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Alessandro Magno

Di

Editore: Einaudi

4.1
(134)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Altri

Isbn-10: 880615169X | Isbn-13: 9788806151690 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Guido Paduano

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , History , Travel

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Descrizione del libro
Le imprese dell'uomo che ha rivaleggiato con gli eroi di Omero e con glistessi dèi, ispirando il modello leggendario che ha appassionato l'Occidente,dagli imperatori romani a Napoleone. Un ritratto di forte suggestione daun autore di nitida scrittura.
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  • 3

    Saggio di notevole spessore su alessandro magno, che analizza le sue gesta militari, politiche, esplorative più che soffermarsi sugli aspetti meramente biografici. Traduzione un pò datata.

    ha scritto il 

  • 4

    Alessandro Magno lo conosciamo tutti, no? Ha conquistato il mondo, aveva un cavallo di nome Bucefalo ed è morto giovane; il recente film di Oliver Stone ha inzigato l'idea che fosse un pochetto gaio. ...continua

    Alessandro Magno lo conosciamo tutti, no? Ha conquistato il mondo, aveva un cavallo di nome Bucefalo ed è morto giovane; il recente film di Oliver Stone ha inzigato l'idea che fosse un pochetto gaio. La presente biografia ha pregi e difetti. I difetti stanno nella sua tecnicità, poco o niente lascia alla fantasia, si attiene alle fonti autorevoli (scarse, ed è una sorpresa), specula scientificamente su quelle discordanti. I pregi stanno tutti in Alessandro perchè alla faccia delle fonti parziali ed inquinate e della freddezza del biografo si evince che questo macedone, ricco ed apparentemente rozzo come il figlio di un oligarca russo, era un soldato, esploratore, visionario, scaltro, dipomatico, ubriacone unico ed inestimabile. Fosse vissuto più a lungo, il mondo come lo conosciamo sarebbe alquanto diverso. Ed in quanto alla sua gaiezza, pare che alla fine amò solo Efestione e che ebbe sempre in gran schifo ogni violenza sulle donne. Non so se i dati si colleghino, ma avercene di condottieri così.

    ha scritto il 

  • 3

    possibile

    questo libro ha distrutto l'idea mitologica che mi ero fatta di alessandro il grande. pieno di complessi nei confronti dei genitori, diciamo che non è l'eroe che immaginavamo!!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    La storia, il mito, l'uomo

    Il ritratto di un uomo alla conquista del mondo conosciuto e dell'ancor più vasto mondo interiore in cui il mito, più della realtà, ha giocato un ruolo principale. Un testo dettagliato, ...continua

    Il ritratto di un uomo alla conquista del mondo conosciuto e dell'ancor più vasto mondo interiore in cui il mito, più della realtà, ha giocato un ruolo principale. Un testo dettagliato, appassionante come un romanzo storico, un resoconto di un grande viaggio di guerra attraverso terre inesplorate e sogni prestati alle generazioni del dopo (da Cesare all'ambizioso Napoleone, in molti hanno cercato di percorrere la stessa strada di Alessandro). Il signore della guerra che più di ogni altro ha cercato di unificare Oriente ed Occidente nell'impossibile utopia di un grande paese con molte genti. Un divario tutt'oggi rimasto insanato.

    ha scritto il 

  • 4

    Alessandro Magno 1981

    1981 Robin Lane Fox. Einaudi Editore ,collana I Saggi, prima edizione 1999. Einaudi, prima edizione Tascabili Storia, 2004. Traduzione di Guido Paduano.

    Alessandro è stato per me un personaggio ...continua

    1981 Robin Lane Fox. Einaudi Editore ,collana I Saggi, prima edizione 1999. Einaudi, prima edizione Tascabili Storia, 2004. Traduzione di Guido Paduano.

