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Alla ricerca del tempo perduto - Vol. 1

Dalla parte di Swann - All'ombra delle fanciulle in fiore

By Marcel Proust

(467)

| Boxset | 9788804555254

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Book Description

40 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Dalla parte di Swann"
    (1° - 20 gennaio 2014)

    Le mie impressioni? Difficile esprimerle di fronte a una tale prosa, musicale, avvolgente, fluida e continua. In questo primo libro i temi sono i ricordi suscitati da piccoli dettagli, il tempo e il Tem ...(continue)

    "Dalla parte di Swann"
    (1° - 20 gennaio 2014)

    Le mie impressioni? Difficile esprimerle di fronte a una tale prosa, musicale, avvolgente, fluida e continua. In questo primo libro i temi sono i ricordi suscitati da piccoli dettagli, il tempo e il Tempo, la memoria, quel che crediamo di conoscere e quel che non conosciamo delle persone che amiamo, l'amore, l'innamoramento dell'amore, la gelosia, i batticuori. Ci viene rappresentata una vita oziosa, quella cui può dedicarsi chi deve solo scegliere a quale serata partecipare, quali compagnie frequentare, quali artisti seguire, quale gioiello regalare e quale cappellino indossare. Siamo alla fine dell'800, la borghesia parigina si intreccia con la nobiltà decaduta. Sono descritti l’infanzia a Combray e i ricordi del primo amore adolescenziale dell'io narrante, lo sbocciare dell'amore tra Charles Swann e Odette, un amore che somiglia più ad una serie ininterrotta di schermaglie amorose che trovano origine in una brama intellettuale (per Swann) e nel calcolo (per Odette), e non ad una passione rumorosa e travolgente. Inutile dire che Odette è l'ultima persona di cui un uomo dovrebbe innamorarsi ma, tant'è, Swann crede di esserne innamorato.
    Il testo è pieno di metafore che gli studiosi, da un secolo ormai, tentano di catalogare e sviscerare, ma io mi sono lasciata guidare dai profumi, dai sapori e dai colori, da ciò che essi evocano nei protagonisti, dai momenti vissuti, dai luoghi reali o immaginari raccontati, dalle sensazioni sedimentate, dai ricordi sopiti.
    *******

    "All'ombra delle fanciulle in fiore"
    (22.1.2014 - 5.3.2014)

    Continua il mio viaggio nel mondo proustiano. Mi colpiscono la sua capacità di definire con precisione le sfumature di uno sguardo, di un sentimento, di un paesaggio, la profusione di aggettivi, l'erudizione, il richiamo costante e continuo ad immagini, sculture, monumenti, racconti, storie, personaggi mitologici, i cerchi concentrici che compongono la trama. Mi è stato detto che tutto questo, comunque, non definisce il nucleo essenziale della Récherche, costituito invece dalla capacità di suscitare nel lettore la memoria e il tempo interiori e dall'influenza che la psicanalisi ha avuto su di lui. Riguardo al tempo e alla memoria interiori, questo in parte è stata risvegliata in me ma credo anche che l'intera opera necessiti di più riletture per coglierne il cuore.
    In questo secondo libro, la prima sorpresa è scoprire Swann e Odette sposi e genitori di Gilberte. Si approfondisce la figura di Odette, si apprende del primo amore (non corrisposto) dell'io narrante per Gilberte e di quello successivo, ancora in fieri, per Albertine Simonet, altro personaggio chiave di tutta l'opera proustiana. Per il momento non sono attratta dai risvolti freudiani e non intendo nemmeno perdermi dietro ad essi. Mi accontento di lasciarmi incantare dalla musicalità che pervade lo stile di questo autore.

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    Paola C. said on Jan 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scrittura di un'altra dimensione

    sembra che gli angeli in persona (o in angelicità) siano scesi apposta sulla terra per dettare queste pagine a Proust...

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    Alessandra Binetti said on Jul 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Commento facile facile: capolavoro. La bravura di Proust è ad un tempo mostruosa ed imbarazzante se confrontata con la letteratura odierna.

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    Luca Mazzei said on Jul 8, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Rifuggo come la peste lo scavo interiore nella narrativa e, possibilmente, nella vita. Nonostante questo, la Recherche mi ha sempre attratta, con quel nome da progetto impossibile che,a giudicare dal titolo dell' ultimo volume, pare tra l’altro conc ...(continue)

    Rifuggo come la peste lo scavo interiore nella narrativa e, possibilmente, nella vita. Nonostante questo, la Recherche mi ha sempre attratta, con quel nome da progetto impossibile che,a giudicare dal titolo dell' ultimo volume, pare tra l’altro concludersi bene. Progetto che sembra anche il bilancio della vita di un uomo dall’aria languida vissuto un secolo prima di me (“Scrittore francese, perdente assoluto: mai fatto un lavoro vero, amori non corrisposti, gay” ) da cui mi aspetto qualcosa - un insegnamento, una prospettiva.
    Sara’ stata la prosa sinuosa, il fatto di leggere principalmente a letto, con il narratore che rievocava, anche lui, il momento in cui prendeva sonno e le varie camere in cui aveva dormito - almeno tre sono state le false partenze prima di riuscire a passare le prime cinquanta pagine della Recherche. Adesso, a primo volume terminato, l’avventura pare iniziata. Molto difficili le prime cento monotone pagine, dove non succede nulla. Arduo seguire i continui riferimenti a opera d’arte e a loro interpretazioni . Come pure, in generale, il periodare lungo e complesso che si snoda tra divagazioni continue, contribuendo ad un effetto di distanziamento dal fatto concreto funzionale a uno dei temi che vengono lanciati: il paradosso per cui l’esperienza piena del reale puo’ avvenire solo in maniera indiretta e mediata (dalla coscienza, dall’immaginazione, dal pensiero, dalla memoria). Inaspettata e piacevole la vena ironica nella rappresentazione di personaggi, idee e modi di vita di certi ambienti borghesi (ad esempio il salotto dei Verdurin, o le divagazioni sulle similitudini tra la servitu’di Combray e le allegorie delle virtu’ di certi dipinti), con una rievocazione di dettagli minimi e familiari – da poesia crepuscolare – che accompagna e contrappunta una riflessione per niente minimalista sul tempo e sull’esperienza. Le donne che passeggiano nel Bois de Boulogne, rievocate con rimpianto nelle ultime pagine, fanno perdonare tante lungaggini precedenti. Il riflesso dei loro colori e dei loro modi nello sguardo del narratore si trattiene nella coscienza con tanta grazia che sarebbe facile prenderle per mano e lasciarsi accompagnare di slancio verso il secondo volume. Ma, in onore del titolo, aspetteremo primavera (Dalla Parte di Swann, dicembre 2011 – gennaio 2012)

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    Lebowski said on Jan 23, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno dei migliori libri in assoluto.
    Si può rileggere senza problemi e trovare sempre nuovi spunti interessanti, una vera miniera di umanità.

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    Volso said on Oct 31, 2011 | Add your feedback

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