Alexis

o il trattato della lotta vana

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 1055)

4.0
(875)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 106 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807810557 | Isbn-13: 9788807810558 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Traduttore: Maria Luisa Spaziani ; Postfazione: Maria Luisa Spaziani

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, Alexis ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'Opera al nero e per le Memorie di Adriano. È la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate (Pindare), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, "intimista", spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il Traité du vain désir) ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di Malte Laurids Brigge, a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.
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  • 4

    Come avvertire un mondo

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Imp ...continua

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Impareggiabile viaggio nella psicologia umana del personaggio. Da mettere in cassaforte il prezioso gioiello.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Taedium Vitae autoindotto, per Alexis, potentissimo perché proviene dalla noluntas di conoscere se stessi, il passo più estremo che l'uomo possa fare per allontanarsi dalla vera felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    Il bisogno di essere sé stessi.

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in que ...continua

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in questo breve romanzo non viene mai...
    http://forestadicarta.altervista.org/alexis-o-il-trattato-della-lotta-vana-marguerite-yourcenar/

    ha scritto il 

  • 5

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure ...continua

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure divine della letteratura essa svetta come una tra le numerose mogli (e"mariti") che Zeus scelse per dare progenie alle divinità. ...
    Semplicemente la sua prosa è di natura divina.

    ha scritto il 

  • 5

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza ...continua

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza avvenire, senza fiducia nell'avvenire, di questo essere che sono veramente costretto a chiamare Me Stesso, perché non posso staccarmene. Mi ossessiona con le sue tristezze, con le sue pene; lo vedo soffrire, e non sono neppure capace di consolarlo. Io sono certo migliore di lui: posso parlargli come farei con un estraneo: non capisco quali ragioni me ne facciano prigioniero. E il più terribile forse è che gli altri non conosceranno di me che questo personaggio in lotta con la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura non facile, non per la scrittura della Yourcenar che è si complessa ma sempre piacevole e scorrevole pur nelle tante pieghe delle descrizioni precise e tattili, ma non facile per il dolore ...continua

    Una lettura non facile, non per la scrittura della Yourcenar che è si complessa ma sempre piacevole e scorrevole pur nelle tante pieghe delle descrizioni precise e tattili, ma non facile per il dolore che questo libro sprigiona. L'incapacità di accettarsi, la ricerca vana della cosiddetta normalità, il male che crea l'omologazione, il costume morale e i costrutti sociali sono devastanti in questo libro. Da ultimo il dolore che permea la vita del protagonista e che finisce per contagiare chi meno lui stesso vorrebbe o se lo meriterebbe, in primis la nuova vita che verrà. In poche pagine l'apoteosi dell'inutilità e del peggio che può nascere dal voler reprimere ciò che si è, semplicemente persone, diverse le une dalle altre per N motivi, diversi ed unici, speciali, sempre.

    ha scritto il 

  • 0

    5 volte su 10 leggo le prefazioni DOPO aver letto il libro. Libri di poesie, d'introspezione ...
    3 volte su 10 le leggo prima. Se sono saggi, biografie o romanzi storici per esempio.
    2 volte su 10 non ...continua

    5 volte su 10 leggo le prefazioni DOPO aver letto il libro. Libri di poesie, d'introspezione ...
    3 volte su 10 le leggo prima. Se sono saggi, biografie o romanzi storici per esempio.
    2 volte su 10 non me le filo proprio nemmeno di striscio.

    Questa, aimè, l'ho letta e m'è proprio rimasta sullo stomaco.
    Ma perché certi autori sentono il bisogno di "spiegare" le scelte editoriali di certi "romanzetti" a ogni riedizione?

    MACHISSENEFREGA !!

    Ho cominciato a leggere il libro già inversa e dopo le prime 5 righe a "Scrivere è una scelta perpetua tra mille espressioni, nessuna delle quali, avulsa dalle altre, mi soddisfa completamente. Eppure dovrei sapere che soltanto la musica permette il concatenarsi degli accordi."

    "SOLTANTO LA MUSICA PERMETTE IL CONCATENARSI DEGLI ACCORDI" ?!!

    non ce l'ho fatta.

    Buttato in valigia, vedrò se dargli una seconda chance o se abbandonarlo su qualche spiaggia.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la scoperta di noi stessi, l'abbandono all'evidenza delle nostre passioni, del nostro corpo, e della nostra mente! E' il riconoscere che per avere qualche chance di felicità bisogna accettare ciò c ...continua

    E' la scoperta di noi stessi, l'abbandono all'evidenza delle nostre passioni, del nostro corpo, e della nostra mente! E' il riconoscere che per avere qualche chance di felicità bisogna accettare ciò che siamo!

    ha scritto il 

  • 2

    Cercando qualcosa di simile alle Memorie di Adriano e non avendo il coraggio di affrontare Opera al nero con la sessione estiva alle porte, il compromesso è stato Alexis.
    No, ora non starò qui a dire ...continua

    Cercando qualcosa di simile alle Memorie di Adriano e non avendo il coraggio di affrontare Opera al nero con la sessione estiva alle porte, il compromesso è stato Alexis.
    No, ora non starò qui a dire quanto le pagine di Memorie di Adriano, che pure mi hanno fatto faticare, fossero molto più scorrevoli e mi abbiano lasciato molto più affascinato di questa lettera di una novantina di pagine. Il mio problema qui va oltre il confronto: per ogni frase che riguarda la vicenda personale di Alexis, c'è sicuramente una massima dopo, se non più di una. Le massime sono vere o false, discutibili o banali, la cosa migliore che potreste mai leggere come la peggiore, ma non cambia il fatto che affoghino la storia anziché darle profondità.
    Non mi ha dato neanche l'impressione di un narratore reticente a essere esplicito, con i giri di parole e le omissioni che rivelano sul personaggio più delle parole stesse. La lotta vana di Alexis è un po' un pretesto per incasellare una dietro l'altra belle frasi, caratteristica che per me ha reso la lettera artificiosa e affatto struggente.

    ha scritto il 

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