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Album fotografico di Giorgio Manganelli

Racconto biografico di Lietta Manganelli

Di

Editore: Quodlibet

4.4
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8874623135 | Isbn-13: 9788874623136 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Ermanno Cavazzoni

Genere: Biography , Non-fiction

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Descrizione del libro
Questo libro riproduce il pacchetto di fotografie - 109 in tutto - che Giorgio Manganelli conservava in casa, abbastanza disordinatamente, e che sono passate alla figlia Lietta. Sono in ordine cronologico, come in un album di famiglia, e ne percorrono la vita. I testi che l’accompagnano sono i racconti fatti a voce su suo padre da Lietta, mentre sfogliava e riordinava le foto: la sua vita, le sue manie, le cose buffe e caratteristiche, le leggende famigliari, i luoghi d’infanzia, le insofferenze furiose, le amicizie, i suoi famosi colpi d’umore; e compongono una specie di romanzo biografico in larga parte immaginario (e in parte anche molto sincero e affettuoso) su questo grandissimo, iperbolico e spesso comico scrittore italiano, ben conosciuto da chi lo ama, ma ancora forse troppo poco letto.
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  • 0

    ALBUM FOTOGRAFICO DI GIORGIO MANGANELLI. Racconto biografico di Lietta Manganelli

    Le biografie non sono tra le mie letture preferite, non sono neanche un appassionato di Giorgio Manganelli, lo conosco poco, ho letto due suoi libri e questo è tutto. Però questa è una biografia particolare: è la figlia Lietta Manganelli a raccontare il padre Giorgio, e lo fa partendo da centonov ...continua

    Le biografie non sono tra le mie letture preferite, non sono neanche un appassionato di Giorgio Manganelli, lo conosco poco, ho letto due suoi libri e questo è tutto. Però questa è una biografia particolare: è la figlia Lietta Manganelli a raccontare il padre Giorgio, e lo fa partendo da centonove fotografie ordinate cronologicamente, che diventano presto, punto di partenza per divagare e raccontarci non tanto lo scrittore, ma l’uomo Manganelli, con tutte le sue debolezze e idiosincrasie.

    E allora veniamo a sapere dei genitori, dei nonni, dove è nato e dove è cresciuto, che da piccolo la madre lo vestiva da bambina perché avrebbe voluto una figlia, fino a quando “mia nonna Amalia dovette rassegnarsi che non era una bambina e cominciò a mettergli i vestiti da maschio”; che al liceo era un pessimo studente ma poi per una compagna di banco che muore, e “in seguito a un sogno fatto comincia a studiare e a scrivere”; o di quando viene ammesso alla Normale di Pisa e la madre appena lo viene a sapere “si lancia in terra, rotolandosi per i prati, dicendo: ‘No, troppo lontano, troppo lontano, ne morrò’”; o del fatto che si è sposato il 23 marzo 1946 malgrado i violenti contrasti con la madre che era contraria: “Il matrimonio ovviamente è durato quattro mesi, il tempo di mettermi in cantiere”. E poi la relazione con Alda Merini (lei minorenne), le sue passioni/tic alimentari, ecc…
    I fatti legati all’attività letteraria di Giorgio Manganelli ci sono, ma diventano quasi marginali. Io ero interessato all’attività dello scrittore, ma presto, leggendo, questo aspetto della sua vita è passato in secondo piano, è rimasto sullo sfondo. Più che sapere del ruolo di Manganelli in Einaudi, mi interessava il suo comportamento con Giulio Einaudi che allungava la forchetta nei piatti dei suoi autori, e Manganelli un giorno offeso se ne va “e con Einaudi non ha più voluto avere niente a che fare”.
    In particolare mi hanno colpito il rapporto di Giorgio Manganelli con la figlia Lietta, un rapporto che ri-comincia quando lei ha 14 anni e la prima volta che si incontrano dopo molti anni… beh, è un incontro molto curioso, surreale. Quando l’ho letto ho riso come fosse una storia inventata, ma non lo è. E poi anche il rapporto tra lui e la moglie, quattro mesi di matrimonio, eppure è rimasta la donna della sua vita, “è sempre rimasta il grande amore di mio padre; è morta il 28 marzo; dopo due mesi esatti, il 28 maggio, è morto lui”.

