Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Al di là del ponte e altri racconti

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

3.4
(90)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 269 | Formato: Altri

Isbn-10: 881700703X | Isbn-13: 9788817007030 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Scocchera

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Al di là del ponte e altri racconti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una donna abbandonata dal marito gli rimane fedele, aspettandolo per anni. Larumorosa famiglia di una sorella sposata porta scompiglio nella casa di unoscapolo. Una ragazza manda all'aria un matrimonio per inseguire il sogno di uninnamorato che ha conosciuto soltanto per lettera. Sono alcune delle vicendenarrate nei quattro racconti di questa raccolta, tra i più celebri che MavisGallant ha pubblicato a partire dalla metà del Novecento. Protagonistiinconsapevoli di passaggi decisivi della vita, gli uomini e le donne di questestorie si muovono tra silenzi, appuntamenti mancati, lunghe distrazioni,vengono ritratti in stagioni, o in attimi, che segnano una rottura.
Ordina per
  • 4

    Facciamo un preambolo. Avete presente quei giudici dei talent show televisivi che, dopo aver visto un candidato, dicono che la prova era perfetta, l’esecuzione perfetta, l’intonazione perfetta, tutto così perfetto che non gli è arrivato? Questa frase, il “non mi sei arrivato”, negli ultimi tempi ...continua

    Facciamo un preambolo. Avete presente quei giudici dei talent show televisivi che, dopo aver visto un candidato, dicono che la prova era perfetta, l’esecuzione perfetta, l’intonazione perfetta, tutto così perfetto che non gli è arrivato? Questa frase, il “non mi sei arrivato”, negli ultimi tempi si sente molto: serve a spiegare che a volte la sbavatura, la personalizzazione, rende tutto più caldo e ci apre l’anima. Ecco, il “non mi sei arrivato” è ciò che inizialmente ho provato con questo libro.

    La Gallant è così brava, che a leggerla ci si sente piccoli e insulsi esserini senza significato. È così perfetta, però, che, nonostante descriva situazioni intime, lo fa in modo così freddo e distaccato che si sente il gelo addosso e attorno il vento che ulula e fa sbattere le imposte.
    Giravo le pagine del primo racconto e non riuscivo ad entrarci, non mi restavano in mente nemmeno i nomi dei protagonisti, niente. E mi dicevo: possibile? Possibile che il mio sguardo non riesca a bypassare il suo e penetrare nella storia? Possibile, perché così era.

    Ma poi.

    Finito il capitolo e chiuso il libro, non subito, dopo qualche giorno ci ho ripensato. Ed è stato in quel momento che la storia mi è entrata dentro, con tutto il suo peso e la sua tristezza: sbadam! E l’ha fatto in un modo che caspita! Caspita! E caspita al cubo! Questa scrittrice non è un’insensibile cronista: ha la capacità di comprendere tutto ciò che c’è dietro e dentro un fatto, uno stato d’animo, un sentimento. Ma ancor più, ha l’ammirevole dono di riprodurlo senza apparentemente dargli alcuna sfumatura. Apparentemente. Perché in realtà, impercettibilmente, lei ci porta a sentire la stessa solitudine di un morente, lo stesso dolore di una donna tradita, e ciò che la distingue dagli altri, è che ognuno di noi rapporterà questo alla propria realtà senza essere condizionato dal suo punto di vista. Perciò non è fredda, è molto intelligente. Arriva dopo. Se ci pensate. Perché se non ci pensate amen, avete solo passato qualche oretta su un libro.

    Tuttavia alcuni passaggi, messi lì quasi per caso in mezzo alle narrazioni, sono stiletti che non feriscono semplicemente, squarciano il petto in due, senza possibilità di ricucirlo. Si ha la sensazione di essere presi in pieno cuore da un miope e imbranato lanciatore di coltelli. E di essere soccorsi da uno che ha imparato a operare sull’Allegro chirurgo.

    Il libro è composto da quattro racconti lunghi, a me è piaciuto molto “La moglie musulmana” con la sua fine aperta di nessuna speranza verso un uomo amato; e moltissimo, ma missimissimissimo (sono ancora qui che tiro su col naso dopo averlo letto) “La remissione”, dove il ritorno alla vita e il dimenticarsi di un uomo, avviene già durante il suo funerale (o prima?).

