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Alex

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.9
(536)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8852021043 | Isbn-13: 9788852021046 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Viviani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    NON leggete la quarta di copertina!

    Ben strutturato, originale rispetto alla gran parte dei giallisti.
    Gli americani sono i peggiori, gli scandinavi sono pesi -anche il vecchio Hole ultimamente non è che si difenda granché.
    Gli italiani ...continua

    Ben strutturato, originale rispetto alla gran parte dei giallisti.
    Gli americani sono i peggiori, gli scandinavi sono pesi -anche il vecchio Hole ultimamente non è che si difenda granché.
    Gli italiani non ne parliamo, si va dai Faletti, ai Carofiglio, ai Camilleri -che ormai ha un'età e sarà anche stanco di scrivere...
    I Francesi me gustano di più: Grangé e soprattutto quello che scrive su Marsiglia, chesemitornassein menteilnomesareipropriocontenta

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro fácil de leer por sus cortos capítulos en los que (casi) siempre pasa algo que afecta directamente a la trama principal y cuyos giros van renovando el interés por ir avanzando páginas. ...continua

    Un libro fácil de leer por sus cortos capítulos en los que (casi) siempre pasa algo que afecta directamente a la trama principal y cuyos giros van renovando el interés por ir avanzando páginas.

    ha scritto il 

  • 0

    Debo decir que me terminado por convencer. Lo empecé reticente por la manera de escribir el autor. Pero la historia me atrajo desde el principio. Giro inesperado que te hace cambiar de opinión respect ...continua

    Debo decir que me terminado por convencer. Lo empecé reticente por la manera de escribir el autor. Pero la historia me atrajo desde el principio. Giro inesperado que te hace cambiar de opinión respecto a la protagonista de la historia en varias ocasiones. Lo tendré en cuenta a la hora de escoger novela nueva ya que tiene continuación, muy posible que caiga en mis manos.

    ha scritto il 

  • 3

    In genere mi dedico ai romanzi gialli quando mi voglio rilassare e invece qui è successo l'opposto, ho dovuto scegliere con cura il libro nuovo perché questa storia mi aveva richiesto parecchia ansia ...continua

    In genere mi dedico ai romanzi gialli quando mi voglio rilassare e invece qui è successo l'opposto, ho dovuto scegliere con cura il libro nuovo perché questa storia mi aveva richiesto parecchia ansia e tensione.
    Rispetto al primo della trilogia (Irene), che cmq ha un finale soffocante, la storia qui è differente, è meno leggera, i personaggi sono meno raccontati e inquadrati e si lascia spazio più all'inquietudine di certe situazioni, all'angoscia di alcune verità. Parte subito pesante Lemaitre per terminare con i suoi colpi di scena in cui è bravo, davvero, e con i quali ti presenta la realtà così come è realmente, ossia con mille sfaccettature. Ciò che è vero lo è, naturalmente, ma può anche sembrare finto o meglio, le certezze che ti possono accompagnare inizialmente le vedi piano piano sgretolarsi per poi riaffacciarsi, ma solo in parte.
    La realtà non è bianca o nera, ma una tonalità di grigio di cui fatichi a cogliere i contorni.
    Ho letto la storia in apnea, leggerò il terzo e ultimo volume non appena avrò di nuovo riempito i miei polmoni.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho apprezzato molto di più appena terminata la lettura che durante....anche se mi ha tenuta incollata fino alla fine, avevo l'impressione di aver compreso tutto e invece.......
    Ottima la caratterizz ...continua

    L'ho apprezzato molto di più appena terminata la lettura che durante....anche se mi ha tenuta incollata fino alla fine, avevo l'impressione di aver compreso tutto e invece.......
    Ottima la caratterizzazione dei personaggi, e la storia tanto avvincente quanto agghiacciante...
    la riflessione finale rende il senso non solo del libro ma della vita stessa!

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che non ti si stacca di mano per la voglia di scoprire l'ennesimo cambio di prospettiva. Lemaitre è un maestro nel confondere le idee, ed è un maestro nel tratteggiare personaggi unici e part ...continua

    Un libro che non ti si stacca di mano per la voglia di scoprire l'ennesimo cambio di prospettiva. Lemaitre è un maestro nel confondere le idee, ed è un maestro nel tratteggiare personaggi unici e particolarissimi come Alex e come il commissario Verhoeven. La storia violenta, cruda e cattiva si snoda con un meccanismo perfetto che conduce ad un finale impensabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi è Alex? Vittima o carnefice?

    La lettura del secondo romanzo che Pierre Lemaitre dedica al comandante Verhoeven sposta - e non di poco - il giudizio che avevamo dato, in prima battuta, di questo poliziotto parigino che si caratter ...continua

    La lettura del secondo romanzo che Pierre Lemaitre dedica al comandante Verhoeven sposta - e non di poco - il giudizio che avevamo dato, in prima battuta, di questo poliziotto parigino che si caratterizza per la sua "altezza", oltre che per il suo acume investigativo. Un personaggio sostanzialmente buffo, ci era sembrato, vanamente impegnato a sublimare il suo metro e quarantacinque, in ciò aiutato dalla bella moglie, Irène che, capitatagli come un dono dal cielo, gli restituiva in autostima ciò che la madre, accanita fumatrice, gli aveva, per questo vizio insopprimibile, sottratto.
    Ma ora il comandante è solo con i suoi fantasmi e chi conosce la vicenda di Irène non si stupirà quando Verhoeven apparirà molto riluttante ad assumere un nuovo caso, quello di una donna, Alex, rapita di sera in piena Parigi. Gli interrogativi sono molti e tutti apparentemente destinati a restare senza risposta. Tanto per cominciare: chi è Alex? Perché è stata rapita? Perché il rapitore l'ha ficcata in una angusta gabbia di legno e la tiene sospesa a due metri da terra? E, infine, perché, quando finalmente viene individuato il nascondiglio di Alex, la gabbia, rovinata sul pavimento, appare inesorabilmente vuota?
    Lemaitre è abilissimo nello scansire i ritmi della narrazione: un capitolo dedicato al comandante e alle indagini, uno ad Alex e alle sue drammatiche vicissitudini. Perchè - e mi limito a questo - una volta scoperto il rapitore e trovato il nascondiglio vuoto, inizia forse la parte più emozionante del romanzo. Il lavoro di Camille Verhoeven e della sua squadra è minuzioso, e bisogna anche fare i conti con un magistrato inquirente leggermente coglione e che entra fin da subito in rotta di collisione con il comandante.
    Ma Verhoeven non è più quello di un tempo. Meno capace di ironia - anche sulla sua statura - non è più disponibile a mediazioni e a compromessi e non si preoccupa del futuro della sua carriera. Ammesso che se ne sia mai preoccupato. Insomma, la trasformazione è completa. La macchietta (suo malgrado) un po' buffa è ora una implacabile macchina inquisitoria che arriverà ai terribili e drammatici retroscena della vicenda.
    Personaggio chiave apparirà Alex - che non a caso fornisce il titolo al romano - donna multiforme e apparentemente diabolica ma che nasconde una ben diversa e più sconvolgente realtà.

    ha scritto il 

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