Alice senza niente

Di

Editore: Terre di Mezzo

3.4
(88)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861891802 | Isbn-13: 9788861891807 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
“Alice senza niente” racconta una giornata-tipo di Alice, giovane laureata alla ricerca di un lavoro e – tra colloqui assurdi e mille trucchi per sopravvivere con pochi euro – traccia l’identikit (a volte amaramente ironico) di troppi giovani la cui unica aspirazione ormai è quella di “diventare precari”.
Questo romanzo è il manifesto dei “senza niente”, migliaia di ragazzi e ragazze italiani a cui è stata rubata la speranza di un futuro degno.
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  • 1

    "Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione per consumare un giorno da leone"

    Questo racconto di disoccupazione e precariato estremo è angoscioso. Vi è descritta una scena aberrante: quella in cui la protagonista Alice si imbuca con il suo ragazzo al rinfresco della mostra d'ar ...continua

    Questo racconto di disoccupazione e precariato estremo è angoscioso. Vi è descritta una scena aberrante: quella in cui la protagonista Alice si imbuca con il suo ragazzo al rinfresco della mostra d'arte di uno sconosciuto per abbuffarsi e bere fino a sentirsi male.
    Conosco le ristrettezze economiche e le molte e gravi frustrazioni che la vita da precari costringe a subire ma, personalmente, non concepisco e non accetto la decisione di umiliarsi, gratis, tanto disgustosamente, nemmeno nella situazione più nera.
    Mendicare gli avanzi sotto la tavola imbandita del padrone o di una persona benestante che si disprezza (o che con livore si invidia) non è una furbizia, è un gesto da pezzenti che comporta la rinuncia alla propria umanità. Annegare in un'ubriacatura la rabbia accumulata, in potenza così sana e meravigliosamente distruttiva, non è uno sfogo o un cedimento autolesionista giustificabile, è uno spreco di risorse fisiche e mentali. In questa storia non viene marcata questa differenza (questa scelta!) fondamentale: una cosa è trovarsi privi di beni materiali, tutt'altra è rinunciare anche al rispetto per sé stessi e alla propria integrità. Comportarsi così non significa più essere soltanto poveri, significa rendersi miserabili.

    Finché chi ha fame continuerà a credere che sia più deplorevole, ad esempio, rubare cibo nei supermercati piuttosto che accattonare un pasto dai propri sfruttatori (concretamente: ho visto operai rinunciare ad avvalersi della tutela sindacale per timore di non avere più, per ripicca, panettone e spumante offerti dalla ditta a Natale...); finché chi desidera una casa continuerà a pensare che occupare un appartamento popolare lasciato vuoto da anni sia un reato da consumati delinquenti mentre strozzarsi per pagare un mutuo ad una banca che si pasce di speculazioni immobiliari sia un dovere da irreprensibili cittadini; finché chi potrebbe aspirare a qualcosa di meglio per la propria vita continuerà a considerare il riappropriarsi di ciò che è giusto un fastidio maggiore dell’accontentarsi di quel minimo che gli viene concesso, esisterà sempre una disperata massa di senza niente, di gonzi codardi non solo senza lavoro o senza soldi, ma senza alcuna dignità.

    Il diritto a vivere bene non si elemosina, si prende e basta. È la sfida più grande: trasformare ogni giorno la sofferenza della privazione in un atto di libertà.

    (Un'ultima osservazione: per bocca della rancorosa e arrogante Alice, folgorata dall'idea di divulgare le sue disgrazie lavorative in un libro, De Viola afferma di essere pronto a mandare a quel paese chiunque si azzardi a criticare ciò che ha scritto, perché se i lettori si sentono disturbati secondo lui non dovrebbero questionare ma invece scriversi da loro stessi il libro prediletto. Non credo di aver mai sentito da parte di un autore un ragionamento più insensato di questo).

    ha scritto il 

  • 3

    Ansia

    Sono stata molto indecisa sul voto, perché a tratti mi rispecchio completamente nella protagonista. Non trovo un lavoro da parecchio e leggere questo libro mi ha buttato ancora più a terra, sia mentre ...continua

    Sono stata molto indecisa sul voto, perché a tratti mi rispecchio completamente nella protagonista. Non trovo un lavoro da parecchio e leggere questo libro mi ha buttato ancora più a terra, sia mentre lo leggevo, che a distanza di qualche mese, mentre ci ripensavo. In alcuni punti mi è sembrato esagerato, non per le situazioni che descrive (che secondo me rispecchiano bene la situazione attuale), ma per i comportamenti della protagonista. Forse non riesco a dargli 5 stelle perché fa troppo male il fatto che quella descritta è la situazione reale di un paese, che non sa valorizzare nessuno, che ti spinge a pensare che sei tu quello sbagliato, quando invece è lo schifo che ci circonda a dover cambiare. Un romanzo amaro, che sconsiglio a tutti di leggere, soprattutto se siete in cerca di lavoro e tendete alla depressione. E' un perfetto spaccato della società attuale, che ti lascia ancora più frustrato rispetto a quando hai iniziato a leggere il libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Sarà perché mi sento come Alice, ma questo libro è davvero fantastico. L'autore, anche in parte alle sue esperienze di laureato che non ha mai avuto un contratto più lungo di tre mesi, è stato braviss ...continua

    Sarà perché mi sento come Alice, ma questo libro è davvero fantastico. L'autore, anche in parte alle sue esperienze di laureato che non ha mai avuto un contratto più lungo di tre mesi, è stato bravissimo a descrivere la situazione in cui si trovano oggi tantissimi giovani (e non). Alice non ha un lavoro, vive insieme al fidanzato in un appartamento minuscolo e non può fare la spesa. è una storia così vera ed è così facile immedesimarsi nella protagonista. Consigliato a chi vive in una condizione precaria. Leggere Alice senza niente darà l'impressione di essere tutti su un'unica grande barca.

    ha scritto il 

  • 3

    Parte molto bene, soprattutto fino alla fine del ° colloquio, poi però comincia a perdere man mano di mordente per lasciarti insoddisfatta proprio alla fine.. che peccato!!!

    ha scritto il 

  • 3

    "Io rinuncio alle mie velleità e voi mi assumete"

    La storia regge molto bene fino al racconto del colloquio, scoppiettante ed ironico. Poi, sinceramente, perde parecchio sia per la banalità dei personaggi di Riccardo e Silvia che per l'esasperazione ...continua

    La storia regge molto bene fino al racconto del colloquio, scoppiettante ed ironico. Poi, sinceramente, perde parecchio sia per la banalità dei personaggi di Riccardo e Silvia che per l'esasperazione con cui vengono raccontati i dettagli della vita di coppia. Nobile comunque l'intento di denunciare il precariato giovanile e, sicuramente, ben scritto.

    ha scritto il 

  • 2

    Io non sono Alice senza niente

    Siccome non posso esimermi dal fare un discorso lungo... ne ho scritto qui http://dopolapioggia.wordpress.com/2012/05/16/io-non-sono-alice-senza-niente/

    ha scritto il