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Al este del edén

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Publisher: Círculo de lectores

4.4
(1493)

Language:Español | Number of Pages: 760 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Swedish , German , Polish , Slovenian , Portuguese , Greek

Isbn-10: 8422627914 | Isbn-13: 9788422627913 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 0

    Che soddisfazione arrivare alla fine di questo romanzo con la sensazione di aver letto un piccolo grande capolavoro. I personaggi entrano nell'anima, come non "amarli" tutti anche i cattivi, perchè il pregio di Steinbeck è di presentarli tutti nella loro umanità anche nel male. Certamente il buon ...continue

    Che soddisfazione arrivare alla fine di questo romanzo con la sensazione di aver letto un piccolo grande capolavoro. I personaggi entrano nell'anima, come non "amarli" tutti anche i cattivi, perchè il pregio di Steinbeck è di presentarli tutti nella loro umanità anche nel male. Certamente il buon Le, cinese saggio e il grande Samuel, sono figure che restano scolpite nell'anima, ma che "pena" quando la storia fra fratelli si ripete, con il medesimo copione, amore e gelosia, il più forte che in realtà è il più fragile! Impossibile non andare con il pensiero ai fotogrammi del film ma sconsiglio il confronto, sono due prodotti eccezionali e magnifici.

    said on 

  • 4

    Masterpiece assieme a Furore

    Parlando di saghe familiari,ho trovato quella di Furore più straziante e impattante,nel suo raccontare in modo semplice di persone semplic e misere.
    Inoltre l'ultima parte del libro si trascina un po' più a fatica e a mio parere il personaggio di Kate/Cathy perde un po' di energia. Ad ogni ...continue

    Parlando di saghe familiari,ho trovato quella di Furore più straziante e impattante,nel suo raccontare in modo semplice di persone semplic e misere.
    Inoltre l'ultima parte del libro si trascina un po' più a fatica e a mio parere il personaggio di Kate/Cathy perde un po' di energia. Ad ogni modo,è un libro che mi ha toccato profondamente. Questo e Furore rimangono a mio parere due letture imprescindibili.

    said on 

  • 5

    "La valle dell'Eden" di John Steinbeck

    Qualche tempo fa mi sono dedicata alla lettura del mio primo Steinbeck, La valle del'Eden e non sapevo bene che aspettarmi, forse influenzata dall'omonimo film di Elia Kazan con James Dean e restante cast, strepitosi.
    Però :D
    Il libro in questo caso è un mondo, il film, invece, si inc ...continue

    Qualche tempo fa mi sono dedicata alla lettura del mio primo Steinbeck, La valle del'Eden e non sapevo bene che aspettarmi, forse influenzata dall'omonimo film di Elia Kazan con James Dean e restante cast, strepitosi.
    Però :D
    Il libro in questo caso è un mondo, il film, invece, si incentra su una sola parte della storia narrata dall'autore!
    Una delle prime sensazione avute durante la lettura è che questo sia un romanzo "moderno" perché tocca temi che possiamo sentire ancora come nostri e quindi attuali: se letto nella giusta prospettiva è un libro che va al di là del tempo e che può suggerire ancora oggi moltissimo.
    La posizione di Steinbeck nei confronti del razzismo è ben chiara, per esempio in alcuni passaggi in cui la voce fuori campo del narratore (che coincide con lo stesso scrittore) ci dà ragguagli sulla storia del tempo:
    "E poi le discussioni:
    Si può tenere uno schiavo?
    E perché no, se lo si è comprato in buona fede?
    E poi diranno che uno non può tenere un cavallo. Chi è che mi vuol portare via la mia roba?
    Eravamo tutti là, come uno che si graffiasse da sé la faccia e si insanguinasse la barba."

