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Albero e foglia

Di

Editore: Rusconi

3.8
(802)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Finlandese

Isbn-10: A000017809 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Francesco Saba Sardi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
C'era una volta un omino di nome Niggle. Niggle faceva il pittore. Niggle era di quei pittori cui riesconomeglio le foglie che non gli alberi, e di solito dedicava molto tempo a un'unica foglia, nel tentativo di coglierne la forma, la lucentezza, l'iridescenza delle gocce di rugiada sui margini. C'era un quadro che soprattutto lo assillava. Era cominciato con una foglia preda del vento, ed era divenuto un albero. Poi, tutt'attorno e dietro all'albero, cominciò ad allargarsi un paesaggio. Ben presto, la tela divenne così vasta che Niggle dovette procurarsi una scala...
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  • 4

    Il libro comprende un saggio sulle fiabe, due racconti Foglia di Niggle e il Fabbro di Wotton Major, un poema alliterativo "il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm " e la poesia Mitopoeia.
    Per quanto molto interessante il saggio sulle fiabe, quello che più mi è piaciuto di tutto il libro è ...continua

    Il libro comprende un saggio sulle fiabe, due racconti Foglia di Niggle e il Fabbro di Wotton Major, un poema alliterativo "il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm " e la poesia Mitopoeia. Per quanto molto interessante il saggio sulle fiabe, quello che più mi è piaciuto di tutto il libro è stato Il Fabbro di Wotton Majior. Degno di nota anche Foglia di Niggle, molto belli entrambi, ma l'atmosfera che si respira soprattutto ne Il fabbro di Wotton Majior vale da sola l'acquisto del libro

    ha scritto il 

  • 3

    Sempre piacevole Tolkien

    Un concentrato del tolkien-pensiero sulla narrazione fantastico, un paio di racconti che incarnano quanto esposto nel saggio, uno dei suoi "porting" in inglese moderno di un poema in Old English (peraltro, molto riuscito, e corredato di spiegazione sia storica degli eventi, che filologica della v ...continua

    Un concentrato del tolkien-pensiero sulla narrazione fantastico, un paio di racconti che incarnano quanto esposto nel saggio, uno dei suoi "porting" in inglese moderno di un poema in Old English (peraltro, molto riuscito, e corredato di spiegazione sia storica degli eventi, che filologica della versione originale).

    Questo è "Albero e Foglia", opera da consigliare all'amante di Tolkien, ma che probabilmente non acchiapperà il lettore generico di speculative-fiction. Ottimo comunque "Il Ritorno di Beorthnoth, figlio di Beorthelm", vederlo messo in scena deve meritar la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Nuovi occhi

    Amo questo libro. Quando l'ho preso tra le mani in quella libreria non mi aspettavo una meraviglia del genere ma poi l'ho adorato. Questo libro piacerà moltissimo a tutti gli appassionati di Tolkien,é un opera che celebra l'importanza delle fiabe e il valore della fantasia. Le pagine rivelano la ...continua

    Amo questo libro. Quando l'ho preso tra le mani in quella libreria non mi aspettavo una meraviglia del genere ma poi l'ho adorato. Questo libro piacerà moltissimo a tutti gli appassionati di Tolkien,é un opera che celebra l'importanza delle fiabe e il valore della fantasia. Le pagine rivelano la grandezza della mente del suo autore, che ci dona una nuova visione delle cose. Non contiene un semplice saggio sulla fiaba, ma un testo illuminante e originale come solo Tolkien sa fare, due semplici fiabe ricche di significati metaforici e un poema sull'orrore delle battaglie. Un libro che apre la mente.

    ha scritto il 

  • 4

    Miscellanea di testi di JRRT, alcuni anche particolarmente ispirati, utili a comprenderne la poetica.


    Occorre però una guida; segnalo in tal senso il seguente: http://www.anobii.com/books/JRR_Tolkien:_la_via_per_la_… )


    Evidenzio alle p ...continua

    Miscellanea di testi di JRRT, alcuni anche particolarmente ispirati, utili a comprenderne la poetica.

