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Aleph and Other Stories, 1933-69

(Picador Books)

By Jorge Luis Borges

(7)

| Paperback | 9780330237376

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Book Description

434 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Incompreso

    Provo per Borges un sentimento simile a quello che mi attrae a García Márquez, e da entrambi sono respinto: capisco che c'è sotto qualcosa di importante, della letteratura che mi sto perdendo, prendo i loro libri e li leggo - qui con Borges va meglio ...(continue)

    Provo per Borges un sentimento simile a quello che mi attrae a García Márquez, e da entrambi sono respinto: capisco che c'è sotto qualcosa di importante, della letteratura che mi sto perdendo, prendo i loro libri e li leggo - qui con Borges va meglio: di GGM non sono mai riuscito a finire nulla -, e quando ho concluso la lettura mi sembra che la narrazione mi sia semplicemente passata attraverso, senza lasciarmi nulla.

    In realtà di Borges avevo leggiucchiato qualcos'altro che mi era piaciuto di più, pur senza sconvolgermi, ma questi racconti li ho affrontati con uno spirito d'animo diverso, quello di capire la poetica dell'autore, fare un po' d'analisi. Non ci sono riuscito; non l'ho capito.

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    Nelvis said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il problema con questi grandi e celebrati autori è che ci si aspetta meraviglie, e così, quando finalmente si leggono, si rsta inevitabilmente delusi.
    Posso capire il fascino esercitato in chi lo lesse per la prima volta, quando l'autore era sconosci ...(continue)

    Il problema con questi grandi e celebrati autori è che ci si aspetta meraviglie, e così, quando finalmente si leggono, si rsta inevitabilmente delusi.
    Posso capire il fascino esercitato in chi lo lesse per la prima volta, quando l'autore era sconosciuto ai più.
    IO però non vi ho trovato tutto questo fascino.
    Sono bei racconti, alcuni molto interessanti, altri solo gradevoli, ma certo non da urlare alla meraviglia.

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    Xander Lavelle said on Jun 30, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Conviven en esta edición cuentos estupendos, como "El Inmortal" o "Emma Zunz", con otros que a mi criterio no lo son tanto. Por lo menos yo no los he disfrutado de la misma manera, a pesar de la magnífica prosa del autor en todos los casos.

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    Pablo Vega said on Apr 23, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Mentre mangiamo i pop corn la mia ragazza mi dice che ha l'ansia. Come si fa ad avere l'ansia quando mangi i migliori pop corn del mondo? Non me la voglio tirare ma è un fatto, i miei pop corn sono i più buoni del mondo. Passato presente e futuro nes ...(continue)

    Mentre mangiamo i pop corn la mia ragazza mi dice che ha l'ansia. Come si fa ad avere l'ansia quando mangi i migliori pop corn del mondo? Non me la voglio tirare ma è un fatto, i miei pop corn sono i più buoni del mondo. Passato presente e futuro nessuno li fa meglio di me. Ho letto da qualche parte che dei tre tempi il futuro è quasi un non-tempo, perché non ha la consistenza necessaria per affermarsi. Mi sembra che si possa dire lo stesso degli altri due. È anzi molto più logico pensare che il tempo non esiste per niente. Il presente la consistenza non ce l'ha, a meno che non si prendono porzioni di presente, tipo 5 minuti, 20 minuti, 30 secondi. Ma il presente come istante non esiste. E il passato ha la stessa consistenza del futuro né più né meno. Contano solo i pop corn che ti stai mangiando. Altro che ansia. Ogni pop corn che mangi è passato presente e futuro e soddisfa i tuoi sensi e su un sito ho letto che è pure un cibo che fa bene all'umore, e ancora c'hai l'ansia? Ci siamo lasciati per questo. Vabbè non per questo ma anche per questo.

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    (skate) said on Apr 19, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran bel libro.
    In realtà mi è difficile scrivere una recensione, perchè Borges, come sempre, lascia spiazzati ogniqualvolta si finisce di leggere una sua opera.
    Terminato “L'Aleph” ho capito che il bello di leggere Borges è forse proprio quello di ...(continue)

    Gran bel libro.
    In realtà mi è difficile scrivere una recensione, perchè Borges, come sempre, lascia spiazzati ogniqualvolta si finisce di leggere una sua opera.
    Terminato “L'Aleph” ho capito che il bello di leggere Borges è forse proprio quello di lasciarsi trasportare, quasi in trance, durante la lettura per poi rimanere disorientati, con un pugno di mosche in mano una volta terminato il racconto.
    Di fatti troppe sono le scatole cinesi, i giochi di parole, gli intrecci e le volute incomprensioni per permetterci di affermare di aver compreso appieno quanto appena letto.
    Comunque ognuno di questi racconti lascia qualcosa dentro, assieme alla convinzione di aver letto qualcosa di davvero unico nel suo genere. L'eleganza e l'erudizione di Borges non lasciano mai indifferenti.
    Tuttavia non è stato amore a prima vista come per “Finzioni”. In questo “Aleph” i ritmi sono un po' più blandi, in certi tratti ci troviamo davanti a dei meri esercizi di stile, in più l'abitudine di Borges di fare lunghe e difficili citazioni di opere di autori, ai più sconosciuti, ha reso noiosa la lettura in più di qualche frangente.

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    ItalianoInAlgeri said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello ma...

    ...inferiore alle mie personali aspettative. Senza nulla togliere alla grandezza di Borges, speravo che mi ammaliasse come Finzioni, ma purtroppo così non è stato.

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    Ermenegildo Guvarsch said on Mar 15, 2014 | Add your feedback

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