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Alla ricerca del tempo perduto

8 voll.

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar grandi classici)

4.6
(691)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 3850 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804548495 | Isbn-13: 9788804548492 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Raboni ; Curatore: A.L. Zazo , L. De Maria

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Il cofanetto contiene l'opera completa "Alla ricerca del tempo perduto" in otto volumi: Dalla parte di Swann; La parte di Guermantes; All'ombra delle fanciulle in fiore; Sodoma e Gomorra; La Prigioniera; Albertine scomparsa; Il Tempo ritrovato; Sulla lettura.

La traduzione è la stessa dell'edizione dei Meridiani in quattro volumi: la traduzione dei primi due era originariamente basata sull'edizione Clarac-Ferré del 1954 ma è stata rivista nel 1998 per aggiornarla all'edizione critica definitiva di Jean-Yves Tadié del 1988; gli ultimi due sono tradotti direttamente da quest'ultima.
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  • 3

    Meritevole ma faticoso

    Qualcuno lo definisce un romanzo-trattato. In effetti è la storia di una vocazione all'arte, in particolare alla scrittura, uin trattato filosofico su tempo, memoria e coscienza, sul ruolo del bello. ...continua

    Qualcuno lo definisce un romanzo-trattato. In effetti è la storia di una vocazione all'arte, in particolare alla scrittura, uin trattato filosofico su tempo, memoria e coscienza, sul ruolo del bello. Ed una descrizione senza sconti del declino del gran mondo aristocratico, della fine di un secolo, nonché una feroce critica nei confronti della falsità del ruolo mondano. Memorabili le pagine sull'amore e la gelosia, vere fino nel midollo. Proust ha una capacità introspettiva incredibile, mi sono ritrovata nelle sue descrizioni di alcuni aspetti dell'io profondo, in modo quasi psicanalitico. Pur pensando a volte che il quadro da lui descritto sia eccessivo, mi sono ritrovata invece a pensare se nella mia vita non abbia forse agito spinta da certi meccanismi piuttosto che da altri.
    Inprescindibile anche la descrizione dell'omosessualità, fatta ribaltando drammaticamente la realtà (Proust è omosessuale ma il suo protagonista no), in particolare il personaggio di Albertine e della sua omosessualità femminile è specchio del grande amore di Proust per Agostinelli e nello stesso tempo specchio dei sensi di colpa dello stesso Proust nei confronti dei suoi familiari.
    Proust è inoltre un grande pittore di paesaggi a parole (memorabili le descrizioni dei biancospini di Combray). Quello che non mi è andato giù è lo stile. Ho certamente letto nella postfazione il ruolo dello stile, che sembra quasi avere le caratteristiche di un fiume in piena, o di un motivo musicale. Ma l'ho apprezzato poco. E' un fraseggio amplissimo, lento, che si avvolge su se stesso, e che richiede una attenzione spasmodica per poter essere compreso appieno, sia nel senso sia nella musicalità. Ho trovato dei punti a dir poco geniali e alcuni esteticamente perfetti. Ma è stato un lavoro faticoso che mi sono in certi momenti imposta, lasciandolo per altri libri. Non è un libro quinid che mi ha dato piacere. Mi ha arricchito da diversi punti di vista ma ho provato quasi sollievo nel finirlo. Con questo non voglio dire che non sia effettivamente un classico imprescindibile. Però affrontarlo è una piccola e coraggiosa impresa. Alla fine, pur faticoso, convengo di aver fatto bene a finirlo perché è stata una scoperta che mi ha arricchito. Tre stelle sono poche, quattro forse eccessive.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire?

    Criticare o amare la Recherche significa tout-court aver letto Proust o non avere avuto tempo per sciogliere la propria riserva. Cosa comprensibilissima, visto che la passione dell'autore per l'ipotas ...continua

    Criticare o amare la Recherche significa tout-court aver letto Proust o non avere avuto tempo per sciogliere la propria riserva. Cosa comprensibilissima, visto che la passione dell'autore per l'ipotassi è tale da indurre persino l'amante più deferente ad un continuo stress-test sulle proprie capacità amatorie (e a ben vedere, persino gli amanti più fervidi si scoprono traditori una volta riconosciuta nella devozione all'oggetto, sopportata quindi per amore di menzogna od eccesso di miopia, il solo mezzo per raggiungere sè stessi) ma che per uno strano gioco di coppia, quasi Guermantes, concede tuttavia ad entrambe le parti (ai lettori mancati e a quelli compiuti) la stessa soddisfazione di non perdere il proprio Tempo: arenando gli uni al mito della madeleine e gli altri al mito dell'Io, alla dissolutezza dei protagonisti e alle velleità del loro autore, obbedendo ciascuno in ogni caso alla propria confessione pur avendo varcato la soglia di una stessa cattedrale.
    Similmente, proprio in ragione di quanto l'odio può sovente vivificare l'amore che lo contiene, direi che basta amare Proust per avere anche la capacità di odiarlo, visto il fascino che esercita come lo sconforto che suscita, il probabile disinteresse sociale ad una dimensione interiore perniciosamente assimilata all'ozio - protagonista dell'opera e prerequisito esecrabile per la fruizione della stessa - ed un prevedibile disorientamento a fronte di uno stile non avvezzo a chi sia abituato ad addormentarsi senza pensare a cosa accada qualche minuto prima o qualche ora dopo. 