    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/11/libro-la-valle-delleden-di-john.html

    said on 

  • 0

    Difficile commentare un libro del genere. SI rischia di sproloquiare, ma anche di dire troppo poco. Allora si consiglia di leggerlo, perché si ha la sensazione di aver appena finito di leggere un capolavoro.
    Come non parlare di Li, il cinese dispensatore di saggezze, di Samuel Hamilton pazz ...continue

    Difficile commentare un libro del genere. SI rischia di sproloquiare, ma anche di dire troppo poco. Allora si consiglia di leggerlo, perché si ha la sensazione di aver appena finito di leggere un capolavoro.
    Come non parlare di Li, il cinese dispensatore di saggezze, di Samuel Hamilton pazzo sognatore, di Adam Trask delicato e innamorato di Cathy, la moglie che impersona la perfidia più cattiva. O dei loro figli Cal e Aron, differenti tra loro come la notte e il giorno, ma entrambi dotati di pericolose passioni. E di Will Hamilton, di Abra, dello sceriffo Horace Quinn, di Joe tirapiedi di Cathy, della prostituta Ethel. Ognuno è pennellato in modo perfetto. Ognuno è funzionale e a volte determinante nello svolgimento della storia. Una storia che si dipana attraverso le stagioni, accompagnata dalle fioriture primaverili e dai tristi e ventosi paesaggi autunnali, stagioni che ogni volta danno e tolgono agli uomini che vivono della terra.
    Vedete? Troppi personaggi, troppe situazioni, troppa valle troppi dialoghi sui quali rimuginare per ore, troppa tutto in questo romanzo. Leggerlo è la soluzione.

    said on 

  • 5

    Era tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così completo e così profondamente bello: grazie ad esso sono tornata ad assaporare la vera essenza della letteratura, quella che trova l’equilibrio perfetto tra forma e contenuto, che ti tiene incollato alla storia senza mai banalizzarla, che non r ...continue

    Era tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così completo e così profondamente bello: grazie ad esso sono tornata ad assaporare la vera essenza della letteratura, quella che trova l’equilibrio perfetto tra forma e contenuto, che ti tiene incollato alla storia senza mai banalizzarla, che non rinuncia a cercare il *senso* dell’esistenza mentre ti propone la crudezza della realtà e che ha uno sguardo profondamente partecipe sulla debolezza umana, continuando a coltivare la speranza che il fuoco all’interno dell’individuo non si spenga al cospetto della tragicità della vita e delle convenzioni sociali. Se Furore magistralmente dipingeva il quadro di un’intera categoria di uomini, tratteggiandosi come romanzo “socialista”, La valle dell’Eden si configura invece come un inno alla libertà di scelta del singolo individuo, non solo la libertà di compiere o meno il male, ma anche, e forse soprattutto, quella di accettare o non accettare il perdono dopo averlo commesso. La storia degli Hamilton e dei Trask, così forte e piena di pathos, non è altro che una lunga parabola sulla forza della coscienza individuale e sulla sfida continua dell’accettazione di sé e della propria imperfezione, un viaggio spirituale grazie al quale, arrivati all’ultima pagina, si ha la sensazione di essere persone migliori. Non so cos’altro si possa chiedere a un libro.

    La nostra specie è la sola specie creativa, e ha un solo strumento creativo, la mente e lo spirito individuale dell’uomo. (…) E ora le forze dispiegate intorno al concetto di gruppo hanno dichiarato una guerra di sterminio alla cosa preziosa, allo spirito dell’uomo. Per mezzo di diffamazioni, affamandolo, con le repressioni, la direzione forzata e i possenti colpi di martello del condizionamento, lo spirito libero e vagabondo è continuamente inseguito, impastoiato, attutito, narcotizzato. La nostra specie umana sembra essersi messa sulla triste via del suicidio.
    E io credo in questo: che lo spirito individuale liberamente esplorante sia la cosa più preziosa del mondo. È per questo che io vorrei combattere: la libertà per lo spirito di prendere, senza costrizioni, la direzione che desidera. E contro questo io devo lottare: ogni idea, religione o governo che limita o distrugge l’individuo. Questo è ciò che sono e per questo io sono. Io posso capire perché un sistema costruito in base a un modello debba cercare di distruggere lo spirito libero, perché esso è una cosa per sola forza di analisi può distruggere quel sistema stesso. Lo capisco benissimo, e mi ribello a questo e lotterò per difendere e conservare la sola che ci differenzia dagli animali che non creano.

