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Alice disambientata

Di

Editore: Le Lettere

4.0
(22)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860870410 | Isbn-13: 9788860870414 | Data di pubblicazione: 

Compilatore: Gianni Celati ; Postfazione: Andrea Cortellessa

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Bologna, primavera 1977. L'università è occupata. Al DAMS c'è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi geniali e non si stanca mai di raccontar storie. Così il suo seminario su Lewis Carroll si trasforma in un collettivo politico, una scuola di scrittura creativa, un cineclub, un concerto rock, un set psicanalitico. Soprattutto un posto dove «farsi delle storie». Alice è l'emblema del Movimento. Un'Alice disambientata perché ormai è dappertutto: cade, precipita, rimpicciolisce e ingrandisce. Il suo, dicono gli studenti e scrupoloso annota il prof, è «un modo per non farsi catturare». Nasce questo volume, esperimento di scrittura collettiva, libro-nonlibro, frutto della collaborazione tra individui «che si identificano molto l'uno nell'altro (si innamorano anche) ma non si identificano più in nessunissimo capo». Un volume che ora l'autore riscrive da cima a fondo, corredandolo di illustrazioni scelte nella grande tradizione iconografica del capolavoro di Carroll, ma anche fra le icone pop di quel tempo.
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  • 0

    Sai quando mentre lavori a casa ti mandi nella tua casella di posta elettronica (cioè a te stesso) dei documenti in modo che poi


    sul lavoro sei certo di averli, perché non si sa mai
    dimentichi a casa il supporto, il computer e poi sei nella merda


    allora io, a me non la fa nessuno, i ...continua

    Sai quando mentre lavori a casa ti mandi nella tua casella di posta elettronica (cioè a te stesso) dei documenti in modo che poi

    sul lavoro sei certo di averli, perché non si sa mai dimentichi a casa il supporto, il computer e poi sei nella merda

    allora io, a me non la fa nessuno, io mi mando i documenti poi rimango a lavorare (...) poi

    do un'occhiata alla posta e vedo la finestrella 1 messaggio per te.

    ha scritto il 

  • 5

    Dall'introduzione: "ciò che rende questo libro ancora leggibile, sono i ritorni di fiamma di un'allegria speciale, allegria per nessuna ragione, tranne quella dell'incontro con gli altri".

    ha scritto il 

  • 3

    Ripubblicazione

    E' la ripubblicazione di un famoso testo del '77 bolognese, lavoro collettivo a patchwork di quel gruppo di studenti celatiani che analizzò l'opera di Lewis Carroll durante il corso di letteratura tenuto da Celati al DAMS nell'anno 1977. Particolarmente valide l'introduzione di Celati e la postfa ...continua

    E' la ripubblicazione di un famoso testo del '77 bolognese, lavoro collettivo a patchwork di quel gruppo di studenti celatiani che analizzò l'opera di Lewis Carroll durante il corso di letteratura tenuto da Celati al DAMS nell'anno 1977. Particolarmente valide l'introduzione di Celati e la postfazione di Cortellessa, ma belle anche alcune delle analisi anonime da parte degli studenti dell'epoca, che sono come una diapositiva un po' ingiallita su un tempo che, purtroppo, non c'è più. Approfitto per ricordare qui Francesco Lorusso, studente ucciso dalla polizia mandata da Cossiga per reprimere quella innocente e innocua stagione di proteste studentesche.

    ha scritto il 

  • 4

    Alice come metafora.

    Da un corso di Gianni Celati sulla letteratura vittoriana, "schede, appunti, foglietti stropicciati, registrazioni e interventi" degli studenti (assemblati e montati tra loro da Celati) che danno il senso delle istanze e dei riferimenti culturali dell'ala cosiddetta "creativa" del movimento del ' ...continua

    Da un corso di Gianni Celati sulla letteratura vittoriana, "schede, appunti, foglietti stropicciati, registrazioni e interventi" degli studenti (assemblati e montati tra loro da Celati) che danno il senso delle istanze e dei riferimenti culturali dell'ala cosiddetta "creativa" del movimento del '77 a Bologna. Veramente interessanti la prefazione di Celati e la postfazione di Andrea Cortellessa.

    ha scritto il 

  • 4

    La collana di Fuori Formato curata da Cortellessa è di non comune bellezza. Dopo l'incanto di Arminio, ecco che mi perdo nella psichedelia di Alice disambientata: un fuori formato totale, illeggibile, inadeguato, illogico e proprio per questo meraviglioso. Dice Celati nell'introduzione:"ciò che r ...continua

    La collana di Fuori Formato curata da Cortellessa è di non comune bellezza. Dopo l'incanto di Arminio, ecco che mi perdo nella psichedelia di Alice disambientata: un fuori formato totale, illeggibile, inadeguato, illogico e proprio per questo meraviglioso. Dice Celati nell'introduzione:"ciò che rende questo libro ancora leggibile, sono i ritorni di fiamma di un'allegria speciale, allegria per nessuna ragione, tranne quella dell'incontro con gli altri".
    E' seguire il Coniglio Bianco e precipitarsi in mondi uno più acidato dell'altro. Fondali recuperati dai magazzini del teatro, autentici negli anni di un'università che non ho mai conosciuto e che ho incontrato invece, negli anni, ormai sbiaditi e spesso fuori luogo, per le facce e i corpi che li animavano facendo finta che il tempo non fosse passato. Soffiando via la polvere.

