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Alexis

By

Publisher: Farrar, Straus & Giroux Inc

4.0
(829)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French

Isbn-10: 0374519064 | Isbn-13: 9780374519063 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
It was with Alexis that, in 1928, Marguerite Yourcenar began her career as a novelist. The book remains one of the stellar literary debuts of the century. Yourcenar has created a moving meditation on the relationship between pleasure and love.
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  • 4

    "La vita degli altri sembra sempre facile perché non la viviamo"

    Dover confessare una vita di menzogne non è ovviamente cosa facile. Non si può farlo a quattrocchi senza il rischio di perdersi, di essere interrotti e di avere uno sguardo giudicante che ti penetra. Meglio scrivere mettendo dell'inchiostro tra chi confessa e chi deve raccogliere le parole.
    ...continue

    Dover confessare una vita di menzogne non è ovviamente cosa facile. Non si può farlo a quattrocchi senza il rischio di perdersi, di essere interrotti e di avere uno sguardo giudicante che ti penetra. Meglio scrivere mettendo dell'inchiostro tra chi confessa e chi deve raccogliere le parole.
    Così Alexis scrive alla moglie Monique per ammettere la propria omosessualità.

    Nella riedizione del 1962 (quindi 33 anni dopo la prima pubblicazione) Yourcenar sostiene di non aver voluto apportare modifiche al testo seppur evidente il superamento sotto molti punti di vista di come è argomentato il tema dell'omosessualità. Nel 1929 era sicuramente un soggetto mai così esplicitato. Nel 1962 non si erano superati comunque molti tabù nonostante s'iniziassero ad intravedere spiragli per un dibattito più aperto.
    Ed oggi? Dopo 52 anni cosa possiamo dire?
    Il testo può apparire anacronistico. Sebbene Yourcenar dimostri tutta la sua potenza linguistica (va anche ricordato che scrisse questo romanzo a 24 anni!!!) il suo è un sapore antico. Ciò è imputabile sia al marcato lirismo con cui si esprime Alexis sia dall'emergere di concetti largamente superati come ad esempio l'idea di malattia/guarigione che seppur oggi piaccia ancora agli ostinati reazionari possiamo a ragione credere che sia convinzione di pochi.
    Rimane, a mio parere, attuale il tormento. Nascere e crescere in alcuni contesti sociali e famigliari crea tutto quel giro vizioso di sensi di colpa che porta spesso a soffocare, nascondere le proprie reali passioni. Si sceglie di non essere felici; si sceglie la solitudine; ci si rassegna.
    Questa è una realtà che sopravvive assieme, a onor del vero, a chi sceglie di aderire al pensiero comune sposandosi e fingendosi eterosessuale salvo poi vivere ipocritamente doppie esistenze che danno sfogo a ciò che non si può o non si vuole manifestare.
    Anche Alexis si sposa. Si sposa con Monique pensando “di salvarsi” ma da subito è evidente che l'infelicità sarà maggiore. Dopo tanta sofferenza si accorgerà di aver combattuto inutilmente e solo allora comincerà a vedere, come se fosse la prima volta, sé stesso.

    “Ciò che rimpiangevo (…) non era di aver ceduto troppo sovente ma era di aver troppo a lungo e troppo duramente lottato”

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  • 5

    "Non avendo saputo vivere secondo la morale comune, cerco, almeno, di essere in accordo con la mia."

    Questo è uno di quelli che definisco "libri della mia vita". L'ho letto la prima volta qualche anno fa, pressappoco avevo la stessa età dell'autrice quando lo scrisse, e fu una specie di esperienza mistica. Ritrovai dieci anni della mia vita condensati in un centinaio di pagine, e fu a dir poco i ...continue

    Questo è uno di quelli che definisco "libri della mia vita". L'ho letto la prima volta qualche anno fa, pressappoco avevo la stessa età dell'autrice quando lo scrisse, e fu una specie di esperienza mistica. Ritrovai dieci anni della mia vita condensati in un centinaio di pagine, e fu a dir poco illuminante.
    Dieci anni dolorosi, dieci anni - in due parole - di maschere. Non per lo stesso motivo che spinge Alexis a mentire, a omettere, a negare anche a se stesso, a cercare una felicità illusoria. Non per lo stesso motivo, ma di motivi per indossare maschere non ce n'è mai uno soltanto.
    Nel caso di Alexis, la "colpa inconfessabile" è l'omosessualità; un'omosessualità che comunque il giovane arriverà ad accettare, al punto da decidere di spezzare la catena di menzogne che legano lui e la moglie. Il romanzo si imposta proprio come lunga lettera d'addio a Monique, la giovane, perfetta e idealizzata moglie cui Alexis vuol bene in modo quasi filiale.
    Alexis trova dunque il modo di raccontarle tutta la sua vita, sin da quand'era bambino e fino ai giorni del loro breve e infelice matrimonio. Trova così modo di confessarle anche una colpa che mai davvero ha considerato tale. Le confessa la sua vana lotta contro quell'"istinto" che gli fa capire di essere diverso. Non vuole il perdono di Monique, vuole soltanto smettere di mentire.
    Magistrali sono le pagine che raccontano il matrimonio dei due: due prigionieri, vittime delle circostanze più che dei propri errori, due estranei si sono a modo loro voluti bene ma che hanno come solo punto di contatto una spiritualità esacerbata. Non basta un figlio a unirli, non basta la reciproca pietà.
    Alexis, dunque, fin troppo onesto, prende la decisione per niente ovvia di lasciare la moglie Monique.
    "Non avendo saputo vivere secondo la morale comune, cerco, almeno, di essere in accordo con la mia."
    Ecco, sintetizzata in una frase, la grande verità del romanzo. Quali che siano le strade per cui ci si arriva.
    Perché la confessione di Alexis, per un motivo o per l'altro, è universale. Ed è per questo che il libro io l'ho sentito come qualcosa di mio in modo assoluto. Non potevo crederci, la prima volta che l'ho letto. Ormai certe ferite le ho curate, certi episodi sono superati, tuttavia questo libro è stato per me una sorta di liberazione, lo sfogo di Alexis è diventato anche il mio, mi sono unita a lui mentre leggevo.
    Un romanzo profondamente intimo, scritto da un'autrice che era grande già allora e che merita assolutamente la lettura. Nota di merito alla bella traduzione di Maria Luisa Spaziani.