    said on 

  • 5

    E’ uno di quei libri che dopo averli letti ti fa sentire migliore; è una bella sensazione. E’ come attraversare un territorio aspro, pieno di ostacoli e finalmente arrivare in una valle ridente dove puoi riposare e ti senti libero! Narra le vicende di due famiglie, i Trask e gli Hamilton, che att ...continue

    E’ uno di quei libri che dopo averli letti ti fa sentire migliore; è una bella sensazione. E’ come attraversare un territorio aspro, pieno di ostacoli e finalmente arrivare in una valle ridente dove puoi riposare e ti senti libero! Narra le vicende di due famiglie, i Trask e gli Hamilton, che attraverso tre generazioni mostrano come sia difficile scegliere di vivere la propria vita. Sullo sfondo la storia americana e lo sviluppo economico della California, in particolare della valle del Salinas. Con uno stile limpido, essenziale, ma ricco di poesia Steinbeck ci racconta l’attaccamento alla terra dove è nato, lo stretto rapporto tra territorio e clima con gli uomini e le donne che popolano il suo romanzo, l’amicizia tra i vari protagonisti e gli amori difficili tra fratelli, genitori e figli , marito e moglie.
    Sono tanti i personaggi che emergono dalle pagine e tutti importanti: Adam e Charles, Samuel ,Liza ed i loro nove figli, Aron e Caleb, Cathy- Kate e Abra ed infine il servitore cinese, il fedele e saggio Li che insieme a Samuel si prodiga per gli altri, li accudisce, li cura nel corpo e nello spirito, ma senza interferire nelle scelte e mantenendo la propria libertà . Custode prezioso della famiglia accompagna Adam e i suoi figli fino alla fine. Nel romanzo ci sono molti richiami alla Bibbia, ad un Dio severo e giusto, che a creato gli uomini in maniera che in loro ci fosse un po’ di tutto: cattiveria, bontà, altruismo, egoismo, istinti brutali, gentilezza, gelosia, invidia e amore per il prossimo.Ma nessuno è condannato al proprio destino, perché nessuno è mai completamente cattivo o completamente buono, spetta a noi la scelta e con la volontà possiamo forgiare la nostra vita in modo da essere chi vogliamo essere. E’ un romanzo coinvolgente che ti fa odiare o amare i vari personaggi, ti fa soffrire e arrabbiare per quello che avviene e l’ultimo capitolo, almeno per me è stato così, è davvero straziante, ma ti lascia anche una bellissima sensazione di libertà e speranza.
    Assolutamente il capolavoro di John Steinbeck!

    said on 

  • 4

    Timshel: il senso della vita.

    “La virtù e il vizio furono la trama e l'ordito della nostra prima consapevolezza, e saranno il tessuto dell'ultima, e questo a onta di qualsiasi cambiamento che noi possiamo imporre ai campi, ai fiumi, e ai monti, all'economia e ai costumi. Non c'è altra storia che questa.”


    Ed è p ...continue

    “La virtù e il vizio furono la trama e l'ordito della nostra prima consapevolezza, e saranno il tessuto dell'ultima, e questo a onta di qualsiasi cambiamento che noi possiamo imporre ai campi, ai fiumi, e ai monti, all'economia e ai costumi. Non c'è altra storia che questa.”

