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Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio Magico

Di

Editore: Newton & Compton

4.2
(6403)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Russo , Finlandese , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8854105767 | Isbn-13: 9788854105768 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriana Valori-Piperno

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Alice, come romanzo e comepersonaggio, conserva ancora intatta tutta la sua freschezza, conquistandol'attenzione non solo dei più giovani, apparentemente primi destinatari dellesue avventure, ma anche degli adulti, che scoprono continue sfide e rinnovatispunti d'interesse nei suoi giochi linguistici, nei suoi trucchi psicologici,nella sua ferrea logica comportamentale, nell'intrigante verosimiglianza cheuna narrazione stringente e incalzante riesce a conferire anche allesituazioni più assurde. La storia di Alice è un gioco, ogni lettore ne è dasempre consapevole, e come ogni gioco va riscoperto con occhi che sappianoguardare al di là della realtà.
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  • 2

    Surrealismo

    Il sogno diventa realtà. Nel sogno il pensiero non si può controllare con la ragione e libera l'inconscio. Penso capiti a tutti talvolta di svegliarsi subito dopo aver fatto un sogno e di essere sorpr ...continua

    Il sogno diventa realtà. Nel sogno il pensiero non si può controllare con la ragione e libera l'inconscio. Penso capiti a tutti talvolta di svegliarsi subito dopo aver fatto un sogno e di essere sorpresi da quanta lucidità c'era in quel sogno, ma anche del fatto che certi pensieri elaborati in sogno mai li abbiamo avuti nella realtà. Questa è più o meno la definizione del surrealismo.
    Le avventure dell'Alice di Carroll si muovono in questo mondo onirico, che parla dei sogni di una bambina, ma accennando a riflessioni tremendamente colte. Il mondo invertito fa luce sulla relatività delle convenzioni sociali, concetto rivoluzionario in epoca vittoriana. Anche le convenzioni linguistiche sono messe in dubbio: se ci fermiamo a pensare a certe nostre espressioni, non possiamo fare a meno di concludere che non hanno senso.
    Il genere fantastico non è il mio preferito, di qui il basso giudizio sul libro, che ho trovato nel complesso abbastanza noioso. Tuttavia è uno di quei libri che devono essere letti, perché insegnano che nulla deve essere dato per scontato, anche quando sembra che non vi sia alternativa. E' come quando i nostri figli ci chiedono il perché di qualcosa che ci accorgiamo di non saper spiegare e siamo tentati di concludere "perché è così e basta". Ecco, Alice ci offre un insieme di perché inspiegabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' così...

    Confesso di non aver mai letto da piccola questa storia, ma di averla conosciuta solamente tramite Walt Disney e Tim Burton.
    Comunque ho letto la versione integrale (Il paese delle Meraviglie- Attrave ...continua

    Confesso di non aver mai letto da piccola questa storia, ma di averla conosciuta solamente tramite Walt Disney e Tim Burton.
    Comunque ho letto la versione integrale (Il paese delle Meraviglie- Attraverso lo specchio). Per quanto mi riguarda l'ho trovato un libro sorprendente, ho dedicato tempo anche alle prefazioni dove ho avuto modo di conoscere un po' Carroll, la storia di Alice e delle sue sorelle, lo stile di scrittura e tutto ciò che mi ha permesso di poter capire al meglio il testo. Grazie anche alle varie note inserite nel racconto ho potuto dedurre che in inglese molti giochi di parole e dialoghi rendono molto meglio delle altre traduzioni. E' stato un libro sì bello ma che mi ha lasciata un po' sorpresa, in senso positivo. L'ho trovato a tratti brillante e geniale, ma è come se in alcuni racconti mi sfuggisse qualcosa, come se non tutto fosse chiaro. Credo che questa era una delle intenzioni di Carroll. Non deve esserci sempre una spiegazione a tutto ed è stato abile nello scrivere queste storie ricche di fantasia e stranezze. Molto utili anche le illustrazioni che permettono di avere un'idea chiara degli strani personaggi che Alice incontra sul suo cammino.
    Alice è un personaggio coraggioso, pur essendo così piccola a volte si lascia intimorire ma con risolutezza affronta tutte le difficoltà che le si presentano.
    E' un libro che mette in mostra l'alter ego di Dodgson: geniale, fantasioso ed eterno bambino.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto per la prima volta nella stucchevole e polverosa prima traduzione di Emma Cagli, è stata una piacevole rilettura. Questa edizione di Mondadori ha una traduzione diversa dalle altre famose trad ...continua