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  • 4

    I tormenti di colui che cerca solo di essere se stesso. Bella scrittura, semplice, nella quale si ritrova tutta la Yourcenar che conosciamo. Un libro di autoanalisi, fondamentale.

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  • 4

    La vanità di una lotta necessaria

    Quella di Marguerite Yourcenar è una lingua che non lascia nulla al caso.


    Con precisione chirurgica incide, scava, mette a nudo i meccanismi riposti dell'animo umano. La sua è un'esattezza formale adottata come sapiente strategia narrativa, che si pone a contraltare di una materia difficil ...continue

    Quella di Marguerite Yourcenar è una lingua che non lascia nulla al caso.

    Con precisione chirurgica incide, scava, mette a nudo i meccanismi riposti dell'animo umano. La sua è un'esattezza formale adottata come sapiente strategia narrativa, che si pone a contraltare di una materia difficile, spesso dolorosa, mai riducibile a un'interpretazione univoca o deterministica. Proprio la problematicità del materiale narrato richiede una forma che sia più semplice e trasparente possibile. È l'oggettività imparziale della lingua che consente ai personaggi della Yourcenar di confessare senza remore il dato soggettivo dell'esistenza, di dichiarare effimera e transitoria la vita esteriore come quella interiore, di descrivere con impietosa chiarezza le incertezze del proprio percorso esistenziale.

    L'univocità della forma è quindi funzionale alla polisemia del contenuto. Procedere per antitesi è per altro un dato caratteristico delle opere di Marguerite Yourcenar. Negare con affermazioni e affermare con negazioni, a mettere in luce - o forse in ombra - l'impossibilità di una interpretazione lineare, monosemica del dato esistenziale.

    Alexis non è dunque diverso dagli altri personaggi della Yourcenar. In questo romanzo d'esordio (1929) la scrittrice mostra di avere già definito un metodo narrativo, una lingua e una poetica che la accompagneranno in tutte le opere successive, pur con le differenze del caso.

    Alexis si confessa. Usa l'espediente di una lettera, un mezzo che insieme alla precisione della lingua funziona come barriera, dietro la quale nascondersi per poter rivelare (l'oscurità che ad un certo punto rischia di provocare la confessione del protagonista) e oltre la quale distanziarsi. Alexis dichiara di non sapere, di non saper-si. E tuttavia incide, scava, mette a nudo le pulsioni della carne come le restrizioni della ragione. Non concede sconti a quest'opera di dissezione interiore che tuttavia non può che avere come risultato una sola ammissione: l'impossibilità della conoscenza di sé.

    La lotta, dunque, è vana. Ciò non toglie che sia necessario combatterla.

    http://lestradeditoledo.blogspot.it/2013/08/il-bisturi-lirico-di-marguerite.html

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  • 5

    Lo fa dire ad Alexis l'autrice,ma ho avuto la sensazione che siano le sue parole scritte "a bassa voce". Un'argomento così "tabù" specialmente nel 1929,data di pubblicazione del libro,viene trattato da lei con una delicatezza unica. Sono palpabili le sofferenze di Alexis,i suoi tormenti,il suo pu ...continue

    Lo fa dire ad Alexis l'autrice,ma ho avuto la sensazione che siano le sue parole scritte "a bassa voce". Un'argomento così "tabù" specialmente nel 1929,data di pubblicazione del libro,viene trattato da lei con una delicatezza unica. Sono palpabili le sofferenze di Alexis,i suoi tormenti,il suo pudore nel parlare o meglio nel descrivere la sua situazione. Egli sceglie finalmente di vivere secondo la sua morale,non secondo la morale comune,una decisione non facile,allora come oggi. Pagine intense che fanno riflettere.

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  • 5

    Così intenso, introspettivo. Il racconto di una vita che è battaglia tra es e super-ego, pulsioni naturali e moralità sociale. Da leggere e rileggere, avanzando ogni volta di un passo verso il dipanamento delle ambiguità celate in ognuno di noi, insite dell’uomo. Insegna a riconoscere il torbido ...continue

    Così intenso, introspettivo. Il racconto di una vita che è battaglia tra es e super-ego, pulsioni naturali e moralità sociale. Da leggere e rileggere, avanzando ogni volta di un passo verso il dipanamento delle ambiguità celate in ognuno di noi, insite dell’uomo. Insegna a riconoscere il torbido dietro la purezza, il candore dietro la colpa.

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