    È un libro molto godibile, scritto con un linguaggio franco, senza orpelli o infingimenti, come fosse una chiacchierata tra amici. Lietta Manganelli ci racconta del padre e della sua famiglia sapendo ben dosare l’ironia all’interno del racconto, riuscendo a renderlo sempre fresco e leggero.
    Il difetto di questo libro è che si legge tutto d’un fiato e finisce troppo presto; il pregio è che si può aprire a qualsiasi pagina e cominciare a rileggere con una gioia sempre rinnovata.
    http://aaawantedbook.blogspot.it/2013/11/album-fotografico-di-giorgio-manganelli.html

    ha scritto il 

  • 5

    " Non sono sicuro che le parole abbiano un significato - diceva - certamente hanno un suono. E quando finiva un libro diceva: chissà cosa ho voluto dire. "

    "Mia nonna povera donna (qui sopra in una rara foto assieme a lui) voleva essere ricompensata del fatto che aveva avuto un figlio sbagliato, per cui doveva essere almeno un genio, ma mio padre era un cane a scuola fino alle superiori, nel vero senso della parola, è riuscito a farsi bocciare in ...continua

    "Mia nonna povera donna (qui sopra in una rara foto assieme a lui) voleva essere ricompensata del fatto che aveva avuto un figlio sbagliato, per cui doveva essere almeno un genio, ma mio padre era un cane a scuola fino alle superiori, nel vero senso della parola, è riuscito a farsi bocciare in prima elementare, credo non ci sia mai riuscito nessuno, un suo compagno delle elementari che ho trovato se lo ricorda: l'unica cosa che faceva bene erano i compiti di italiano - mi ha detto questo Franco - lui faceva gia i temi, mentre noi facevamo solo pensierini -mi ha detto- ma per il resto era un cane, non ha mai imparato la matematica in vita sua, contava sulle dita anche da adulto, secondo me non perchè ha avuto una professoressa spaventosa alle medie come dice lui, ma perchè era prorpio un rifiuto e mentre tutta la famiglia era matematica, lui stava dalla parte di sua madre, che scriveva poesie, che io ho, anche molto belle, era una letterata, ha studiato da maestra, che nel 1905 non erano tante che andavano a scuola, suo padre (mio bisnonno Isaia, nome molto sospetto, l'altro bisnonno si chaimava Zebedeo, piu sospetto ancora, lasciamo perdere, si c'è un'origine ebraica), allora mia bisnonno Isaia avevndo questa figlia intelligentissima rimasta orfana a 12 anni e poichè a Roccabianca non c'è nessun tipo di scuola se non le elementari, la manda in un collegio a Parma nello stesso momento in cui si risposa e ha un altro figlio, mi zio Mario; cosi lei (mia nonna Amelia) si sente buttata fuori, abbandonata, disperata, infelice eccetera, e diventerà una persona acidissima, infelicissima, con l'unico scopo nella vita di rendere infelici anche gli altri."

    "Mio padre era timidissimo, incavolatissimo, tra l'altro vestito da bambina, secondo me con un trauma psicologico notevole; ed è vero che allora si usava, ma è anche vero che mio padre era brutto, era brutto già allora, cioè nessuno avrebbe mai detto "che bella bambina" vedendo questo tizio con il vestitino da femmina; e infatti lui si difendeva già allora leggendo; è li che si nasconde dietro ai libri già in questa foto"

    "Mia nonna Amelia, Amelia Censi, madre di mio padre, voleva una figlia femmina, ma ha avuto mio padre, in casa mia è successa due volte di fila questa storia, con mia nonna e con mia madre, tutte e due hanno avuto il figlio che non volevano, cioè un figlio lo volevano, ma non quello. Quando è nato mio padre mia nonna aveva gia un figlio maschio di 13 anni, il classico Manganelli, bello, con gli occhi azzurri; allora aveva deciso che adesso sarebbe stata una femmina, "la mia bambina, la mia bambina", diceva quando era incinta; gli ha preparato dei bauli di pizzi, collettini all'uncinetto, vestine, nastri rosa, poi gli nasce questo maschio, già con la faccia che ha sempre avuto, e che era difficile contrabbandare per femmina; e le fà tutti i dispetti del mondo fin da subito; ad esempio nasce di mercoledi, alle quattro di mattina, per mia nonna il martedi è il giorno buono per i miracoli, si deve nascere di martedi, allora non poteva nascere quattro ore prima?
    Quando sono nata io di martedi, e ho fatto quello che lui non ha fatto, "Ah, -diceva mia nonna- ecco, questa si che è mia figlia!" ; ma mia madre avrebbe voluto un figlio maschio, però un figlio maschio che somigliasse a lei: le nasce una femmina, io, che ero invece la fotocopia di mio padre."

