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Alcyone

By Gabriele D'Annunzio

(335)

| Others | 9788804500001

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24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Le cose belle [nel pineto]

    Ne "Il visone sulla pelle" Doris Day per demotivare
    Cary Grant a instaurare una relazione d'amore con lei

    gli dice: "Ho uno zio socialista".
    Le cose belle succedono sempre agli altri.

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    [radek] said on Sep 7, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Parole come pietre rare

    Non so perché ma a me D'Annunzio non riesce così pesante. Si, a volte se la cava con la retorica dove si comprende benissimo che gli manca l'ispirazione. Però la luce che circola nelle poesie, il ricordo di un estate trascorsa all'ombra del mito, fra ...(continue)

    Non so perché ma a me D'Annunzio non riesce così pesante. Si, a volte se la cava con la retorica dove si comprende benissimo che gli manca l'ispirazione. Però la luce che circola nelle poesie, il ricordo di un estate trascorsa all'ombra del mito, fra Versilia, Foci d'Arno, Firenze, Roma e Circeo, la facilità con cui la parola quando si divincola dalla retorica diventa musica, luce, natura sono inarrivabili. Su D'Annunzio pesa la lontananza del suo italiano colto, raffinato dal nostro, più di quanto pesi su altri poeti. Pesa l'atteggiamento vitalistico, che spesso si fa voluta liberty, decoro floreale, arredo art-nouveau. Al di là di tutto, a volte sono tentata di prendere qua e là parole preziose e farne collezione. Non servono a nessuno come, appunto, i pezzi di una collezione, però fanno bella figura.

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    Barbara said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scrivere una recensione su "Alcyone" è difficile, forse perché si finirebbe per recensire D'Annunzio e quindi un pensiero completo e completamente centrato sulle poesie non potrebbe mai nascere; di conseguenza quelle che propongono non sono opinioni, ...(continue)

    Scrivere una recensione su "Alcyone" è difficile, forse perché si finirebbe per recensire D'Annunzio e quindi un pensiero completo e completamente centrato sulle poesie non potrebbe mai nascere; di conseguenza quelle che propongono non sono opinioni, ma impressioni.
    La passi scolastica ci insegna che "Alcyone" è una sorta di pausa fra l'elitismo de "Il piacere" e il superomismo della produzione successiva, che la raccolta usa in modo abbondante la mitologia greca, trasfigurando il dato reale, e che i testi sono apprezzabili soprattutto per la loro qualità musicale; tutto questo è vero, ma non è abbastanza per definire la raccolta, perché, fra le mie impressioni, c'è anche la ricchezza e l'intelligente uso della poesia precedente, il senso di potenza della natura che circonda l'uomo e il senso di malinconia della parte finale, settembrina, della raccolta.
    Ecco, anche se quello che ho detto non è molto chiaro, credo che sia chiaro che per me "Alcyone" è un libro da leggere, perché "La sera fiesolana" e "La pioggia nel pineto" danno solo un'idea vaga della forza di questa raccolta.

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    Marco M. said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Volevo inserire qui, al posto della solita recensione, la mia relazione sull'Alcyone fatta per l'università, durante il corso di Letteratura Italiana I, dedicato proprio a d'Annunzio, ma sfortunatamente aNobii non riesce a caricarla, ragion per cui m ...(continue)

    Volevo inserire qui, al posto della solita recensione, la mia relazione sull'Alcyone fatta per l'università, durante il corso di Letteratura Italiana I, dedicato proprio a d'Annunzio, ma sfortunatamente aNobii non riesce a caricarla, ragion per cui mi limiterò a dire le cose essenziali.
    Non stimo particolarmente d'Annunzio, né come uomo né come letterato. Ho letto alcuni suoi romanzi, poesie varie ma non mi hanno lasciato molto, anzi, se devo essere sincero, alle volte mi ha annoiato a morte, però devo ammettere che con Alcyone, dopo varie, attente e soprattutto estenuanti letture, ha compiuto qualcosa di veramente eccezionale. A titolo informativo, Alcyone è la terza di sette Laudi (gruppo che, come tante altre "saghe" di d'Annunzio, non verrà mai completato), famosa per il tono "dimesso" e lontano (in parte) dai furori e dagli eccessi superomistici tipici delle precedenti due Laudi, Maia ed Elettra. Dico in parte perché, come volevo dimostrare con la mia relazione, il superuomo dannunziano, mera fotocopia dell'originale nietzschiano, è pur sempre presente, solo con altre sembianze. Le lotte politiche, i discorsi alle masse, le imprese eroiche sono accantonate, per il momento, dal Vate, desideroso di una "tregua" (il primo componimento che apre Alcyone ha come titolo proprio "La tregua") all'interno di una natura che, passando dagli esordi francescano-georgici della prima parte, si libra nel cielo del mito, insieme al poeta, il quale subisce, come altri personaggi all'interno dell'Alcyone, continue metamorfosi, in particolare quella di Glauco, pescatore divenuto dio marino grazie ad un'erba magica, e Icaro, entrambi simboli di un superomismo appunto non abbandonato ma "trasformato". Proprio con Icaro, con il suo fallimento di raggiungere il Sole, meta suprema del poeta, e con la caduta nel mare, si raggiunge il momento massimo e la conseguente discesa verso il tempo e il mondo di nuovo umani, ma permeati di malinconia per la consapevolezza di non essere riuscito nel suo intento di elevazione lirica. Ho dato una summa molto stringata di Alcyone, ma consiglio di prendere un'edizione con note esplicative e introduzioni adeguate affinché sia possibile entrare preparati nel palazzo alcionio, dove le liriche non sono messe a caso, ma secondo un piano ben elaborato e scandito (basta vedere i numerosi manoscritti e taccuini).
    La boriosità di un autore come d'Annunzio è più che nota, ma se si lascia uno spiraglio per alcune poesie degne di essere addirittura musicate (come quelle della seconda parte ma non solo), lontano da pregiudizi precostituiti e basati su luoghi comuni, varrà la pena di leggere Alcyone.

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    Giusal93 said on May 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E tutto il resto è noia.

    Notevolissime le introduzioni, asciutto il commento ai singoli componimenti, ma manca il meglio. La poesia.
    D'annunzio è tutto uno scopiazzamento furioso e riesce qualche volta, solo per caso, quando le parole si incastrano bene. Vacuità sonora.

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    Telperion80 said on Feb 26, 2013 | Add your feedback

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