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Alla cieca

By Claudio Magris

(183)

| Others | 9788811662174

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Book Description

Di chi è la voce che risuona in "Alla cieca? È certo il racconto di un recluso e di un fuggitivo. È Jorgen Jorgensen, il re d'Islanda poi condannato ai lavori forzati nell'inferno di un'altra isola, agli antipodi, Giù alla Baia. È il compagno Cippico Continue

Di chi è la voce che risuona in "Alla cieca? È certo il racconto di un recluso e di un fuggitivo. È Jorgen Jorgensen, il re d'Islanda poi condannato ai lavori forzati nell'inferno di un'altra isola, agli antipodi, Giù alla Baia. È il compagno Cippico, passato dai Lager nazisti a Goli Otok, la terribile Isola Calva dove Tito confinava i dissidenti. È Tore e Jan Jansen, Nevèra e Strijèla e i mille nomi dei partigiani e dei clandestini. È il rivoluzionario e il fondatore di città, il marinaio e il cybernauta... È anche l'argonauta nel suo viaggio infinito attraverso oceani dove s'incontrano solo l'avventura e la morte, il sangue e la violenza, in un esilio che solo a tratti s'illumina dell'amore di una donna che si chiama Maria, Marie, Mariza, Màrja, e Norah e Mangawana...
In questo devastante e struggente memoriale a narrarsi è l'eterno ribelle, l'ammutinato, l'eretico in balia delle onde e del buio della storia, ma anche dei suoi sogni di giustizia e della disciplina di partito. In un mondo dove tutto appare così disgustoso e innocente, dove tradire è comprensibile e umano, a parlare è una memoria viva e pulsante, che ogni tanto si spacca, come la terra durante il terremoto, e lascia sfuggire via le cose attraverso le sue voragini. Confessione e referto clinico, epopea e delirio, traccia continuamente cancellata e riscritta, "Alla cieca" intreccia storia e fantasmi, mito e ricordo. È un viaggio nel tempo che commuove e sgomenta, scava nelle pieghe più inquiete e dolorose dell'anima per trovare un senso, o almeno una estrema via di fuga.

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    Lo sguardo cieco della polena osserva un abisso insondabile alla vista dei marinai, una polla d'ombra che non può essere rappresentata, solo evocata dalla narrazione. La voce demente del romanzo, la voce spastica, come direbbe Gadda, è quella di mill ...(continue)

    Lo sguardo cieco della polena osserva un abisso insondabile alla vista dei marinai, una polla d'ombra che non può essere rappresentata, solo evocata dalla narrazione. La voce demente del romanzo, la voce spastica, come direbbe Gadda, è quella di mille uomini: Giasone, Jorge Jorgensen, Cippico... Destini sputati via dalla storia, che ha perso il suo senso e, con esso, la sua linearità. Non c'è un fine e non c'è una fine. Questa storia accartocciata come un foglio strappato torna continuamente su se stessa. In Colchide e sulle sponde della Tasmania; a Dachau e nel campo di internamento di Tito, tra le fiamme di Copenhagen e tra le onde dell'Oceano Pacifico. Questi uomini che si muovono alla cieca vivono un tempo senza storia, un tempo cristallizzato nel mito e, per questo, sottratto allo scorrere ordinario dei calendari. Non c'è via d'uscita né illusione, eppure c'è una direzione nella vita dei perdenti, una speranza, un ideale. Non un feticcio di plastica, ma un vessillo imbrattato dal fango dei campi di battaglia, dagli escrementi dei prigionieri, dal sangue delle vittime. Ma proprio per questo, profondamente umano. E' questo mistero etico che scorgono le donne, le Medea, Maria, Norah. E, soprattutto, la polena, i cui occhi vuoti custodiscono questo mistero etico sommerso dalle onde oceaniche come un feto nel ventre oscuro della madre.

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    Chicca said on Apr 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ALLA CIECA


    Il protagonista è un partigiano, un re, un clandestino, un recluso, un fuggitivo. La trama, si dipana tra le tante voci che popolano il racconto, cercando di ordinare vite multiformi, violente, senza scampo. Una lettura complessa, intensa, incalzant ...(continue)


    Il protagonista è un partigiano, un re, un clandestino, un recluso, un fuggitivo. La trama, si dipana tra le tante voci che popolano il racconto, cercando di ordinare vite multiformi, violente, senza scampo. Una lettura complessa, intensa, incalzante. Un grande Magris.

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    Gabriele said on Jul 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Autobiografia, colloquio psicologico, flusso di pensiero, denuncia politica.
    Non so a quale filone potrebbe appartenere questo libro, molto enciclopedico, che fa riferimento a eventi avvenuti negli ultimi secoli di storia e che ancora sanguinano.
    Sem ...(continue)

    Autobiografia, colloquio psicologico, flusso di pensiero, denuncia politica.
    Non so a quale filone potrebbe appartenere questo libro, molto enciclopedico, che fa riferimento a eventi avvenuti negli ultimi secoli di storia e che ancora sanguinano.
    Sembra che nessuno sia stato un santo tra quelli che dichiaravano la propria appartenenza alle ideologie degli ultimi secoli.
    Mi piace la filosofia di vita che segue tutto il discorso: la vita e' sangue, vita e morte. Sofferenza e gioia, peccato e purezza sono facce della stessa moneta. Non si puo' avere uno senza l'altro.
    Mi piace la semplice e viva accettazione di questa realta', senza ribellione, senza cercare una via di fuga da questa realta', ma assaporandola fino in fondo.
    Qualcuno l'ha definito poetico, non sono completamente d'accordo, ma certo condensa il bene e il male della Vita, in tutti i suoi aspetti.
    Ti lascia l'amaro in bocca, ma come te lo lascia la vita, se non riesci a viverla completamente, se tenti di schermirti dagli strali che non accetti, senza riuscirci oltre tutto.
    Non saprei nemmeno come descriverlo. Il romanzo e' una specie di flusso di pensiero di un paziente della CIM di Barcola, a Trieste, pero' contemporaneamente questa persona incarna la persona rifiutata, l'esiliato, l'accusato ingiustamente, la persona impegnata politicamente, la vittima e il carnefice, incarna in buona parte l'umanita'.
    E' un mosaico di esperienze, sofferenze e gioie vissute tutte attraverso gli occhi di una sola persona, pazza o no, che scrutano le profondita' della bassezza umana e le bellezze della vita che viviamo su questa terra.

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    Paolo Ziani said on Jul 31, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    " già, il pacifico è un'immensa sera in cui sparire. "

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    kovalski said on Jan 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    e' vero, è un libro difficile, ma è un'ottimo resoconto storico
    e una riflessione sui rapporti umani e sugli ideali.
    Vale veramente la pena impegnarsi

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    Cinsister said on Sep 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi è stato regalato da una persona che stimo oltre che personalmente in materia letteraria in maniera quasi mitologica, beh evidentemente non sono pronto per cogliere tanta profondità, io tanta bellezza non l'ho saputa cogliere.
    I regret con un po di ...(continue)

    Mi è stato regalato da una persona che stimo oltre che personalmente in materia letteraria in maniera quasi mitologica, beh evidentemente non sono pronto per cogliere tanta profondità, io tanta bellezza non l'ho saputa cogliere.
    I regret con un po di complessi di inferirorità

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    Mingamarco said on May 23, 2010 | Add your feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8811662176
  • ISBN-13: 9788811662174
  • Publisher: Garzanti Libri
  • Publish date: 2005-01-01
  • Also available as: Paperback
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