    Ed è proprio ripercorrendo le tappe di questa storia, la grande storia dell'umanità intera, che prende corpo East of Eden, romanzo di ampio respiro che attraverso la lunga epopea dei Trask e degli Hamilton, rivisita, in chiave moderna e originale, l'epico racconto della Genesi, mettendone in rilievo tutta la potenza e la sferzante attualità, e ponendo l'accento su quei valori, da esso incarnati, che trascendono il credo religioso e la cultura individuale.
    L'est dell'Eden cui si riferisce il titolo originale, altro non è che la meta figurata dell'ultima generazione di Trask di cui il libro narra le vicissitudini: il paese dove Caino, cacciato dal Paradiso terrestre, andò a stabilirsi e generò la sua progenie. Non è un caso, dunque, che le figure di Caino e Abele, simboli universali dello scontro fratricida, ma soprattutto metafore dell'eterna lotta tra il bene e il male, tra l'impulso e la ragione, tra il rancore e il perdono, costituiscano il leit-motiv su cui è articolata quest'opera, che nella rigogliosa valle del Salinas, terra promessa a volte magnanima, altre ingenerosa, trova il suo ideale scenario.

    East of Eden, con la sua profondità e la sua intensa carica emotiva, è un romanzo corale di cui, pagina dopo pagina, impariamo a conoscere i molti personaggi. Da una parte, i membri della numerosa famiglia Hamilton, che con le tante speranze, i sogni infranti, e l'amara coscienza di un futuro irrealizzabile, fanno capo al patriarca Samuel, sognatore, persona di grande ingegno, ma soprattutto padre, marito e amico amato e insostituibile. Dall'altro lato, i Trask, protagonisti inconsapevoli della vecchia storia che si ripete: la gelosia tra fratelli, la predilezione di un padre per uno dei figli, la durezza verso colui che tra di essi lo ama di più.
    È un libro di forti contrasti quello concepito da Steinbeck, contrasti dove però non c'è spazio per le nette dicotomie: la virtù macchiata dal vizio, la bontà venata di risentimento, la saggezza che sboccia dalla superficialità... Non ci sono contorni precisi nei personaggi di questo romanzo, così come non ve ne sono nella vita reale; vi sono invece infinite sfumature che compaiono in ognuno di loro, nella loro imperfezione, nei loro caratteri difficili o deboli, nelle loro personalità, a volte persino vacue, ma sempre pervase da quell'inarrestabile flusso di umanità cui l'autore dà voce con singolare abilità.
    Solo una figura si sottrae a questa legge, risultando nel contempo la meno umana e la più sconvolgente: Cathy Ames. Non vi sono contrasti in lei, semplicemente perché non ci sono luci a scalfire le sue ombre. Perversa, manipolatrice, sadica, e priva di scrupoli, Cathy è la personificazione stessa del male assoluto, colei che non conosce l'amore ma che dall'idea di esso è profondamente disturbata. La malevola Cathy, apparentemente così vicina al figlio Cal, rivela paradossalmente una pericolosa affinità col più mite Aron: entrambi incapaci di vivere la vita, entrambi destinati, nel loro rifiuto della realtà, a rifugiarsi in un mondo a sé, fino a perirne.
    Per Cathy, oppressa dalle colpe e dalla certezza della propria debolezza, questo sarà il mondo delle bugie, delle false identità, da cui si congederà infine per tornare, nel suo unico istante di vera umanità, alle fantasie infantili di un'innocenza mai realmente posseduta; per il fragile Aron, invece, il rifugio sarà quello dell'idealismo religioso, drammaticamente destinato a frantumarsi nel rovinoso impatto con un'inaccettabile verità.

