Alce Nero parla

Vita di uno stregone dei Sioux Oglala

Di

Editore: Adelphi

3.9
(618)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata

Isbn-10: 8845907562 | Isbn-13: 9788845907562 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Traduttore: Rodolfo Wilcock ; Illustratore o Matitista: Orso In Piedi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema "visione di potere", compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi.
Il nome indiano di John G. Neihardt è Arcobaleno Fiammeggiante.
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  • 5

    Racconto molto intenso e dall'alto valore storico e antropologico. Lo metto di diritto tra i migliori libri che io abbia mai letto principalmente per questi motivi ma anche perché Alce Nero è stato ca ...continua

    Racconto molto intenso e dall'alto valore storico e antropologico. Lo metto di diritto tra i migliori libri che io abbia mai letto principalmente per questi motivi ma anche perché Alce Nero è stato capace di svelare, insieme alla sua grande visione giovanile, la sua anima e quella della sua nazione, un popolo che viveva nel grande cerchio della natura in perfetta armonia con essa.
    Quest'uomo di medicina Sioux, della tribu degli Oglala, ha vissuto in prima persona l'epoca dell'incontro con i Wasichu (uomini bianchi) e la distruzione, nel giro di pochissimo tempo, di quel modo di vivere felice e armonioso, partecipando in prima persona alle battaglie contro Capelli Lunghi (Custer) e Wounded Knee. Un racconto epico. Veramente imperdibile per chi ama la storia.

    ha scritto il 

  • 0

    Alce Nero è un personaggio davvero notevole, per tantissimo tempo non ha mai voluto raccontare la propria storia, poi ad un certo punto si è convinto che l'autore di questo libro era la persona giusta ...continua

    Alce Nero è un personaggio davvero notevole, per tantissimo tempo non ha mai voluto raccontare la propria storia, poi ad un certo punto si è convinto che l'autore di questo libro era la persona giusta, che era giusto che la gente sapesse tutto quello che era successo, quindi ha cambiato idea ed io non posso che essere assolutamente contenta per questo.

    Questa storia è una vera e propria poesia, i nomi dei pellerossa, i nomi che loro danno ai mesi che considerano lune (da inizio a fine libro sono riuscita a segnarmi i nomi di tutti e 12 i mesi, io sono nata nella Luna del ghiaccio nella tenda ad esempio), ai punti cardinali...tutto è poesia.

    Sono sempre stata affascinata dalla storia degli indiani d'America ma nonostante questo non ho letto tanto, sapevo a grandi linee cos'era successo, ma qui ho avuto modo di approfondire.
    Mi vergogno enormemente a nome dei "pellebianca" che i Sioux chiamano Wasichu per tutto quello che è capitato. Mi vergogno perchè durante la febbre dell'oro si volevano appropriare delle terre dei Sioux, mi vergogno perchè è stato fatto un accordo che poi non è stato rispettato, mi vergogno per tutti i morti che ci sono stati e che si potevano evitare.

    Questo libro narra tanto, ci sono tante cose serie ma non mancano nemmeno i momenti divertenti, come il capitolo dell'innamoramento di Cavallo Alto, però è ovvio che la maggior parte dei ricordi di Alce Nero è più seria in quanto riguarda la storia del suo popolo attraverso anche quello che è capitato a lui. Notevole la storia della "Grande visione" che lui ha avuto a soli nove anni, notevole perchè lui a quell'età non sapeva cosa farsene, non voleva raccontarla in giro perchè pensava che non sarebbe stato creduto e pensava anche dovesse restare segreta, non sapeva se questa visione avrebbe dovuto aiutarlo a capire certi fatti della vita, della sua gente.Poi capirà. E' molto interessante la storia di tutto quello che accade ad Alce Nero e alla sua tribù ed è bello trovare qui narrate anche le vicende di pellerossa più famosi tipo Toro seduto ma soprattutto Cavallo Pazzo, parente di Alce Nero, che avrà una parte rilevante nella storia.

    Non nascondo di essere stata disturbata un po' da certi rituali (in particolare quello successivo a quando viene ucciso qualcuno), ma ce ne sono anche altri che invece meritano di essere conosciuti, tipo quello della danza dei cavalli che ho trovato molto suggestivo. Se proprio devo fare un appunto diciamo che le storie delle battaglie a volte sono state un po' troppo cruente. Ci sta ovvio, ma sapendo che sono fatti realmente accaduti a volte sono rimasta un po' sconvolta, soprattutto sapendo che a quelle battaglie partecipavano anche dei ragazzini, lo stesso Alce Nero ha partecipato alla prima a soli 12 anni, un po' pochini no?

    Anche la parte della gita europea con lo spettacolo di Buffalo Bill non mi è piaciuta, l'ho trovata piuttosto deprimente, in effetti anche lo stesso Alce Nero non ha apprezzato quel giro. In mezzo a tante cose importanti come l'espropriazione della terra questa parentesi non l'ho trovata particolarmente adatta, ma essendo una biografia ovviamente ci può stare che se ne sia parlato, ma io questa parte non l'ho apprezzata. Fortuna che si è conclusa velocemente.

    Il finale lascia l'amaro in bocca, ma con tutte le premesse che ci sono state non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso.

    Molto bella la parte dell'autore scritta dopo la fine del libro, molto commovente e toccante se si è apprezzato tutto quello che si è letto prima.

    In generale comunque è una lettura che sono contenta di aver fatto perchè era da tanto che ce l'avevo in attesa.

    Vorrei chiudere il mio parere con HOKA HEY!
    che significa "Alla carica!" nella lingua dei Sioux

    ha scritto il 

  • 4

    Da Little Big Horn a Wounded Knee, il racconto di Alce Nero - anzi Cervo Nero, per meglio tradurre - si innalza a livelli di un'epicità talmente assoluta da rendere apprezzabili persino le sue visioni ...continua

    Da Little Big Horn a Wounded Knee, il racconto di Alce Nero - anzi Cervo Nero, per meglio tradurre - si innalza a livelli di un'epicità talmente assoluta da rendere apprezzabili persino le sue visioni, nonostante gli eccessi "psichedelici".

    ha scritto il 

  • 5

    L' Apocalisse dei nativi americani

    Nulla può vivere bene se non in una maniera che si accorda con il modo in cui il Potere del Mondo vive e si muove per compiere la sua opera.
    Milioni di pagine sulla crisi economica, sulla decrescita ...continua

    Nulla può vivere bene se non in una maniera che si accorda con il modo in cui il Potere del Mondo vive e si muove per compiere la sua opera.
    Milioni di pagine sulla crisi economica, sulla decrescita, sulla crisi del mondo occidentale, non spiegano una virgola di più di queste poche parole, pronunciate negli anni '30 da un vecchio stregone Sioux sopravvissuto allo sterminio del suo popolo.
    "Alce Nero parla" è un libro affascinante, di una tristezza e di una elegia infinite, è l'ultimo respiro di una civiltà che abbiamo ucciso e che invece ci avrebbe potuto insegnare un diverso modo di concepire l'esistenza.

    ha scritto il 

  • 1

    E' il libro più noioso che abbia mai letto.
    La descrizione dei sogni poi sembra il resoconto di uno che nella pipa ci abbia messo dell'erba strana.
    L'ho finito di leggere a fatica e solo perchè era ob ...continua

    E' il libro più noioso che abbia mai letto.
    La descrizione dei sogni poi sembra il resoconto di uno che nella pipa ci abbia messo dell'erba strana.
    L'ho finito di leggere a fatica e solo perchè era obbligatorio per la scuola.

    ha scritto il 

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