Alla ricerca del tempo perduto

8 voll.

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar grandi classici)

4.6
(1014)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 3850 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804548495 | Isbn-13: 9788804548492 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Raboni ; Curatore: A.L. Zazo , L. De Maria

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Il cofanetto contiene l'opera completa "Alla ricerca del tempo perduto" in otto volumi: Dalla parte di Swann; La parte di Guermantes; All'ombra delle fanciulle in fiore; Sodoma e Gomorra; La Prigioniera; Albertine scomparsa; Il Tempo ritrovato; Sulla lettura.

La traduzione è la stessa dell'edizione dei Meridiani in quattro volumi: la traduzione dei primi due era originariamente basata sull'edizione Clarac-Ferré del 1954 ma è stata rivista nel 1998 per aggiornarla all'edizione critica definitiva di Jean-Yves Tadié del 1988; gli ultimi due sono tradotti direttamente da quest'ultima.
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  • 0

    Quel Marcel! e adesso come farò con l'insonnia?

    Non essendo uno che si corica presto la sera, ci ho messo un bel po' di tempo a finire questo blasonatissimo romanzo: una quindicina d'anni buoni, credo.
    Lo intervallavo ad altre più pesanti e spesse ...continua

    Non essendo uno che si corica presto la sera, ci ho messo un bel po' di tempo a finire questo blasonatissimo romanzo: una quindicina d'anni buoni, credo.
    Lo intervallavo ad altre più pesanti e spesse letture, e mi centellinavo i volumi del buon Marcello un poco alla volta, tipo una frase o un paragrafo per sera, per gustarmelo parola per parola, virgola per virgola; anche perché, era l'unica soluzione possibile: le braccia di Morfeo mi accoglievano nel giro di pochi minuti, e le mirabolanti descrizioni e narrazioni della Recherche si sono rivelate un miracoloso toccasana per la mia insonnia. In particolar modo, quelle in cui per l'appunto il protagonista racconta delle sue abitudini riguardanti il sonno: contenute nel primo volume, se ben ricordo, dedicato tra l'altro a un certo Swann, che tendevo a confondere col protagonista del Fantasma del palcoscenico. Roba da matti.

    Adesso, terminato l'ultimo rigo di quest'opera monumentale che mi ha salvato dalla dipendenza dai sonniferi, come farò?
    Passerò il resto dei miei giorni a sfogliarmi col contagocce "La vita" di Benvenuto Cellini? Ricomincerò a leggere tutti gli albi di Zagor dal primo numero, speciali compresi?
    Lo sapevo che quell'estate a San Vincenzo, ancora fanciullo, non avrei dovuto sciropparmi tutta la Ab urba condita di Tito Livio.
    Peccateli di giovinezza, mi rendo conto.

    Mi rimane comunque almeno Il "Jean Santueil", ahimé troppo striminzito per i pantagruelici standard del Nostro; nonché tutti i saggi, le lettere, i sicuramente splendidi scritti giovanili.

    Forse, il mio francese preferito non mi ha lasciato poi tanto solo.

    ha scritto il 

  • 5

    Verità

    Non sono in grado, né voglio, recensire la Recherche.
    Per me quest'opera, che probabilmente solo in minima parte ho compreso ma che ugualmente reputo la cosa più bella che abbia mai letto, è il più am ...continua

    Non sono in grado, né voglio, recensire la Recherche.
    Per me quest'opera, che probabilmente solo in minima parte ho compreso ma che ugualmente reputo la cosa più bella che abbia mai letto, è il più ampio e miglior ritratto mai fatto all'umanità.
    Proust mi è sembrato un chirurgo che, con precisione scientifica, mi ha messo di volta in volta davanti ogni possibile passione umana.
    Ho la sensazione di aver letto un grande libro sulla verità, anzi, Il Libro della Verità, che spesso mi ha costretto ad interrompermi in contemplazione di quanto stavo leggendo.
    Non ho altre parole.

    ha scritto il 

  • 0

    Per me il più grande romanzo mai scritto. Ció a cui la letteratura aspira da sempre: una vita restituita al lettore nella sua interezza attraverso uno stile unico e una insuperabile finezza psicologic ...continua

    Per me il più grande romanzo mai scritto. Ció a cui la letteratura aspira da sempre: una vita restituita al lettore nella sua interezza attraverso uno stile unico e una insuperabile finezza psicologica. Il tutto mediato da una finzione che lambisce la verità dei fatti ma che permette all'autore di avere una distanza sufficiente per non farne una semplice autobiografia bensí un imprescindibile indagine sull'arte e sull'esistenza

