Alice nel paese delle meraviglie

Di

Editore: Fabbri

4.1
(7939)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Olandese , Chi semplificata , Portoghese , Finlandese , Rumeno , Greco , Giapponese , Polacco , Basco , Ceco , Esperanto , Indiano (Hindi) , Russo , Cinese

Isbn-10: 8845121976 | Isbn-13: 9788845121975 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: T. Giglio

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Da più di cento anni, il racconto fantastico di Lewis Carrol affascina lettorigiovani e meno giovani. Numerosi illustratori hanno prestato il loro talentoper raccontare le avventure di Alice. Questa edizione è l'interpretazione diHelen Oxenbury: l'universo stravagante del Paese delle Meraviglie e i suoiindimenticabili personaggi - il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto, il GattoPersiano, la Regina di Cuori - rivivono in queste pagine piene di colore e diumorismo. Helen Oxenbury interpreta i personaggi in chiave moderna: Alice èuna bambina di oggi, con abiti sbarazzini, vivace e desiderosa di esplorare unPaese delle Meraviglie che non avrà mai tempo.
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  • 2

    una gabbia di matti

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo e trovo Alice odiosa. Per fortuna ha il pregio della brevità.
    Come da titolo, una gabbia di matti mi sembra l'unica cosa giusta da dire a riguardo: a libri finit ...continua

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo e trovo Alice odiosa. Per fortuna ha il pregio della brevità.
    Come da titolo, una gabbia di matti mi sembra l'unica cosa giusta da dire a riguardo: a libri finito, mi sento come se mi avessero suonato nelle orecchie con una vuvuzela per cinque ore di fila

    ha scritto il 

  • 3

    深受迪士尼《愛麗絲夢遊仙境》動畫影響,講到愛麗絲,就會想到那個穿著藍洋裝的女孩,還有紅心皇后和笑笑貓。第一次讀文本,覺得整個故事實在是太天馬行空、太無厘頭了啊~相比之下,喜歡《Through the Looking-Glass》多一點,裡面有幾個跟現實生活完全相反的設定我覺得很有趣,像是:要到達一個目的地,必需往相反方向走;或是已經有了記憶,真正的事件才發生。還有動畫裡面我印象深刻的「非生日派對」 ...continua

    深受迪士尼《愛麗絲夢遊仙境》動畫影響,講到愛麗絲,就會想到那個穿著藍洋裝的女孩,還有紅心皇后和笑笑貓。第一次讀文本,覺得整個故事實在是太天馬行空、太無厘頭了啊~相比之下,喜歡《Through the Looking-Glass》多一點,裡面有幾個跟現實生活完全相反的設定我覺得很有趣,像是:要到達一個目的地,必需往相反方向走;或是已經有了記憶,真正的事件才發生。還有動畫裡面我印象深刻的「非生日派對」,也是來自於這本續作。
    這個插畫版本,不論是畫風或整體排版印刷都很可愛。可惜兩本使用的紙質不同,第二本是亮面的,而夢遊仙境則是用質感有點像是厚紙卡的紙,帶著一點早期作品的樸拙。

    ha scritto il 

  • 5

    Non si può che perdersi come la piccola Alice nell'insensato Paese delle Meraviglie, dove nulla sembra appellarsi alle leggi del razionalità, dove ogni singolo pensiero è alterato da una imprevedibile ...continua

    Non si può che perdersi come la piccola Alice nell'insensato Paese delle Meraviglie, dove nulla sembra appellarsi alle leggi del razionalità, dove ogni singolo pensiero è alterato da una imprevedibile follia.
    Un mondo in cui, tutto quel che era certo, diviene dubbio o visto in un'ottica inedita, distorta, dove la pazza sembra Alice, e non le creature che abitano il Paese delle Meraviglie.
    Incasinato, talvolta privo di senso e alcun nesso logico. Lasciatevi semplicemente trasportare, senza arrovellarvi il cervello nell'ostinazione di trovargli un senso.
    Da leggere rigorosamente in inglese per poter godere dei giochi di parole e le assonanze che tempestano il racconto, rendendolo unico: una lettura deliziosa che fluisce come un torrente di melassa.
    E non si è mai troppo grandi per ruzzonalre nella tana del Bianconiglio e scoprire le stramberie che ci sono oltre.

    ha scritto il 

  • 3

    Alice nel Paese delle Meraviglie è il breve romanzo scritto dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll, e pubblicato nel lontano 1865. Esso narra del sogno della picco ...continua