    Letto per la prima volta nella stucchevole e polverosa prima traduzione di Emma Cagli, è stata una piacevole rilettura. Questa edizione di Mondadori ha una traduzione diversa dalle altre famose traduzioni (Pietrocola Rossetti e Spaventa Filippi) ed è davvero buona, con i bellissimi i disegni originali di Tenniel e un'intelligente apparato di note.
    Carroll era geniale quanto pedofilo.
    Illogico (in buona parte), matematico (per la restante), il trionfo dell' apparente non-sense: come non adorare questo libriccino?

    ha scritto il 

  • 4

    È stato il primo vero libro che ho avuto in mano, un volumone più grande di me, pieno di illustrazioni, su cui compitavo a fatica, affrettandomi poi a divulgare la storia tra i miei divertiti parenti. ...continua

    È stato il primo vero libro che ho avuto in mano, un volumone più grande di me, pieno di illustrazioni, su cui compitavo a fatica, affrettandomi poi a divulgare la storia tra i miei divertiti parenti. Come potrei non amarlo? L'ho riletto più volte, in italiano e poi in inglese, scoprendo quanto era sottile e perverso...

    ha scritto il 

  • 0

    Sarò forse una Crudelia Demon priva di fantasia, ma a me il paese delle meraviglie, sembra un ufficio del catasto in cui scorrazza per un tempo indefinito l’utente Alice, che vive un senso di inadegua ...continua

    Sarò forse una Crudelia Demon priva di fantasia, ma a me il paese delle meraviglie, sembra un ufficio del catasto in cui scorrazza per un tempo indefinito l’utente Alice, che vive un senso di inadeguatezza, fisica e mentale, rispetto ai luoghi e gli esseri che la circondano. Incontra personaggi incazzati e arroganti, che danno un briciolo di senso alla loro giornata giocando a spider senza regole o assistendo al trionfo della giustizia sommaria, dove regnano l’arbitrio e la la violenza come in un film di Tarantino (ma con meno ironia…).
    Sembra un incubo delle notti in cui ho la febbre a 39…
    Voglio assolutamente parlare con un bambino che apprezza questa storia.. mi deve spiegare un po di cose.

    ha scritto il 

  • 2

    Pues va a ser que no...

    Sé que muchos querrán matarme después de lo que voy a decir a continuación, peeero.... ¡no me ha gustado! Podrá ser todo un clásico de la literatura y una lectura que muchos consideraran obligatoria, ...continua

    Sé que muchos querrán matarme después de lo que voy a decir a continuación, peeero.... ¡no me ha gustado! Podrá ser todo un clásico de la literatura y una lectura que muchos consideraran obligatoria, pero a mí me ha parecido terriblemente aburrido. Y el personaje de Alicia.... ¡uf! ¡qué pesadilla de niña! Menos mal que, con eso de ir saltándose hojas, lo terminé pronto. Una pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che è pura fantasia, avventura e delirio, un viaggio meraviglioso! Ho apprezzato tantissimo anche i mille giochi di parole e il fatto che, come Alice insegna, una volta che hai detto una cosa ...continua

    Un libro che è pura fantasia, avventura e delirio, un viaggio meraviglioso! Ho apprezzato tantissimo anche i mille giochi di parole e il fatto che, come Alice insegna, una volta che hai detto una cosa, ormai l'hai detta.