    ha scritto il 

  • 3

    Enrico Palandri, attualmente docente a Ca' Foscari, mi ha detto di non essere soddisfatto di questo libro. Lui era fra gli studenti del DAMS di Bologna che seguirono il corso di Celati del '77 sulla letteratura del nonsense, in primis su Lewis Carroll.
    La Alice di Carroll era all'epoca un ...continua

    Enrico Palandri, attualmente docente a Ca' Foscari, mi ha detto di non essere soddisfatto di questo libro. Lui era fra gli studenti del DAMS di Bologna che seguirono il corso di Celati del '77 sulla letteratura del nonsense, in primis su Lewis Carroll. La Alice di Carroll era all'epoca un simbolo per tutto il movimento (da cui anche il nome di Radio Alice) & Celati era un critico acuto & attento.

    Ristampato trent'anni dopo (v. copertina originale delle Ed. Quadrifoglio), il libro è un documento molto interessante di COSA si studiava in quei mesi concitati, ma anche di COME. Aver mantenuto l'impianto plurale e collettivo del discorso è a mio parere uno dei meriti di Celati, anche se paradossalmente il testo dovesse risentirne. In verità il testo è un po' sui generis: a tratti è ripetitivo, mentre alcuni punti sono concettualmente molto densi.

    Molto belle le foto (la copertina non è tra le migliori). Alcune sono drammatiche, come i carri armati in città o la famosa ragazza con carabinieri, mentre altre sono impagabili, come gli slogan che sembravano tappezzare ogni superficie ("l'anima è la galera del corpo" ; "dichiaro lo stato di felicità permenente" ; "GIU' LE MANI DA RADIO ALICEEEEEEEE!").

    Paradossalmente, se dovessi farmi firmare un libro da Celati, sceglierei questo.

    Sull'epoca di questo libro

    L'allegria che ha cercato di farsi strada nel nostro libro deve sempre rinunciare all'idea di sapere come stato di coscienza, il sapere stagno da professionista patentato. E deve accettare questo modo slegato, pagliaccesco, con alti e bassi secondo i momenti. Perché la positività è sempre questione di momenti; è l'atmosfera, l'intonazione del momento esaltante o angoscioso, in cui si annuncia un'apertura mentale. L'adesione al movimento trascende ogni tipo di sapere, ogni forma d'interiorità, perché ci rimanda ad un avvenire al di là di noi; e mentre sospendo le ansie competitive, aiuta a pensare a una comunità possibile, senza "messaggi".

    Gianni Celati, novembre 2006

    ha scritto il 

  • 4

    Alice è la protagonista del sogno giovanile della contestazione. Attraverso lei Carroll affronta problemi legati alla ricerca di una normalità “laterale”.


    Questo libro è frutto delle opinioni, non sempre concordi, di un gruppo di studenti del Dams, mentre fuori dall'università divampa la c ...continua

    Alice è la protagonista del sogno giovanile della contestazione. Attraverso lei Carroll affronta problemi legati alla ricerca di una normalità “laterale”.

    Questo libro è frutto delle opinioni, non sempre concordi, di un gruppo di studenti del Dams, mentre fuori dall'università divampa la contestazione del '77. Può essere considerato il manifesto del '77 e dalla sua rivoluzione linguistica.
    Gli studenti accusano la psicoanalisi di ricondurre tutto ad un trauma sessuale e così il mondo intero della cultura di voler imporre una verità oggettiva.
    In questo contesto Alice, nel suo disambientamento, diventa il simbolo della rivoluzione in atto.

    ha scritto il 

  • 4

    1977, anno topico, pieno di contraddizioni, un movimento creativo che si contrappone alla crescita della lotta armata, la fine delle illusioni rivoluzionarie che sfocia nel trionfo dell’eroina, droga che ha falcidiato un’intera generazione. A Bologna, capitale indiscussa del movimento, e per la p ...continua

    1977, anno topico, pieno di contraddizioni, un movimento creativo che si contrappone alla crescita della lotta armata, la fine delle illusioni rivoluzionarie che sfocia nel trionfo dell’eroina, droga che ha falcidiato un’intera generazione. A Bologna, capitale indiscussa del movimento, e per la precisione al Dams, c’è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi geniali e non si stanca mai di raccontar storie. Così il suo seminario su Lewis Carroll si trasforma in un collettivo politico, una scuola di scrittura creativa, un cineclub, un concerto rock, un set psicanalitico. Alice disambientata, questo il nome dato al materiale raccolto, già pubblicato nel 1978 da L’Erba Voglio, è stato ripubblicato dalla casa editrice Le Lettere.
    Scrive Andrea Cortellessa nella seconda di copertina: “Un’inedita identità collettiva è il referente e insieme l’artefice di Alice disambientata perché, com’è detto nelle prime righe, ormai è dappertutto. Come l’Araba Fenice, è senza luogo e senza dimensione: cade, precipita, scivola nel non-luogo del linguaggio, così rimpicciolendo e ingrandendo a volontà. Il suo, dicono gli studenti e scrupoloso annota il prof, è un modo per non farsi catturare”.
    Ne esce fuori un libro bizzarro, nel quale la fantasia più sfrenata dialogo con l’ideologia più furiosa.
    All’interno di quel gruppo di studenti c’erano, tra gli altri, Enrico Palandri e Roberto “Freak” Antoni.

    r.a.

    ha scritto il