    Alice nel Paese delle Meraviglie è il breve romanzo scritto dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll, e pubblicato nel lontano 1865. Esso narra del sogno della piccola Alice, che, inseguendo un coniglio, si ritrova nel Paese delle Meraviglie, popolato da strani personaggi ed in cui accadono eventi bizzarri.
    Lessi per la prima volta questo libro da ragazzina, e lo trovai molto noioso e per questo difficile da terminare, mentre adesso mi è sembrato abbastanza piacevole ed a tratti divertente.
    La denominazione "Paese delle Meraviglie" è sempre stata molto affascinante per me, anche se mi riporta alla mente scene più fiabesche rispetto a quelle di cui ci narra Carroll (che, in realtà, aveva parlato di "sottomondo" o "sottosuolo").
    Ciò che mi è piaciuto di più sono stati i personaggi, così diversi tra loro, dal coniglio alla lepre marzolina, dal famosissimo cappellaio al simpatico Guglielmo la lucertola, fino ai miei preferiti, il mazzo di carte con la Regina di Cuori dalla condanna facile.
    Ad una lettura superficiale, la storia può apparire il trionfo del nonsense, ma una frase del testo mi ha colpito particolarmente, e mi ha spinto a riflettere meglio sulle avventure di Alice:" Guardate al senso; le sillabe si guarderanno da sé", dice infatti la Duchessa, che cerca una morale in tutto. Eppure, non potrebbe forse essere questo un messaggio dello stesso autore, che ci invita a non fermarci alle "sillabe", alla storia in sé, ma a guardare sotto la superficie?
    Ci sono in particolare tre elementi su cui credo valga la pena soffermarsi: il primo è il personaggio stesso di Alice. Ammetto che la bambina non mi è stata simpatica, mi è sembrata un po' presuntuosa e pronta a cacciarsi nei guai, eppure proprio quest'ultimo aspetto è dovuto a nient'altro che alla curiosità, che spesso - e a torto - noi adulti tendiamo a condannare, ed inoltre occorre una gran bella dose di coraggio - e di incoscienza - per affrontare qualcosa o qualcuno di cui non sappiamo nulla, come riesce a fare Alice. Il suo continuo crescere e rimpicciolirsi, inoltre, potrebbe essere collegato alla difficoltà di diventare grandi, ed alla confusione in cui spesso si ritrovano soprattutto i ragazzini, sospesi tra fanciullezza ed età adulta.
    Il secondo elemento è il tempo: l'orologio del cappellaio è fermo ormai da un po', e l'ora del tè si dilata senza fine, portando i convitati a scambiarsi ininterrottamente posto a tavola, ma anche a non terminare mai la propria bevanda o i propri biscotti, perché il tempo è fermo, cristallizzato, e, se questo fa in modo che non abbia più il "potere" di "rubare" secondi, minuti ed ore, d'altro canto non permette neppure all'uomo (o lepre o tasso che siano) di compiere qualsivoglia azione ed andare avanti con la propria vita.
    L'ultimo elemento che mi ha colpito è il fatto che alla sorella di Alice, dopo aver ascoltato il racconto del sogno della piccola, sembra quasi essere nel Paese delle Meraviglie, "benché sapesse" scrive l'autore, " che aprendo gli occhi tutto si sarebbe mutato nella triste realtà". Queste ultime parole, "triste realtà", mi hanno portato a domandarmi se Carroll non avesse voluto suggerirci che quella di Alice fosse stata una fuga da una quotidianità difficile, o se si riferisse, genericamente, alla realtà di tutti noi.
    Tra gli episodi per me più carini, l'iniziale caduta attraverso il tunnel (e tutto ciò che lì vi si trova); la casettina del coniglio, le chiacchierate con il gatto del Cheshire e il bruco e, naturalmente, il croquet della Regina.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/2015/05/alice-nel-paese-delle-meraviglie.html

    ha scritto il 

  • 5

    E' un testo che va necessariamente letto in originale. Il racconto, oltre che profondo, è stilisticamente molto bello. La prosa è musicale e piena di giochi di parole, che in italiano non potranno mai ...continua

