Alice nel Paese delle meraviglie - Dietro lo specchio

Di

Editore: Garzanti

4.2
(6734)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Russo , Finlandese , Portoghese , Olandese

Isbn-10: A000056559 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un meraviglioso mondo d'inquietudine

    Io non so perché ma, fin da bambina, sia sottoforma di libro che di film/cartone, Alice e il suo paese delle Meraviglie mi ha sempre lasciato un senso di vuoto, inquietudine e stranezza. Carroll di c ...continua

    Io non so perché ma, fin da bambina, sia sottoforma di libro che di film/cartone, Alice e il suo paese delle Meraviglie mi ha sempre lasciato un senso di vuoto, inquietudine e stranezza. Carroll di certo a fantasia era messo bene ma dubito che una storia del genere possa essere pensata senza qualche sottospecie di sostanza allucinogena. Detto questo, i bambini sicuramente ne gioveranno e, soprattutto, la loro fantasia. Tre stelle solo perché devo superare questo trauma..

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico che ho preferito rileggere in lingua originale. Carroll e la matematica camminano a braccetto, ho optato per l'Inglese proprio per riuscire a cogliere quelle sfumature che inevitabilmente ...continua

    Un classico che ho preferito rileggere in lingua originale. Carroll e la matematica camminano a braccetto, ho optato per l'Inglese proprio per riuscire a cogliere quelle sfumature che inevitabilmente si perdono nel corso di una traduzione.

    Ho preso questa edizione anche perchè c'è "and Through the Looking Glass", ovvero il seguito delle avventure di Alice, che peraltro non ha nulla da invidiare al suo predecessore. Anche in questo caso logica a go go

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è ricco di giochi di parole, omofonie e riferimenti a storie, filastrocche e canzoncine della cultura anglosassone che possono essere apprezzati solamente conoscendo bene la lingua inglese e ...continua

    Il libro è ricco di giochi di parole, omofonie e riferimenti a storie, filastrocche e canzoncine della cultura anglosassone che possono essere apprezzati solamente conoscendo bene la lingua inglese e leggendo la versione originale. Tradotto perde un po' la sua anima e diventa semplicemente una bella storia fantastica e "assurda" che tutti ormai conoscono.
    Mi è piaciuta l'edizione ricca di note di traduzionè e riferimenti che aiutano nella lettura e nella comprensione della trama.

    ha scritto il 

  • 5

    The Annotated Alice

    Bellissima (e famosa) edizione annotata di Martin Gardner, tradotta bene in italiano da D'Amico, in un formato che rende giustizia alle illustrazioni di Tenniel, riprodotte decentemente (considerato a ...continua

    Bellissima (e famosa) edizione annotata di Martin Gardner, tradotta bene in italiano da D'Amico, in un formato che rende giustizia alle illustrazioni di Tenniel, riprodotte decentemente (considerato anche il costo molto contenuto del libro). Le note di Gardner non sono mai ridondanti né didascaliche, ma spianano la strada per capire davvero cosa volesse dire 150 anni fa Carroll, e perché alle figlie dei suoi amici questo racconto piacesse così tanto. Così, si scopre perché la Finta Tartaruga piange sempre e invece il Cheshire Cat non fa altro che sorridere, perché il Bianconiglio è ossessionato dai guanti e perché una corsa elettorale dovrebbe asciugarti quando ti bagni.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo l'ennesima rilettura di "Alice nel Paese delle Meraviglie", volevo scrivere un commento serio e profondo sul perché è un capolavoro. Ma la realtà, è che l'unico vero motivo per cui amo questo lib ...continua

    Dopo l'ennesima rilettura di "Alice nel Paese delle Meraviglie", volevo scrivere un commento serio e profondo sul perché è un capolavoro. Ma la realtà, è che l'unico vero motivo per cui amo questo libro è che mi fa sempre scompisciare dalle risate.

