Alice no Pais do Espelho

Por

Editor: L&PM

3.9
(868)

Language: Português | Number of Páginas: 194 | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , German , Spanish , Italian , French , Thai

Isbn-10: 8525411639 | Isbn-13: 9788525411631 | Data de publicação: 

Category: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    4

    Pg. 130
    Al contrario - continuò Dindello - se era così, poteva essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è, non è. E' logico.

    Pg. 145
    E' inutile provare - disse Alice - uno non può credere una ...continuar

    Pg. 130
    Al contrario - continuò Dindello - se era così, poteva essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è, non è. E' logico.

    Pg. 145
    E' inutile provare - disse Alice - uno non può credere una cosa impossibile.
    Si vede che non ti sei esercitata abbastanza - osservò la regina. - Quando avevo la tua età facevo mezz'ora di esercizio tutti i giorni. Figurati, delle volte ho creduto perfino sei cose impossibili prima di colazione!

    dito em 

  • 3

    “Bambina dagli occhi ridenti / Dal puro volto sognante, / Ricordi le ore splendenti / Di quell’estate smagliante, / In cui con pupille incantate / Udivi racconti di fate?”

    Seconda puntata di Alice, con “Attraverso lo specchio magico”, propiziata da un’accurata ricerca… nella cantina di casa mia, in cui mi ricordavo di averlo visto qualche tempo fa; ricerca improba, ma c ...continuar

    Seconda puntata di Alice, con “Attraverso lo specchio magico”, propiziata da un’accurata ricerca… nella cantina di casa mia, in cui mi ricordavo di averlo visto qualche tempo fa; ricerca improba, ma che ha dato buoni frutti, con un’edizione anche molto carina e ben curata.
    Questa volta la curiosissima Alice è attratta dalla parte di stanza che lo specchio, com’è naturale, nasconde alla sua vista e questo basterà per determinare il suo ingresso in un mondo strano e pieno di contraddizioni perché appunto “riflesso”.
    Nei contenuti la seconda parte di Alice non è molto diversa dalla prima, la storia è piena di contraddizioni e nonsensi, anche abbastanza criptici, per decifrare morali e insegnamenti ci vuole molta buona volontà, tralasciando soprattutto di adottare l’opzione di gettare via il libro.
    Il tutto tenendo anche conto, secondo il parere della critica, che le due opere di Carroll su Alice sono di fatto intraducibili per via dell’impossibilità a ricreare in altre lingue assonanze e giochi di parole, di cui sono intessuti i due scritti, e in cui era maestro lo scrittore.
    Ho trovato comunque questo “Attraverso lo specchio” molto più farraginoso del paese delle meraviglie della prima Alice: se nel primo libro si capisce tutto in maniera più intuitiva, anche per merito della maggiore diffusione e della trasposizione Disney, che ha contribuito alla sua conoscenza mondiale, pur con qualche inesattezza, (il noncompleanno Carroll lo citò in questo di libro), nel secondo la cripticità, i giochi di parole e quelli matematici, (anche in questi Carroll era maestro) rendono il testo troppo confuso e di difficile impatto, con notevoli difficoltà a chiarire l’andamento della storia, i cui significati rimangono spesso oscuri, (ma potrebbe anche essere che sono io “che so’de legno”) pur non andando molto lontano dagli stessi insegnamenti morali del primo libro.
    In finale vorrei fare una considerazione, sicuramente sbagliata e fuori posto, sul Lewis Carroll fotografo, quello che, per spiegarci meglio, amava fotografare bambine intorno ai 10/12 anni a volte anche nude. Non è escluso che anche questi due scritti siano, in qualche modo, ispirati dalla stessa attenzione che Carroll aveva per le suddette bambine. Anche se nulla è stato dimostrato riguardo alle accuse di pedofilia, rimangono comunque a testimonianza di questo interesse le numerose foto scattate.
    La mia domanda, in maniera anche abbastanza retorica, è questa: come mai ancora oggi se andiamo a parlare di Lolita ci si accapiglia inneggiando ad un trattato sulla pedofilia o ad un monumento alla passione/ossessione amorosa e invece parlando di “Alice nel paese delle meraviglie” si tace su quello che potrebbe avere ispirato un capolavoro per la gioventù, così considerato e osannato da molti nonché additato a fulgido esempio di narrativa di genere?
    Mah…, sicuramente sono solo io che me faccio ‘ste seghe mentali…

    dito em 

  • 3

    Attraverso lo specchio è il seguito del più famoso Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto circa sei anni dopo il volume precedente.
    L'ho trovato di sicuro più carino e divertente (tralasciando la s ...continuar