    Credo che lei sia una di quelle scrittrici che non dovrebbero mancare nella lista dei libri da leggere prima di morire. Io l’ho fatto per caso. Per fortuna.

    ha scritto il 

  • 0

    Come l'anatra

    Non posso esprimermi in stellette, o meglio: sarebbero 4 secondo una valutazione pseudoggettiva, 3 secondo la mia pancia. Insomma, come l'anatra agli agrumi che ho assaggiato qualche tempo fa, sono indiscutibilmente molto buoni, questi racconti di Mavis Gallant, ma non incontrano il mio gusto! ...continua

    Non posso esprimermi in stellette, o meglio: sarebbero 4 secondo una valutazione pseudoggettiva, 3 secondo la mia pancia. Insomma, come l'anatra agli agrumi che ho assaggiato qualche tempo fa, sono indiscutibilmente molto buoni, questi racconti di Mavis Gallant, ma non incontrano il mio gusto!

    ha scritto il 

  • 3

    I protagonisti di questi racconti della Gallant sono completamente sradicati da una dimensione spaziale accogliente e definita, da un contesto familiare preciso, inossidabile, e questo mi piace. Sono esuli senza patria, privi di una terra che li raccolga e li protegga, che funga da collante tra l ...continua

    I protagonisti di questi racconti della Gallant sono completamente sradicati da una dimensione spaziale accogliente e definita, da un contesto familiare preciso, inossidabile, e questo mi piace. Sono esuli senza patria, privi di una terra che li raccolga e li protegga, che funga da collante tra luogo e personaggio (come può essere il Canada per Alice Munro) nel corso dell’intera vita. Vi è tuttavia una durezza, nello stile narrativo, e a tratti un’impersonalità che mi allontana.

    ha scritto il 

  • 3

    " forse uno scrittore è, in realtà, un bambino sotto mentite spoglie, con la capacità propria dei bambini di vedere gli adulti lucidamente, di descrivere con precisione un'atmosfera, di improvvisare quando cerca di di dare un senso al comportamento dei grandi. "

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbero tre stellette e mezzo, a dire il vero. Non amando il format letterario dei racconti, e' difficle che io possa essere entusiasta. Ma ci sto mettendo tutta la mia buona volonta' per capire ed approfondire, sto dando una chance a diversi scrittori. Niente male, scrittura secca, tagliente, ...continua

    Sarebbero tre stellette e mezzo, a dire il vero. Non amando il format letterario dei racconti, e' difficle che io possa essere entusiasta. Ma ci sto mettendo tutta la mia buona volonta' per capire ed approfondire, sto dando una chance a diversi scrittori. Niente male, scrittura secca, tagliente, disincantata visione della realta'..ma niente applausi, ecco.

    ha scritto il 

  • 3

    Riconosco la bravura della Gallant nel creare racconti in cui si riconosce un tratto comune, uno stile personale, in qualche modo "femminile e femminista"; racconti descrittivi, di situazioni, stati d'animo, sentimenti di personaggi sospesi e imperfetti, incerti sulle migliori strade da prendere. ...continua

    Riconosco la bravura della Gallant nel creare racconti in cui si riconosce un tratto comune, uno stile personale, in qualche modo "femminile e femminista"; racconti descrittivi, di situazioni, stati d'animo, sentimenti di personaggi sospesi e imperfetti, incerti sulle migliori strade da prendere. Però preferisco la Munro, visto che le due scrittrici sono state più volte accostate qui su Anobii, mi sembra più concreta, più vicina al mio modo di vedere le cose. Anche io ho apprezzato maggiormente "La remissione" - come andarsene in punta di piedi, mi piace - e "Al di là del ponte" in cui un amore nasce seguendo vie molto traverse, assai laterali rispetto al boulevard del romanticismo che tutti frequentano.

    ha scritto il 

  • 4

    Mavis Gallant fa una prefazione a questa sua raccolta di racconti che consiglio di leggere prima e dopo la lettura del libro. E' affascinante leggere il "perchè" dello scrivere, è affascinante conoscere la scrittrice che parla della genesi del suo lavoro. Per chi come me ama i racconti diventa qu ...continua