    Tuttavia, tuttavia...come negarne il lascito universale? 
    E sopratutto, di fronte ad un'opera così colossale, come trovare il Tempo per scriverne le tracce, le proprie impressioni, senza provare la mortificante sensazione come di chi armonizzi la IX di Beethoven?
    Chi di voi ne serba il ricordo?

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente meglio del primo volume!

    E' un libro sui sentimenti, declinati nelle più svariate forme che l'animo umano possa concepire.. soprattutto l'animo di un giovinetto
    Marcel si aspetta tanto, da tutto, dalle persone, dall'arte, dal ...continua

    E' un libro sui sentimenti, declinati nelle più svariate forme che l'animo umano possa concepire.. soprattutto l'animo di un giovinetto
    Marcel si aspetta tanto, da tutto, dalle persone, dall'arte, dalla vita, e fantastica talmente tanto che alla fine la realtà è sempre al di sotto delle aspettative
    Anche quando incontra le ragazze, non sa decidere di chi innamorarsi, e poi sceglie Albertine ma quasi per caso (almeno così è sembrato a me), perchè è quella con cui ha maggiori contatti, e si butta a capofitto in questa storia, che prima inventata dalla sua fantasia e poi prende corpo, mai come vorrebbe lui...
    Secondo me il romanzo, è un inno al voler amare, all'innamoramento, più che all'amore vero e proprio.

    ha scritto il 

  • 5

    2013:
    Meraviglioso. Non è un tomo, non è l’Everest da scalare, è un viaggio nella memoria, una rievocazione del passato, un percorso fatto di sensazioni e emozioni, il viaggio della vita, da assaporar ...continua

    2013:
    Meraviglioso. Non è un tomo, non è l’Everest da scalare, è un viaggio nella memoria, una rievocazione del passato, un percorso fatto di sensazioni e emozioni, il viaggio della vita, da assaporare con la lentezza che lo caratterizza. Non manca nulla in questo capolavoro, tutti i sentimenti sono rappresentati e perciò il lettore non può non ritrovarsi e non condividere le molteplici riflessioni di Marcel Proust sull’infanzia, sull’amore, l’amicizia, l’arte, la letteratura. Unico inconveniente è stato dover maneggiare un unico volume di circa tremila pagine, un po’ faticoso, ma ne è valsa la pena. E’ pieno di post-it e sottolineature a matita (perderò mai quel vizio?) perché in ogni pagina c’è un paragrafo, una frase su cui soffermarsi e riflettere. Lo terrò in lettura perché questo non è un libro da tenere chiuso e riposto nella libreria, è un libro da tenere a portata di mano, sul comodino o sul tavolino accanto alla poltrona, per poterlo aprire in ogni momento in cui c’è la necessità di uscire dalla nostra frenetica quotidianità, per immergersi in un’atmosfera fatta di lentezza, di passato e di ricordi. Così sia.

    ha scritto il 

  • 5

    Finito! Dopo 317 giorni di, paziente, lenta ma sistematica, lettura ho portato a termine un’impresa che in altro tempo avrei ritenuto impossibile.
    Virginia Woolf scrisse: ”La mia grande avventura in r ...continua