    Occorre però una guida; segnalo in tal senso il seguente: http://www.anobii.com/books/JRR_Tolkien:_la_via_per_la_Terra_di_Mezzo/9788821185588/01a17c2ebf4bba3f4e/ )

    Evidenzio alle pagg.90-91 (saggio "Sulle fiabe", testo fondamentale) un errore di traduzione in italiano che altera pesantemente il significato dell'originale. Di seguito la traduzione corretta:

    "[...] E in ultimo, la più antica e profonda delle aspirazioni, la Grande Fuga: la Fuga dalla Morte. I racconti-di-fate forniscono numerosi esempi e variazioni sul tema, che potrebbe essere considerato genuinamente escapista per non dire codardo. […] Ma i racconti-di-fate sono scritti dagli uomini, non dalle fate, mentre senza dubbio i racconti-di-uomini pensati dagli elfi sono pieni di Fuga dall’Immortalità […]"

    Riporto tutto il paragrafo inglese per migliore valutazione:

    "And lastly there is the oldest and deepest desire, the Great Escape: the Escape from Death. Fairy-stories provide many examples and modes of this — which might be called the genuine escapist, or (I would say) fugitive spirit. But so do other stories (notably those of scientific inspiration), and so do other studies. Fairy-stories are made by men not by fairies. The Human-stories of the elves are doubtless full of the Escape from Deathlessness. But our stories cannot be expected always to rise above our common level. They often do. Few lessons are taught more clearly in them than the burden of that kind of immortality, or rather endless serial living, to which the “fugitive” would fly. For the fairy-story is specially apt to teach such things, of old and still today."

    ha scritto il 

  • 5

    "Foglia" di Niggle" è uno dei racconti più belli che abbia mai letto! *_* Anche gli altri non sono male, e il poemetto "Mitopoeia" è incredibilmente affascinante!Il saggio sulla fiaba è un po' impegnativo ma interessante, avrei voluto avere un professore come Tolkien ^^

    ha scritto il 

  • 3

    Molto belli i due racconti (era talmente suggestiva, la descrizione della stazione di campagna riscaldata dal sole, che per un attimo mi son ritrovata a passeggiare lì, e son rimasta deliziata dalla storia della stella fatata nella torta e dei viaggi nel paese delle fate), mentre i saggi mi son s ...continua

    Molto belli i due racconti (era talmente suggestiva, la descrizione della stazione di campagna riscaldata dal sole, che per un attimo mi son ritrovata a passeggiare lì, e son rimasta deliziata dalla storia della stella fatata nella torta e dei viaggi nel paese delle fate), mentre i saggi mi son sembrati alquanto dispersivi e il poema avrei preferito leggerlo in lingua originale.

    ha scritto il 

  • 4

    Opera all’apparenza disomogenea ma che ha come filo conduttore “le fiabe”, sia da un punto di vista teorico, col brillante ed interessantissimo saggio che apre il libro (soprattutto per chi è appassionato di GdR e, in special modo, per chi si dedica ad imitare, seppure poveramente, il Maestro nel ...continua