    Mavis Gallant fa una prefazione a questa sua raccolta di racconti che consiglio di leggere prima e dopo la lettura del libro. E' affascinante leggere il "perchè" dello scrivere, è affascinante conoscere la scrittrice che parla della genesi del suo lavoro. Per chi come me ama i racconti diventa quasi il penetrare un segreto e una tecnica che mai prima in altre raccolte avevo trovato. E come racconta se stessa, con un certo distacco e ironia, la Gallant racconta i suoi personaggi, come visti sotto la lente di un microscopio, come dice Mordecai Richler, suo estimatore e critico, non c'è sentimentalismo nella narrazione, è verissimo. Questo la rende un pò fredda e distante ma in fondo è anche la sua originalità.Distacco e sinteticità sono le due cifre dei racconti della Gallant insieme alla scrittura magistrale.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro. Non vorrei dire una bestemmia nè rinnegare tutte le mie recensione entusiaste sulla Munro. Però qui credo che si sia addirittura oltre. Il racconto "Al di là del ponte" è indescrivibile tanto è perfetto.Mai un aggettivo fuori posto. Sintassi perfetta. Se io fossi una scrittrice non la ...continua

    Capolavoro. Non vorrei dire una bestemmia nè rinnegare tutte le mie recensione entusiaste sulla Munro. Però qui credo che si sia addirittura oltre. Il racconto "Al di là del ponte" è indescrivibile tanto è perfetto.Mai un aggettivo fuori posto. Sintassi perfetta. Se io fossi una scrittrice non la leggerei mai. Impossibile reggerne il confronto. Devo mettere nella lista dei desideri almeno un altro suo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    NARRATRICE MOLTO PARTICOLARE

    Mavis Gallant è una scrittrice canadese, dedita soprattutto alla forma narrativa del racconto.
    La su narrativa è molto diversa da quella della Munro o della Atwood, per riferirsi ad altre sue note conterranee. In questa raccolta ve ne sono quattro, datati fra il 1963 e il 1993. Sono raccont ...continua

    Mavis Gallant è una scrittrice canadese, dedita soprattutto alla forma narrativa del racconto.
    La su narrativa è molto diversa da quella della Munro o della Atwood, per riferirsi ad altre sue note conterranee. In questa raccolta ve ne sono quattro, datati fra il 1963 e il 1993. Sono racconti che non sono imperniati sul verificarsi di un evento speciale - talora l'evento è prevedibile e atteso - e che vedono all'opera personaggi anche numerosi, attorno al, o la, protagonista, tutt'altro che caratterizzati dall'unità di tempo e spazio. Si tratta piuttosto della creazione della storia di un, o una, protagonista, ed eventualmente di altri personaggi interagenti, attraverso il fluire di aventi, ricordi, riflessioni introspettive, frammenti di scene o dialoghi selezionati in tempi diversi della vita. Come lettore, più che essere immediatamente afferrato e trainato nello sviluppo della storia, mi scopro a un certo punto di trovarmici immerso - magari nonostante una certa riluttanza iniziale - e di coglierne la ricchezza e l'incisività narrativa quando oramai sono all'ultima pagina. Una lettura, quindi, che richiede disponibilità e impegno, dotata di un suo particolare fascino.
    Il campionario offerto da questo volume è estremamente ristretto, rispetto alla ricchissima produzione della Gallant. In compenso contiene una prefazione dell'Autrice scritta in occasione della pubblicazione, nel nord-America, di un'antologia di oltre 40 suoi racconti- che è molto interessante per quel che riguarda la sua scrittura, e la scrittura in genere. Il suo consiglio conclusivo ai lettori merita di essere riprodotto per intero e fedelmente seguito: I racconti non sono capitoli di un romanzo. Non vanno letti uno dopo l'altro, come se fossero stati composti in sequenza. Leggetene uno. Chiudete il libro. Leggete qualcos'altro. Riprendete il libro in mano dopo un po' di tempo. I racconti sanno aspettare.

    ha scritto il 

Ordina per