Alla ricerca del tempo perduto - Vol. 1

Dalla parte di Swann - All'ombra delle fanciulle in fiore

Di

Editore: Mondadori (I Meridiani)

4.7
(273)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1469 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804555254 | Isbn-13: 9788804555254 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Raboni ; Contributi: Daria Galateria , Alberto Beretta Anguissola

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

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  • 5

    Cher Marcel,

    Cher Marcel, ti scrivo perché mi hai irretito per la seconda volta nella vita, e spetterà a te spiegare perché non avrò, probabilmente per mesi,altre letture, perché diserterò la mia benamata bibliote ...continua

    Cher Marcel, ti scrivo perché mi hai irretito per la seconda volta nella vita, e spetterà a te spiegare perché non avrò, probabilmente per mesi,altre letture, perché diserterò la mia benamata biblioteca, perché non recensirò più libri - non leggendo altri all'infuori del tuo...
    Questo è il momento, questo il progetto.
    Più di quarant'anni fa, durante una lunga estate, la prima lontana dalla mia famiglia, lessi la Recherche, tutta di un lungo fiato, nella stessa edizione nella quale la sto riprendendo in mano ora.
    Ho sempre detto: un giorno la rileggerò, un giorno...ma la folla di letture nuove mi ha sempre attirata maggiormente. Fino a l'altro ieri.
    Ora che l'ho ripresa in mano, ritrovo, fresche come in quella lontanissima estate, i piaceri del fraseggio, lo stupore di fronte a tanta loquacità, l'incredulità persino: ma sta davvero scrivendo la seconda pagina sulla forma delle foglioline di tiglio dissecate, e lo sto davvero leggendo?
    E' così con te, cher Marcel, un tuffo e tutto il mondo interno sotteraneo, immenso e sfumato da scandagliare, millimetro dopo millimetro. Le minuscole abitudini del microscopico mondo di Combray, i penseri di cent'anni fa, le tournure paesane nelle parole della governante Françoise, il pettegolezzo sullo sconosciuto apparso ieri sotto la finestra della zia che si finge più malata di quanto sia. Non so quale sia questa magia, come faccia a tenermi lontana dall'ultima raccolta di racconti tradotta dall'americano, come tutta questa immensa e profondissima frivolezza attraversi gli strati del tempo, come sia riuscito tu a dire su noi stessi più di quanto ci dica alcun altro, come gorgheggi le tue impossibilmente lunghe frasi, tenendoci con il fiato sospeso, come lo tratteniamo alzando lo sguardo verso il funambolo, lassù, sospeso a un filo, il tuo filo di frasi. Come la musica della tua prosa sia dolce alle orecchie, la tua indulgenza verso i diffetti umani - che volgi in simpatici marchi di personalità - inesauribile, e l' acutezza delle tue osservazioni, capace di cogliere il riflesso di un riflesso, il pensiero non ancora formulato, perturbante. E forse, perdendone tanto in questa rilettura, ritroverò il mio tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni commento a un monumento del genere è inadeguato. Certo si tratta di una lettura estremamente impegnativa, perchè richiede tempo e concentrazione, poichè non c'è una sola frase che non sia perfett ...continua

    Ogni commento a un monumento del genere è inadeguato. Certo si tratta di una lettura estremamente impegnativa, perchè richiede tempo e concentrazione, poichè non c'è una sola frase che non sia perfetta. Leggerlo in fretta sarebbe del tutto inutile.

    ha scritto il 

  • 5

    qualche parola di meno?

    naturalmente scherzo. ci ho messo più tempo io a leggere questo primo volume che lui a scriverlo. è una scrittura che ti ammalia, ti avvolge nelle sue mille spire, per fortuna sono stato molto aiutato ...continua

    naturalmente scherzo. ci ho messo più tempo io a leggere questo primo volume che lui a scriverlo. è una scrittura che ti ammalia, ti avvolge nelle sue mille spire, per fortuna sono stato molto aiutato dalle note per capire i riferimenti.
    la fatica immane è riuscire a "rallentare" per seguire il testo che a volte pare narrare il nulla, a quel punto mi limito ad ammirarne il modo. da profano mi par di intuire che la traduzione di Raboni sia anch'essa un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dalla parte di Swann"
    (1° - 20 gennaio 2014)

    Le mie impressioni? Difficile esprimerle di fronte a una tale prosa, musicale, avvolgente, fluida e continua. In questo primo libro i temi sono i ricordi ...continua

    "Dalla parte di Swann"
    (1° - 20 gennaio 2014)

