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Alla mia Sinistra

Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare con me

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.8
(233)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804613726 | Isbn-13: 9788804613725 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Business & Economics , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
"Avevo il dovere di scrivere questo libro. Perché ho due figli ventenni che affrontano, come tutti i loro coetanei, il mercato del lavoro più difficile dai tempi della Grande Depressione. Perché devo rispondere delle mie responsabilità: appartengo a una certa generazione della sinistra occidentale che ha creduto di poter migliorare la società usando il mercato e la globalizzazione. Ho voluto sfogliare il mio album di famiglia, la storia che ho vissuto con un pezzo della sinistra italiana, per capire le ragioni delle nostre sconfitte, quindi aprire una pagina nuova. Plutocrazia, tecnocrazia, populismo, autoritarismo sono i mali che minacciano le nostre democrazie. L'Italia è un piccolo laboratorio mostruoso di queste patologie. Avendo vissuto un'esperienza pluridecennale da nomade della globalizzazione - in Europa, in America, in Asia - ho il dovere di dire ciò che è accaduto all'immagine del nostro paese nel mondo. Devo raccontare dal mio osservatorio attuale nell'Estremo Occidente" quali sono i costi dell'era Berlusconi, e anche le radici profonde del berlusconismo, che gli sopravvivranno, i vizi di un'Italia "volgare e gaudente" con cui dovremo fare i conti anche dopo. Che cosa farà questa Italia "da grande"? C'è ancora speranza? Alla sinistra indico le possibili vie d'uscita attingendo alle mie esperienze nelle nazioni emergenti, dall'Asia al Brasile: perché non possiamo farci risucchiare in una sindrome del declino tutta interna all'Occidente."
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  • 3

    Come scritto in altre recensioni, Rampini fornisce una visione globale sullo stato della cultura progressista nel mondo, e nel finale suggerisce alcuni spunti interessanti per politiche innovative. Lo stile del libro è asciutto, pieno di fatti, ma l'ho trovato un po' frammentario: l'autore salta ...continua

    Come scritto in altre recensioni, Rampini fornisce una visione globale sullo stato della cultura progressista nel mondo, e nel finale suggerisce alcuni spunti interessanti per politiche innovative. Lo stile del libro è asciutto, pieno di fatti, ma l'ho trovato un po' frammentario: l'autore salta da un argomento all'altro un po' troppo frequentemente.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla mia sinistra.
    Una bella analisi delle economie emergenti, di quelle in crisi.
    Un'analisi pulita, limpida, critica, della politica che vuole salvare questa l'economia, spaziando nel tempo e nei luoghi di tutto il pianeta.
    Senza alcun timore Federico Rampini , uomo di sinistra, chiede alla si ...continua

    Alla mia sinistra. Una bella analisi delle economie emergenti, di quelle in crisi. Un'analisi pulita, limpida, critica, della politica che vuole salvare questa l'economia, spaziando nel tempo e nei luoghi di tutto il pianeta. Senza alcun timore Federico Rampini , uomo di sinistra, chiede alla sinistra di avere la forza di prendere delle decisioni forti ascoltando sempre e comunque la base, come alle origini, e non fare l'errore di accettare la corruzione e la conquista del poter di alcuni uomini che si nascondono e si nascondevano dietro una ideologia , giusta,ma ormai dimenticata. La possibilità di cambiamento radicale delle nostre civiltà potrà avvenire solo se alla richiesta di sacrificio si affianca un patto sociale credibile, e giusto, che possa dare un beneficio di lungo periodo. Alla domanda : "cosa significa essere comunista" Berlinguer rispondeva "e' una scelta di vita" Come comunista vorrei che questa scelta di vita fosse di tutti coloro che credono in un futuro di benessere collettivo, scevro dai poteri individualisti. Grazie Federico.

    ha scritto il 

  • 4

    UNA VISIONE GLOBALE

    Una visione globale, sul mondo, sulla Cina e l'India in crescita, sul Brasile democratico e sociale, sulla Russia post comunista e sull'America in rotta con Obama. E sulla decadenza delle potenze occidentali e la sconfitta di un modello, quello teorizzato da una sinistra italiana che non ha saput ...continua

    Una visione globale, sul mondo, sulla Cina e l'India in crescita, sul Brasile democratico e sociale, sulla Russia post comunista e sull'America in rotta con Obama. E sulla decadenza delle potenze occidentali e la sconfitta di un modello, quello teorizzato da una sinistra italiana che non ha saputo rinnovarsi e captare i cambiamenti che la società proponeva o richiedeva. E' curioso come - per accorgersi degli errori di questa parte politica - Rampini (straordinario nell'analisi e nella narrazione) abbia dovuto prima allontanarsene e guardarla da lontano. Forse per avere una migliore prospettiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Vale la pena leggere soprattutto il capitolo dedicato al boom del Brasile. La socialdemocrazia di Lula é riuscita laddove finora hanno fallito non solo i paesi occidentali ma anche India e Cina.
    Come la crescita economica del granaio del mondo - il Brasile è diventato uno dei maggiori esportatori ...continua

    Vale la pena leggere soprattutto il capitolo dedicato al boom del Brasile. La socialdemocrazia di Lula é riuscita laddove finora hanno fallito non solo i paesi occidentali ma anche India e Cina. Come la crescita economica del granaio del mondo - il Brasile è diventato uno dei maggiori esportatori mondiali di materie prime - è stata sfruttata per ridurre le diseguaglianze fra ricchi e poveri.