    Opera all’apparenza disomogenea ma che ha come filo conduttore “le fiabe”, sia da un punto di vista teorico, col brillante ed interessantissimo saggio che apre il libro (soprattutto per chi è appassionato di GdR e, in special modo, per chi si dedica ad imitare, seppure poveramente, il Maestro nell’attività di subcreazione), sia da quello pratico, con 4 scritti, 2 in prosa e due in versi. Interessante, per gli amanti del mondo altomedievale nordico l’ultimo scritto, “Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm”, soprattutto per le pagine introduttive al racconto stesso che gettano un po’ di luce su un episodio “minore” della storia anglosassone. Vorrei però soffermarmi sul racconto “Foglia, di Niggle” per sottolineare una marcata impressione che ne ho ricavato leggendone alcuni passaggi: in sostanza io credo che tali passaggi denotino un forte carattere autobiografico, convinzione corroborata dalla lettura di “Lettere. La realtà in trasparenza”. Forse faccio prima a segnare i passaggi in questione. Pag. 107: “C’era una volta un omino a nome Niggle che doveva compiere un lungo viaggio. Non aveva voglia di partire, anzi l’idea stessa di intraprenderlo gli riusciva sgradita; e d’altra parte non poteva evitarlo. Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto mettersi in cammino, ma se la prendeva comoda con i preparativi. Niggle faceva il pittore. Non aveva molto successo, anche perché aveva parecchie altre cose da fare. Per lo più le riteneva una seccatura, ma le faceva abbastanza bene, quando proprio non poteva evitarle: ciò che, secondo lui, accadeva troppo spesso.” Come non vedere qui Tolkien, in età matura, prossimo anche lui a dover compiere il viaggio estremo, a cui fin troppo evidentemente l’Autore allude nel testo (un viaggio che non si può evitare e che richiede preparativi…), alle prese in una corsa contro il tempo per finire l’Opus Magnum di tutta la sua vita da scrittore, il Silmarillion (corsa che, come si sa, non riuscì a vincere dato che il Silmarillion uscì postumo), l’opera alla quale lavorò prima di tutte le altre (la Caduta di Gondolin è del 1917) e alla quale si dedicò fino alla fine? Anche il fatto che Niggle faccia il pittore è significativo (perché non il musicista, lo scultore o il falegname?): facile infatti accostare metaforicamente il Professore a un tipo di pittore particolare, che usava le parole. Non sembra forse un grande dipinto il mondo della Terra di Mezzo, così ricco di dettagli e così coerente e dotato di spessore da vederlo quasi davanti ai nostri occhi, vero seppure immaginato? Inoltre quando parla di seccature, come non vedere le attività che lo distraevano dal suo interesse principale, come l’insegnamento, la preparazione degli esami per gli studenti, o i lavori più quotidiani come il taglio dell’erba del giardino piuttosto che i traslochi di cui dovette occuparsi alcune volte durante la sua vita? Oppure a pag. 108: “C’era un quadro che soprattutto lo assillava. Era cominciato con una foglia preda del vento, ed era divenuto un albero; e l’albero era cresciuto protendendo innumerevoli rami e allungando le più fantastiche radici. Strani uccelli erano venuti a posarsi sui ramoscelli, e bisognava occuparsi anche di loro. Poi, tutt’attorno e dietro all’Albero, attraverso gli squarci tra fogliame e rami, cominciò ad allargarsi un paesaggio […]” Anche qui si fa riferimento, velatamente, al Silmarillion la cui genesi è stata proprio come viene descritta la genesi del quadro di Niggle. Inizialmente Tolkien, linguista da sempre innamorato della bellezza della parola, era partito proprio dal suono di una parola, earendel (in antico anglosassone veniva usato per indicare la stella del vespro, Venere), per trarre ispirazione per il personaggio di Eärendil e per la storia della Caduta di Gondolin, il nucleo più antico del Silmarillion; in seguito, negli anni, Tolkien aggiunse numerose altre “foglie” alla prima creando un mondo a sé stante, con tutta la sua complessità, mondo nel quale poi troveranno spazio anche le sue opere più note, lo Hobbit e soprattutto Il Signore degli Anelli; un mondo al quale, come ho detto, egli lavorò indefessamente, cercando di legare insieme le varie foglie per creare un albero (quanto amava la figura dell’albero il Nostro! Si pensi all’importanza degli alberi benedetti di Valinor, Telperion e Laurelin; o all’albero bianco di Minas Tirith) che sembrasse tanto più realistico e coerente possibile; e quando parlo di realistico intendo quello che il Professore intendeva nel suo saggio di apertura di questo libro, “Sulle fiabe”. Un’opera, quest’albero a cui lavorò tutta la vita, che ad un certo punto prese quasi vita propria e cominciò a crescere, quasi sfuggendo di mano al suo Sub-creatore. Il senso di profondità che riesce a dare alla Terra di Mezzo, creando una storia millenaria ricca di avvenimenti, creando leggende, canzoni, linguaggi, usi e costumi, ecc. che, facendone da sfondo, contribuiscono in modo determinante a restituire l’impressione di un mondo vivo, consistente (il che è proprio l’essenza della subcreazione), è esattamente quello che si percepisce guardando il quadro di Niggle che, oltre a crescere a dismisura, lascia intravvedere sullo sfondo altri paesaggi, altre storie. Non voglio dilungarmi oltre, anche se potrei citare altri passaggi nel racconto che è possibile leggere in chiave autobiografica. Nel complesso libro gradevole, anche se personalmente non ho particolarmente apprezzato né il racconto “Fabbro di Wootton Major” né “Mitopoeia”.

    ha scritto il 

  • 5

    ebook scambiabile - Personale - Fiabe - Libri illustrati - Romanzo straniero - Albero e foglia

    Come sempre un libro fantastico di Tolkien. Interessanti anche i vari commenti dello stesso riguardo il mondo delle fiabe, nani, elfi, e molti altri argomenti. Albero e foglia è un racconto sublime uscito da delle mani fatate!

    ha scritto il