    (Pag 14)

    Per me, questo Giorgio Manganelli è un maestro. Da lui mi vengono tutta una serie di pensieri e modi che mi riconosco. Lui è uno scrittore che adesso un pò torna fuori, sennò è sempre piaciuto a pochi. Uno di questi pochi era Italo Calvino, l'altro sono io (he he), scherzo. Ma questo tipo qua è cosi raffinato, imprevedibile, inconcludente, spaziale, delirante, ossessivo che per leggerlo devi amar la parola, il suono che la parola fa dentro la testa. Secondo me questo è uno da cui imparare l'arte. Uno scrittore per scrittori, secondo me. Come dire che ci vuole un ladro per scoprirne un'altro. Quel che ho rubato io, che ho cominciato a rubare le monete dalle braghe di mio nonno poggiate sulla sedia quando lui dormiva il pomeriggio che faceva caldo.E con quelle monete da cinquanta e cento lire mi son comprato la mia prima pistola. Era una Susy con il tamburo e ci mettevi i capus rossi al posto delle pallottole e tirava di quei colpi bang bang ban bang

    Iggy Pop - Bang bang
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=HcUa65cgX9c

    " Non sono sicuro che le parole abbiano un significato - diceva - certamente hanno un suono. E quando finiva un libro diceva: chissà cosa ho voluto dire. "(pag 98)

    Una grande tenerezza per questo uomo qua.

    ha scritto il 

  • 4

    Lietta, figlia di Giorgio Manganelli, tenta un impresa impossibile, raccontarci il padre. Detto così potrebbe essere più semplice del previsto, ma non quando il genitore biografato è il "Manga". Sulfureo, insofferente, malmostoso e indisponente, Manganelli è una pietanza che rimane sullo stomaco. ...continua

    Lietta, figlia di Giorgio Manganelli, tenta un impresa impossibile, raccontarci il padre. Detto così potrebbe essere più semplice del previsto, ma non quando il genitore biografato è il "Manga". Sulfureo, insofferente, malmostoso e indisponente, Manganelli è una pietanza che rimane sullo stomaco. Ma allo stesso modo, è uno degli scrittori ed intellettuali italiani più originali e inclassificabili che il nostro paese ha avuto.
    Pietanza si diceva pesante, ma di quelle che si mangiano con gli occhi, delle quali si gusta il sapore ancor prima di averlo ingerito, libagione piccante ma irresistibile.

    ha scritto il 

  • 0

    pag. 43

    "adesso questo san Giorgio viene, adesso m'ammazza - diceva il drago - ma io cosa ho fatto? perché ce l'ha con me?" e anche la fanciulla da liberare: "brutto deficiente d'un cavaliere, adesso guarda un po' cosa fa! Ma lascialo stare! che cosa ti ha fatto?" La cosa mia di vedere il mondo alla rove ...continua

    "adesso questo san Giorgio viene, adesso m'ammazza - diceva il drago - ma io cosa ho fatto? perché ce l'ha con me?" e anche la fanciulla da liberare: "brutto deficiente d'un cavaliere, adesso guarda un po' cosa fa! Ma lascialo stare! che cosa ti ha fatto?" La cosa mia di vedere il mondo alla rovescia nasce da queste storie qui.

    ha scritto il 

  • 5

    E' come quando vai a trovare una zia che non vedi da tempo e dopo pranzo ti siedi accanto a lei sul divano a guardare le foto del nonno, custodite in una vecchia scatola da scarpe.

    ha scritto il 

  • 4

    manganelli doveva essere un uomo che si nascondeva dietro gli angoli dei palazzi, se non voleva incontrare qualcuno: elusivo, sulfureo, malmostoso, ghignante. la figlia, prodotto di un matrimonio durato quattro mesi, riesce a conoscerlo ormai adulta, di nascosto dalla madre, e il loro rapporto re ...continua

    manganelli doveva essere un uomo che si nascondeva dietro gli angoli dei palazzi, se non voleva incontrare qualcuno: elusivo, sulfureo, malmostoso, ghignante. la figlia, prodotto di un matrimonio durato quattro mesi, riesce a conoscerlo ormai adulta, di nascosto dalla madre, e il loro rapporto restera' a lungo clandestino. questo libro e' il commento di lietta alle foto che il padre conservo' in casa per tutta la vita e che lei ritrovo' dopo la sua morte: per fortuna manganelli, anche dopo questa lettura, resta il personaggio elusivo che a noi piace.

    ha scritto il