All'Insegna di Terranova

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 122)

3.8
(336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8845913430 | Isbn-13: 9788845913433 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Morpurgo

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
«Potete sedervi...». «No, grazie!» disse la donna che, tra i due, era decisamente la più nervosa: «Sarà una cosa rapida...» Maigret poteva vederla in faccia, illuminata dalla luce violenta di una lampada. Non ebbe bisogno di osservarla a lungo per classificarla. Del resto, gli era bastata la foto, benché si vedesse solo il busto... Una bella ragazza, nell'accezione popolare del termine. Una ragazza dalle forme appetitose, con denti sani, un sorriso allettante e lo sguardo sempre acceso. Più esattamente una bella troietta, provocante, avida di piaceri, sempre pronta a dare scandalo o a scoppiare a ridere in modo sguaiato.
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  • 3

    All’ultimo momento, Maigret ribalta i piani per le vacanze trascinando la moglie in Normandia su richiesta di un vecchio amico che vuol far scagionare un giovanotto di sua conoscenza dall’accusa di av ...continua

    All’ultimo momento, Maigret ribalta i piani per le vacanze trascinando la moglie in Normandia su richiesta di un vecchio amico che vuol far scagionare un giovanotto di sua conoscenza dall’accusa di aver ucciso il capitano del peschereccio sul quale ha appena viaggiato. Il commissario, musone come non mai, indaga come suo costume, riducendo al massimo l’azione in favore di un attento studio psicologico dei personaggi che, attraverso un vero e proprio processo di identificazione, gli consente di pervenire alla soluzione della vicenda e, disgustato da tutti quanti, tenersela per sé. Ne esce un romanzo strano, segnato da un’investigazione anomala avvolta in una cupezza che va aumentando col passare dei capitoli: immersa nell’odore del merluzzo salato male, l’umanità che lo popola presenta i caratteri ella mediocrità più disperante. Si passa difatti dall’abbrutimento alcoolico dei marinai alla ristretta mentalità piccolo-borghese di Marie e di suo padre (le magagne dei commercianti arricchiti sono uno dei pallini di Simenon) per giungere al disvelamento della vera essenza che si nasconde dietro alla prima impressione che possono dare l’accusato Le Clicnhe e il defunto capitano Fallut: i loro destini sono legati dalla figura di Adèle, procace prostituta di insolita volgarità anche per lo scrittore belga. In cotanto squallore, brilla per contrasto il rapporto del commissario con quella santa donna della signora Maigret che culmina con la magistrale scena del notturno bacio in fronte: uno di quei momenti sparsi numerosi tra le pagine del libro che ne fanno dimenticare gli squilibri per non parlare degli errori veri e propri (d’estate nel nord della Francia è assai improbabile che il tramonto giunga improvviso) facendone un giallo non canonico, ma a suo modo affascinante (sempre che si sia dell’umore giusto, altrimenti l’insieme potrebbe risultare alquanto deprimente).

    ha scritto il 

  • 3

    La leggendaria pazienza della signora Maigret permette al commissario di dirottare le ferie dall’amata Alsazia alla Normandia e di abbandonarla in albergo a far praticamente da badante ad una giovine ...continua

    La leggendaria pazienza della signora Maigret permette al commissario di dirottare le ferie dall’amata Alsazia alla Normandia e di abbandonarla in albergo a far praticamente da badante ad una giovine alquanto apprensiva. Niente di sostanzialmente nuovo, anche se stavolta il disgusto per un’altra esponente dell’altra metà del mondo (nel caso, una sfacciata “troietta”, irruzione nel quasi volgare questa sì, abbastanza incongrua) spingerà Maigret ad inconsuete tenerezze e perfino – udite udite - a un casto riconoscente bacio sulla fronte della coniuge. Per il resto, dopo un avvio in qualche modo faticoso si dispiega uno psicodramma a tinte abbastanza forti di argomento peschereccio. Al solito Maigret è lì, solido e ricettivo, in attesa che qualcosa accada, totalmente integrato in uno scenario a lui completamente estraneo. E qualcosa accadrà.

    ha scritto il 

  • 4

    non è il miglior Maigret, questo è certo. Ci sono alcune strane disattenzioni, un tramonto che arriva improvvisamente (in Normandia, in piena estate) poco dopo le quattro del pomeriggio; personaggi ch ...continua

    non è il miglior Maigret, questo è certo. Ci sono alcune strane disattenzioni, un tramonto che arriva improvvisamente (in Normandia, in piena estate) poco dopo le quattro del pomeriggio; personaggi che una riga prima sono intimiditi o sottomessi ed una riga dopo sono furibondi o spavaldi. L'impressione è che l'autore sia andato un po' di fretta (d'altronde nella sua vita ha scritto qualcosa come centocinquanta libri, beato lui e beati noi che li leggiamo).
    Ma ugualmente ci sono pennellate geniali che definiscono in due righe lo stato d'animo dei personaggi: così la visita alla prigione della fidanzata di un arrestato ("Anche la ragazza non riusciva a dare sfogo alla sua emozione. Era come una scena venuta male, forse per via di quell'ambiente spoglio e ostile"); la serenità di un rapporto coniugale ben riuscito ("Dormi bene!" disse Maigret tirandosi la coperta fino al mento. Si era già addormentata. E il bacio che le diede in fronte fu profondamente vero); ed il disprezzo, forse eccessivo ma stranamente comprensibile, che Simenon ha sempre manifestato per i borghesi perbene ("Si avvertiva troppo l'atmosfera della bottega di Quimper, le discussioni di prima della partenza, i pettegolezzi dei vicini").
    Quindi, alla fine è un ottimo libro anche questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere un racconto di Simenon con Maigret e' come ritrovare un vecchio amico: sai esattamente come si comporterà eppure ti sorprende sempre. Un giallo più psicologico che d'azione ma con uno spessore ...continua

    Leggere un racconto di Simenon con Maigret e' come ritrovare un vecchio amico: sai esattamente come si comporterà eppure ti sorprende sempre. Un giallo più psicologico che d'azione ma con uno spessore che si avverte sempre senza che infastidisca.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo

    All'inizio, mentre leggevo sfogliando con delicatezza le pagine di questa prima edizione italiana, ero quasi esterrefatta dall'improbabile suono della traduzione. E non era la lingua un po' antiquata ...continua

    All'inizio, mentre leggevo sfogliando con delicatezza le pagine di questa prima edizione italiana, ero quasi esterrefatta dall'improbabile suono della traduzione. E non era la lingua un po' antiquata e fuori d'uso, idiolettica e amatoriale che mi colpiva (di solito le traduzioni più o meno contemporanee a un testo hanno qualità irrecuperabili a chi traduce a secoli di distanza sotto l'intellettualismo che la teoria della traduzione ha imposto, giustamente ma non sempre efficacemente, a un traduttore moderno), ma l'inaspettato e impreciso ordine delle frasi, l'uso svagato dei tempi verbali, le forme sintattiche al limite dello sgrammaticato, i modi di dire tradotti in forma letterale. Poi mi sono adeguata a quell'universo di parole, e mi sono goduta la storia di passione senza riscatto ( e non mi si dica che la chiusa ammorbidisce un poco i toni) del mio primo poliziesco di Simenon. Il mio primo Maigret.

    ha scritto il