Alexis

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Publisher: Farrar, Straus & Giroux Inc

4.0
(877)

Language: English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French

Isbn-10: 0374519064 | Isbn-13: 9780374519063 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
It was with Alexis that, in 1928, Marguerite Yourcenar began her career as a novelist. The book remains one of the stellar literary debuts of the century. Yourcenar has created a moving meditation on the relationship between pleasure and love.
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  • 0

    "Ogni felicità è un'innocenza"

    E' una volpe imbalsamata, questo racconto della Yourcenar. E se certi pensieri ed intuizioni perfettamente concepiti e formulati riescono ad insufflare ancora un po' di vita nel suo piccolo corpo oram ...continue

    E' una volpe imbalsamata, questo racconto della Yourcenar. E se certi pensieri ed intuizioni perfettamente concepiti e formulati riescono ad insufflare ancora un po' di vita nel suo piccolo corpo oramai morto, gli strani riflessi che mandano gli occhi, la ruvidezza del pelo, la costruzione estremamente razionale dell'impianto epistolare/narrativo (nel quale una storia di passioni, istinti, desideri come - dovrebbe essere - questa fatica persino a respirare) testimoniano, non smentibili, la triste verità.

    Ma i libri non contengono la vita: non ne contengono che la cenere; è, immagino, ciò che si chiama l'esperienza umana.

    Avevo l'illusione della purezza. Sorrido al pensiero che sovente è così: ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.

    Prima, il corpo non ci serviva che a vivere. Ora sentiamo che ha la sua esistenza particolare, i suoi sogni, la sua volontà, e che fino alla morte dovremo tener conto di lui, cedere, transigere o lottare. Sentiamo (crediamo di sentire) che l'anima è soltanto il suo sogno migliore.

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  • 4

    Come avvertire un mondo

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Imp ...continue

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Impareggiabile viaggio nella psicologia umana del personaggio. Da mettere in cassaforte il prezioso gioiello.

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  • 4

    Un Taedium Vitae autoindotto, per Alexis, potentissimo perché proviene dalla noluntas di conoscere se stessi, il passo più estremo che l'uomo possa fare per allontanarsi dalla vera felicità.

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  • 5

    Il bisogno di essere sé stessi.

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in que ...continue

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in questo breve romanzo non viene mai...
    http://forestadicarta.altervista.org/alexis-o-il-trattato-della-lotta-vana-marguerite-yourcenar/

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  • 5

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure ...continue

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure divine della letteratura essa svetta come una tra le numerose mogli (e"mariti") che Zeus scelse per dare progenie alle divinità. ...
    Semplicemente la sua prosa è di natura divina.

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  • 5

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza ...continue

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza avvenire, senza fiducia nell'avvenire, di questo essere che sono veramente costretto a chiamare Me Stesso, perché non posso staccarmene. Mi ossessiona con le sue tristezze, con le sue pene; lo vedo soffrire, e non sono neppure capace di consolarlo. Io sono certo migliore di lui: posso parlargli come farei con un estraneo: non capisco quali ragioni me ne facciano prigioniero. E il più terribile forse è che gli altri non conosceranno di me che questo personaggio in lotta con la vita.

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  • 4

    Una lettura non facile, non per la scrittura della Yourcenar che è si complessa ma sempre piacevole e scorrevole pur nelle tante pieghe delle descrizioni precise e tattili, ma non facile per il dolore ...continue

    Una lettura non facile, non per la scrittura della Yourcenar che è si complessa ma sempre piacevole e scorrevole pur nelle tante pieghe delle descrizioni precise e tattili, ma non facile per il dolore che questo libro sprigiona. L'incapacità di accettarsi, la ricerca vana della cosiddetta normalità, il male che crea l'omologazione, il costume morale e i costrutti sociali sono devastanti in questo libro. Da ultimo il dolore che permea la vita del protagonista e che finisce per contagiare chi meno lui stesso vorrebbe o se lo meriterebbe, in primis la nuova vita che verrà. In poche pagine l'apoteosi dell'inutilità e del peggio che può nascere dal voler reprimere ciò che si è, semplicemente persone, diverse le une dalle altre per N motivi, diversi ed unici, speciali, sempre.

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  • 0

    5 volte su 10 leggo le prefazioni DOPO aver letto il libro. Libri di poesie, d'introspezione ...
    3 volte su 10 le leggo prima. Se sono saggi, biografie o romanzi storici per esempio.
    2 volte su 10 non ...continue

    5 volte su 10 leggo le prefazioni DOPO aver letto il libro. Libri di poesie, d'introspezione ...
    3 volte su 10 le leggo prima. Se sono saggi, biografie o romanzi storici per esempio.
    2 volte su 10 non me le filo proprio nemmeno di striscio.

    Questa, aimè, l'ho letta e m'è proprio rimasta sullo stomaco.
    Ma perché certi autori sentono il bisogno di "spiegare" le scelte editoriali di certi "romanzetti" a ogni riedizione?

    MACHISSENEFREGA !!

    Ho cominciato a leggere il libro già inversa e dopo le prime 5 righe a "Scrivere è una scelta perpetua tra mille espressioni, nessuna delle quali, avulsa dalle altre, mi soddisfa completamente. Eppure dovrei sapere che soltanto la musica permette il concatenarsi degli accordi."

    "SOLTANTO LA MUSICA PERMETTE IL CONCATENARSI DEGLI ACCORDI" ?!!

    non ce l'ho fatta.

    Buttato in valigia, vedrò se dargli una seconda chance o se abbandonarlo su qualche spiaggia.

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