    ha scritto il 

  • 5

    Me lo avevano regalato il Natale scorso, questo libro di federico Rampini. Per un motivo o per l'altro ne ho rimandato la lettura fino alla fine dell'anno.
    Un bel libro sul mondo in cui viviamo. Una “lettera aperta – dice il sottotitolo – a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me”. Consid ...continua

    Me lo avevano regalato il Natale scorso, questo libro di federico Rampini. Per un motivo o per l'altro ne ho rimandato la lettura fino alla fine dell'anno. Un bel libro sul mondo in cui viviamo. Una “lettera aperta – dice il sottotitolo – a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me”. Considerazioni per ridefinire l'essere di sinistra nel contesto attuale. 'Stiamo attraversando qualcosa di più serio di un semplice «ciclo negativo» dell’economia. È la Grande Contrazione: questo termine dà l’idea di un disastro che rimpicciolisce tutto il mondo a cui eravamo abituati. L’unico evento storico con cui valgono i paragoni è la Grande Depressione avvenuta negli anni Trenta del secolo scorso. A quella furono date delle risposte di destra – Mussolini e Hitler – e delle risposte di sinistra: il New Deal di Franklin Delano Roosevelt negli Stati Uniti, il Fronte Popolare in Francia. Oggi esiste una risposta di sinistra a questa crisi?'

    A differenza di tanti altri che scriverebbero “dove la sinistra ha sbagliato” chiamandosi fuori degli errori, Rampini scrive “Dove ABBIAMO sbagliato”. Un libro che consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Dove abbiamo sbagliato?

    'Stiamo attraversando qualcosa di più serio di un semplice «ciclo negativo» dell’economia. È la Grande Contrazione: questo termine dà l’idea di un disastro che rimpicciolisce tutto il mondo a cui eravamo abituati. L’unico evento storico con cui valgono i paragoni è la Grande Depressione avvenuta ...continua

    'Stiamo attraversando qualcosa di più serio di un semplice «ciclo negativo» dell’economia. È la Grande Contrazione: questo termine dà l’idea di un disastro che rimpicciolisce tutto il mondo a cui eravamo abituati. L’unico evento storico con cui valgono i paragoni è la Grande Depressione avvenuta negli anni Trenta del secolo scorso. A quella furono date delle risposte di destra – Mussolini e Hitler – e delle risposte di sinistra: il New Deal di Franklin Delano Roosevelt negli Stati Uniti, il Fronte Popolare in Francia. Oggi esiste una risposta di sinistra a questa crisi?'

    'La Grande Contrazione che attraversiamo, la crisi deflagrata nel 2008 e che si prolunga dolorosamente senza che se ne veda uno sbocco, ci costringe a leggere in una chiave ben diversa la storia di questi ultimi trent’anni. Le sinistre al potere hanno spesso continuato, a modo loro e magari con toni più «gentili», il grande cantiere di smantellamento del sindacato e delle regole. In America, ancora più che altrove, ogni movimento dei lavoratori è stato contrastato fino quasi a cancellarlo. In tutto l’Occidente si è assistito a un gigantesco spostamento della ricchezza (tra l’8 e il 10 per cento) da chi lavora a chi percepisce profitti e rendite finanziarie.'

    Un testo ricco di informazioni e che raccoglie l'interessante punto di vista di un osservatore diretto dei cambiamenti avvenuti nelle grandi economie occidentali ed orientali (compresi i mercati emergenti di Cina, India e Brasile).

    'Il linguaggio dei sacrifici si applica a ogni sorta di bene collettivo: sappiamo che dovremo lavorare più a lungo, andare in pensione più tardi; sappiamo che bisogna investire oggi, subito, per costruire tra vent’anni una scuola migliore, tra cinquant’anni un sistema di produzione di energie pulite. Ma questo genere di sacrifici immediati con benefici a lunga scadenza richiede una grande fiducia reciproca, un patto sociale credibile, una democrazia che funziona, e un impegno etico senza il quale l’economia di mercato è inaccettabile'

    ha scritto il 

  • 4

    Regalato da mio padre che chissà come era riuscito a comprarne due nella stessa settimana. Di Rampini avevo apprezzato "Tutti gli uomini del presidente" sui neocon americani, anche questo complessivamente mi è piaciuto. Interessanti soprattutto le considerazioni sui Brics, luoghi di cui si sente ...continua

    Regalato da mio padre che chissà come era riuscito a comprarne due nella stessa settimana. Di Rampini avevo apprezzato "Tutti gli uomini del presidente" sui neocon americani, anche questo complessivamente mi è piaciuto. Interessanti soprattutto le considerazioni sui Brics, luoghi di cui si sente parlare spesso con grande superficialità, e lo sviluppo del “cantiere” della destra americana. Lettura interessante anche l’autocritica della sinistra. Le riassumo così: “in un periodo in cui lo stato è visto come il nemico, le idee di sinistra non possono fiorire”. Condivido, da un certo punto di vista, anche se di motivi per cui la sinistra perde ne ho sentiti ormai fin troppi e di queste visioni predestinatorie al fallimento ne ho un po’ le palle piene. Per quel che vale potrei tentare anche io un’analisi al volo: la sinistra non vince perché è grigia e malata di sconfittismo. In generale il testo è abbastanza frammentario, specie nell’ultima parte che comunque ha se non altro il merito di regalarci un afflato di speranza. Di destra o di sinistra che sia.

    ha scritto il 

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