    E' un testo che va necessariamente letto in originale. Il racconto, oltre che profondo, è stilisticamente molto bello. La prosa è musicale e piena di giochi di parole, che in italiano non potranno mai essere tradotti. Io ho letto anche la traduzione di Aldo Busi e, per quanto l'Autore si è davvero encomiabilmente applicato per esprimere i giochi di parole e la musicalità della prosa, anche talvolta utilizzando espressioni con un diverso significato rispetto all'originale, il risultato è necessariamente lontano dall'opera di provenienza.
    Si tratta di un racconto che Carroll ha composto in regalo alla piccola Alice e le sue due sorelle, figlie di un amico. E' una storia ricca di parabole, metafore, simboli, allusioni circa la crescita personale, la ricerca e scoperta di sé.
    Alcune scene hanno letteralmente segnato la coscienza collettiva pressoché universale, scatenando una creatività artistica forse senza paragoni. Per esempio, quando Alice, alla prima difficoltà, piange senza freni e rischia di affogare nelle proprie stesse lacrime; oppure tutti quegli oggetti che, a seconda delle prospettive sono troppo grandi o piccolissimi; o la metamorfosi del corpo femminile attraverso il cibo. L'abitudine che Alice adotta di crescere e rimpicciolirsi a seconda delle circostanze, utilizzando pezzi di fungo, per sentirsi adeguata alla situazione, finendo però solo per confondersi e rischiando di perdere se stessa, di dimenticare chi è veramente. Tutto ciò accade mentre cerca di raggiungere un giardino, che quando ha intravisto di sfuggita le è sembrato molto bello. Ma non sa dove sia, né come arrivarci, né cosa vi troverà esattamente. Sente solo che lì starà bene. A volte è vicinissima e vi cammina accanto costeggiando una lunga siepe, altre volte improvvisamente lo perde semplicemente di vista. Mi pare una efficace parabola del passaggio dalla fanciullezza alla fase adulta.
    Vi sono continui riferimenti alla matematica e alla geometria. Nel capitolo finale, la descrizione del processo al mazzo di carte è qualcosa di così arguto e realistico che ben rende la realtà delle vicende processuali. L'apparente assurdità delle regole, l'apparente inutilità delle procedure, l'apparente incapacità di coloro che vi partecipano (giudicanti, testimoni, giuria), tutto concorre a creare un realistico e veritiero non sense. Una atmosfera vagamente inquietante e soffocante, da incubo fanciullesco, è la perfetta cornice di un gioiello della letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Alice nel paese delle meraviglie

    LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
    “Micetto del Cheshire”, cominciò un po’ timidamente, perché non aveva la minima idea se l’altro avrebbe gradito quell’appellativo: ma il Gatto si limit ...continua

    LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
    “Micetto del Cheshire”, cominciò un po’ timidamente, perché non aveva la minima idea se l’altro avrebbe gradito quell’appellativo: ma il Gatto si limitò ad allargare il sorriso ancora di più. “Via, fin qui è contento”, pensò Alice, e proseguì. “Vorresti dirmi di grazia quale strada prendere per uscire da qui?” “Dipende soprattutto da dove vuoi andare” disse il Gatto. “Non importa molto…” Disse Alice. “Allora non importa molto che strada prendi” “…Purchè arrivi in qualche posto”, aggiunse Alice a mò di spiegazione. “Ah, per questo stai pure tranquilla”, disse il Gatto, “Basta che non ti fermi prima.” Alice trovò la risposta ineccepibile. “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e’ un classico della letteratura, scritto nella seconda metà dell’ottocento da un reverendo inglese con la cattedra di matematico, Lewis Carroll. Questo racconto fantastico narra le avventure di un’educatissima bambina inglese dell’età vittoriana, Alice, che scorgendo un coniglio bianco elegantemente vestito, decide di seguirlo all’interno della sua tana. La tana si rivela un pozzo profondissimo, al termine del quale troviamo una stanzetta con un tavolino di cristallo sopra il quale sta un pasticcino ed una chiave. Alice, giunta infine in fondo al pozzo, aumenta e diminuisce più volte di statura (cosa questa che si ripeterà spesso nel corso della storia) e incontra di seguito una serie di personaggi fantastici ma con caratteri realistici, personaggi indisponenti come il Bruco che fuma la pipa e interroga Alice contraddicendola con fare dispotico, ma che le rivela infine che il fungo sul quale si trova ha il potere di far crescere o diminuire. O come il Gatto del Cheshire dall’inquietante sorriso, che appare e scompare a suo piacimento. La bambina incontra poi il Cappellaio e la Lepre Marzolina (o Leprotto Bisestile) che sorseggiano il tè insieme ad un ghiro, seduti attorno a una lunghissima tavola apparecchiata all’aperto. Alice si siede pur non essendo stata invitata perché, sostengono i tre, “non c’è posto”. Iniziano gli indovinelli senza senso: “Qual è la differenza tra un corvo e una scrivania?”... Successivamente si scoprirà il motivo della presenza del lungo tavolo apparecchiato con molti servizi da tè: il Cappellaio, esibendosi nel canto dinnanzi alla Regina di cuori, ha “battuto il tempo”, e il tempo da parte sua si è arrabbiato per questo, interrompendo una lunga amicizia e condannando il Cappellaio a far si che siano sempre le sei, l’ora del tè: per questo non c’è tempo di lavare le tazze e ci si sposta quindi da un posto all’altro dell’immenso tavolo imbandito. Alice incontrerà poi la dispotica regina di cuori, sovrana di un popolo di carte e ansiosa di tagliare la testa a chiunque, (compreso il gatto del Cheshire). La regina coinvolgerà Alice in un farsesco processo ad un fante colpevole, forse, di aver mangiato le paste della Regina… Alla fine dell’avventura la bambina si risveglierà di soprassalto, in tempo per l’ora del tè. In realtà è quasi impossibile riassumere esaustivamente di un testo così ambiguo, contorto e ironico al tempo stesso. Si ritiene che solo leggendo “le avventure” in madrelingua sia possibile giungere alla piena comprensione del testo, essendovi molti rebus e giochi di parole ed enigmi intraducibili, in realtà la traduzione riesce comunque a trasmetterci tutto il fascino e la suggestione di questo grottesco mondo delle meraviglie un po’ noir, che ci lascia stupefatti nel suo susseguirsi di eventi senza senso, come accade nei sogni. Certamente un libro ammaliante che si presta a moltissime interpretazioni, a causa della molteciplità dei personaggi, delle situazioni, delle conversazioni e delle ambientazioni concepiti da una mente ricca di ingegno humor e fantasia come quella di Lewis Carroll