    Attraverso lo specchio è il seguito del più famoso Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto circa sei anni dopo il volume precedente.
    L'ho trovato di sicuro più carino e divertente (tralasciando la storia delle ostrichette, veramente inquietante), anche se non mi ha certo tenuta incollata alle pagine.
    Anche questo libro è dedicato ad Alice Liddell, la bambina realmente esistita che chiese a Lewis Carroll una storia durante una gita in barca sul Tamigi, dando il via alla nascita della Alice letteraria e delle sue avventure. In apertura e chiusura del romanzo è palese il dispiacere dell'autore dovuto al fatto di non vedere più da tempo la bambina, il cui nome viene formato dalla prima lettera di ogni verso della poesia finale (nella versione in lingua originale).
    Questa volta la piccola Alice non cade attraverso la tana di un coniglio per ritrovarsi poi nel Paese delle Meraviglie, bensì attraversa lo specchio del suo salotto, attraverso il quale riesce a vedere solo una parte della stanza, e ciò stimola la sua curiosità riguardo a cos'altro possa esserci dietro l'angolo che lei non riesce a vedere bene.
    Anche questa volta l'autore usa l'espediente del sogno per permettere alla bambina di vivere le sue avventure, in un mondo che mi è piaciuto di più rispetto a quello sotto terra della storia precedente.
    Soprattutto all'inizio del racconto, l'universo oltre lo specchio sembra funzionare davvero al contrario: bisogna correre a perdifiato per restare nello stesso posto, e distribuire le fette di torta prima di tagliarle.
    Tra gli strani personaggi incontrati da Alice, i più importanti sono sicuramente i "pezzi" della scacchiera, come la Regina Rossa e la Regina Bianca, o il Cavaliere Bianco che accompagna Alice alla fine del racconto. La piccola si muove infatti su di una scacchiera, che è il mondo stesso, con l'intento di diventare ella stessa una Regina.
    Durante il suo viaggio incontrerà fiori parlanti, i gemelli Tuidoldam e Tuidoldì, Humpty Dumpty (che le parla del famoso non-compleanno attribuito poi in seguito al Cappellaio Matto dalle varie trasposizioni cinematografiche e non), il leone e l'unicorno.
    Molto simpatico l'episodio nella bottega della pecora, in cui la merce sembra fluttuare, cosicché ogni volta che Alice punta lo sguardo su uno degli scaffali, questo le appare vuoto.
    Al di là del nonsense che sembra pervadere anche questa storia, vi troviamo comunque degli elementi interessanti: Alice si ritrova in un mondo strano e sconosciuto, ma la sua curiosità e la sua apertura mentale la spingono a visitarlo e a relazionarsi con tutti i personaggi che incontra. La confusione generata nella piccola dal fatto che al di là dello specchio si seguano regole del tutto diverse da quelle - rigide - che le hanno impartito, le insegna che è possibile guardare le cose da un punto di vista diverso, ed è possibile scorgere anche una sottile critica proprio a tutte quelle regole che gli adulti impongono ai bambini - e a se stessi -, che impediscono poi loro il cambiamento, la curiosità e, soprattutto, la tolleranza.
    Uno dei personaggi più importanti nel viaggio di Alice è sicuramente il Cavaliere bianco, colui che la libera dal Cavaliere Rosso e la conduce alla fine della scacchiera per permetterle di diventare Regina. Si tratta di una figura molto divertente, ma a tratti anche commovente: non conosce la strada e cade di continuo da cavallo, tuttavia non si abbatte, né crede di essere eccentrico, così come non crede che sia strano portare un alveare attaccato alla sella o ideare invenzioni del tutto inutili. E' probabilmente lui, più di qualunque altro personaggio, a far comprendere ad Alice ed al lettore quanto le convenzioni e le regole siano poco naturali e quanto spesso tengano imbrigliata la mente ed impediscano la crescita di quegli stessi uomini che le hanno codificate.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/2015/05/attraverso-lo-specchio-e-cio-che-alice.html

