Alexis

o il trattato della lotta vana

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 1055)

4.0
(891)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 106 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807810557 | Isbn-13: 9788807810558 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Traduttore: Maria Luisa Spaziani ; Postfazione: Maria Luisa Spaziani

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, Alexis ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'Opera al nero e per le Memorie di Adriano. È la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate (Pindare), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, "intimista", spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il Traité du vain désir) ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di Malte Laurids Brigge, a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.
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  • 4

    Confessioni di una maschera

    I
    Non si è forse osservato abbastanza che il problema della libertà sensuale in tutte le sue forme è in gran parte un problema di libertà di espressione. Appare evidente come, di generazione in genera ...continua

    I
    Non si è forse osservato abbastanza che il problema della libertà sensuale in tutte le sue forme è in gran parte un problema di libertà di espressione. Appare evidente come, di generazione in generazione, le tendenze e gli atti differiscano ben poco; ciò che invece cambia è l'estensione della zona di silenzio che li circonda o lo spessore degli strati di menzogna che li comprimono. [pp. 8-9]

    II
    Feci la mia scelta. Mi condannai [...]. Cominciarono così anni di lotte, di ossessioni, di severità. [...] mi ero sforzato di riconquistarmi a me stesso. [p. 51; p. 61]

    III
    Io non ero cambiato; soltanto, gli avvenimenti si erano interposti tra me e la mia stessa natura; io ero ciò che ero stato, forse un po' più profondamente di un tempo, perché via via che crollano una dopo l'altra le illusioni e le credenze, noi conosciamo meglio il nostro vero essere. Tanti sforzi e tanta buona volontà si concludevano nel ritrovarmi esattamente com'ero un un tempo... [p. 91]

    ...piansi all'idea che la vita fosse così semplice e possa sempre esserlo, per poco che si sia noi abbastanza semplici da accettarla. [p. 66]

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura è sublime, e tutte le frasi meritano di essere meditate con cura e lentezza, ma il personaggio di Alexis mi renderebbe implacabile e feroce, se ce lo avessi davanti davvero, 'sto egoista ...continua

    La scrittura è sublime, e tutte le frasi meritano di essere meditate con cura e lentezza, ma il personaggio di Alexis mi renderebbe implacabile e feroce, se ce lo avessi davanti davvero, 'sto egoista nullafacente e calcolatore. Lo ridurrei a brandelli a furia di graffi in faccia.

    Ecco, novanta pagine di lettera non mi hanno convinta della sua sensibilità né della sua buona fede.

    ha scritto il 

  • 5

    Anni fa avevo assistito ad un reading su questo libro e ne ero rimasta affascinata... A distanza di tempo l'ho letto per intero e, come mi aspettavo mi ha molto emozionata.. La potenza delle parole di ...continua

    Anni fa avevo assistito ad un reading su questo libro e ne ero rimasta affascinata... A distanza di tempo l'ho letto per intero e, come mi aspettavo mi ha molto emozionata.. La potenza delle parole di Marguerite Yourcenar, i turbamenti del giovane protagonista e la lucida e limpida analisi intimista fanno di questo racconto lungo un vero gioiello di letteratura.. assolutamente consigliato

    ha scritto il 

  • 0

    "Ogni felicità è un'innocenza"

    E' una volpe imbalsamata, questo racconto della Yourcenar. E se certi pensieri ed intuizioni perfettamente concepiti e formulati riescono ad insufflare ancora un po' di vita nel suo piccolo corpo oram ...continua

    E' una volpe imbalsamata, questo racconto della Yourcenar. E se certi pensieri ed intuizioni perfettamente concepiti e formulati riescono ad insufflare ancora un po' di vita nel suo piccolo corpo oramai morto, gli strani riflessi che mandano gli occhi, la ruvidezza del pelo, la costruzione estremamente razionale dell'impianto epistolare/narrativo (nel quale una storia di passioni, istinti, desideri come - dovrebbe essere - questa fatica persino a respirare) testimoniano, non smentibili, la triste verità.

    Ma i libri non contengono la vita: non ne contengono che la cenere; è, immagino, ciò che si chiama l'esperienza umana.

    Avevo l'illusione della purezza. Sorrido al pensiero che sovente è così: ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.

    Prima, il corpo non ci serviva che a vivere. Ora sentiamo che ha la sua esistenza particolare, i suoi sogni, la sua volontà, e che fino alla morte dovremo tener conto di lui, cedere, transigere o lottare. Sentiamo (crediamo di sentire) che l'anima è soltanto il suo sogno migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    Come avvertire un mondo

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Imp ...continua

    Trattato della lotta vana è l'ambizioso sottotitolo. Alexis scrive una lettera alla giovane moglie i motivi del suo allontanamento e della sua lotta vana per liberarsi della propria omosessualità. Impareggiabile viaggio nella psicologia umana del personaggio. Da mettere in cassaforte il prezioso gioiello.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Taedium Vitae autoindotto, per Alexis, potentissimo perché proviene dalla noluntas di conoscere se stessi, il passo più estremo che l'uomo possa fare per allontanarsi dalla vera felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    Il bisogno di essere sé stessi.

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in que ...continua

    “Alexis ou le traité du vain combat” venne pubblicato per la prima volta nel 1929 e sancì l’inizio della carriera letteraria della scrittrice belga Marguerite Yourcenar. Il tema da lei trattato in questo breve romanzo non viene mai...
    http://forestadicarta.altervista.org/alexis-o-il-trattato-della-lotta-vana-marguerite-yourcenar/

    ha scritto il 

  • 5

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure ...continua

    Se esiste Dio in questa sede non vorrei nè potrei assere all'altezza di parole significative. Ma sull'esistenza degli dei non c'è alcun dubbio. .la Yourcenar è una dea. Nella gerarchia delle figure divine della letteratura essa svetta come una tra le numerose mogli (e"mariti") che Zeus scelse per dare progenie alle divinità. ...
    Semplicemente la sua prosa è di natura divina.

    ha scritto il 

  • 5

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza ...continua

    Non soffriamo i nostri vizi, soffriamo di non saperli accettare.

    Dominiamo qualche volta i nostri atti; dominiamo meno i pensieri; non dominiamo i sogni.

    Sono stanco di questo essere mediocre, senza avvenire, senza fiducia nell'avvenire, di questo essere che sono veramente costretto a chiamare Me Stesso, perché non posso staccarmene. Mi ossessiona con le sue tristezze, con le sue pene; lo vedo soffrire, e non sono neppure capace di consolarlo. Io sono certo migliore di lui: posso parlargli come farei con un estraneo: non capisco quali ragioni me ne facciano prigioniero. E il più terribile forse è che gli altri non conosceranno di me che questo personaggio in lotta con la vita.

    ha scritto il 

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