Alla fine di un giorno noioso

Di

Editore: e/o

3.8
(1024)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: eBook

Isbn-10: 8866320463 | Isbn-13: 9788866320463 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 2

    Ogni riferimento a fatti (?) e/o persone(!) della politica italiana è puramente casuale.E giù una strizzata d'occhio.Questi ammiccamenti continui mi infastidiscono.Spocchioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine di un giorno noioso

    Altro pugno nello stomaco, dopo il precedente (con lo stesso protagonista, Giulio Pellegrini) "Arrivederci, amore, ciao".
    La bravura di Carlotto sta nel fatto che nonostante ciò che racconta sia di un ...continua

    Altro pugno nello stomaco, dopo il precedente (con lo stesso protagonista, Giulio Pellegrini) "Arrivederci, amore, ciao".
    La bravura di Carlotto sta nel fatto che nonostante ciò che racconta sia di un nero profondo, ti tiene incollato alle pagine per scoprire fin dove è disposta ad arrivare la natura umana.

    ha scritto il 

  • 4

    Duro, durissimo, marcio... insomma, un ottimo romanzo.

    Come sempre Carlotto non ci nasconde nessuna aberrazione dell'animo umano: anzi, le esalta, le cerca, le mette in mostra. Con Giorgio Pellegrini, poi, esagera. Ovviamente è conditio sine qua non aver ...continua

    Come sempre Carlotto non ci nasconde nessuna aberrazione dell'animo umano: anzi, le esalta, le cerca, le mette in mostra. Con Giorgio Pellegrini, poi, esagera. Ovviamente è conditio sine qua non aver letto il primo libro con questo carattere - "Arrivederci, amore, ciao" - altrimenti si perde tantissimo della storia.
    Se si vuol leggere un buon romanzo prima di andare a dormire e con la speranza di fare sogni sereni, ecco, lasciate perdere. Carlotto fa perdere il sonno. E infatti i suoi romanzi si leggono tutti d'un fiato...

    ha scritto il 

  • 4

    Carlotto e la sua incredibile capacità di presentare il marcio e l'oscurità degli esseri umani con occhio clinico e arguzia.. colpisce ancora!
    Il mostro (uno dei tanti, il più pulito ha la rogna, dici ...continua

    Carlotto e la sua incredibile capacità di presentare il marcio e l'oscurità degli esseri umani con occhio clinico e arguzia.. colpisce ancora!
    Il mostro (uno dei tanti, il più pulito ha la rogna, diciamocelo) in questo caso è il protagonista perché alla fin fine potrebbe benissimo essere uno di noi..
    Ho provato disagio nella lettura per il suo comportamento, le sue azioni, il modo di trattare Martina? Sì.
    Mi ha comunque affascinato? Sì.

    Dopo Arrivederci amore ciao, Carlotto mi ha rapito nuovamente con la sua storia cinica priva di buoni e cattivi che rientrino perfettamente in questa definizione.. Diciamo che ci sono i più o meno buoni (la minoranza) e diverse sfumature di cattivi (quasi tutti).

    ha scritto il 

  • 2

    C'é di meglio però me lo aspettavo

    Non amo Carlotto e le mie recensioni lo dimostrano, questo l'ho letto perché era a portata di mano ed era corto. Che dire ? Per leggere si legge e alla fine lascia anche qualcosa ma certamente è molto ...continua

    Non amo Carlotto e le mie recensioni lo dimostrano, questo l'ho letto perché era a portata di mano ed era corto. Che dire ? Per leggere si legge e alla fine lascia anche qualcosa ma certamente è molto tirato via e il finale rimane "attaccato", l'uso del deus ex machina (o meglio dea) è irrealistico.
    Se proprio non avete altro a mano potete anche iniziarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il protagonista è sempre più stronzo. L'ho letto davvero velocemente, un po' perchè si legge facile e un po' perchè volevo capire fin dove arrivasse la stronzaggine sua, immersa in un'italia di merda. ...continua

    Il protagonista è sempre più stronzo. L'ho letto davvero velocemente, un po' perchè si legge facile e un po' perchè volevo capire fin dove arrivasse la stronzaggine sua, immersa in un'italia di merda.
    Ci saranno anche gli stereotipi ma ricalcano alla perfezione la realtà quindi sì, mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    TI PRENDE

    E bravo Carlotto, ti intriga, ti fa un poco odiare il protagonista, poi però ti viene da tifare per lui... da donna mi sarebbe piaciuto pagasse un po' alla fine, non è proprio l'uomo ideale e le donne ...continua

    E bravo Carlotto, ti intriga, ti fa un poco odiare il protagonista, poi però ti viene da tifare per lui... da donna mi sarebbe piaciuto pagasse un po' alla fine, non è proprio l'uomo ideale e le donne in generale non ne escono troppo bene. Avvince.

    ha scritto il 

  • 4

    ALL OUT

    Il ritorno di Giorgio Pellegrini, uno che si presenta così, mi infilai dei guanti di lattice che, casualmente, tenevo in tasca, è un ritorno neropece, e si può presto immaginare a cosa gli serviranno ...continua

    Il ritorno di Giorgio Pellegrini, uno che si presenta così, mi infilai dei guanti di lattice che, casualmente, tenevo in tasca, è un ritorno neropece, e si può presto immaginare a cosa gli serviranno quei guanti di lattice “casualmente” tenuti in tasca.
    Massimo Carlotto non sbaglia un titolo, sono tutti belli, tutti giusti: “Alla fine di un giorno noioso” è un puro Carlotto, di quelli veri, di quelli d’antan, di quelli che piacciono a me, che mi tranquillizzano e rassicurano perché so che uscirà fuori il mostro della porta accanto, potrò vedere quanto è marcio il mio dirimpettaio, il mio commercialista, quanto è corrotta quella che parcheggia all’incrocio per fare colazione, quello che ristruttura al piano sopra il mio, quello che vuole vendermi un gioiellino… Nei libri di Carlotto non succede mai che di fronte alla rivelazione del misfatto, alla scoperta del delitto, qualcuno possa dire, “una così brava persona, non riesco a crederci”: nei libri di Carlotto non ci sono brave persone, ma ladri, truffatori, estorsori, evasori, grassatori, sfruttatori, usurai, delinquenti, corrotti e corruttori, assassini, quella buona metà dell’elettorato (a voler essere magnanimi) che da sempre amministra governa gestisce questo paese, nel pubblico e nel privato.
    Alla fine Giorgio Pellegrini qualche giorno meno noioso riesce a concederselo, nel momento in cui, lasciandosi cullare dalla più bella canzone della mamma più bella del rock, al secolo Grace Slick, inizia a ricordare gli anni quando la creatività era impressionante in ogni campo, dalla musica al cinema, dall’arte al crimine. Straordinarie bande di rapinatori avevano ripulito banche con le orecchie sazie di ottimo rock e uno spino in bocca… A quei tempi il crimine organizzato era più frizzante e meno oppressivo… Noi eravamo quelli dell’immaginazione al potere… E allora, per intontirli di creatività e accecarli d’immaginazione, perché gli indipendenti hanno ancora diritto a sognare un futuro, Confusion, e Giorgio Pellegrini entra in azione.
    E non ce n’è per nessuno.

    <<E tu continuavi a trattarmi di merda nonostante sapessi che sarei stato ammazzato?>>
    <<Ma sei così antipatico che mi è venuto naturale>>, rispose con candore.

    http://www.youtube.com/watch?v=N4-xzxS4Onw

    ha scritto il 

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