    ha scritto il 

  • 4

    “Alice nel paese delle meraviglie”, chi mai non lo ha letto, da grande o da bambino? Penso che tutti conoscano, grazie al libro o al cartone, questa straordinaria storia fuori dal comune.
    È nata così, ...continua

    “Alice nel paese delle meraviglie”, chi mai non lo ha letto, da grande o da bambino? Penso che tutti conoscano, grazie al libro o al cartone, questa straordinaria storia fuori dal comune.
    È nata così, quasi per caso, un giorno qualsiasi durante un giro in barca. In una giornata di sole, durante una gita, in compagnia di un amico e di tre piccole sorelle, o furie, come le chiama lo scrittore.
    Lorina, Alice e Edith, erano le tre bambine che chiesero a Carroll di raccontar loro una storia ed Alice, fu l’ispiratrice di una storia davvero bislacca.
    La storia racconta di una bambina di nome Alice che un giorno, mentre era distesa su un argine con la sorella, vede un Bian coniglio tutto preoccupato, esclamare trafelato “Oh dio! Oh dio! Arriverò troppo tardi!”. Incuriosita e per niente allarmata, Alice segue il coniglio con il gilet e l’orologio in una grande tana di conigli che la fa cadere giù per miglia e miglia, lungo un buco profondo che la porterà in un mondo assai strano, dove il cibo può farti ingrandire o rimpicciolire, dove i bruchi fumano il narghilè, le aragoste ballano la quadriglia, i giardinieri colorano le rose bianche di rosso, le Duchesse cullano maialini e dove la regina di Cuori fa tagliare la testa a chiunque.
    Quello che Carroll ha inventato in un pomeriggio, e poi scritto per essere letto dal resto del mondo, è qualcosa di così surreale e folle che è impossibile non trovarlo affascinante.
    Lo scrittore è riuscito ad inventarsi un mondo “delle meraviglie” dove a tutti è concesso di essere folli e di vedere il mondo attraverso la lente che più gli aggrada.
    Il successo che sta dietro a questo libro è proprio questo: permettere a chiunque lo legga di ritornare ad essere bambini, anche se solo per poche ore.
    Leggere “Alice nel paese delle meraviglie” significa fingere di accettare che la follia possa esistere. Vuol dire non trovare strano un coniglio vestito con un gilet che corre perché è in ritardo, vuol dire capire la logica che sta dietro al tè del Cappellaio matto e della Lepre Marzolina, vuol dire considerare la stranezza e la follia come una parte imprescindibile della vita.
    Questo libro è un tributo all’infanzia, è la tana del Bian coniglio che ti catapulta nel mondo dell’innocenza e dell’ingenuità di quando si era bambini. Credo che sia l’antidoto ideale per la noiosa responsabilità che l’età adulta, prima o poi, dona a tutti.
    Più si cresce e ci si avvicina all’età adulta, più questo libro diventa necessario, non solo per farsi due risate, ma per ricordarsi di quanto era bello quando credere alla follia era così semplice. Perché è questo ciò che il libro ti vuole ricordare: anche se ora sei un adulto, c’era un tempo in cui anche tu credevi nell’esistenza di animali parlanti, cibi magici e giochi strampalati. C’era un tempo in cui le bambine passavano tutto il pomeriggio a prendere il tè con i loro peluche e i bambini giocavano ai fortini e a rincorrersi. Quei bambini poi sono cresciuti, hanno smesso di credere alla magia e non fanno più giochi strambi, ed è a questo che serve questo libro, a ricordarti di quando anche tu credevi nella magia e nel folle.
    Nella versione della Feltrinelli, che comprende anche il testo in inglese, ci sono alcune imprecisioni nella traduzione, ma è da apprezzare la possibilità di poter leggere il capolavoro in lingua originale.
    Questo libro dovrebbe essere letto, principalmente, due volte: una quando si è bambini, ed una quando ci si è dimenticato di essere stati dei bambini.

    ha scritto il 

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