Alice nel mondo dello specchio

Di

Editore: Fabbri

3.9
(813)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Portoghese , Thai

Isbn-10: 8845180867 | Isbn-13: 9788845180866 | Data di pubblicazione: 

Curatore: T. Giglio

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato ...continua

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato uno scacchista, Vernon Rylands Parton, e ci ha creato su delle mosse vere, e le chiamò "gli scacchi di Alice". Così ora le mosse esistono. E poi, siccome è anche una storia di formazione, parla di una bambina che dapprima dormicchia annoiata in un vecchio salotto inglese di fine ottocento, poi va in giro in posti che sanno proprio di sogno, ma che si sospetta non lo siano, canticchiando strane filastrocche, anche queste che non esistono, naturalmente. O sono le strane filastrocche che canticchiano lei e le sue incredibili passeggiate? Perché, incredibili son incredibili. Per dirne una, Alice incontra personaggi che, pure loro, non esistono. Siete disposti a credere a ciò? E' così eppure. Forse è per questo che le filastrocche si fanno cantare con parole che non esistono. O forse le filastrocche c'erano già con quelle parole inventate di sana pianta e i personaggi ne sono usciti fuori così, generati da parole bizzarre. Perché, bizzarri son bizzarri. Per esempio, vi sembra normale trovarsi improvvisamente di notte su una barca lungo un fiume scuro, che attraversa un villaggetto chissà dove, in compagnia di una pecora che lavora a maglia (con la sua stessa lana magari??) e dice cose certo bizzarre, ma, diciamolo, decisamente inquietanti! Perché, inquietante, è inquietante, e io è da un pezzo che cerco di dirlo (e qui). Poi c'è la regina rossa, quella delle carte, e quella degli scacchi, che insegna ad Alice a correre con tutte le sue forze sul proprio posto. Solo deve badare a regolare la velocità, in base ai luoghi che vuole raggiungere. Ha senso tutto questo? Correre con tutta la propria forza per rimanere dove già si sta? Ovviamente no, non perdiamo tempo a porci domande sceme. Che poi, 102 anni più tardi, nel 1973, Leigh Van Valen elaborerà una metafora di strategia evolutiva, denominandola appunto l'ipotesi della Regina Rossa, è un'altra questione. Allora, esisterà, ma qui nel libro, no assolutamente, non esiste ancora.

    E allora la mia proposta è questa: rilassiamoci e diamo retta al nostro matematico scrittore. Non poniamo limiti a questa nostra povera logica bistrattata. Perché è così che ci è stata data. Libera. Di accogliere e comprendere anche ciò che logico non è.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabesc ...continua

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabeschi parlanti, filastrocche e ammonimenti. Alice è sempre la stessa, curiosa, disponibile verso l’avventura e il diverso, anche se spesso è confusa di fronte a qualcosa che va contro i suo buon senso di bambina ben educata. Penso che in questo romanzo ci siano più che nelle Avventure di Alice elementi particolari che vanno al di là della comprensione di un bambino, più spunti di riflessione per un adulto; ne sono un esempio le riflessioni sulla padronanza della lingua come strumento di identità, il rapporto con il tempo, con la diversità. Un romanzo dunque complesso e leggero, seri e divertente nello stesso tempo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi s ...continua

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi sensi e i giochi di parole del primo. Peccato che non abbia la benche minima conoscenza degli scacchi...

    ha scritto il 

  • 1

    orrendo

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irric ...continua

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irriconoscibile: scritto male, noioso, senza senso, un’accozzaglia di incontri, dialoghi, scene senza capo né coda e slegate una dall’altra. Veramente orribile, un giorno e mezzo buttato che nessuno mi restituirà mai.

    ha scritto il 

  • 0

    Un mondo allo specchio

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio ...continua

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio compleanno e l'abilita di un cavaliere si giudica da come cade bene da cavallo.

    I dialoghi sono brillanti, con Carroll che si dimostra un maestro, nei giochi di parola e nello scherzo basato sulla logica.

    ha scritto il 

  • 2

    Attraverso lo specchio

    Il libro è praticamente identico ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Tantissimi personaggi particolari con dialoghi zeppi di Nosense. La differenza maggiore con il libro precedente è che qui Alice no ...continua

    Il libro è praticamente identico ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Tantissimi personaggi particolari con dialoghi zeppi di Nosense. La differenza maggiore con il libro precedente è che qui Alice non fa un viaggio unico, ma a volte si trova improvvisamente in un altro posto con altri personaggi senza sapere come. Ho ritrovato alcuni dei personaggi e delle frasi che Tim Barton ha utilizzato per il ultimo film Alice in Wonderland. Tutto sommato non mi è piaciuto, davvero troppo troppo "campato in aria", come si suol dire.

    ha scritto il 

  • 3

    A differenza del precedente (Alice's Adventures in Wonderland)questo mi ha lasciato un po' così...premetto che avendo visto il cartone animato da bambina, il film di Tim Burton qualche anno fa, e non ...continua

    A differenza del precedente (Alice's Adventures in Wonderland)questo mi ha lasciato un po' così...premetto che avendo visto il cartone animato da bambina, il film di Tim Burton qualche anno fa, e non sapendo minimamente come fosse la trama di Through the Looking Glass, mi sono un po' lasciata fuorviare e mi aspettavo chissà cosa; invece ho notato che molti personaggi e molti episodi non erano nemmeno stati presi in considerazione nella stesura del libro, e quindi sono una pura invenzione dei registi.
    La cosa divertente del leggere in inglese questi due libri è provare a immaginare in italiano tutti i giochi di parole scritti in inglese, alcuni semplici da rendere, altri davvero impossibili, motivo per cui penso leggiucchierò presto la traduzione italiana.

    ha scritto il 

  • 2

    Mmm...

    Non mi ha lasciato nulla questo "sequel"... Mi aspettavo che chiarisse qualcosa o avesse collegamenti con "Alice's adventures in Wonderland" o che, perlomeno, al Cappellaio Matto venissero dedicate al ...continua

    Non mi ha lasciato nulla questo "sequel"... Mi aspettavo che chiarisse qualcosa o avesse collegamenti con "Alice's adventures in Wonderland" o che, perlomeno, al Cappellaio Matto venissero dedicate alcune pagine. E invece nulla di nulla, un mare di nonsense, che io non ho saputo apprezzare. Sarà anche l'ostacolo della lingua, ma questo libretto pareva che non finisse più!!!

    ha scritto il 

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