamente provato, questo e' vero, ma storicamente si', che se nel concepimento di un'idea e' coinvolta la Sinfonia No. 9 di Beethoven, allora l'idea concepita sembrerà senza dubbio un'idea geniale, un miracolo, un soffio divino. Qualsiasi idea, non importa quale, che sia un'idea tanto assurda come uccidere sei milioni di persone o un'idea tanto folle come montare la tazza del cesso sotto il lavandino, non importa, qualsiasi idea figlia anche della Sinfonia No. 9 di Beethoven vi sembrerà l'unica idea degna di essere realizzata. Per questo motivo ci sono alcune precauzioni all'ascolto. Primo, mai pensare al suicidio mentre si ascolta la Sinfonia No. 9 di Beethoven, a meno che non vogliate davvero morire. Secondo, mai fare sesso non protetto mentre si ascolta la Sinfonia No. 9 di Beethoven, a meno che un figlio non lo vogliate veramente. Terzo, mai ascoltare la Sinfonia No. 9 di Beethoven mentre dovete scegliere tra una soluzione sicura ma poco vantaggiosa e una soluzione impopolare, fatelo solamente nel caso in cui avete seriamente intenzione di mettervi nella merda, che può capitare, talvolta e' un'eventualita' necessaria.

    ha scritto il 

  • 3

    Mixed feelings

    Many of his remarks are incredibily insightful, I'm struck by his perfect grasp of 19th-century culture, and he writes delightfully. Yet there are no arguments for most of his claims, so that most of ...continua

    Many of his remarks are incredibily insightful, I'm struck by his perfect grasp of 19th-century culture, and he writes delightfully. Yet there are no arguments for most of his claims, so that most of the statements contained in this book are likely to be false.

    ha scritto il 

  • 0

    Pressoché perfetto nell'analizzare, in maniera sovente critica e aspra, il lavoro di altri filosofi, Nietzsche mi è qui parso del tutto carente di proposte valide. Classista, misogino, ancora legato a ...continua

    Pressoché perfetto nell'analizzare, in maniera sovente critica e aspra, il lavoro di altri filosofi, Nietzsche mi è qui parso del tutto carente di proposte valide. Classista, misogino, ancora legato a un'idea del tutto identitaria e nazionalista di popolo, ci penserà la Storia del '900 a screditare questo volume (e non mi riferisco all'ignobile propaganda nazista che citava Nietzsche senza averlo minimamente capito, probabilmente neppure letto).
    Quando getta lo sguardo al futuro in modo profetico le sbaglia praticamente in tutti i campi: politica, musica, psicologia, scienza, guerra. Di lì a poco sarebbero arrivati Debussy, Freud (che pure di Nietzsche era figlio), Einstein, la prima guerra mondiale. E Nietzsche sembra non averne alcun presagio.
    Credo che l'aspetto più importante sia il suo antiromanticismo; sono abbastanza certo che questo (sacrosanto in teoria) deriva nella pratica da un altro errore di valutazione: per lui moribondo, in realtà il retaggio romantico (ahinoi? --> è una domanda) sopravvive in molte sue idee ancora oggi.

    N.B. Quanto qui detto si riferisce esclusivamente ad Al di là del bene e del male e non al pensiero di Nietzsche in toto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio libro preferito di Nietzsche....

    Il mio libro preferito di Nietzsche, letto in quinta superiore tramite il quale tra altre cose ho iniziato a costruire la mia etica personale, che è l'unica e sola legge che io segua. PUNTO.

    Mai avuto ...continua

    Il mio libro preferito di Nietzsche, letto in quinta superiore tramite il quale tra altre cose ho iniziato a costruire la mia etica personale, che è l'unica e sola legge che io segua. PUNTO.

    Mai avuto il coraggio o lo slancio per rileggerlo in un momento di maggiore maturità, ma credo che avverrà, una mia rilettura. Magari in lingua originale.

    ha scritto il 

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