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un viaggio difficile, ma necessario

    Non sono nuovo a grandi viaggi letterari, anche se di tutt'altro genere ("Il signore degli anelli", "La torre nera", "Harry Potter", ecc), motivo per cui approcciarmi a questo libro mi spaventava tant ...continua

    Non sono nuovo a grandi viaggi letterari, anche se di tutt'altro genere ("Il signore degli anelli", "La torre nera", "Harry Potter", ecc), motivo per cui approcciarmi a questo libro mi spaventava tanto quanto mi incuriosiva. Ho iniziato a leggerlo in risposta all'esigenza personale di dedicare parte della mia vita di lettore a quelle opere universalmente riconosciute come classici meritevoli di attenzione, ma ero convinto che lo avrei abbandonato a breve. Ebbene, sono stato sul punto di farlo dopo le prime 40/50 pagine, poi sono entrato nell'atmosfera, nel vortice del libro (un vortice non fatto di situazioni ed eventi dinamici, ma di parole, descrizioni, dialoghi, analisi, riflessioni) e non sono più riuscito a fermarmi fino al termine. L'ho letto con un ritmo costante medio di 40 pagine al giorno.

    Ammetto di non avere competenza per esprimere un giudizio autorevole. Per un lettore medio, come me, il romanzo è ricco di aspetti positivi, di passi interessanti, di spunti di riflessione. Ho apprezzato soprattutto alcune immagini, alcune scene funzionali a trasmettere realtà sulla vita in maniera profonda, intensa, naturale: l'episodio della madeleine, il momento della comprensione della morte della nonna a Balbec, l'analisi della sonata di Vinteuil e della musica in generale, la presa di coscienza della propria vecchiaia e di quella altrui, il "fulmine" che porta alla decisione di scrivere il libro. Ho apprezzato anche i numerosi e lunghi passaggi, dal sapore teatrale, dedicati ai salotti aristocratici e alle loro conversazioni. Ho amato e divorato il romanzo nel romanzo "Un amore di Swann". Ho decisamente apprezzato, infine, i ritratti profondi del barone Charlus e di Francoise in particolare, che emergono non da descrizioni dirette, ma da un sommarsi di parole, gesti, abitudini, reazioni che attraversano tutto il libro e che sono un tratto comune dei dipinti dei personaggi che lo popolano.

    C'erano, fino all'ultimo volume, anche diversi aspetti che non avevo gradito, salvo poi comprenderne la funzione:

    - l'insistenza e la ricchezza di particolari con cui si descrivono gli incontri mondani a volte sembravano eccessive, non funzionali, anche se alcune riflessioni finali me ne hanno fatto comprendere lo scopo;
    - il rapporto del protagonista con le ragazze è spesso irritante, le donne vengono dipinte in più passi come oggetti di cui lui può servirsi a piacimento, a seconda delle necessità: che sia invenzione narrativa o trasposizione di pensieri dell'autore, la sensazione che ne deriva è comunque spiacevole, oltre al fatto che alcuni ragionamenti paiono poco comprensibili;
    - l'inattività, l'ozio, la "vita da ricco" e un po' viziato del narratore (/autore) appariva altrettanto odiosa e cozzava contro le sue pretese di dare un'interpretazione a vari aspetti della vita, ma è lui stesso a fare in parte questa autocritica alla fine e a contestualizzare il tutto nella chiave della composizione della sua vasta opera.

    In conclusione, confermo che è un libro, anzi un'esperienza, che va vissuta. Ognuno coi propri tempi, a volte mandando giù certi passi più pesanti, a volte lasciandosi trasportare, dovremmo aggiungere al nostro bagaglio culturale questo romanzo. Io me ne sento decisamente arricchito.

    ha scritto il 

  • 0

    Se c'è uno svantaggio obiettivo negli eBook, è che non ti rendi conto della mole dei libri che stai per leggere.
    Ora capisco cosa intendeva la mia bibliotecaria di fiducia, il giorno che mi disse: "Ca ...continua

    Se c'è uno svantaggio obiettivo negli eBook, è che non ti rendi conto della mole dei libri che stai per leggere.
    Ora capisco cosa intendeva la mia bibliotecaria di fiducia, il giorno che mi disse: "Cara, ma ogni tanto non ti andrebbe proprio un testo più leggero?".