    Non c'è alcun desiderio di edulcorare la realtà, nella prosa di Steinbeck: efficacemente esplicito, talvolta crudo nel linguaggio, ma sempre impeccabile nelle sue doti di narratore, lo scrittore non esita a raccontarci la vita in tutte le sue sfaccettature, realizzando un romanzo ambizioso, forse persino troppo, ma dotato dell'ineguagliabile fascino dell'onestà.
    E se alcune parti, come la cronaca delle squallide gesta di Cathy, a tratti pesano sul lettore (non per lo stile, ma per il contenuto), il romanzo, dietro un'apparenza lievemente dispersiva, rivela un'architettura semplice ma ben congegnata, dove l'intreccio, l'amaro resoconto della guerra, e le indimenticabili riflessioni dell'autore, trovano la propria collocazione regalandoci una lettura piacevole, appassionante, a volte impegnativa e drammatica, ma mai noiosa. Poco importa che il racconto si dilunghi di tanto in tanto su alcuni dialoghi ridondanti, o che le incursioni di uno Steinbeck bambino, e dei suoi genitori, risultino un po'forzate e tutto sommato superflue: la vastità dei temi affrontati, e la bellezza della narrazione, compensano ampiamente le pecche di un'opera di così grande spessore umano e letterario.

    “In mezzo a tutta la mia incertezza, sono però certo di una cosa: che gli uomini sotto lo strato superficiale di fragilità vogliono essere buoni ed essere amati. In effetti, molti dei loro vizi non sono che tentativi d'infilare scorciatoie per arrivare all'amore."
    Questo ci dice Steinbeck, in una delle sue stupende digressioni sulla vita e la morte, ed è qui, nel dolore per un amore desiderato e calpestato, che affonda le sue radici la tragedia dei Trask.
    Spetterà al ribelle e incompreso Cal, il Caino della situazione (che nel film di Elia Kazan aveva il volto dell'indimenticato James Dean), tormentato dal bruciante bisogno d'amore, e schiacciato dalla convinzione di non avere scelta di fronte al male,
    spezzare l'infausta catena che lega tre generazioni della sua famiglia: quell'eredità macchiata, che è frutto della menzogna, del disonore, dell'infamia; quell'eredità, tanto morale quanto materiale, che pende come una condanna sui discendenti dell'intera stirpe.
    "Tu puoi" gli ricorderà il saggio Li, domestico cinese dall'apparenza umile, ma in realtà vera colonna portante della famiglia, nonché uomo dall'insospettabile sensibilità e l'ancor più fine intelletto. "Tu puoi", così dice la parola ebraica Timshel, e così dissero le Scritture agli uomini.
    E proprio questo è il grande messaggio che Steinbeck vuole comunicarci attraverso le sue pagine: la possibilità di scegliere da che parte stare. Un messaggio davvero rivoluzionario, che da un lato sconfessa l'inveterato mito delle colpe dei padri destinate a ricadere sui figli; mentre dall’altro sancisce solennemente la responsabilità individuale per le proprie azioni.
    “E' facile per pigrizia o per debolezza gettarsi in grembo alla divinità e dire: "Non potevo farci nulla, la via era prestabilita." Ma pensate alla gloria della scelta! E' questo che fa di voi un uomo.”

    Diversamente dalla celebre trasposizione cinematografica, East of Eden non è un'opera romantica: l'amore tra uomo e donna, qui appena accennato, non è altro che un piccolo tassello nel percorso di maturazione dei protagonisti. Il romanzo, invece, è una vera e propria storia di riscatto, di seconde possibilità, di umanità, ma innanzitutto una storia di speranza. Perché l'opportunità di un futuro migliore, di una vita lontana dal vizio e dal veleno della colpa, non è un dono distribuito iniquamente da una divinità capricciosa, bensì l'opportunità che ciascuno di noi ha, nel suo piccolo, di cambiare il proprio destino, di fare della vita il miglior uso possibile, di accendere una volta per tutte quella fiammella che è in grado di dissipare le tenebre, in breve: di scegliere il bene, e di aprirsi all'amore.
    Perché, come ricorda l'autore, quando un essere umano muore “non importa quali fossero i suoi meriti, l'influenza e l'ingegno, se uno muore non amato la vita sarà per lui un fallimento e la morte un gelido orrore.”