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una... Meraviglia.

    “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, è un racconto fantastico scritto da Lewis Carroll, pseudonimo di un reverendo matematico e scrittore inglese di nome Charles Lutwidge Dodgson.
    Egli ...continua

    “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, è un racconto fantastico scritto da Lewis Carroll, pseudonimo di un reverendo matematico e scrittore inglese di nome Charles Lutwidge Dodgson.
    Egli nacque il 27 Gennaio 1832 da una famiglia di ascendenza irlandese di classe borghese medio-alta dedita alla chiesa ed all’esercito. Bambino estremamente intelligente fin da subito, primeggiò sempre in ambiente scolastico nonostante la sua balbuzie gli provocasse problematiche soprattutto nella vita sociale. Gli fu conferita la cattedra di matematica che tenne per 26 anni e ad Oxford gli fu diagnosticata una forma di epilessia, diagnosi probabilmente sbagliata (pare che soffrisse di emicrania con aura, in realtà). Nella sua vita si interessò anche di fotografia diventando noto nell’ambiente per i suoi ritratti di bambine (ci sono molte ipotesi sul fatto che potesse essere pedofilo) e per foto di personaggi noti del tempo. La sua carriera letteraria iniziò fra il 1854 ed il 1856 con pubblicazioni di poesie e racconti. La sua opera più importante la scrisse dopo una gita in barca fatta in compagnia delle figlie della famiglia del rettore Liddell con la quale aveva stretto un’ottima amicizia. La storia fu inventata sul momento per divertire le bambine ed Alice Liddell, una di loro, lo pregò di metterla per iscritto. Dopo la pubblicazione con l’attuale titolo, “Alice in Wonderland”, Carroll divenne un personaggio pubblico amatissimo e famosissimo e produsse anche altre opere sia sotto il nome di Lewis Carroll che sotto il suo vero nome.
    Fu anche inventore e morì di bronchite nel 1898.

    In brevissimo, scriverò la trama (straconosciuta) di questo amabile racconto:
    la protagonista è Alice, una bambina che, addormentatasi, sogna di inseguire un coniglio bianco visto in giardino, nella sua profonda tana scavata nella terra. Da questo inseguimento inizia la sua avventura: cade nella tana e si ritrova in un lungo corridoio dai grandi lampadari e ricco di porte su entrambe le pareti. Individua una porticina che si affaccia su un giardino verde molto invitante. Per riuscire ad entrare in quella piccola porticina, sarà costretta a cambiare le sue dimensioni più e più volte, ingerendo cibi “magici” trovati in diverse occasioni. Incontrerà personaggi bizzarri che vanno dallo Stregatto alla Regina di Cuori e alla fine della sua avventura, si risveglierà di soprassalto, in tempo per l’ora del tè.
    Questa storiella nonsense, è ricca di riferimenti anche alla matematica (vedi il secondo capitolo “Un lago di lacrime”), proverbi, allusioni a personaggi e avvenimenti dell’epoca, mimetizzati nella favolosa avventura tra un avvenimento bizzarro e l’altro.