    dito em 

  • 5

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato ...continuar

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato uno scacchista, Vernon Rylands Parton, e ci ha creato su delle mosse vere, e le chiamò "gli scacchi di Alice". Così ora le mosse esistono. E poi, siccome è anche una storia di formazione, parla di una bambina che dapprima dormicchia annoiata in un vecchio salotto inglese di fine ottocento, poi va in giro in posti che sanno proprio di sogno, ma che si sospetta non lo siano, canticchiando strane filastrocche, anche queste che non esistono, naturalmente. O sono le strane filastrocche che canticchiano lei e le sue incredibili passeggiate? Perché, incredibili son incredibili. Per dirne una, Alice incontra personaggi che, pure loro, non esistono. Siete disposti a credere a ciò? E' così eppure. Forse è per questo che le filastrocche si fanno cantare con parole che non esistono. O forse le filastrocche c'erano già con quelle parole inventate di sana pianta e i personaggi ne sono usciti fuori così, generati da parole bizzarre. Perché, bizzarri son bizzarri. Per esempio, vi sembra normale trovarsi improvvisamente di notte su una barca lungo un fiume scuro, che attraversa un villaggetto chissà dove, in compagnia di una pecora che lavora a maglia (con la sua stessa lana magari??) e dice cose certo bizzarre, ma, diciamolo, decisamente inquietanti! Perché, inquietante, è inquietante, e io è da un pezzo che cerco di dirlo (e qui). Poi c'è la regina rossa, quella delle carte, e quella degli scacchi, che insegna ad Alice a correre con tutte le sue forze sul proprio posto. Solo deve badare a regolare la velocità, in base ai luoghi che vuole raggiungere. Ha senso tutto questo? Correre con tutta la propria forza per rimanere dove già si sta? Ovviamente no, non perdiamo tempo a porci domande sceme. Che poi, 102 anni più tardi, nel 1973, Leigh Van Valen elaborerà una metafora di strategia evolutiva, denominandola appunto l'ipotesi della Regina Rossa, è un'altra questione. Allora, esisterà, ma qui nel libro, no assolutamente, non esiste ancora.

    E allora la mia proposta è questa: rilassiamoci e diamo retta al nostro matematico scrittore. Non poniamo limiti a questa nostra povera logica bistrattata. Perché è così che ci è stata data. Libera. Di accogliere e comprendere anche ciò che logico non è.

    dito em 

  • 3

    Alice guarda i gatti e i gatti sognano Alice

    Molto carino anche se non all'altezza del paese delle meraviglie. Da leggere con l'edizione originale di fianco.

    dito em 

  • 4

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabesc ...continuar

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabeschi parlanti, filastrocche e ammonimenti. Alice è sempre la stessa, curiosa, disponibile verso l’avventura e il diverso, anche se spesso è confusa di fronte a qualcosa che va contro i suo buon senso di bambina ben educata. Penso che in questo romanzo ci siano più che nelle Avventure di Alice elementi particolari che vanno al di là della comprensione di un bambino, più spunti di riflessione per un adulto; ne sono un esempio le riflessioni sulla padronanza della lingua come strumento di identità, il rapporto con il tempo, con la diversità. Un romanzo dunque complesso e leggero, seri e divertente nello stesso tempo!!

    dito em 

  • 4

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi s ...continuar

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi sensi e i giochi di parole del primo. Peccato che non abbia la benche minima conoscenza degli scacchi...

    dito em 

  • 1

    orrendo

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irric ...continuar

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irriconoscibile: scritto male, noioso, senza senso, un’accozzaglia di incontri, dialoghi, scene senza capo né coda e slegate una dall’altra. Veramente orribile, un giorno e mezzo buttato che nessuno mi restituirà mai.

    dito em 

  • 5

    Questo seguito - rara eccezione - è di gran lunga migliore del primo libro: più lineare ma al contempo con più giochi di parole (magari è merito della traduzione, non so). Da leggere.

    dito em 

  • 0

    Un mondo allo specchio

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio ...continuar

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio compleanno e l'abilita di un cavaliere si giudica da come cade bene da cavallo.

    I dialoghi sono brillanti, con Carroll che si dimostra un maestro, nei giochi di parola e nello scherzo basato sulla logica.

    dito em 

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