    ...E chiudendo il libro, forse nessuno di noi ha cambiato materialmente la propria vita, ma di certo, interiormente, siamo tutti un po'più ricchi e consapevoli.

    said on 

  • 4

    Para pensar...

    La novela más popular de Steinbek, que dio lugar a una famosa película de James Dean.
    Es una historia épica sobre los pioneros de California, que va desde la guerra civil americana hasta la primera guerra mundial y sigue la historia de dos familias, los Hamilton y los Trask y de la terrible ...continue

    La novela más popular de Steinbek, que dio lugar a una famosa película de James Dean.
    Es una historia épica sobre los pioneros de California, que va desde la guerra civil americana hasta la primera guerra mundial y sigue la historia de dos familias, los Hamilton y los Trask y de la terrible presencia de una mujer, Catie, verdadera encarnación del mal.
    Es un libro tremendamente psicológico y filosófico, con evidentes resonancias bíblicas, el mito de Adán y Eva y de Caín y Abel está presente hasta en el nombre de los protagonistas..
    La novela va del bien y del mal y de si es posible para el hombre poder elegir entre esas dos opciones o , por el contrario , está predestinado a una de ellas.
    Es decir, a pesar de que el estilo de Steinbeck, que era periodista, es claro y directo, sin demasiadas florituras, la novela es bastante espesa, sobre todo el primer tercio que se hace enrevesado y donde la historia no acaba de arrancar.
    A partir de la mitad del libro la historia coge forma y se hace más entretenida haciendo que por fin te enganche, buscando un final a la historia.
    Quizás es un libro demasiado profundo para leer en verano, pero los que aprecian la literatura seria y con profundidad lleguen a disfrutar.

    said on 

  • 4

    Yes, you can

    Steinbeck è stata una bellissima e piacevolissima sorpresa.
    Era da tanto tempo che volevo leggere questo libro e approcciarmi così ad un autore di cui non avevo letto ancora nulla ma di cui avevo già sentito parlare.
    A giocare a favore della scelta di questo titolo forse è stato il ri ...continue

    Steinbeck è stata una bellissima e piacevolissima sorpresa.
    Era da tanto tempo che volevo leggere questo libro e approcciarmi così ad un autore di cui non avevo letto ancora nulla ma di cui avevo già sentito parlare.
    A giocare a favore della scelta di questo titolo forse è stato il ricordo (ormai sbiadito) della visione del film di Elia Kazan in cui James Dean interpreta magnificamente il ruolo di Cal Trask.
    E’ difficile recensire questo libro a causa delle varie vicende familiari che si alternano e s’intersecano tra loro durante tutto l'arco del romanzo.
    Il romanzo è una rivisitazione in chiave moderna della vicenda biblica di Caino e Abele e ha come sfondo la valle del Salinas, in California, un moderno Eden dove la terra può rivelarsi madre benevola o perfida matrigna.
    La vicenda, una saga familiare, in cui sono raccontate e s’intrecciano le vite e le vicissitudini di due famiglie, i Trask e gli Hamilton, si svolge durante un arco temporale molto ampio che va dal 1860 alla prima guerra mondiale, un'epoca di grandi trasformazioni soprattutto negli USA.

