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Alexis

By Marguerite Yourcenar

(23)

| Paperback | 9780374519063

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Book Description

It was with Alexis that, in 1928, Marguerite Yourcenar began her career as a novelist. The book remains one of the stellar literary debuts of the century. Yourcenar has created a moving meditation on the relationship between pleasure and Continue

It was with Alexis that, in 1928, Marguerite Yourcenar began her career as a novelist. The book remains one of the stellar literary debuts of the century. Yourcenar has created a moving meditation on the relationship between pleasure and love.

113 Reviews

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    "Non avendo saputo vivere secondo la morale comune, cerco, almeno, di essere in accordo con la mia."

    Questo è uno di quelli che definisco "libri della mia vita". L'ho letto la prima volta qualche anno fa, pressappoco avevo la stessa età dell'autrice quando lo scrisse, e fu una specie di esperienza mistica. Ritrovai dieci anni della mia vita condensa ...(continue)

    Questo è uno di quelli che definisco "libri della mia vita". L'ho letto la prima volta qualche anno fa, pressappoco avevo la stessa età dell'autrice quando lo scrisse, e fu una specie di esperienza mistica. Ritrovai dieci anni della mia vita condensati in un centinaio di pagine, e fu a dir poco illuminante.
    Dieci anni dolorosi, dieci anni - in due parole - di maschere. Non per lo stesso motivo che spinge Alexis a mentire, a omettere, a negare anche a se stesso, a cercare una felicità illusoria. Non per lo stesso motivo, ma di motivi per indossare maschere non ce n'è mai uno soltanto.
    Nel caso di Alexis, la "colpa inconfessabile" è l'omosessualità; un'omosessualità che comunque il giovane arriverà ad accettare, al punto da decidere di spezzare la catena di menzogne che legano lui e la moglie. Il romanzo si imposta proprio come lunga lettera d'addio a Monique, la giovane, perfetta e idealizzata moglie cui Alexis vuol bene in modo quasi filiale.
    Alexis trova dunque il modo di raccontarle tutta la sua vita, sin da quand'era bambino e fino ai giorni del loro breve e infelice matrimonio. Trova così modo di confessarle anche una colpa che mai davvero ha considerato tale. Le confessa la sua vana lotta contro quell'"istinto" che gli fa capire di essere diverso. Non vuole il perdono di Monique, vuole soltanto smettere di mentire.
    Magistrali sono le pagine che raccontano il matrimonio dei due: due prigionieri, vittime delle circostanze più che dei propri errori, due estranei si sono a modo loro voluti bene ma che hanno come solo punto di contatto una spiritualità esacerbata. Non basta un figlio a unirli, non basta la reciproca pietà.
    Alexis, dunque, fin troppo onesto, prende la decisione per niente ovvia di lasciare la moglie Monique.
    "Non avendo saputo vivere secondo la morale comune, cerco, almeno, di essere in accordo con la mia."
    Ecco, sintetizzata in una frase, la grande verità del romanzo. Quali che siano le strade per cui ci si arriva.
    Perché la confessione di Alexis, per un motivo o per l'altro, è universale. Ed è per questo che il libro io l'ho sentito come qualcosa di mio in modo assoluto. Non potevo crederci, la prima volta che l'ho letto. Ormai certe ferite le ho curate, certi episodi sono superati, tuttavia questo libro è stato per me una sorta di liberazione, lo sfogo di Alexis è diventato anche il mio, mi sono unita a lui mentre leggevo.
    Un romanzo profondamente intimo, scritto da un'autrice che era grande già allora e che merita assolutamente la lettura. Nota di merito alla bella traduzione di Maria Luisa Spaziani.

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    Vitani Days said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

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    I tormenti di colui che cerca solo di essere se stesso. Bella scrittura, semplice, nella quale si ritrova tutta la Yourcenar che conosciamo. Un libro di autoanalisi, fondamentale.

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    Alan53 said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

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    La vanità di una lotta necessaria

    Quella di Marguerite Yourcenar è una lingua che non lascia nulla al caso.

    Con precisione chirurgica incide, scava, mette a nudo i meccanismi riposti dell'animo umano. La sua è un'esattezza formale adottata come sapiente strategia narrativa, che si p ...(continue)

    Quella di Marguerite Yourcenar è una lingua che non lascia nulla al caso.

    Con precisione chirurgica incide, scava, mette a nudo i meccanismi riposti dell'animo umano. La sua è un'esattezza formale adottata come sapiente strategia narrativa, che si pone a contraltare di una materia difficile, spesso dolorosa, mai riducibile a un'interpretazione univoca o deterministica. Proprio la problematicità del materiale narrato richiede una forma che sia più semplice e trasparente possibile. È l'oggettività imparziale della lingua che consente ai personaggi della Yourcenar di confessare senza remore il dato soggettivo dell'esistenza, di dichiarare effimera e transitoria la vita esteriore come quella interiore, di descrivere con impietosa chiarezza le incertezze del proprio percorso esistenziale.

    L'univocità della forma è quindi funzionale alla polisemia del contenuto. Procedere per antitesi è per altro un dato caratteristico delle opere di Marguerite Yourcenar. Negare con affermazioni e affermare con negazioni, a mettere in luce - o forse in ombra - l'impossibilità di una interpretazione lineare, monosemica del dato esistenziale.

    Alexis non è dunque diverso dagli altri personaggi della Yourcenar. In questo romanzo d'esordio (1929) la scrittrice mostra di avere già definito un metodo narrativo, una lingua e una poetica che la accompagneranno in tutte le opere successive, pur con le differenze del caso.

    Alexis si confessa. Usa l'espediente di una lettera, un mezzo che insieme alla precisione della lingua funziona come barriera, dietro la quale nascondersi per poter rivelare (l'oscurità che ad un certo punto rischia di provocare la confessione del protagonista) e oltre la quale distanziarsi. Alexis dichiara di non sapere, di non saper-si. E tuttavia incide, scava, mette a nudo le pulsioni della carne come le restrizioni della ragione. Non concede sconti a quest'opera di dissezione interiore che tuttavia non può che avere come risultato una sola ammissione: l'impossibilità della conoscenza di sé.

    La lotta, dunque, è vana. Ciò non toglie che sia necessario combatterla.

    http://lestradeditoledo.blogspot.it/2013/08/il-bisturi-…

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    Wandering in Wonder [Michela] said on Jan 14, 2014 | Add your feedback

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    Scritto magnificamente bene.
    Una lettera confessione che tocca l'anima.

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    sabby said on Jan 4, 2014 | Add your feedback

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    Lo fa dire ad Alexis l'autrice,ma ho avuto la sensazione che siano le sue parole scritte "a bassa voce". Un'argomento così "tabù" specialmente nel 1929,data di pubblicazione del libro,viene trattato da lei con una delicatezza unica. Sono palpabili le ...(continue)

    Lo fa dire ad Alexis l'autrice,ma ho avuto la sensazione che siano le sue parole scritte "a bassa voce". Un'argomento così "tabù" specialmente nel 1929,data di pubblicazione del libro,viene trattato da lei con una delicatezza unica. Sono palpabili le sofferenze di Alexis,i suoi tormenti,il suo pudore nel parlare o meglio nel descrivere la sua situazione. Egli sceglie finalmente di vivere secondo la sua morale,non secondo la morale comune,una decisione non facile,allora come oggi. Pagine intense che fanno riflettere.

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    Auta49 said on Nov 2, 2013 | Add your feedback

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