    Finito! Dopo 317 giorni di, paziente, lenta ma sistematica, lettura ho portato a termine un’impresa che in altro tempo avrei ritenuto impossibile.
    Virginia Woolf scrisse: ”La mia grande avventura in realtà è Proust. Be’ – cos’altro resta da scrivere dopo di lui? […] Com’è riuscito finalmente qualcuno a cristallizzare ciò che è sempre sfuggito – e persino a trasformarlo in questa sostanza stupenda e perfettamente duratura? Si deve posare il libro e restare a bocca aperta”.
    Mi rifiuto dunque di recensire il libro – ci vuole anche un po’ di modestia cribbio!- ma segnalo solo alcune impressioni (già, l’impressione, così importante in Proust!):
    - Proust ci fa attraversare una dimensione della letteratura assolutamente nuova. La Recherche è uno Stargate che ti fa entrare nella letteratura da una porta che non avevi visto, ti proietta in una dimensione del Tempo che non avevi neppure immaginato.
    - Proust completa una visione del romanzo europeo che mancava, da Balzac, a Zolà, da Mann a Verga, da James a Woolf, da Dostoevskj a Pirandello, e nello stesso tempo anticipa con forza quanto sta accadendo sul fronte della ricerca introspettiva, nell’analisi dei sentimenti, nello studio della coscienza profonda.
    - Proust nel suo penetrare lo spazio ed il Tempo, per i lunghi decenni della narrazione e delle vita del narratore, pianta la bandiera del valore supremo: la Memoria. Una memoria, quella involontaria, non solo specchio ma luogo della presa di coscienza di ciò che è stato e della differenza tra un “allora” ed un “ora” dove l’”ora” non sarebbe possibile senza l’”allora” ma anche dove l’”allora” prende sfumature diverse rivisto e ripensato con il trascorrere del Tempo. Tempo spesso scritto con la T maiuscola.
    - La Recherche è pervasa dal tema dell’omosessualità, cosa non comune per quell’epoca, ma non è un romanzo omosessuale. La condizione di diversità viene vissuta dai protagonisti con grande serenità ad esclusione dell’ossessione del narratore nei confronti di Albertine (più legata al tema della gelosia) ed allo stupore del saperlo di Saint Loup, cosa che però non gli impedisce di aver un rapporto profondo con il Barone di Charlus.
    - La Recherche è pervasa dal tema dell’amore e della gelosia. Anche qui un’ossessione per il narratore. La gelosia come fonte per il vero amore senza la quale lo stesso non può esistere se non come una noiosa routine.
    - Infine accanto ai grandi temi della vita e della morte, dello spazio e del Tempo, dell’arte e della bellezza, un’attenzione maniacale per i dettagli, per i particolari: una luce, un rumore, un fiore, uno sguardo, un colore, un respiro, una risata, un viso, quali elementi decisivi per comporre un quadro d’insieme capace d’imprimersi nella memoria e formare il potenziale del ricordo. Una memoria che si attiva nostro malgrado, come riflesso involontario al riaffiorare del particolare una volta rimasto impresso.
    La lettura, fatta diligentemente con matita e vocabolario, arricchisce le nostre conoscenze linguistiche, rende fertile il terreno per tante altre letture, si radica nella vita concreta del quarantennio, più o meno, analizzato tra la fine dell’800 (il narratore nasce nel 1880) ed il 1919 data della folgorazione sulla necessità di usare la scrittura per “ritrovare il Tempo perduto”. È essenziale per tentare di approfondire la cultura del romanzo e del pensiero del 900.

    A domanda: ne consiglieresti la lettura? Rispondo: solo a chi a voglia di compiere un viaggio storico – letterario - linguistico con la convinzione di imparare, cercando di capire dai lunghi e spesso contorti periodi di Proust la sostanza del pensiero del narratore, la ricerca dentro se stesso dell’essenza della vita.
    Alain de Botton dice che “se vogliamo rendere davvero omaggio a Proust dobbiamo cominciare a guardare il nostro mondo attraverso i suoi occhi, e non guardare il suo mondo attraverso i nostro occhi”, questo sarebbe un buon metodo da utilizzare ex-post.
    Va letto senza fretta, come un impegno giornaliero, per tenere insieme i fili del racconto ma anche assaporarne i lunghi percorsi del pensiero proustiano.

    ha scritto il 

  • 4

    Isolare in poche righe un libro simile è sicuramente una forzatura, così come è proibitivo dare 4/5 stelle a un capolavoro.
    Però, lungo tutti i due anni che ho impiegato a finirlo, piano piano un libr ...continua

    Isolare in poche righe un libro simile è sicuramente una forzatura, così come è proibitivo dare 4/5 stelle a un capolavoro.
    Però, lungo tutti i due anni che ho impiegato a finirlo, piano piano un libro alla volta, il piacere della lettura è sempre stato oscillante.
    In alcuni momenti faticavo a finire a la pagina, perché quel mondo e quelle regole del gioco sono troppo lontani, perché quando Lui la ama, ma non riesce a dirglielo, né ad ammetterlo a sé stesso, lo vorresti strozzare e scagliare tutte le 2000 e passa pagine fuori dalla finestra.
    Però anche in quei momenti difficili mi rendevo conto che in fondo tutto mi sembrava sublime come se solo Proust ha capito tutto la vita e il tempo, l'amore e la morte, le persone e le relazioni sociali.
    Forse dovrei rileggerlo da capo :)

    ha scritto il 

  • 0

    7/01: terminato "Dalla parte di Swann". Tralasciando la nota dell'editore (edizione Newton Compton) con uno spoiler di dimensioni cosmiche, sono riuscito a godermi il libro. Di una potenza disarmante ...continua

    7/01: terminato "Dalla parte di Swann". Tralasciando la nota dell'editore (edizione Newton Compton) con uno spoiler di dimensioni cosmiche, sono riuscito a godermi il libro. Di una potenza disarmante il classico passaggio delle madeleines e non da meno la parte centrale del romanzo, ossia quella dedicata al signor Swann e ad Odette. Ho grandi aspettative per il secondo volume (di cui ho letto qualche pagina). 4/5

    ha scritto il 

  • 5

    Ineguagliabile. Certi periodi, certi pensieri costruiti parola dopo parola, trasformati in meraviglia, ci mostrano come attraverso la lettura sia possibile andare oltre, avanzando ad ogni pagina sempr ...continua

    Ineguagliabile. Certi periodi, certi pensieri costruiti parola dopo parola, trasformati in meraviglia, ci mostrano come attraverso la lettura sia possibile andare oltre, avanzando ad ogni pagina sempre più in profondità.

    ha scritto il 

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