    Non mi piacciono molto le saghe familiari ma questo libro mi ha fatto ampiamente ricredere.
    La valle dell'Eden è un romanzo che parla di morale, coerenza, dignità; un romanzo sul bene e sul male, sulla scelta, facoltà che ogni essere umano esercita durante la sua esistenza; ma soprattutto questo libro racconta l'umanità e tutto ciò che costituisce la vita delle persone: sogni, paure, ambizioni, amore, odio, virtù, peccato, amicizia.
    Steinbeck scrive con grande intensità il passare delle stagioni e i paesaggi che sono così vividi da imprimersi in testa.
    Un libro avvincente che cattura e coinvolge grazie alla profonda analisi psicologica dei personaggi.
    Gli ho amati quasi tutti grazie alla profondità con cui sono descritti e raccontati; non sono mai banali e piatti ma sono vividi nei pensieri e nelle azioni; non sono speciali o eroici ma umani nel vero senso della parola. Sono proprio come noi.
    Non c'è una storia zuccherosa e neanche eroi, solo semplici esseri umani, che combattono per vincere i loro problemi senza nessuna certezza di vittoria finale.
    Forse i due personaggi che spiccano sugli altri sono il saggio e pragmatico Samuel Hamilton (con il suo ottimismo e l'entusiasmo per la vita) e il servo cinese Li (con la sua grande tenacia e la sua sete di conoscenza) focolare della famiglia Trask e guida spirituale cui tutti si affidano e fanno riferimento. Due personaggi con una grandissima sete di conoscenza e instancabili osservatori del mondo che gli circonda.
    Un altro personaggio che mi ha colpito è stato Cal Trask. Solitario e con un grande senso degli affari, schiacciato dalla bontà, dalla bellezza, dalla perfezione del fratello, anela solo un po' di amore da parte del padre, che gli preferisce il fratello. Lui sa che la sua vita non è stata facile e sa che di certo non lo sarà in futuro; sa che il male può attirarlo e avvolgerlo, per questo combatte con tutta la sua forza per sottrarsi e per cercare la salvezza.
    Sono stata attratta da lui fin da subito con le sue cadute e la sua grande capacità e volontà di risollevarsi. Secondo me è un bellissimo personaggio,
    Altro personaggio sicuramente indimenticabile è Cathy Trask. Credo sia il personaggio più malefico che abbia mai incontrato. Sadica, perversa, diabolica, senza umanità, è la rappresentazione del male in assoluto.

    In tutte le settecento pagine (circa) l'autore americano è bravissimo nel tenere vivo l'interesse del lettore grazie ad una scrittura fluida e piacevole.
    Un libro inquieto e meraviglioso, in cui vi sono tutti gli elementi di cui un buon romanzo ha bisogno: relazione padre e figlio, rivalità tra fratelli, gelosie, le attese disilluse, il sentirsi spregevoli e orribili, l'amore e l'odio, l'elevazione spirituale e le depravazioni più infime del genere umano, il bene e il male che a volte si alternano quasi a confondere i ruoli; tutto ciò è descritto con gran semplicità e intensità.
    Un libro scorrevolissimo, con qualche lungaggine di troppo, con digressioni moraleggianti e filosofiche, alcune ripetizioni e anche difetti ma che porta a riflettere su vari temi soprattutto quello religioso grazie al messaggio della parola Timshel "tu puoi" che ritorna durante tutta la narrazione. Una semplice parola che racchiude l'esistenza stessa dell'umanità, su cui la vita si regge, su cui si basa il romanzo: il libero arbitrio; la possibilità di essere artefici del proprio destino, non di essere predestinati ma di poter scegliere durante la vita la propria strada, grazie alle proprie azioni, buone o cattive, giuste o sbagliate che siano e anche per le peggiori è prevista un'assoluzione, l'importante è chiederla.

    Un romanzo davvero bello, intenso, emozionante e coinvolgente, in grado di stimolare riflessioni sull'eterna lotta tra il bene e il male.

    4,5

    "Il più grande terrore di un bambino è quello di non essere amato, ed essere ripudiato è l'inferno di cui ha paura. Credo che tutti al mondo, più o meno, abbiamo provato il senso d'essere ripudiati. E a questo segue l'ira, e all'ira una forma di delitto come vendetta, e al delitto la colpa: ecco la storia dell'umanità.”

    said on 

  • 5

    Per una volta ho tifato per Caino...
    Libro bellissimo da leggere assolutamente!
    Essendo un po' lungo, consiglio di leggerlo quando si ha un po' più tempo...

    said on 

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