    ha scritto il 

  • 5

    "La vera vita, la vita finalmente messa a nudo e chiarita, di conseguenza la sola vita pienamente vissuta, è la letteratura"

    Marcellino la sapeva lunga, sapeva che la bellezza, come la letteratura, salverà il mondo; Per questo decise di dedicare tutta la sua vita alla composizione non di un romanzo, di un'opera fine a sé st ...continua

    Marcellino la sapeva lunga, sapeva che la bellezza, come la letteratura, salverà il mondo; Per questo decise di dedicare tutta la sua vita alla composizione non di un romanzo, di un'opera fine a sé stessa, ma ad un manuale utile a chiunque volesse rincorrere il Tempo, presenza inquietante che come un fabbro pialla e liscia tutto quello che incontra nel suo cammino, che siano persone, luoghi, pensieri o sentimenti.

    Ma perché rincorrere una presenza intangibile, perché andare controcorrente per afferrare parti di sé stesso che ormai son state assimilate dal nostro io e non possono più esser godute separatamente? Perché ossessionarsi a scavare dentro sé stessi, con la stessa foga di un povero matto che cerca di svuotare il mare con un cucchiaino da caffè?

    Perché ne vale la pena, e Marcel aveva ragione. Bisogna sapersi fermare e guardare indietro, saper analizzare il proprio sentiero e godersi i momenti che ci hanno scolpito e che ci influenzeranno per sempre; Bisogna ridere di quella volta che si è chiamata "Mamma" la maestra, di quella volta che ti sei sbucciato il ginocchio correndo, della prima volta in cui ti sei innamorato, del primo mal d'amore e della prima delusione. Bisogna trarre appagamento dai bei ricordi, ma bisogna soprattutto trasformare in gioia l'esperienza del dolore, perché, come lui ci insegna:

    "Le idee sono surrogati dei dolori allorché questi si tramutano in idee, perdono una parte della loro azione nociva sul nostro cuore, e anzi, in un primo momento, la trasformazione stessa sprigiona subito gioia. Surrogati solo in relazione al tempo, del resto, poiché sembra che l’elemento primitivo sia l’idea, e il dolore solo la modalità con cui certe idee entrano inizialmente in noi. Ma il gruppo delle idee è formato da numerose famiglie, e alcune si rivelano subito per gioie."

    E allora soffriamo, impariamo a vivere con la perenne insoddisfazione, con quel sentimento di oblio che ci schiaccia e ci lascia senza respiro e senza speranza, godiamo del dolore e trasformiamolo in letteratura, ma soprattutto cerchiamo di non identificare nel dolore la persona che ce l'ha imposto, non odiamola, ma ringraziamola, ricopriamola di belle parole, seguiamo i dettami di Proust:

    "Ogni persona che ci fa soffrire può essere da noi raffrontata a una divinità di cui è soltanto un riflesso frammentario e l’ultimo stadio, divinità (idea) la cui contemplazione muta subito in gioia la pena che era in noi. L’arte di vivere sta tutta nel servirci delle persone che ci fanno soffrire solo come gradino che ci consenta di accedere alla loro forma divina e di popolare cosi allegramente la nostra vita di divinità"

    "Troviamo di tutto nella nostra memoria è una specie di farmacia, di laboratorio chimico, dove si mettono le mani, a caso, ora su una droga calmante, ora su un veleno pericoloso"

    Abusiamo della nostra memoria, scaviamo nel profondo, infliggiamoci dolore, andiamo in overdose di sofferenza, rendiamoci liberi dal dolore vivendolo e tramutandolo in gioia, rendiamo il mondo un posto migliore.

    E forse, veramente, la bellezza salverà il mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    Dalla parte di Swann - dal 15/02/2016 al 2/03/2016 (***/5)
    All'ombra delle fanciulle in fiore -
    I Guermantes -
    Sodoma e Gomorra -
    La prigioniera -
    Albertine scomparsa -
    Il Tempo ritrovato - ...continua

    Dalla parte di Swann - dal 15/02/2016 al 2/03/2016 (***/5)
    All'ombra delle fanciulle in fiore -
    I Guermantes -
    Sodoma e Gomorra -
    La prigioniera -
    Albertine scomparsa -
    Il Tempo ritrovato -

    ha scritto il 

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