    Le mie impressioni? Difficile esprimerle di fronte a una tale prosa, musicale, avvolgente, fluida e continua. In questo primo libro i temi sono i ricordi suscitati da piccoli dettagli, il tempo e il Tempo, la memoria, quel che crediamo di conoscere e quel che non conosciamo delle persone che amiamo, l'amore, l'innamoramento dell'amore, la gelosia, i batticuori. Ci viene rappresentata una vita oziosa, quella cui può dedicarsi chi deve solo scegliere a quale serata partecipare, quali compagnie frequentare, quali artisti seguire, quale gioiello regalare e quale cappellino indossare. Siamo alla fine dell'800, la borghesia parigina si intreccia con la nobiltà decaduta. Sono descritti l’infanzia a Combray e i ricordi del primo amore adolescenziale dell'io narrante, lo sbocciare dell'amore tra Charles Swann e Odette, un amore che somiglia più ad una serie ininterrotta di schermaglie amorose che trovano origine in una brama intellettuale (per Swann) e nel calcolo (per Odette), e non ad una passione rumorosa e travolgente. Inutile dire che Odette è l'ultima persona di cui un uomo dovrebbe innamorarsi ma, tant'è, Swann crede di esserne innamorato.
    Il testo è pieno di metafore che gli studiosi, da un secolo ormai, tentano di catalogare e sviscerare, ma io mi sono lasciata guidare dai profumi, dai sapori e dai colori, da ciò che essi evocano nei protagonisti, dai momenti vissuti, dai luoghi reali o immaginari raccontati, dalle sensazioni sedimentate, dai ricordi sopiti.
    *******

    "All'ombra delle fanciulle in fiore"
    (22.1.2014 - 5.3.2014)

    Continua il mio viaggio nel mondo proustiano. Mi colpiscono la sua capacità di definire con precisione le sfumature di uno sguardo, di un sentimento, di un paesaggio, la profusione di aggettivi, l'erudizione, il richiamo costante e continuo ad immagini, sculture, monumenti, racconti, storie, personaggi mitologici, i cerchi concentrici che compongono la trama. Mi è stato detto che tutto questo, comunque, non definisce il nucleo essenziale della Récherche, costituito invece dalla capacità di suscitare nel lettore la memoria e il tempo interiori e dall'influenza che la psicanalisi ha avuto su di lui. Riguardo al tempo e alla memoria interiori, questo in parte è stata risvegliata in me ma credo anche che l'intera opera necessiti di più riletture per coglierne il cuore.
    In questo secondo libro, la prima sorpresa è scoprire Swann e Odette sposi e genitori di Gilberte. Si approfondisce la figura di Odette, si apprende del primo amore (non corrisposto) dell'io narrante per Gilberte e di quello successivo, ancora in fieri, per Albertine Simonet, altro personaggio chiave di tutta l'opera proustiana. Per il momento non sono attratta dai risvolti freudiani e non intendo nemmeno perdermi dietro ad essi. Mi accontento di lasciarmi incantare dalla musicalità che pervade lo stile di questo autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Rifuggo come la peste lo scavo interiore nella narrativa e, possibilmente, nella vita. Nonostante questo, la Recherche mi ha sempre attratta, con quel nome da progetto impossibile che,a giudicare dal ...continua

    Rifuggo come la peste lo scavo interiore nella narrativa e, possibilmente, nella vita. Nonostante questo, la Recherche mi ha sempre attratta, con quel nome da progetto impossibile che,a giudicare dal titolo dell' ultimo volume, pare tra l’altro concludersi bene. Progetto che sembra anche il bilancio della vita di un uomo dall’aria languida vissuto un secolo prima di me (“Scrittore francese, perdente assoluto: mai fatto un lavoro vero, amori non corrisposti, gay” ) da cui mi aspetto qualcosa - un insegnamento, una prospettiva.
    Sara’ stata la prosa sinuosa, il fatto di leggere principalmente a letto, con il narratore che rievocava, anche lui, il momento in cui prendeva sonno e le varie camere in cui aveva dormito - almeno tre sono state le false partenze prima di riuscire a passare le prime cinquanta pagine della Recherche. Adesso, a primo volume terminato, l’avventura pare iniziata. Molto difficili le prime cento monotone pagine, dove non succede nulla. Arduo seguire i continui riferimenti a opera d’arte e a loro interpretazioni . Come pure, in generale, il periodare lungo e complesso che si snoda tra divagazioni continue, contribuendo ad un effetto di distanziamento dal fatto concreto funzionale a uno dei temi che vengono lanciati: il paradosso per cui l’esperienza piena del reale puo’ avvenire solo in maniera indiretta e mediata (dalla coscienza, dall’immaginazione, dal pensiero, dalla memoria). Inaspettata e piacevole la vena ironica nella rappresentazione di personaggi, idee e modi di vita di certi ambienti borghesi (ad esempio il salotto dei Verdurin, o le divagazioni sulle similitudini tra la servitu’di Combray e le allegorie delle virtu’ di certi dipinti), con una rievocazione di dettagli minimi e familiari – da poesia crepuscolare – che accompagna e contrappunta una riflessione per niente minimalista sul tempo e sull’esperienza. Le donne che passeggiano nel Bois de Boulogne, rievocate con rimpianto nelle ultime pagine, fanno perdonare tante lungaggini precedenti. Il riflesso dei loro colori e dei loro modi nello sguardo del narratore si trattiene nella coscienza con tanta grazia che sarebbe facile prenderle per mano e lasciarsi accompagnare di slancio verso il secondo volume. Ma, in onore del titolo, aspetteremo primavera (Dalla Parte di Swann, dicembre 2011 – gennaio 2012)

    ha scritto il 

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