Alcatraz

Jack Folla un DJ nel braccio della morte

Di

Editore: Mondadori

3.8
(1172)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804506083 | Isbn-13: 9788804506089 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Un dj italiano, Jack Folla, rinchiuso ad Alcatraz in attesa di salire sulla sedia elettrica, diffonde nell'etere musica e parole. E dai microfoni di un carcere conduce una battaglia contro l'ipocrisia e la mediocrità, lancia un appello per il cambiamento, soprattutto ai giovani. Ha poco tempo e nulla da perdere, e questo gli consente di usare un linguaggio sincero fino alla brutalità. Nei 260 giorni che precedono l'esecuzione, Jack ci lascia la testimonianza di uno sguardo sul mondo franco e spietato, cui nulla e nessuno può sottrarsi.
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  • 4

    Una vera sorpresa Cugia! Il mio primo libro suo, è stata una lettura affascinante.
    Forse un po' stancante il "capitolo giornaliero" ma zeppo di opinioni condivisibili, alcune un po' scontante, altre u ...continua

    Una vera sorpresa Cugia! Il mio primo libro suo, è stata una lettura affascinante.
    Forse un po' stancante il "capitolo giornaliero" ma zeppo di opinioni condivisibili, alcune un po' scontante, altre un po' ripetitive ma sempre estremamente azzeccate al personaggio e alla storia.
    Non sarà sicuramente l'ultimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio la radio

    Può darsi che se fossi stato a conoscenza della vicenda Folla quando questi era ancora in vita, sarei sceso in piazza contro la sua volontà pur di non fargli friggere il culo.
    Il fatto di leggerlo anz ...continua

    Può darsi che se fossi stato a conoscenza della vicenda Folla quando questi era ancora in vita, sarei sceso in piazza contro la sua volontà pur di non fargli friggere il culo.
    Il fatto di leggerlo anziché ascoltarlo in radio, privo della sua musica e dell'inclinazione della sua voce, hanno reso il libro sicuramente interessante e ricco di spunti ma meno avvincente in termini di ritmo.
    Questo libro non ha una trama e si regge unicamente sulle invettive di un condannato a morte immaginario. Non poca cosa ma neanche troppa.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto e riletto, sempre splendido!

    "Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."
    "Nuota controcorrente, fottitene, lascia che ridano. Guardali. Se riesci a vederli diet ...continua

    "Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."
    "Nuota controcorrente, fottitene, lascia che ridano. Guardali. Se riesci a vederli dietro le loro sbarre, ce l'hai fatta, ragazzo. È andata. Sei libero, sei fuori, sei nato."

    Mi piacciono tutti i libri di Diego Cugia, ma questo è il mio preferito in assoluto. Jack Folla, detenuto nel braccio della morte di Alcatraz, non ha più niente da perdere, quindi dice le cose come stanno, le vede come sono davvero. Jack Folla, rinchiuso in attesa della pena capitale, è molto più libero di chi sta fuori. Un libro che, secondo me, lascia qualcosa a chiunque lo legga. Perchè Jack mette il lettore alle strette, lo mette di fronte alla "Alcatraz" personale di ognuno di noi...

    ha scritto il 

  • 4

    La matricola 3957 senza censure, senza timori, con un linguaggio diretto, a volte rude, ci parla della sua vita e della sua Italia, ci insegna a pensare ed a riflettere.
    Ogni piccolo paragrafo è un ...continua

    La matricola 3957 senza censure, senza timori, con un linguaggio diretto, a volte rude, ci parla della sua vita e della sua Italia, ci insegna a pensare ed a riflettere.
    Ogni piccolo paragrafo è una nuova puntata e un giorno in meno all' appuntamento con la sedia elettrica.

    ha scritto il 

  • 1

    Un dj italiano, Jack Folla, rinchiuso ad Alcatraz in attesa di salire sulla sedia elettrica, diffonde nell'etere musica e parole. E dai microfoni di un carcere conduce una battaglia contro l'ipocrisia ...continua

    Un dj italiano, Jack Folla, rinchiuso ad Alcatraz in attesa di salire sulla sedia elettrica, diffonde nell'etere musica e parole. E dai microfoni di un carcere conduce una battaglia contro l'ipocrisia e la mediocrità, lancia un appello per il cambiamento, soprattutto ai giovani. Ha poco tempo e nulla da perdere, e questo gli consente di usare un linguaggio sincero fino alla brutalità. Nei 260 giorni che precedono l'esecuzione, Jack ci lascia la testimonianza di uno sguardo sul mondo franco e spietato, cui nulla e nessuno può sottrarsi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni riga un calcio nel culo alla propria coscienza. Crudo e tenero insieme. Sono contenta che mia figlia l'abbia letto e mi abbia consigliato, spronato, a leggerlo. Credo fosse un messaggio per me. ...continua

    Ogni riga un calcio nel culo alla propria coscienza. Crudo e tenero insieme. Sono contenta che mia figlia l'abbia letto e mi abbia consigliato, spronato, a leggerlo. Credo fosse un messaggio per me.

    ha scritto il 

  • 4

    Alcatraz – Un dj nel braccio della morte è un libro che raccoglie le trascrizioni della prima stagione della trasmissione radiofonica andata in onda dall’Ottobre 1999 al Maggio del 2000 su Radio Rai 2 ...continua

    Alcatraz – Un dj nel braccio della morte è un libro che raccoglie le trascrizioni della prima stagione della trasmissione radiofonica andata in onda dall’Ottobre 1999 al Maggio del 2000 su Radio Rai 2, poi trasposta nel programma televisivo omonimo andato in onda su Rai Due con la partecipazione di Francesca Neri e la voce di Roberto Pedicini.