    Sarò breve perché, da ennesima lettrice, non ho molto da aggiungere alle innumerevoli recensioni già scritte… A 23 anni mi sono decisa di leggere questo racconto che ormai conoscevo già per film visti e faccende varie, però mi ha lasciato quasi spiazzata nel suo susseguirsi senza riposo, di eventi veramente senza senso. Devo direi che è qualcosa di geniale per come rende nell’assurdità, la “verità” del sogno: quando si dorme non si sognano quasi mai cose sensate e nel sogno stesso troviamo elementi della quotidianità (i proverbi, le filastrocche che recita Alice, ecc.) e ci interroghiamo su ciò che ci accade intorno. Alice è confusa, non sa più chi è, cambia aspetto continuamente e dimentica ciò che ha appreso nel tempo (che sia il processo di crescita?). Sicuramente è un racconto che dà spazio a numerose interpretazioni ed il bello sta anche nella varietà dei personaggi, delle situazioni, delle conversazioni e delle ambientazioni che sono state concepite da una mente ricca di fantasia come quella di Dodgson.

    Un classico che, a mio parere, va letto. In tenera età è un racconto fantastico, in età adulta può esser visto come un insieme confuso di spunti di riflessione ed interpretazione, collegati da un filo logico impercettibile…
    Mai dare per scontati i racconti “per bambini”. :)

    ha scritto il 

  • 3

    "Mi diresti, per cortesia, quale strada devo prendere per andarmene da qui?" " Tutto dipende da dove vuoi arrivare", rispose il Gatto. " Il dove non ha grande importanza..", " E allora non ha grande importanza neanche la strada da prendere".

    Un libro adatto ai più piccini, ma che se riletto in età avanzata viene compreso ancora di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non immaginarti mai di non essere diversa da quel che potrebbe sembrare agli altri che tu fossi,o di esser diversa da quel che avresti potuto essere se fossi sembrata diversa a loro

    150 anni (ma non li dimostra) per questo meraviglioso capolavoro della fantasia, per questa fiaba senza tempo. Ripropongo questo commento con qualche modifica
    Alice , in un bosco, insegue uno strano c ...continua

    150 anni (ma non li dimostra) per questo meraviglioso capolavoro della fantasia, per questa fiaba senza tempo. Ripropongo questo commento con qualche modifica
    Alice , in un bosco, insegue uno strano coniglio bianco che va di fretta e per giunta ha anche il dono della parola, si troverà cosi al centro della terra dove vivrà avventure strane e incontrerà personaggi insoliti e bizzarri, come il cappellaio matto,il gatto del Chescire,, un grifo, una tartaruga finta, una lepre, e il re e la regina sotto forma di carte da gioco, e saranno proprio le carte da gioco a spezzare il sogno di alice....
    Alice è veramente esistita e si chiamava Alice Liddell, una delle bambine a cui Carrol raccontava storie.

    Un grande classico dell'infanzia, ma anche un divertissment per gli adulti,tra l'altro il romanzo è cosi pieno di simbolismi, che per certi versi è piu adatto agli adulti.
    La storia fiabesca non ha un preciso filo conduttore , e lo scrittore inglese l'ha scritta mostrando tutto il suo gusto per il non sense, per l'assurdo,per i giochi verbali, per il meraviglioso, condita da tanta ironia.
    Carroll costruisce un mondo alla rovescia, una sorta di deformante gioco a specchi,dove tutto è indefinto (come il gatto di Cheschire), apparentemente illogico, impreciso, inafferabile.. e dove in realta si nasconde una divertente satira conro il mondo convenzionale e banale della società(moderna e industriosa) degli uomini e la sua ossessione per il tempo. Lo scrittore dimostra cosi di conoscere profondamente l'anima dei bambini e vedendo dunque le cose con i loro occhi e non come un adulto.
    Non mancano riflessioni filosofiche sulla labilità del confine tra realta e sogno, sul senso del tempo, dell'identità.
    Il coniglio bianco che alice insegue è quel senso del meraviglioso che ogni adulto dovrebbe recuperare, rimanendo dentro un po "fanciullino",oppure potrebbe significare il candore, l'innocenza, che un bambino perde diventando adulto , in una societa sempre piu accelerata(dove non c'è piu tempo per se stessi e per gli altri e tutti vanno di fretta) e frenetica, all'opposto il cappellaio matto è colui che sfida il tempo e lo ferma, lo capovolge..è anche tutto un delizoso gioco di opposti.
    Un affascinante fiaba senza tempo(in un mondo in cui il tempo è stato oggettivato e reso denaro), forse il vero protagonista del libro.

    ha scritto il 

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