    Alessandro è stato per me un personaggio mitico fin da bambina. Avevo un libro illustrato "Eroi e miti dell' antichità " ( più o meno ) e una bella illustrazione di Alessandro a cavallo di Bucefalo. Guardavo e leggevo e avevo la testa piena di sogni. Come e perchè Alessandro divenne un mito e un'eroe leggendario lo spiega Robin Lane Fox in questa superba biografia.Da quando l' armata che lo aveva seguito fino all' India apprese la sua morte , la figura di Alessandro si trasferì dalla storia alla leggenda. Radunandosi per deliberare sulle guerre in corso e sulle spartizioni dei territori conquistati, i suoi compagni si disposero attorno al trono vuoto del re, presenza invisibile ma ancora imperiosa. Quel trono vuoto è rimasto nell' iconografia cristiana, simbolo dell' imminente ritorno del Cristo giudice. Nei ritratti, il volto di Alessandro subì l' adeguamento ai connotati psichici che gli erano stati attribuiti: assorto, trasognato, il capo reclino ad ascoltare voci soprannaturali, i capelli a ciocche scomposte. Non poteva presentarsi come un comune mortale colui che non conosceva nè limiti nè ostacoli e che l' oracolo di Ammone, in Egitto, aveva chiamato "figlio di Dio". Un assiduo lavoro mitografico , assimilando le gesta di Alessandro a quelle Eracle e Dioniso, contribuì a collocarlo tra gli dei mentre era ancora in vita. Nella ricerca inquieta della propria identità Alessandro si riconobbe in quelle due divinità e in Ciro, il condottiero persiano. Infinite sono le leggende ispirate al suo nome. Dice Fox che durante le notti di tempesta i pescatori di Lesbo gridano alle onde : << Dov'è Alessandro il Grande ? >>, e si rispondono a vicenda, per rassicurarsi: << Alessandro vive e regna.... >>.Alla storiografia moderna, che non crede all' influenza dell' individuo sugli avvenimenti, Fox risponde che alla personalità di Alessandro è dovuta la grande rivoluzione politica, culturale e ideologica che si verificò al suo tempo. Quella personalità ha costituito per secoli un mito, un tema retorico e un enigma. Aveva avuto un precettore straordinario, Aristotele; ma si allontanò dal suo suggerimento di trattare da uomini solo i greci e gli altri alla stregua di animali. Alessandro, al contrario si fece portatore di un messaggio di fratellanza. Si chiede Fox: è esatto dirlo animato da disegni politici ? In effetti, la vastità smisurata dei territori da lui conquistati sconfiggendo via via tutti gli eserciti che incontrava, e le varietà di costumi dei popoli vinti, gli imponevano di ostentare l' adozione dei loro usi, via via che avanzava. Fa parte di questo atteggiamento il suo matrimonio con Roxane e l' episodio della cena a cui avrebbe invitato i commensali greci a brindare con i nemici vinti, i persiani. Ponendosi al di sopra delle Nazioni, Alessandro assumeva quella sovranità mondiale -quell' assolutismo-che aveva appreso dai nemici secolari della Grecia, quei persiani che voleva sconfiggere per vendicare le antiche offese. ; e questo intento aveva convinto molti greci a seguire i re macedoni. L' incendio spettacolare del palazzo reale a Persepolis, si disse, fu voluto da Alessandro per vendicare la distruzione del Partenone di 150 anni prima. Ma intanto adottava, dei persiani, non solo l' abbigliamento e le armi, ma anche il lusso e quell' etichetta servile tanto odiata dai suoi veterani: la genuflessione. La parificazione etnica, la pace universale furono un' idea utopica perseguita consapevolmente fin dagli inizi o una necessità politica gradualmente intuita ? Non lo sapremo mai. Tutto ciò che riguarda Alessandro è favoloso e irreale. <br />Non manca neppure la condanna da parte di pensatori umanitari e pacifisti di quell' eroe inquieto e insaziabile: flagello dei popoli, bandito, nefasto al genere umano, lo definirono Seneca e Lucano. Fu certamente indecifrabile per le sue contraddizioni; a volte mite, rispettoso dei vinti, generoso, altre volte , preda del vino e dell' ira, feroce, come lo fu distruggendo Tebe e massacrandone gli abitanti che non volevano sottomettersi al re macedone. Allevato da un padre che per primo aveva fatto di un aggregato di feudi un regno, di una molteplicità di milizie private un esercito e aveva chiamato in un paese rozzo e incolto intellettuali e grandi artisti , figlio di una donna dell' Epiro, Alessandro portava sempre con sè uno scrigno con la cosa più preziosa che possedesse: l' Iliade. Sapeva forse che per opera sua la cultura greca si sarebbe diffusa in paesi molto lontani ? Eppure, nella sua essenza, lo spirito greco era l' opposto della monarchia universale che fu attuata da Alessandro. La caratteristica della "politeia" greca era la democrazia: parola inventata appunto dai greci. Alessandro cercò di instaurarla nelle settanta città da lui fondate. Ma quelle idee, da lui esportate nel mondo, si spensero per sempre a Cheronea.

    ha scritto il