    Per la prima volta ho letto "Attraverso lo specchio". Mi è sembrato più "filosofico" e forzato rispetto al precedente. Insomma, meno divertente e spontaneo, tra l'altro con una Alice non veramente coinvolta (mentre nel precedente era parte integrante della follia, qui invece non fa altro che ridere). Non sono altro che incontri, chiacchiere troppo costruite, e troppe poesie! Pochi momenti riusciti, tra cui l'inquietante incontro con il Re Rosso, con la stessa Alice che si spaventa e piange, all'idea di essere lei il sogno, e non la sognatrice.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è l'effetto del vivere a ritroso.

    Le favole che vedono protagonista Alice mi sono piaciute molto. L'autore Carroll doveva essere un ottimo narratore, una persona che amava sorprendere e incantare i bambini mettendo sotto sopra e strav ...continua

    Le favole che vedono protagonista Alice mi sono piaciute molto. L'autore Carroll doveva essere un ottimo narratore, una persona che amava sorprendere e incantare i bambini mettendo sotto sopra e stravolgendo costantemente il buon senso, le regole, le consuetudini. Mi è piaciuto molto anche il film Alice in the Wonderland, anzi è stato proprio questo a spingermi nella lettura, poiché mi interessava vedere quanto in realtà appartenesse realmente alla storia raccontata da Carroll e quanto al regista (che ne fa una reinterpretazione) Tim Burton. Devo dire che la storia di Carroll è molto più semplice, nelle sue storie non esiste ad esempio il mostro da sconfiggere Ciciarampa; in Alice nel paese delle meraviglie tutto si risolve in un mazzo di carte che nel finale volano in aria e non fanno più paura a nessuno, tanto meno ad Alice che, ormai acquisite le sue normali dimensioni, le lascia scivolar via dalle sue mani. I bizzarri personaggi che Alice incontra nel suo sogno sono appunto i personaggi rappresentati nelle carte da gioco (non tutti ma buona parte).
    Carroll ama le filastrocche e le canzonette popolari che arricchiscono e colorano il racconto (quanto deve aver amato Carroll gli occhi stupiti dei bambini!), e i giochi di numeri e parole, che naturalmente non possono ben rendere nella traduzione. Molto di ciò, adattandolo alla nostra lingua, perde in bellezza.
    Tra le due storie la mia preferita è stata la meno popolare: Attraverso lo specchio. Questa fa muovere il personaggio di Alice in un paesaggio suddiviso in riquadri da siepi e ruscelli, i riquadri di una scacchiera, dove Alice incontrerà gli alfieri, i cavalli, la regina nera, bianca, i re e tanti stravaganti personaggi, muovendosi proprio come in una partita di cui Carroll conosce benissimo le regole del gioco, e a queste si attiene fermamente (ma solo un attento giocatore di scacchi le riconosce al di sotto della storia, velate, le regole come tali non vengono menzionate). Le citazioni sul tempo, sul mondo, sui matti... sui sogni (che Burton non dimentica di mettere nel film) sono meravigliose e ai miei occhi svelano un aspetto profondo del narratore, e anche il pensiero sulla legge causa-effetto, stravolta dalla regina bianca in 'Attraverso lo specchio', mi fa pensare alla Legge di Attrazione e ad un autore che, anticipando i tempi, probabilmente ben la conosceva.
    Carroll racconta un mondo dove tutto è possibile, dove l'immaginazione non conosce orizzonti e le difficoltà si attraversano e si superano, sempre, proprio per mezzo di essa. Questa la sua grandezza.

    "Io non sono capace di ricordarmi le cose prima che siano accadute"
    "E' una memoria molto misera quella che funziona solo all'indietro"

    Attraverso lo specchio. L.C.

    Piccola curiosità: in Alice nel paese delle meraviglie non esiste nessuna regina 'Bianca' che è rappresentata invece nel film Alice in the Wonderland La regina bianca a cui il film fa riferimento è presa da 'Attraverso lo specchio' insieme ad alcune buone citazioni tipo quella delle 'cose impossibili'. La regina bianca degli scacchi appunto.

    ha scritto il 

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