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Al riparo di nulla

Di

Editore: Bompiani

3.8
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845263126 | Isbn-13: 9788845263125 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizia Balmelli

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Marie, una casalinga francese di mezza età, assediata da delusioni e disillusioni progressive, un giorno si addentra per caso in un campo di clandestini vicino al sobborgo in cui abita. I "kosovari", come vengono chiamati in gergo, sostano in quel luogo prima di imbarcarsi su qualche nave da carico per incerte destinazioni. All'improvviso in Marie scatta qualcosa: una pulsione di solidarietà che era seppellita in lei, molto in profondità, o forse l'idea di poter ridare un senso alla sua vita uniforme occupandosi di questa umanità "altra ", condivìdendone il destino o perlomeno il sogno di un più 0 meno probabile riscatto. Ma quando non si possiede nulla e la sopravvivenza è la sola necessità, anche la gratitudine è difficile da trovare. Marie proverà sulla propria pelle, nonostante la dedizione e i sacrifici, che cosa significa veramente non avere più alcun riparo, e ritrovarsi esistenzialmente nudi. E, forse, in estremo pericolo.
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  • 3

    Agrodolce..

    Un libro che è uno schiaffo in faccia perchè è sincero, vero e viene dal profondo raccontando la depressione della protagonista. A volte si preferisce aiutare gli altri piuttosto che se stessi. Non è ...continua

    Un libro che è uno schiaffo in faccia perchè è sincero, vero e viene dal profondo raccontando la depressione della protagonista. A volte si preferisce aiutare gli altri piuttosto che se stessi. Non è una lettura leggera.

    ha scritto il 

  • 0

    Olivier Adam e l’immigrazione in Francia

    È ambientato in una cittadina francese vicino alle coste della Manica, sferzata dalla pioggia e dal vento, il romanzo di Olivier Adam, “Al riparo di nulla” (Bompiani, 2009). La protagonista Marie, mad ...continua

    È ambientato in una cittadina francese vicino alle coste della Manica, sferzata dalla pioggia e dal vento, il romanzo di Olivier Adam, “Al riparo di nulla” (Bompiani, 2009). La protagonista Marie, madre di due figli piccoli, passa le sue giornate sola in cucina...

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/12/olivier-adam-e-l%E2%80%99immigrazione-in-francia/

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti forzato e a tratti realistico. A tratti artefatto e a tratti spontaneo.
    Un scrittura che puoi piacere o meno. Un po' ridondante.
    A me, nel complesso, è piaciuto molto.
    Non è una storia di imm ...continua

    A tratti forzato e a tratti realistico. A tratti artefatto e a tratti spontaneo.
    Un scrittura che puoi piacere o meno. Un po' ridondante.
    A me, nel complesso, è piaciuto molto.
    Non è una storia di immigrazione ma è la storia di una donna, costretta tra 4 mura, 2 figli e 1 marito. E' il racconto di un'implosione.

    ha scritto il 

  • 2

    Marie guarda fuori dalla finestra della cucina: vite in tutto e per tutto simili alla sua si susseguono in file di palazzi sempre uguali. Si ferma ad osservare due donne che parlano: probabilmente anc ...continua

    Marie guarda fuori dalla finestra della cucina: vite in tutto e per tutto simili alla sua si susseguono in file di palazzi sempre uguali. Si ferma ad osservare due donne che parlano: probabilmente anche la loro vita si esaurisce nell'aspettare che il marito torni dal lavoro e i bambini da scuola. Il suo, di marito, si chiama Stephane, e due sono i figli: Lise e Lucas. Nel salotto l'asse da stiro le lancia il suo richiamo: ci sono le camicie di Stephane da stirare. Ma Marie sa già che non lo farà. La quotidianità della sua vita, il silenzio, l'assenza di un senso e una personale predisposizione per le crisi maniaco-depressive fanno il resto. In questa fragile vita di una donna come tante irrompe tutto ad un tratto un episodio che squarcia il velo - se era rimasto qualcosa da squarciare e che non fosse già evidente. Marie in una sera di pioggia mentre sta tornando a casa in automobile fora un pneumatico, e rimane nel buio della periferia con Lucas terrorizzato sul sedile posteriore. Una figura si avvicina, batte sul vetro: è un immigrato, vuole aiutarli. Marie chiede il suo nome: “Jallal”, risponde. Tutto comincia qui, o forse questo è l'inizio del personale vortice all'interno del quale Marie a poco a poco viene risucchiata. Una sorta di fanatismo altruistico si impossessa di lei, la gioia che le dà poter aiutare i rifugiati, anche mettendo a rischio la sua incolumità, non è pari a quella che le ha dato occuparsi della sua famiglia. Mai...

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta Adam allarga il dramma personale (che c'è ed è ben presente anche stavolta) a quello di migliaia di persone che sono costrette a scappare dal proprio paese per vari motivi e approdano in ...continua

    Questa volta Adam allarga il dramma personale (che c'è ed è ben presente anche stavolta) a quello di migliaia di persone che sono costrette a scappare dal proprio paese per vari motivi e approdano in Europa dove le leggi sono sempre più repressive nei loro confronti. Le leggi scritte e quelle non dette come la consuetudine dei poliziotti di ridurre i clandestini in fin di vita (ma anche di ucciderli) lasciandoli agonizzanti (e morti).
    Una prospettiva davvero terribile che racconta di una Francia che in questo è uguale all'Italia.

    ha scritto il 

  • 4

    Uma história sobre os desastres da imigração clandestina e sobre o despertar da consciência da protagonista em relação aos dramas humanos daqueles que, sem nada, a não ser uma esperança de sobreviver ...continua

    Uma história sobre os desastres da imigração clandestina e sobre o despertar da consciência da protagonista em relação aos dramas humanos daqueles que, sem nada, a não ser uma esperança de sobreviver aos infernos de seus países de origem, tentam alcançar uma nova vida em fuga das guerras, da fome, das perseguições. Um retrato da Europa alarmante e, infelizmente, bem pouco ficcional.

    ha scritto il