    Oltre alle trascrizioni, in calce ad ogni puntata ci sono i giorni che mancano all’esecuzione del protagonista.

    Jack Folla è un italiano nato da padre romano e madre statiunitense, che negli Stati Uniti è stato rinchiuso in una cella 3×2 di una prigione che viene chiamata Alcatraz come topos della prigione, in attesa dell’esecuzione sulla sedia elettrica. Non ci è dato di sapere quale fosse il reato che ha meritato la condanna a morte.

    Jack Folla trasmette direttamente dal braccio della morte e oltre a promuovere la musica della sua vita ci regala aforismi che fanno riflettere sulla vita di tutti i giorni, sulla realtà sociale e sugli avvenimenti di cronaca che accadono in Italia in quel periodo.

    Sono molto affezionato a questo libro, forse perché una delle cose che mi ha aperto gli occhi sulla vita e mi ha dato l’impulso a scrivere è stato proprio il programma televisivo di Rai Due quando avevo quattordici anni.

    Un libro che consiglio di leggere a tutti: agli adolescenti perché aiuta a crescere, agli adulti perché apre miriadi di spunti di riflessione su cos’è il mondo e su cos’è questa nostra italietta da quattro soldi. Anche perché ancora terribilmente attuale: sono passati quasi 15 anni e nel nostro stivale non è ancora cambiato un cazzo. Forse c’è bisogno di un condannato a morte che ci insegni di cosa abbiamo bisogno per continuare a vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    "A chi fa comodo tutta questa fame?"

    Nel 1998-1999, lo scrittore e programmista radiofonico Diego Cugia lanciò “Jack Folla - un DJ nel braccio della morte”: un dj italiano, condannato alla sedia elettrica non si sa bene per cosa, detenut ...continua

    Nel 1998-1999, lo scrittore e programmista radiofonico Diego Cugia lanciò “Jack Folla - un DJ nel braccio della morte”: un dj italiano, condannato alla sedia elettrica non si sa bene per cosa, detenuto ad Alcatraz, teneva una trasmissione radiofonica in cui alternava ascolti musicali e monologhi durissimi. La voce, profondissima ed ispirata, era dell’attore Roberto Pedicini.

    La finzione era palese; al di là dell’assurdità della premessa, il penitenziario di Alcatraz è chiuso dal 1963, e nemmeno la sedia elettrica si usa più, sostituita dalla ben più “umanitaria” iniezione di veleno. Eppure la mimesi fu fortissima; moltissime persone ascoltavano la trasmissione convinte di aver veramente a che fare con un condannato a morte, e a lui come tale si rivolgevano in lettere e fax. Un’altra caratteristica era in fatto che la trasmissione, affrontando la sottocultura, la disinformazione della società dei consumi, il disagio economico e sociale, era faziosissima, non cercava di mantenere quella melensa “equidistanza” che va tanto di moda oggi; e, detto tra noi, non c’è niente di male ad essere faziosi, basta che la fazione sia quella giusta. Fu quindi ferocemente odiata ed osteggiata, tanto da destra (ed è scontato) quanto da sinistra (ed è un po’ meno scontato). Probabilmente, se sopravvisse fu proprio per il successo enorme che ebbe, e probabilmente chiuderla facendo valere le accuse di turpiloquio o di scorrettezza politica sarebbe stato uno scandalo ben peggiore. Io non l’ho mai ascoltata, beninteso - salvo qualche puntata a casa di un’amica - ma ne ricordo bene successo e fama. Peccato per un solo scivolone, aver dato credito all’orrenda leggenda metropolitana dei bambini brasiliani venduti ai mercanti di organi come merce da trapianto. Ma tutto il resto...

    Questo libro contiene i testi delle trasmissioni, e una selezione di lettere inviate a Jack Folla. Pur senza l’eccellente voce di Pedicini, ben poca della forza polemica ed emotiva di questi testi è andata perduta. E anche la loro attualità, tanto è vero che la trasmissione è andata in replica non molto tempo fa.

    I podcast possono essere scaricati qui:

    http://www.mediafire.com/?8p1o6u2g4l8t2

    Per la cronaca, Jack Folla non venne giustiziato, perché evase la notte dell’esecuzione.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è una parte di me che adora questo libro per il periodo che rappresenta, ossia la mia adolescenza negli anni '90 e il piacere di ascoltare quel programma in radio che a me, ragazzino, pareva una riv ...continua

    C'è una parte di me che adora questo libro per il periodo che rappresenta, ossia la mia adolescenza negli anni '90 e il piacere di ascoltare quel programma in radio che a me, ragazzino, pareva una rivoluzione. Dall'altra c'è la constatazione di quel che è realmente, ossia un guazzabuglio di ovvietà e filosofia a buon mercato. Tre stelle, una via di mezzo, per far felice il "me stesso" di allora.

    ha scritto il